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Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

21/05/2020

Lettera aperta di AiFOS al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni con richiesta di far ripartire la formazione sulla sicurezza sul lavoro in aula.

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

Lettera aperta di AiFOS al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni con richiesta di far ripartire la formazione sulla sicurezza sul lavoro in aula.

La formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base non solo di ogni strategia di prevenzione di infortuni e malattie professionali, ma anche delle misure per fronteggiare le emergenze correlate alla gestione e al contenimento del contagio del virus SARS-CoV-2.

A raccontarlo è una lettera aperta scritta dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), a tutela degli operatori che si occupano di formazione alla sicurezza, per chiedere di far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative.

 

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LETTERA APERTA

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni

 

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

 

Egregi Presidenti,

la formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base delle misure per fronteggiare le emergenze da Coronavirus anche se - in modo incomprensibile - è stata dimenticata ed abolita dalle norme e dai decreti. Dopo la prima fase della pandemia e la totale chiusura delle attività (comprensibile ed utile) si assiste, nella fase della ripresa, alla mancanza di serie indicazioni e di consapevolezza dell’importanza della formazione quale elemento essenziale per la sicurezza sia negli ambienti di vita che di lavoro.

La formazione alla sicurezza è strettamente connessa al lavoro: non è cosa a parte, ma parte integrante. Soprattutto nella fase di apertura delle attività produttive, commerciali e sociali che adottano tutte le misure di sicurezza ed applicano il “Protocollo” siglato tra le parti sociali, pare naturale ed ovvio che i medesimi lavoratori possano svolgere, soprattutto all’interno degli ambienti di lavoro, una formazione utile anche alla luce dei pericoli che la pandemia ha fatto emergere.

Sono aperte le attività, i parchi, le chiese e ci si ostina a “tener chiusa” la formazione in presenza.

Si è sempre fatta una certa confusione tra la formazione alla sicurezza sul lavoro e la formazione professionale ed altre tipologie di formazione. La formazione alla sicurezza è quella prevista dal D. Lgs. 81/2008 e le norme che obbligano i datori di lavoro a fornire la formazione ai lavoratori neo assunti, quando cambiano mansione o all’introduzione di nuove tecnologie o attrezzature di lavoro non sono state abolite. Allo stesso tempo non si incide sulla riduzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro per decreto, ma questo si può fare solo con una seria formazione.

Alcune regioni hanno con chiarezza definito come la videoconferenza abbia il medesimo valore della lezione d’aula e laddove possibile questa modalità è stata molto apprezzata. Siamo certi che proseguirà anche in futuro. Sappiamo bene, tuttavia, che è una metodologia non adatta a tutti i lavoratori, a tutti i settori e a tutte le tipologie di corsi di formazione, in particolare a quelli che prevedono parti pratiche e utilizzo di attrezzature.

Per quanto riguarda la formazione pratica e l’addestramento vi sono state, solo da alcune regioni, aperture alla possibilità di un loro svolgimento, senza voler ammettere che le attività pratiche hanno sempre bisogno di una parte teorica.

Sotto questo aspetto l’Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, riguardante la formazione dei lavoratori, precisa che detta formazione può avvenire sia in aula che sul luogo di lavoro e, come vuole la legge, in orario di lavoro. Pare ovvio e scontato che proprio le azioni indotte dalla pandemia da COVID-19, che comprendono anche l’informazione e la formazione dei lavoratori, devono poter essere svolte in presenza, nei luoghi di lavoro, nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative!

Si prenda atto - con serietà e tempestività - che questo settore, che coinvolge migliaia di formatori e consulenti della sicurezza, è stato abbandonato a se stesso e che a tutta la categoria da noi rappresentata più viene impedito di lavorare proprio nel momento in cui la loro azione è quanto mai utile ed indispensabile per combattere la pandemia.

Accompagnare le aziende, le imprese ed i lavoratori nell’applicazione delle misure di sicurezza si fa con la formazione alla sicurezza sul lavoro che deve subito essere consentita in presenza sull’intero territorio nazionale poiché gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali non conoscono confini e la formazione delle persone sta alla base della salute e sicurezza di tutti.

 
 
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Rispondi Autore: Scanfor immagine like - likes: 0
21/05/2020 (07:51:44)
Perchè non cogliere l'occasione al volo per estendere la formazione in FAD anche dove non è prevista come lavoratori rischio medio e alto? Fermo restando che deve essere previsto anche un momento formativo direttamente sul posto di lavoro.
Autore: Eugenio Tagliani
21/05/2020 (10:50:19)
Concordo.
Rispondi Autore: ANTONIO RANDAZZO immagine like - likes: 0
21/05/2020 (08:08:33)
Possibile e auspicabile, anche perchè il povero datore di lavoro si deve difedere con ogni mezzo dalle proprie responsabilità anche penali (vedi inail). Opinione solo personale: come dire ad una persona nonchè lavoratore cosa NON deve fare
Rispondi Autore: Cristina Roveda immagine like - likes: 0
21/05/2020 (09:10:01)
importante che siano recepite le nuove regole foramtive e buone prassi imposte in questo periodo di covid come i corsi a distanza con videoconferenza sincrona se adeguatamente tracciati e documentati. Assurdo che non vi sia stata apertura a formazione elearning per corsi come antincendio 4 ore rischio basso o 8 ore primo soccorso teorici che esclusi da asr 2016 senza alcuna motivazione.
Corretto l'invito a fare ripartire la foramazione in aula: se si può lavorare nella stessa azienda si può stare anche in una stessa aula sempre che alle distanze imposte della norma e nel rispetto dei protocolli; idem per l'addetstramento pratico, con adeguate regole di sicurezza
Rispondi Autore: Giancarlo Giannone immagine like - likes: 0
21/05/2020 (09:49:50)
Ben venga La formazione a distanza in particolari condizioni come quella che stiamo vivendo o abbiamo vissuto (speriamo). Ma sono del del parere che quella svolta in presenza, dal punto di vista dell'efficacia, non potrà mai essere sostituita da quella a distanza se non per particolari categorie di lavoratori.
Quello che differenzia un formatore da un altro è la capacità di trasmettere e far recepire dei concetti anche attraverso l'empatia, gli sguardi, le pause, le mimiche, il tono della voce etc. e questo non può avvenire efficacemente a distanza.
Autore: Scanfor
21/05/2020 (16:29:19)
Concordo con quello che sostiene relativamente all'atteggiamento del formatore, ma quante volte da formatori abbiamo assistito a gente che sistematicamente si appisolava in aula o smanettava con il cellulare, nonostante l'enfasi del formatore e anche i richiami all'attenzione? O peggio ancora... quanti formatori in aula sono totalmente impreparati in materia ma sono lì solo per aver conseguito l'attestato di formatore? Anche lì dovremmo sindacare sull'efficacia della formazione o possiamo non farlo solo perchè viene fatta in aula?
Rispondi Autore: Eugenio Tagliani immagine like - likes: 0
21/05/2020 (10:46:46)
Credo che la FAD sia un'opportunità da sfruttare per i molti vantaggi che offre, a prescindere dal Covid-19, e che per taluni aspetti possa essere anche più efficace di quella in aula. Questa dovrebbe rimanere semplicemente una libera opzione. Nulla vieta di far (bene) teoria anche in FAD e pratica in presenza. Per il formatore sono solo richieste capacità diverse nella comunicazione, che possono valergli lo stesso apprezzamento che ha in aula: ciò che avviene per i commentatori radio o tv, si tratta solo di sapersi bene adeguare al mezzo di comunicazione.
In tal modo non vedo poi danni o limitazioni per la categoria dei formatori o scadimento della qualità della formazione, anzi.
Rispondi Autore: Enzo D'Urso immagine like - likes: 0
21/05/2020 (11:00:46)
Cari buongiorno, purtroppo (credetemi) la fad per la maggioranza di utenti è interpretata come una escamotage per evitare perdite di tempo. Volevo solo manifestare il mio accordo con quanto affermato da Giancarlo............ "Ma sono del del parere che quella svolta in presenza, dal punto di vista dell'efficacia, non potrà mai essere sostituita da quella a distanza se non per particolari categorie di lavoratori"
Rispondi Autore: Gianni Veronese immagine like - likes: 0
21/05/2020 (15:30:54)
Il problema non è che alcuni pensano sia un escamotage ma che in Italia esistono da anni e agiscono indisturbati soggetti che vendono attestati al posto che formazione, sia FAD che aula, ahinoi. Visti in TV pure e addirittura in senato.
La formazione e-learning fatta bene è tanto efficace quanto quella in aula fatta bene. E il mix tra aula e e-learning idem.
Rispondi Autore: Leonardo Biancalani immagine like - likes: 0
21/05/2020 (15:36:21)
Buongiorno, non per tutte le tipologie di lavoratori può essere svolta in modo da essere efficace la formazione a distanza, oltretutto in presenza è possibile fare una formazione che coinvolge maggiormente i lavoratori anche con esercitazioni a gruppi ecc, cosa che in videoconfrenza non è possibile. Non basta essere un "bravo presentatore" di ciò che vogliamo trasmettere. Spero vivamente che la formazione in aula venga ripristinata al più presto
Rispondi Autore: Tedone Massimo immagine like - likes: 0
22/05/2020 (00:10:58)
Personalmente credo che è indubbiamente necessario prima di tutto ripartire nella speranza che non avvenga la ricaduta.
Detto questo bisogna distinguere le aziende; cioè quelle grandi o comunque abbastanza, con molte buone probabilità hanno al loro interno un RSPP il quale è sicuramente in grado di redigere un fascicoletto informativo e poi predisporre le tornate di formazione coinvolgendo anche i M.C..
DIverso è il ragionamento per le piccole aziende, quelle che non hanno quasi mai nominato un loro RSPP ma si sono logicamente appoggiati ad associazioni o a privati consulenti; per loro è molto difficile predisporre ORA la formazione semplicemente perchè siamo nel periodo della ripartenza e molti di loro sono stati inattivi negli ultimi due o tre mesi dove non hanno incassato nulla e sicuramente verranno messe in enormi difficoltà economiche nel caso fossero immediatamente tenute a fare questa cosa.
Credo quindi, a mio modestissimo parere, che si debba iniziare con l'informazione anche semplice ma dedicata alle singole attività; nel frattempo i professionisti possono prepararsi per capire bene il problema e come fare la giusta formazione, cosa che sicuramente è già in essere ma però è in continua evoluzione
Rispondi Autore: Giovanni Bersani immagine like - likes: 0
03/06/2020 (19:33:54)
concordo con Giannone e con chi sostiene che la formazione in aula è insostituibile
quella a distanza potrà essere fatta bene ma, nel paragone, c'è un abisso
io punto tutto sul coinvolgimento, le domande, i commenti reciproci, ecc.
bisogna conoscere bene le tematiche, ma al contempo essere mezzi attori e psicologi (mi si passi l'esagerazione evidente) e i corsi per formatori mostrano almeno in parte quanto sto dicendo

e poi, ove possibile, il giro in azienda presso le postazioni di lavoro ecc.

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