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Sicurezza in edilizia: le scale e le aperture in pavimenti, tetti e pareti
Lucerna, 10 Dic – Il settore delle costruzioni, non solo in Italia, risulta essere uno dei settori a maggior rischio di infortuni gravi e mortali. In una videointervista del 2023 ad Antonio Leonardi, Coordinatore del Gruppo Edilizia del Coordinamento Tecnico delle Regioni, ci ricordava che un terzo dei morti sul lavoro in Italia avviene per cadute dall’alto, in particolare proprio nei cantieri.
È dunque importante, e il nostro giornale continua a farlo in questi anni, raccogliere normative, documentazione, strumenti informativi per fornire ad aziende, operatori e lavoratori nuove indicazioni e suggerimenti per migliorare la prevenzione. E a volte anche per poter fare un confronto con le strategie di prevenzione attuate in altri Paesi.
Per raccogliere nuove informazioni torniamo a sfogliare un documento prodotto da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni: un vademecum, aggiornato nel 2025, dal titolo “10 regole vitali per i settori della tecnica della costruzione”.
Corredata di immagini e video utilizzabili per la formazione, la pubblicazione, malgrado le possibili differenze tra la normativa elvetica e quella italiana, può fornire spunti e suggerimenti per migliorare la prevenzione anche nei nostri cantieri.
In un precedente articolo di presentazione del vademecum elvetico abbiamo parlato di preparazione dei lavori e di ponteggi. Oggi ci soffermiamo su altre tre regole:
- Le regole vitali per la prevenzione: le aperture nel pavimento e nel tetto
- Le regole vitali per la prevenzione: le aperture nelle pareti
- Le regole vitali per la prevenzione: l’uso delle scale portatili
Le regole vitali per la prevenzione: le aperture nel pavimento e nel tetto
Le dieci regole vitali presentano indicazioni su ciò che è richiesto al lavoratore e al superiore (dirigente, datore di lavoro, ...) e varie altre informazioni e suggerimenti.
Partiamo dalla quinta regola: “Mettere in sicurezza le aperture nel pavimento e nel tetto”:
- Lavoratore: “metto subito in sicurezza le aperture nel pavimento e nel tetto”.
- Superiore: “controllo il cantiere regolarmente e faccio subito mettere in sicurezza le aperture nel pavimento e nel tetto”.
Si indica, dunque, che si devono sempre mettere in sicurezza le aperture, “anche nel caso delle superfici non portanti”. E bisogna elencare le zone in cui sono presenti questi pericoli (“ad esempio: vani ascensore, pozzi di ventilazione, aperture nelle installazioni, pozzi luce, lucernari, lastre ondulate in fibrocemento non resistenti allo sfondamento).
Si indica che “ci sono diversi modi per mettere in sicurezza correttamente le aperture nel pavimento e nel tetto”. Il documento, anche attraverso immagini, riporta alcuni esempi:
- “sbarrare l’apertura con una protezione laterale a tre elementi”;
- “chiudere l’apertura con una copertura inamovibile e resistente alla rottura”;
- “installare una rete di sicurezza”.
Le “regole importanti per la messa in sicurezza delle aperture nel pavimento:
- Usare assi da ponte, non pannelli da casseratura!
- Usare solo legno integro e senza danni visibili come buchi o fessure.
- Non creare sporgenze pericolose su cui si rischia di inciampare.
- Disporre degli sbarramenti antincendio resistenti allo sfondamento”.
Si indica che, nel dubbio, è bene “affidare a terzi la messa in sicurezza”: “se non si è in grado di mettere in sicurezza le aperture, occorre rivolgersi a una ditta esterna”.
È bene, poi, fare presente ai lavoratori che si provvederà a controllare:
- “se si lavora solo in prossimità di aperture messe in sicurezza;
- se le aperture pericolose vengono subito messe in sicurezza o segnalate”.
Le regole vitali per la prevenzione: le aperture nelle pareti
Veniamo alla sesta regola: “Mettere in sicurezza le aperture nelle pareti”:
- Lavoratore: “lavoro solo se le aperture nelle pareti sono state messe in sicurezza”.
- Superiore: “faccio subito mettere in sicurezza le aperture nelle pareti”.
Si ricorda che le aperture nelle pareti possono portare ad un rischio di caduta e che bisogna elencare, come per le aperture nel pavimento, anche le “principali aperture nelle pareti presenti sui cantieri” (“ad esempio, accessi ai vani ascensore, vani scala, finestre, aperture per le condotte di ventilazione o installazione ecc.”).
Per mettere in sicurezza le aperture nelle pareti si sottolinea che “a scopo di sicurezza serve una protezione laterale a tre o più elementi”. È bene spiegare la procedura corretta “mostrando un esempio concreto sul cantiere”.
Si indica poi che “a volte le aperture nelle pareti non vanno messe in sicurezza, ad esempio quando questo è l’unico modo per svolgere determinati lavori”. E in questi casi “il personale deve proteggersi con dispositivi di protezione individuale anticaduta”. Ed è bene rivolgersi ad uno specialista della sicurezza sul lavoro “per definire per iscritto le necessarie misure di protezione”.
Bisogna controllare:
- “che nessuno lavori in prossimità di aperture non protette nelle pareti;
- se eventuali carenze vengono subito eliminate o segnalate”.
Le regole vitali per la prevenzione: l’uso delle scale portatili
Concludiamo questa breve raccolta di informazioni dal vademecum con riferimento alla settima regola: “Utilizzare le scale portatili solo se non è possibile impiegare attrezzature di lavoro più adatte”:
- Lavoratore: “se uso le scale opto possibilmente per scale leggere con piattaforma o per sgabelli a gradini”.
- Superiore: “prima di iniziare i lavori ne parlo con i miei dipendenti. Faccio in modo che il personale abbia a disposizione attrezzature di lavoro sicure e idonee”.
Si indica che è necessario “scegliere attrezzature di lavoro sicure e idonee” e che si possono “usare le scale portatili solo se non ci sono attrezzature di lavoro più adatte”.
Queste alcune situazioni “in cui non sono indicate le comuni scale doppie e le scale semplici:
- lavori lunghi e su ampie superfici
- lavori pesanti
- altezza di caduta superiore a 2 m
- superficie di appoggio inadeguata, ossia inclinata, cedevole, scivolosa
- ambienti in cui la scala si trova vicino ad altri pericoli (ad es. traffico, caduta di oggetti dall’alto)”.
Al posto delle scale portatili “si possono impiegare:
- piattaforme di lavoro elevabili
- ponteggi mobili su ruote
- scale con piattaforma”.
Anche in questo caso la regola indica alcune indicazioni per la vigilanza.
Bisogna controllare:
- “se le scale vengono impiegate solo per i lavori definiti;
- se le scale vengono usate correttamente;
- se si usano solo scale integre”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del vademecum Suva, corredato anche di immagini e video, e ricordiamo le dieci regole per prevenire gli infortuni “per i settori della tecnica delle costruzioni”:
- Non improvvisare
- Mettere in sicurezza le aperture nel vuoto
- Utilizzare ponteggi sicuri
- Controllare i ponteggi ogni giorno
- Mettere in sicurezza le aperture nel pavimento e nel tetto
- Mettere in sicurezza le aperture nelle pareti
- Utilizzare le scale portatili solo se non vi è un’alternativa migliore
- Utilizzare solo prese con salvavita
- Proteggersi dalle polveri di amianto
- Utilizzare i dispositivi di protezione
RTM
N.B.: Se i riferimenti legislativi e le indicazioni del documento di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti indicati e le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
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