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Incendi negli edifici storici: protezione attiva e sistemi di esodo

Incendi negli edifici storici: protezione attiva e sistemi di esodo
14/01/2020: Una linea guida fornisce informazioni sulla prevenzione incendi e sulla gestione della sicurezza antincendio negli edifici e monumenti di interesse storico e artistico. Le misure di protezione attiva e l’evacuazione in caso di incendio.
 

Copenaghen, 14 Gen – Sono stati fatti negli anni molti studi sulle cause degli incendi e sulle misure più efficaci per prevenire gli incendi negli edifici storici, anche se, come hanno mostrato le immagini e le dinamiche dell'incendio della cattedrale di Notre-Dame, avvenuto il 15 aprile 2019, molta strada è ancora da percorrere per mettere gli edifici e monumenti di interesse storico e artistico in sicurezza.

 

 

Proprio per migliorare la prevenzione e la lotta antincendio in questi importanti luoghi di testimonianza della nostra cultura storica e artistica, nelle scorse settimane abbiamo presentato una linea guida prodotta nel 2013 dalla Confederation of Fire Protection Association Europe ( CFPA-Europe), che, volendo facilitare e supportare il lavoro della prevenzione incendi nelle varie nazioni europee, offre utili indicazioni per l’organizzazione della prevenzione e protezione antincendio negli edifici storici. Una linea guida, dal titolo “La gestione della sicurezza antincendio negli edifici storici” (“Managing fire safety of historic buildings”), che contiene indicazioni e proposte elaborate dall’Associazione Slovena di Prevenzione Incendi (SZPV - Slovensko združenje za požarno varstvo) e che è stata tradotta in italiano da Guido Zaccarelli (Presidente Vicario APC Prevenzione incendi di AIAS).

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:



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Antincendio Rischio Elevato
Formazione antincendio rischio elevato (D. Lgs. n. 81, 9 aprile 2008, Art. 46, D.M. 10/03/1998, All. IX, 9.5)

 

Le misure di protezione attiva negli edifici storici

Se in un precedente articolo di presentazione della linea guida ci siamo soffermati sulle raccomandazioni base per la gestione della sicurezza antincendio, raccogliamo oggi alcune informazioni sulle misure di protezione attiva.

 

A questo proposito si indica che le misure di protezione antincendio come gli impianti di rivelazione ed allarme, gli impianti sprinkler e simili “possono essere installati per individuare un incendio nelle sue prime fasi e per limitare la sua propagazione”.

Si segnala poi che gli impianti “devono essere efficienti e regolarmente sottoposti alla manutenzione”, ma oltre ai requisiti usuali, negli edifici storici questi impianti è bene che abbiano anche “requisiti addizionali”. Gli impianti “devono essere minimamente invasivi, integrati in modo sensato e reversibili”.

 

In particolare gli impianti di rivelazione incendio in generale “sono misure antincendio molto efficaci per gli edifici storici ed per i musei”. Ma in ogni caso ci si deve “confrontare con molte sfide che riguardano l’installazione dei rivelatori e dei relativi cablaggi”, ricordando che ormai “esistono tecnologie per minimizzare la presenza di rivelatori invasivi”. A questo proposito la linea guida fa riferimento al “ Research report: Minimum Invasive Fire Detection for Protection of Heritage”.

Certo gli impianti sprinkler o water mist “possono sembrare invasivi”, ma spesso costituiscono “un modo molto efficace di affrontare un incendio prima che si propaghi troppo”.

 

Ci sono poi “altre misure di protezione antincendio, normalmente poco usate o poco conosciute, che possono essere utilizzate in certi edifici”. Si ricorda, ad esempio, che la protezione con sistemi a riduzione di ossigeno “è spesso trascurata, ma molto utile per applicazioni in edifici storici. La riduzione di ossigeno impedisce l’innesco, il fumo iniziale e la propagazione dell’incendio”. Anche in questo caso si rimanda ad un documento, il “ Research report: Hypoxic Air Venting for Protection of Heritage”.

 

Nella linea guida sono riportate alcune immagini di impianti inseriti in monumenti ed edifici storici.

 

L’evacuazione in caso di incendio

Riguardo poi all’evacuazione in caso di incendio, si sottolinea che il personale interno di questi edifici “deve essere formato per organizzare l’evacuazione e per aiutare le persone e gli animali quando necessario”. E “nei casi dove le condizioni di evacuazione non sono ottimali, possono essere installati allarmi di evacuazione e altre misure di protezione attiva antincendio per compensare il basso livello di protezione passiva”.

 

Ricordando di fare riferimento anche a quanto richiesto dalla nostra normativa nazionale in materia di sistemi di esodo, si indica poi nel documento che una via di esodo “deve condurre ad un luogo sicuro, normalmente all’aperto, al piano terra e con un accesso alla pubblica via. Una misura equivalente è un’uscita su una terrazza, un cortile, ecc. che possono essere facilmente raggiunti dalla strada”.

 

E se le vie di esodo degli edifici storici “spesso non soddisfano gli standard attuali di sicurezza”, è necessaria una “valutazione della capacità e delle dimensioni degli elementi, come porte, corridoi, vani scale, scale, rampe, ecc. Sulla base di questa valutazione, una via di esodo può aver bisogno di essere modificata”. In casi estremi può essere necessario “porre in atto una restrizione all’accesso dei visitatori. Possibili misure sono ammettere soltanto visite guidate, limitare il numero dei visitatori, fornire un aiuto supplementare per le persone diversamente abili, ecc”.

 

Rimandiamo alla lettura del documento che si sofferma su alcune indicazioni operative e sulle difficoltà e specificità dei monumenti storici in relazione, ad esempio, alle distanze di esodo fino all’uscita di sicurezza degli edifici.

Si segnala, inoltre, che negli edifici storici, in alcuni casi, possono essere “accettate ed introdotte sulla base di uno studio” vie di esodo alternative.

 

Il salvataggio degli oggetti di valore storico

Si indica, infine, che il salvataggio di oggetti di valore storico “può richiedere una progettazione speciale delle vie di esodo o equipaggiamenti speciali”.

 

In particolare un piano per la limitazione del danno “deve fornire soluzioni per prevenire l’affollamento lungo le vie di esodo  nonché la congestione del personale e del personale addetto al soccorso se l’evacuazione delle persone e degli oggetti di valore storico sta avvenendo nello stesso momento”.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che riporta ulteriori indicazioni su:

  • porte lungo le vie di esodo
  • allarme per l’esodo
  • dispositivi lungo le vie di esodo
  • segnaletica di esodo
  • planimetrie di evacuazione.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

CFPA-Europe, “ Managing fire safety of historic buildings”, a cura della Slovenian Fire Protection Association, CFPA-E Guideline No 30:2013 F (formato PDF, 2.18 MB).

 

 

NB: Attraverso il sito di CFPA-Europe è possibile visualizzare la versione del file in italiano. È possibile inoltre cliccare sul seguente link - Gestione emergenza ed evacuazione - per avere ulteriori informazioni aggiornate e con riferimento alla normativa italiana in materia di gestione dell’emergenza. Rimandiamo anche alla lettura dell’articolo “ Il nuovo Codice Prevenzione incendi: il sistema di esodo” che fa riferimento a quanto indicato nel Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015. 



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