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Gestione delle emergenze: incendi, terremoti, crolli e trombe d’aria

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

25/05/2011

Suggerimenti per la gestione delle emergenze nelle comunità. Caratteristiche dei materiali e comportamenti in caso di incendio, evento sismico, fuga di sostanze pericolose, scoppio, crollo di impianti e strutture, tromba d’aria.

Gestione delle emergenze: incendi, terremoti, crolli e trombe d’aria

Suggerimenti per la gestione delle emergenze nelle comunità. Caratteristiche dei materiali e comportamenti in caso di incendio, evento sismico, fuga di sostanze pericolose, scoppio, crollo di impianti e strutture, tromba d’aria.

 
Treviso, 25 Mag - Il portale della campagna straordinaria di formazione VIVERSICURA, campagna promossa dall’Assessorato alle Politiche della Formazione della Regione Veneto con l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza sul posto di lavoro, raccoglie un gran numero di materiali relativi a numerosi interventi di formazione e informazione.
 
Presentiamo un documento relativo ad un intervento promosso dalla Cooperativa Sociale Consorzio Provinciale Intesa relativo alle gestione delle emergenze nelle comunità, ricordando che in caso di emergenza improvvisa nelle comunità in cui sono presenti soggetti disabili/svantaggiati è necessaria una particolare attenzione. Infatti la persona disabile/svantaggiata può presentare una percezione del dolore diversa da quella dei soggetti "normodotati" e maggiori difficoltà di autotutela in caso di incendi e conseguenti improvvise procedure di sgombero e di evacuazione.
 
Nel documento “Sicurezza antincendio - La gestione dell’emergenza in una comunità”, dopo aver definito le emergenze e i piani di emergenza, si ricorda che un emergenza può essere:
- interna: attribuibile cioè a fenomeni interni all'ambiente di lavoro o comunque riconducibili ad esso (incendi, esplosioni, crolli, cedimenti, infortuni, malori, …);
- esterna: legata a fattori esterni non prevedibili o prevenibili con azioni organizzate dall'interno  ( calamità naturale, atti dolosi, coinvolgimento in incidenti attigui, …).
 
Dopo aver fatto una rassegna dei presidi antincendio, il documenti si sofferma sulle caratteristiche dei materiali.
La resistenza al fuoco è “la capacità di una costruzione, di una parte di essa o di un elemento costruttivo di mantenere, per un tempo prefissato:
- la stabilità R: attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto l'azione del fuoco;
- la tenuta E: attitudine a non lasciar passare ne produrre, se sottoposto all'azione del fuoco su un lato, fiamme, vapori o gas caldi sul lato non esposto;
- l'isolamento termico I: attitudine a ridurre la trasmissione del calore”.
In particolare la sigla REI deriva dal francese (Resistance/ Entretenir/ Isolement):
- con il simbolo REI (seguito da un numero n) “si identifica un elemento costruttivo che deve conservare per un tempo determinato n la resistenza meccanica, la tenuta alle fiamme e ai gas caldi, l'isolamento termico;
- con il simbolo RE (seguito da un numero n) si identifica un elemento costruttivo che deve conservare per un tempo determinato n la resistenza meccanica e la tenuta alle fiamme e ai gas caldi;
- con il simbolo R (seguito da un numero n) si identifica un elemento costruttivo che deve conservare per un tempo determinato n la resistenza meccanica”.
Per reazione al fuoco si intende poi “il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto”: quando si parla di reazione al fuoco ci si riferisce a tutta la problematica connessa alla maniera in cui i materiali possono mettere in pericolo vite umane in caso di incendio”.
 
Dopo aver ricordato che nella gestione di un’emergenza vi sono tre fasi (allarme, fase operativa prima e dopo l’arrivo dei Vigili del Fuoco) vengono riportati gli idonei comportamenti generali in caso di incendio:
- “nel caso in cui, il percorso che conduce alle uscite di sicurezza fosse impedito da fiamme e fumo, dirigersi all'esterno utilizzando le vie alternative di deflusso;
- nel caso che, dal luogo in cui ci si trova non fosse possibile evacuare all'esterno per impedimenti dovuti a fiamme, fumosità e forte calore, è indispensabile recarsi il più lontano possibile dal luogo dell’incendio, se possibile nei locali bagni (presenza di acqua e poco materiale combustibile) oppure restare nell'ambiente in cui ci si trova avendo cura di chiudere completamente la porta\portone di accesso. le fessure a filo pavimento potranno agevolmente essere occluse con indumenti disponibili all'interno. ove possibile è bene mantenere umido il lato interno della porta applicando un indumento (grembiule, impermeabile, tendaggio) precedentemente bagnato (sia pur con urina);
- le finestre, se l'ambiente non è interessato da fumo, dovranno essere mantenute chiuse. gli arredi (armadi, mobili, tavoli, sedie ecc.) dovranno essere allontanati dalla porta ed accostati in prossimità di una finestra solo se ne esistono più di una e sono distanziate tra loro, oppure in luogo distante dalla finestra e contrapposto all'area di attesa dei presenti;
- le persone che indossano tessuti acrilici e sintetici (nylon, poliestere ecc.) dovranno spogliarsi di questi;
- chiaramente è necessario segnalare ai soccorritori radunati all'esterno la presenza forzata nell'ambiente;
- è fatto divieto a chiunque non abbia avuto una preparazione specifica di tentare di estinguere un incendio con le dotazioni mobili esistenti, specialmente quando le fiamme hanno forte intensità espansiva. la corretta operazione da compiere è quella di avvisare gli addetti, segnalare l'evento pacatamente ai presenti e riversare ai preposti l'incarico di chiamare i soccorsi pubblici;
- qualunque uso di lance idriche è consentito dopo aver accertato la disattivazione dei circuiti elettrici. operazione che può essere eseguita solamente dagli addetti al pronto intervento;
- incendi di natura elettrica possono essere spenti solo con l'impiego di estintori a CO2 - Polvere idonea;
- se l' incendio ha coinvolto una persona è opportuno impedire che questa possa correre; sia pur con la forza bisogna aiutarla a distendersi e poi soffocare le fiamme con indumenti, coperte od altro. L'uso di un estintore a CO2 può provocare soffocamento all'infortunato ed ustioni.
 
Riguardo alla gestione dell’emergenza è opportuno che “durante le operazioni di evacuazione ciascuno mantenga un comportamento ispirato a sentimenti di solidarietà, civismo e collaborazione verso gli altri”.
In particolare “raggiunte le aree esterne, coloro che non hanno specifiche mansioni previste dal Piano di emergenza devono sostare in aree di raccolta per non ostacolare le operazioni di salvataggio e di estinzione delle Strutture Pubbliche di soccorso (Vigili del Fuoco, 118, Polizia, ecc.). È necessario che ogni gruppo di lavoratori si ricomponga all'interno delle aree di raccolta affinché si possa procedere ad un controllo di tutte le presenze da parte dell'incaricato”.
 
Il documento offre poi informazioni anche relative ad altre emergenze.
 


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Terremoto
“ In caso di evento sismico, alle prime scosse telluriche, anche di brevi intensità, è necessario portarsi al di fuori dell'edificio in modo ordinato, utilizzando le regolari vie di esodo, ed attuando l’evacuazione secondo le procedure già verificate in occasione di simulazioni. Per questo evento si ritiene che non si debba attendere l'avviso fonico e/o sonoro per attivare l'emergenza”.
“Una volta al di fuori dello stabile, allontanarsi da questo e da altri vicini, portarsi in ampi piazzali lontano da alberi di alto fusto e da linee elettriche aeree e restare in attesa che l'evento venga a cessare.
Nel caso le scosse telluriche dovessero coinvolgere subito lo stabile e dovessero interessare le strutture, tanto da non permettere l'esodo delle persone, è preferibile non sostare al centro degli ambienti e raggrupparsi possibilmente vicino alle pareti perimetrali od in aree d'angolo in quanto strutture più resistenti.  Prima di abbandonare lo stabile, una volta che è terminata l'emergenza, accertarsi con cautela se le regolari vie di esodo sono integre e fruibili, altrimenti attendere l'arrivo dei soccorsi esterni.  Se lo stabile è stato interessato consistentemente nella resistenza delle strutture, rimanere in attesa di soccorsi ed evitare sollecitazioni che potrebbero creare ulteriori crolli”.
 
Fuga di sostanze pericolose, scoppio, crollo di impianti e strutture interne
In questo caso si “combinano gli adempimenti ed i comportamenti da tenere in caso di incendio e terremoto graduati alla reale circostanza dell’emergenza con le ulteriori prescrizioni: - in caso di fuga di gas o presenza di odori che lasciano prevedere la presenza di sostanze pericolose, è necessario evitare di accendere apparecchi elettrici e di spegnerli nel luogo invaso dal gas ma è preferibile disattivare l'energia elettrica dal quadro di area e/o generale;
- evitare altresì la formazione di scintille e l'accensione di fiamme libere;
- aerare il locale aprendo le finestre, ma avendo cura di mantenere la porta chiusa dopo l'allontanamento dal luogo;
- respirare con calma e se fosse necessario frapporre tra la bocca, il naso e l'ambiente un fazzoletto preferibilmente umido;
- mantenersi il più possibile lontano dalla sorgente di emissione del gas o dei vapori tossici e nocivi.
 
Il documento, a cui vi rimandiamo per una lettura più esaustiva, si occupa anche dei casi è opportuna la non evacuazione. Ad esempio:
-  tromba d'aria;
- minaccia armata e presenza di un folle;
- caduta aeromobile, esplosioni, crolli, attentati e sommosse esterne.
 
Concludiamo con alcune informazioni, tratte dal documento, sui comportamenti generali da tenere in caso di tromba d’aria:
-  “alle prime manifestazioni della formazione di una tromba d'aria, cercare di evitare di restare in zone aperte;
-  se la persona sorpresa dalla tromba d'aria dovesse trovarsi nelle vicinanze di piante di alto fusto, allontanarsi da queste;
-  qualora nella zona aperta interessata dalla tromba d'aria dovessero essere presenti dei fossati o buche, è opportuno ripararsi in questi;
-  ricoverarsi nei fabbricati di solida costruzione (reparti di produzione, uffici, locali dell’opificio industriale) e restarvi in attesa che l'evento sia terminato;
-  trovandosi all'interno di un ambiente chiuso, porsi lontano da finestre, porte o da qualunque altra area dove sono possibili cadute di vetri, arredi, ecc;
-  prima di uscire da uno stabile interessato dall'evento, accertarsi che l'ambiente esterno e le vie di esodo siano prive di elementi sospesi o in procinto di caduta”.
 
 
 
“ Sicurezza antincendio - La gestione dell’emergenza in una comunità”, a cura della Cooperativa Sociale Consorzio Provinciale Intesa, documento presentato nel portale ViverSicura (formato PDF, 1.09 MB).
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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