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Quali sono le conseguenze dell’economia circolare sul settore dei rifiuti?

Quali sono le conseguenze dell’economia circolare sul settore dei rifiuti?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Gestione Rifiuti

13/05/2024

In relazione al futuro sviluppo di una economia circolare una scheda EU-OSHA si sofferma sulle possibili implicazioni per la salute e sicurezza nel settore dei rifiuti. Tecnologia, robotica, materiali e riqualificazione.

Bilbao, 13 Mag – Per poter realizzare efficaci strategie di prevenzione degli infortuni e malattie professionali è necessario saper anticipare i cambiamenti che potrebbero avere conseguenze sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro (SSL).

 

E in relazione agli attuali processi di trasformazione per un’Europa più sostenibile, con particolare riferimento ai problemi climatici e allo sviluppo di una economia circolare (CE), l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) sta portando avanti alcuni progetti per cercare di comprendere l’impatto di questi processi sul mondo della sicurezza.

 

In un precedente articolo abbiamo presentato alcuni scenari prospettati dall’EU-OSHA, con un orizzonte temporale fino al 2040, per comprendere l’influsso sulla SSL dello sviluppo dell’ economia circolare e della digitalizzazione correlata.

Oggi ci soffermiamo, presentando una nuova scheda commissionata dall’Agenzia europea, sulle possibili implicazioni nel settore dei rifiuti.

 

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:


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Gli scenari e le conseguenze dell’economia circolare sul settore dei rifiuti

Nella scheda in lingua inglese “The circular economy and safety and health: possible implications for future waste sector workplaces” (L'economia circolare e la sicurezza e la salute: possibili implicazioni per i futuri ambienti lavorativi nel settore dei rifiuti) si vuole rispondere alla domanda: “cosa potrebbe significare l'economia circolare per la sicurezza e la salute sul lavoro nel settore dei rifiuti fino al 2040?”.

 

Se la Commissione europea è impegnata a portare l'Europa verso un futuro sostenibile, con il raggiungimento della neutralità climatica (entro il 2050) e la creazione di un' economia circolare (CE), non c’è dubbio che una futura società a "ciclo chiuso" sarebbe basata sulla minimizzazione dei flussi di rifiuti e sull'utilizzo di questi come risorsa.

È evidente che questa importante trasformazione avrà, come indicato in premessa, un impatto considerevole sul settore dei rifiuti in generale, e in particolare sulla sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) negli ambienti di lavoro.

 

L’Agenzia europea ha realizzato quattro diversi scenari che abbiamo presentato nell’articolo (“ Economia circolare: quali saranno le conseguenze sul mondo del lavoro?”) e che mostrano una gamma di diversi risultati possibili.

Riprendiamo dal documento la tabella con i quattro scenari dell'EU-OSHA (orizzonte temporale fino al 2040) con le implicazioni più importanti per il settore dei rifiuti:

 

 

L’economia circolare e la gestione dei rifiuti: tecnologia e robotica

Le implicazioni in materia di SSL descritte per ogni scenario sono molto diverse. Si vada da una industria dei rifiuti altamente automatizzata che porta ad una riduzione dei rischi e una riqualificazione del personale, a situazioni in cui aumenta l’esternalizzazione del trattamento dei rifiuti con un aumento di aziende/lavoratori senza esperienza e dei tassi di infortunio.

 

Tuttavia alcune delle implicazioni individuate per la SSL nel settore dei rifiuti, in relazione allo sviluppo dell’ economia circolare, sono trasversali a tutti gli scenari e sono descritte nella scheda.

 

Si indica, ad esempio, che le tecnologie digitali potrebbero essere applicate nel settore della gestione dei rifiuti molto più ampiamente di quanto non lo siano oggi, creando nuove opportunità e risolvendo molte problematiche. Potrebbe essere possibile, tra le altre cose, tracciare i prodotti durante il loro intero ciclo di vita (per esempio attraverso il cosiddetto Internet of things) o dotare i cassonetti di opportuni sensori.

Una ulteriore digitalizzazione del trattamento dei rifiuti potrebbe portare anche a notevoli miglioramenti nella SSL: se la raccolta e il trasporto dei rifiuti, una delle principali fonti di incidenti, fossero effettuati da veicoli autonomi, i rischi per i lavoratori potrebbero essere ridotti al minimo. Inoltre la presenza di idonei sensori potrebbe ridurre i rischi per i lavoratori durante le attività di movimentazione e smistamento.

 

La scheda si sofferma poi sulla robotica e sull’intelligenza artificiale.

Se attualmente il lavoro umano continua a dominare la gestione e il trattamento dei rifiuti, nei prossimi decenni le cose potrebbero cambiare: i robot stanno diventando sempre più abili nell'identificare i componenti riciclabili anche in flussi di rifiuti particolarmente complessi.

Tuttavia è anche vero che più i robot diventano indipendenti, più le loro azioni diventano meno prevedibili con conseguente aumento dei rischi per i lavoratori.

Chiaramente la complessità dei robot e il grado di integrazione dell'intelligenza artificiale dipenderanno anche dal contesto legislativo, dalla capacità di investimento nel settore.

 

In ogni caso l'automazione dei processi pericolosi nella gestione dei rifiuti dovrebbe ridurre notevolmente i rischi infortuni e malattie professionali. Ma l’affidamento all'automazione potrà portare a livello lavorativo anche ad una dequalificazione. Inoltre se i lavoratori gestiranno processi automatizzati senza contatto con altri esseri umani, probabilmente aumenteranno i rischi psicosociali.

 

L’economia circolare e la gestione dei rifiuti: materiali e riqualificazione

Riguardo ai nuovi materiali e processi, si segnala che in futuro si potrebbero avere progressi innovativi, ad esempio in relazione ai nanomateriali o ai processi correlati alla biotecnologia industriale.

Tuttavia man mano che i nuovi materiali entreranno nel flusso dei rifiuti, ci potrebbero essere problemi relativi alla riciclabilità portando potenzialmente anche nuovi rischi nel trattamento dei rifiuti.

Anche il riconoscimento e la separazione di questi nuovi materiali durante il trattamento dei rifiuti potranno comportare delle difficoltà. Ad esempio i prodotti geneticamente modificati potrebbero portare, durante il riciclaggio o la lavorazione, a rischi biologici, specialmente se questi prodotti dovessero essere insufficientemente etichettati.

 

Il documento si sofferma poi sull'attuale spinta normativa nell'Unione europea per la diffusione di standard in ambito elettronico, sullo sviluppo di una migliore documentazione del contenuto chimico dei prodotti e di banche dati più dettagliate per tutti i materiali.

Mentre si procede verso un’ economia circolare, la regolamentazione relativa al riciclo potrebbe diventare un fattore chiave per ridurre i rischi di SSL nel trattamento dei rifiuti.

 

Infine il documento si sofferma anche sul processo di “riskilling”, di riqualificazione della popolazione attiva per colmare il divario di competenze tra i posti di lavoro persi e quelli creati con la nuova economia.

Riguardo alle competenze si sottolinea che attualmente ancora troppi lavoratori nel settore dei rifiuti sono insufficientemente qualificati, il che porta a maggiori rischi in materia di salute e sicurezza e a difficoltà nei processi di modernizzazione.

 

In definitiva, conclude la scheda, con la transizione verso un'economia più circolare, il prodotto di oggi diventerà la materia prima di domani e il settore dei rifiuti giocherà un ruolo fondamentale in questo sviluppo.

 

A questo proposito se l'integrazione di nuove tecnologie e, al contempo, la risposta alle nuove sfide non sarà semplice, il processo di riqualificazione, se le considerazioni sulla SSL diventeranno parte integrante di questi cambiamenti fin dall'inizio, offrirà l'opportunità di migliorare notevolmente anche le strategie in materia di salute e sicurezza.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “The circular economy and safety and health: possible implications for future waste sector workplaces”, scheda informativa in lingua inglese, a cura di Cornelia Daheim, Jessica Prendergast and Jörg Rampacher (Future Impacts), progetto commissionato dall’Agenzia europea.

 


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