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Imparare dagli errori: l’importanza di indossare guanti di lavoro

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Imparare dagli errori

07/07/2009

Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: ancora sulla mancanza o inidoneita’ dei dispositivi di protezione per le mani. La necessità di proteggere le mani, la gestione e la manutenzione dei dispositivi di protezione.

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Con l’idea che gli esempi di incidenti possano essere più immediati ed efficaci nel sensibilizzarci sui rischi nei luoghi di lavoro, proseguiamo con la nostra rubrica “Imparare dagli errori” prendendo spunto da INFOR.MO., uno strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio contenuti nell'archivio del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
 
 
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La settimana scorsa abbiamo iniziato un viaggio attraverso gli infortuni di lavoro determinati o resi più gravi dal mancato o erroneo uso di dispositivi di protezione individuale.
Viaggio che è iniziato con la raccolta di casi relativi alla mancata o non adeguata protezione delle mani, ma alle mani - così importanti per la nostra vita e così esposte in ogni attività lavorativa - è bene dedicare una ulteriore puntata per esaminare altre situazioni di rischio.
 
Il primo infortunio che raccontiamo è relativo a lavorazioni meccaniche su macchine.
 
In particolare l'infortunato stava effettuando, con la collaborazione di un collega, “il posizionamento di un tubo metallico lungo 5 metri e dal diametro di circa 16 centimetri”.
Il tubo, posizionato su due cavalletti posti alle estremità del tubo, “doveva essere avvicinato ad una taglierina per la successiva lavorazione” e mentre il collega tirava il tubo per posizionarlo nella zona di taglio questo cadeva dal cavalletto che si trovava all'estremità opposta.
L'infortunato, “che non indossava guanti e che si trovava all'estremità opposta, intento a tenere in posizione il tubo medesimo, cercava di sostenere il tubo in caduta infilando la mano sinistra nel tubo medesimo”.
Ma “a causa del peso eccessivo e del bordo tagliente dell'estremità del tubo”, il lavoratore si procurava un taglio alla mano sinistra.
 
Come sempre è evidente che i fattori in gioco nella dinamica dell’incidente sono diversi.
Intanto è evidente un insufficiente valutazione del rischio: veniva manipolata una “tubazione metallica con bordo tagliente utilizzando un numero insufficiente di cavalletti di sostegno”. Mancanza di cavalletti che rendeva pericolosa anche la trazione, la movimentazione della tubazione.
Tuttavia è ugualmente evidente che il mancato utilizzo di guanti antinfortunistici per lavorazioni meccaniche ha favorito e aggravato l’infortunio.
 
Che i dispositivi di protezione per le mani siano necessari anche in situazioni di lavoro senza attività particolarmente rischiose, ce lo racconta un secondo evento tratto da INFOR.MO..
 
In un azienda dedita al taglio, assemblaggio di vari materiali quali acciaio e legno per la parte strutturale degli arredi e banchi frigoriferi, un lavoratore “dopo aver caricato con un carrello a mano portapezzi alcuni manufatti, si dirigeva verso la propria postazione lavorativa spingendo il proprio carrello”.
In quel mentre “nella direzione opposta al senso di marcia sopraggiungevano altri due operai” che spingevano a mano un'altro carrello con misure di ingombro ed altezze diverse, e con del materiale sopra”.
Incrociandosi in una porzione del reparto con spazi di manovra ristretti (per la presenza di materiale depositato a terra), i due carrelli passavano l'uno a fianco dell'altro e la mano destra del primo lavoratore che stava sul bordo esterno del carrello “veniva ferita con un profondo taglio causato dal bordo di un semilavorato in acciaio” che sporgeva dal ripiano del secondo carrello”.
 
Siamo di fronte in questo caso a errori di procedura e a carrelli non idonei al trasporto di materiale, - senza “maniglie o prese di appoggio per la movimentazione, né bordi o cassoni di contenimento” -  ma anche all’assenza di DPI, dei guanti antinfortunistici, che avrebbero notevolmente diminuito la gravità dell’infortunio.
L'operaio, che li aveva con sé, “non li indossava al momento in quanto non riteneva di svolgere una operazione particolarmente a rischio”.
 
Infine un ultimo incidente che può sottolineare l’importanza della manutenzione dei DPI: i dispositivi di protezione personale sono idonei solo quando sono in buono stato di conservazione.
 
L’infortunio di cui parliamo ora è avvenuto a un lavoratore impegnato  in attività di lucidatura di pezzi metallici con mola lucidatrice e con sostegno del pezzo a mano.
 
Durante la levigatura di un pezzo sulla mola, il filo di cucitura del guanto da lavoro indossato dall’infortunato, “sporgente per lo stato di deterioramento”, viene agganciato “dal dado terminale dell'albero che fuoriesce di alcuni millimetri dalla superficie esterna liscia dell'albero stesso”.
Questa situazione comporta la “torsione delle dita con l'asportazione di parti anatomiche del 2° e 3° dito della mano destra”.
 
L’analisi dell’incidente indica che la macchina lucidatrice con mola a stoffa non avrebbe dovuto avere un dado di fissaggio sporgente dalla superficie liscia dell'albero,  ma è chiaro che tra i fattori determinanti dell’incidente c’è anche l’usura, il deterioramento dei guanti da lavoro.
 
A tal proposito ricordiamo che una buona gestione dei dispositivi di protezione personali avviene quando siano rispettate e svolte adeguatamente le seguenti fasi:
- scelta delle caratteristiche tecniche, di comfort ed ergonomiche in funzione dei rischi e dell’idoneità dei lavoratori che li utilizzeranno;
- formazione e addestramento dei lavoratori;
- verifica dell’utilizzo da parte degli operatori;
- manutenzione, igienizzazione e eventuale sostituzione dei DPI deteriorati.
 
Dopo aver ricordato, nella precedente puntata, gli obblighi del datore di lavoro in merito alla fornitura dei DPI riportiamo infine l’articolo 78 del Decreto legislativo 81/2008 relativo agli obblighi dei lavoratori in merito all’uso dei DPI:
 
Art. 78.
Obblighi dei lavoratori
  1. In ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 20, comma 2, lettera h), i lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'articolo 77 commi 4, lettera h), e 5.
  2. In ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato.
  3. I lavoratori:
    a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione;
    b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa.
  4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI.
  5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. 
 
 
 
Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci siamo occupati, collegarsi a questa pagina del sito web di INFOR.MO. e successivamente visualizzare le schede numero 2411, 1884 e 1364.
 
 
Tiziano Menduto



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