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Imparare dagli errori: incidenti in prossimita’ di linee elettriche

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Imparare dagli errori

13/05/2008

Raccontare esempi e vicende vere relative a infortuni sul lavoro può aiutare a sensibilizzare ciascuno di noi sui pericoli e rischi relativi ad ogni attività lavorativa. Quattro esempi di imperizia e/o sottovalutazione del rischio elettrico. Prima parte.

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Con l’idea che gli esempi di incidenti possano essere più immediati ed efficaci nel sensibilizzarci sui rischi nei luoghi di lavoro, proseguiamo con la nostra rubrica “Imparare dagli errori”.
Per farlo prendiamo spunto da alcune analisi dell’ufficio “Sicurezza del lavoro” di Bolzano, raccolte nella pagina web “Sicurezza tecnica del lavoro”, riguardo ad infortuni relativi ad attività lavorative in vicinanza di linee elettriche aeree.
 
Il primo esempio di infortunio è relativo ai lavori di costruzione di uno svincolo stradale, nelle vicinanze di un torrente e di una linea elettrica aerea da 20.000 Volt.
Per la costruzione di un ponte sopra il torrente nella fase di getto del calcestruzzo “viene utilizzata un’autopompa, costituita da un braccio articolato e da un tubo terminale flessibile”.


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Dopo l’ultimazione del getto l’addetto alla manovra dell’autopompa “si accinge a ruotarne il braccio per riportarlo nella posizione originale ed eseguire la pulizia della condotta”, ma questo “viene in contatto con la linea elettrica aerea”. Il lavoratore, che “manovra il braccio tramite una pulsantiera portata a tracolla, subisce una violentissima folgorazione, morendo all’istante”.
 
Nell’analizzare la dinamica e le cause dell’incidente si scopre che “prima di iniziare i lavori erano state effettuate delle manovre di prova al fine di evitare l’avvicinamento del braccio dell’autopompa alla linea elettrica aerea ed era stato stabilito un rigido metodo di procedimento, seguito d’altronde per molte volte prima dell’infortunio”.
 
Malgrado ciò nel documento dell’ufficio “Sicurezza tecnica del lavoro” si rileva che:
- “i fili della linea elettrica aerea avrebbero potuto essere messi fuori tensione e collegati a terra”;
- “avrebbero dovuto essere utilizzati dispositivi meccanici, elettrici o elettronici atti ad impedire l’avvicinamento del braccio a meno di 5 m dalla linea elettrica aerea”.
 
In un secondo esempio un lavoratore, che indossa dei guanti di protezione e stivali in gomma, “si accinge ad effettuare lo scarico delle piastrelle mediante la gru del camion”.
“Nel compiere quest’operazione il braccio della gru passa sotto i fili di una linea elettrica aerea da 20.000 Volt. Il braccio della gru tocca i fili ed il lavoratore subisce una violenta scarica elettrica e sviene”. Per suo sfortuna si trova in un luogo isolato, nessuno lo può soccorrere e, quando rinviene, “con l’ausilio di un bastone di legno, aziona le leve di comando, per spostare il braccio della gru, che era ancora in contatto con i fili elettrici”.
Le conseguenze, in questo caso, sono delle lesioni alle mani e ai piedi.
 
Nel terzo esempio l’ambientazione è una casetta a due piani in costruzione su cui passa una linea elettrica aerea da 20.000 Volt.
“La concessione edilizia poneva come condizione l’innalzamento della linea elettrica, in modo da poter procedere in tutta sicurezza ai lavori di costruzione. Poiché l’ente erogatore dell’energia elettrica tarda a concedere l’autorizzazione all’innalzamento della linea, i lavori vengono iniziati e conclusi, senza provvedere allo spostamento della linea stessa”.
In questo caso non avvengono incidenti ma, a lavori ultimati, “la trave di colmo del tetto dista di soli 20 cm dalla linea elettrica aerea” e “su segnalazione di un tecnico dell’ente erogatore dell’energia elettrica vengono avvisati i carabinieri”.
L’edificio viene posto sotto sequestro e il tratto di linea in questione viene bypassato ed, in seguito, innalzato.
 
Ultimo esempio.
Alcuni lavoratori sono “intenti a togliere l’alimentazione da alcuni trasformatori, per permettere i lavori di pulizia degli isolatori della cabina esterna di alimentazione agli impianti.
Un lavoratore, particolarmente esperto, sale su un trasformatore, utilizzando una scala a mano e tocca con il braccio le lame sotto tensione, subendo una violenta scarica elettrica”. Cade da un’altezza di circa 5 m e si procura varie lesioni.
Malgrado accuratezza e prudenza del lavoro “non sapeva che il sezionatore in quel punto fosse ancora sotto tensione”.
 
Come si vede da questi esempi gli infortuni sono spesso causati da imperizia e dalla sottovalutazione dei pericoli connessi all’energia elettrica.
Potrebbero essere evitati “applicando le norme di prevenzione degli infortuni e le indicazioni impartite”.
 
Nella seconda parte dell’articolo si affronterà l’analisi di questi infortuni e delle norme di prevenzione possibili, sia alla luce dei rilievi dell’ufficio “Sicurezza del lavoro” di Bolzano che di alcuni recenti aggiornamenti legislativi.
 
Uno specifico articolo si occuperà delle novità introdotte dal decreto legislativo 81/08 (Testo unico).
 
Tiziano Menduto
 
 

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Rispondi Autore: Pier Giorgio Confente - likes: 0
13/05/2008 (08:48)
L'articolo è interesssante, utile e mette in luce molteplici ragioni che rendono possibile l'incidente.
Le modalità per combattere l'evento negativo grave sono molteplici, alcune sono comportamentali e/o organizzative ed andrebbero approfondite perchè sono spesso dimenticate nonostante la pletora di piani (PSC, POS, ecc.) che ormai intasano i cantieri, altre riguardano le modalità costruttive dei mezzi (autobetompompe, gru, ecc.
Enuncio solo alcune idee (discusse al Samoter di Verona in un convegno che ha visto il confronto tra costruttori e gestori di impianti di betonaggio)che andrebbero approfondite e sperimentate.
Si potrebbe aumentare la resistenza elettrica della parte terminale delle tubazioni di distribuzione del calcestruzzo, dotare sempre di telecomando l'azionamento di gru, inserire rivelatore di corrente capacitiva sui bracci sia delle gru che delle betonpompe con asservimento meccanico che impedisca avvicinamenti pericolosi.
Questi provvedimenti tecnici, certamente non sono tali da evitare contatti non voluti con linee elettriche ma potrebbero ridurre la gravità dell'evento dando un contributo non marginale alla sicurezza.

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