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Imparare dagli errori: ancora sugli infortuni dei lavoratori stranieri
Brescia, 23 Ott – Come molti documenti e approfondimenti hanno meso in rilievo in questi anni, i lavoratori più vulnerabili e soggetti a malattie professionali e infortuni sono spesso lavoratori stranieri. Sono tanti i motivi di questa vulnerabilità, dalla mancanza di una formazione adeguata con barriere linguistiche che ostacolano la comprensione delle norme di sicurezza, alle condizioni di lavoro e contrattuali o, nel caso di lavoro nero, all’assenza totale di tutele formali.
Per questo motivo, in queste settimane, con la rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e analisi degli infortuni professionali, abbiamo iniziato, e concludiamo oggi, un breve viaggio attraverso alcuni infortuni che avvengono tra i lavoratori stranieri, soffermandoci, in queste prime puntate su alcuni ambiti: il mondo delle costruzioni e il comparto agricolo.
Concludiamo oggi questo viaggio soffermandoci su due infortuni in due diversi ambiti lavorativi e raccogliendo, a fine articolo, un po’ di informazioni su strumenti utili per migliorare la formazione e la gestione della sicurezza dei lavoratori stranieri.
Le dinamiche degli infortuni presentati sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Ancora esempi di infortuni professionali di lavoratori stranieri
- Lavoratori stranieri: gli strumenti per migliorare le tutele
Ancora esempi di infortuni professionali di lavoratori stranieri
Il primo caso riguarda un lavoratore, di origine senegalese, dipendente di una ditta che fabbrica imballaggi anche in regime di appalto presso terzi.
Nell’occasione il lavoratore si trova in turno notturno in un’altra ditta per svolgere l’attività di assemblaggio di elementi in legno e cartone. Il lavoratore, insieme ad un collega sempre dell’impresa in appalto, è alla guida del carrello elevatore nell’area magazzino ed accidentalmente urta l’anta scorrevole in senso verticale in telo plasticato del portone del capannone causandone il blocco in posizione elevata a circa 3,35 metri da terra a seguito di deformazione della guida di scorrimento.
Con l’intenzione di ripristinare il funzionamento della guida il lavoratore appoggia sulle forche del carrello elevatore un cassone (tipo bins) che contiene un cumulo di ritagli di legno e dopo essere salito all’interno del suddetto, avvalendosi del collega presente alla guida del carrello, si fa elevare ad altezza utile per intervenire manualmente sulla guida di scorrimento dell’anta. Ad un certo punto il lavoratore, instabilmente collocato all’interno del cassone, si sporge per raggiungere il punto su cui intervenire perdendo l’equilibrio e precipita a terra da circa 3 metri di altezza urtando il capo sul pavimento e riportando un severo trauma cranico che ne causa il decesso. Nelle procedure aziendali “era espressamente vietato effettuare di iniziativa interventi di riparazione e manutenzione sugli impianti ed attrezzature ma doveva essere informato il committente e/o il preposto”.
I fattori causali rilevati nella scheda:
- l'infortunato “dopo essere salito all’interno del cassone, avvalendosi del collega presente alla guida del carrello si faceva elevare ad altezza utile per intervenire manualmente sulla guida di scorrimento dell’anta”;
- attività di terzi: “alla guida del carrello issava il collega”.
Nel secondo caso un lavoratore, di origine brasiliana, opera in regime di prestazione occasionale per conto della propria ditta individuale su incarico di un amico titolare di una delle imprese sub-appaltatrici dei numerosi lavori da svolgere sul fabbricato.
Il lavoratore opera su un cestello di una PLE a un’altezza di circa 10 metri da terra, presumibilmente da solo, dove sta pitturando la facciata di un balcone dell’ultimo piano dell’edificio, in corrispondenza del cornicione del tetto. Per un errore di manovra rimane incastrato con il collo tra la barra superiore del cestello e il cornicione e muore a causa di asfissia meccanica da strangolamento atipico causato dallo schiacciamento del collo.
Le indagini hanno rilevato che “l’infortunato aveva preso in appalto i lavori di ripristino delle facciate dell’istituto scolastico, a esclusione della facciata interna dove è avvenuto l’infortunio. La ditta ha quindi sub appaltato i lavori sulla facciata affidandoli all’infortunato solo verbalmente. La PLE era stata noleggiata da una terza impresa che evidentemente aveva concesso in uso informalmente l’attrezzatura all’infortunato. Il libretto d’uso della piattaforma impiegata dall’infortunato prevedeva la presenza di un altro operatore a terra: ‘all’uso devono essere preposte almeno due persone adeguatamente addestrate per l’uso corretto della macchina. Una persona deve rimanere a terra e deve conoscere perfettamente l’uso della macchina, comprese le manovre di recupero in caso di emergenza. In caso manchi temporaneamente la sorveglianza a terra il quadro comandi a terra deve essere bloccato/interdetto per non essere accessibile da parte di terzi non autorizzati’”.
Si indica poi che dalla documentazione “non sono emerse competenze formative dell’infortunato riguardo l’utilizzo della piattaforma, né su formazione generale e specifica. E non risulta alcuna documentazione relativa all’idoneità sanitaria dell’infortunato. Il tasso alcolemico rinvenuto dall’esame autoptico non consente di escludere la riduzione delle capacità di percezione e di reazione tale da compromettere la coordinazione motoria dell’infortunato”.
Il fattore causale rilevato indica, comunque, che “l'infortunato manovra in modo scorretto la PLE”.
Lavoratori stranieri: gli strumenti per migliorare le tutele
Per presentare una rassegna di prodotti editoriali realizzati dall’Inail nel corso degli anni per sensibilizzare gli stranieri che prestano la loro opera nel nostro Paese sulla tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, possiamo fare riferimento al focus tecnico “ Comunicazione in materia di salute e sicurezza per i lavoratori stranieri”, pubblicato nel dicembre del 2024 ed elaborato dal CTSS dell’Inail.
Il documento presenta diversi materiali destinati, in particolare, ai “ lavoratori immigrati”.
Ad esempio, l’opuscolo Straniero, non estraneo. ABC della sicurezza del lavoro (2010), tradotto in 10 lingue, fornisce a immigrati che si trovano in Italia da poco tempo informazioni e indicazioni pratiche riguardo a: ruolo dei soggetti della prevenzione aziendale (lavoratore, datore di lavoro, RLS, RSPP e medico competente), tutela assicurativa contro infortuni e malattie professionali. INAIL - Straniero, non estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro
Altri documenti:
- La collana Quaderni per immagini (2016 - 2023) che consta di 9 opuscoli dedicati all’edilizia, la cui forma comunicativa è rappresentata da immagini che illustrano l’impiego di: ponteggi fissi, trabattelli, casseforme, parapetti provvisori, sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto, sistemi di protezione individuale dalle cadute, scale portatili, ancoraggi e reti di sicurezza. I testi, multilingue, sono limitati a brevi introduzioni. INAIL - La collana Quaderni per immagini (2016 - 2023) e Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili
- Il manuale Lavorare in casa in sicurezza (2010) è indirizzato a colf e/o assistenti familiari. Vengono presi in esame diversi rischi in ambito domestico, ossia: contatto con la corrente elettrica, gas, calore, infortuni, uso di prodotti chimici, ergonomia e movimentazione di persone, infezioni e allergie. Il testo è agilmente comprensibile da stranieri con conoscenze linguistiche di base. Casa si Cura. INAIL - Lavorare in casa in sicurezza Manuale per colf e assistenti familiari
- Istruzioni ad uso dei collaboratori familiari (2014) tratta argomenti analoghi, aggiungendovi lo stress e cenni su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro. È disponibile in 4 lingue abbinate all’italiano. INAIL - Casa Si Cura - Istruzioni ad uso dei collaboratori familiari
- La Guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze (2014), in versione italiana e inglese, descrive i principali rischi riscontrabili a bordo delle navi, i cui equipaggi sono spesso eterogenei dal punto di vista della provenienza geografica - Inail - Guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze
Il focus tecnico Inail indica poi che sono disponibili anche dei prodotti interattivi, ad esempio La responsabilità è.. Sicurezza sul lavoro (2021), un prodotto multimediale rivolto in via prioritaria ai mediatori interculturali, chiamati a favorire l’integrazione tra culture diverse e l’introduzione degli immigrati nel mondo del lavoro.
Oltre a tutti questi documenti, accessibili sul portale Inail, il focus tecnico ricorda anche i tanti video della serie “Napo” che affrontano in maniera spiritosa e stimolante argomenti relativi alla SSL in generale o a rischi particolari (es. incendi, uso di sostanze chimiche, movimentazione di carichi). I video, visionabili e liberamente scaricabili dal sito di NAPO, sono fruibili da persone di qualunque nazionalità, essendo totalmente privi di parole.
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede di Infor.mo. 17706 e 18656 (archivio incidenti 2002/2022).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
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| Rispondi Autore: Ardito Giacomo | 23/11/2025 (13:15:01) |
| situazione molto particolare, attuale ... dura, difficile ma legislativamente affascinante | |
