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Linee elettriche aeree: infortuni gravi e prevenzione sul lavoro
Roma, 11 Mar – Sono molti i nostri articoli, specialmente le puntate della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicati alla pericolosa vicinanza e contatto delle nostre attrezzature e macchine con linee elettriche aeree.
E gli infortuni gravi o mortali con le linee elettriche aeree coinvolgono generalmente lavoratori “non consapevoli del rischio elettrico, che si trovano a lavorare in prossimità di una linea elettrica aerea per svolgere alcuni lavori non elettrici (lavori edili, scavi, pulizia, verniciatura, potatura, carico), utilizzando attrezzature o veicoli con parti in grado di avvicinarsi alla linea”.
A ricordarlo, raccogliendo informazioni e dati anche dalla banca dati INFOR.MO. dell’Inail, è un nuovo factsheet, una scheda informativa curata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’ Inail, intitolata “Infortuni gravi o mortali con le linee elettriche aeree: prevenzione per i lavori in vicinanza” e a cura di G. L. Amicucci e M.T. Settino (Inail Dit).
Per presentare il nuovo factsheet, ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- Infortuni con le linee elettriche aeree: definizioni e normativa
- Infortuni con le linee elettriche aeree: gli infortuni gravi o mortali
Infortuni con le linee elettriche aeree: definizioni e normativa
Si segnala che il rischio elettrico di un’attività lavorativa “è definito dalla distanza, nello spazio di lavoro, dalla parte attiva non protetta”. E “secondo la norma europea armonizzata EN 50110-1 e le norme nazionali CEI 11-27 e CEI 11-15 la zona di lavoro sotto tensione è il volume intorno ad una tale parte attiva in cui è svolto un lavoro sotto tensione. Il limite esterno di tale zona è indicato dalla distanza DL dalla parte attiva non protetta”.
La scheda si sofferma su varie altre definizioni:
- il lavoro sotto tensione è “qualsiasi attività lavorativa in cui un lavoratore è deliberatamente in contatto con parti sotto tensione o entra nella zona di lavoro sotto tensione con parti del corpo o con le attrezzature o gli utensili che maneggia. In bassa tensione (Un≤ 1 kV), il lavoro sotto tensione avviene a contatto con le parti attive non protette” (Tabella 1 della scheda);
- la zona di lavoro in prossimità è “un volume, esterno alla zona di lavoro sotto tensione, il cui limite esterno è indicato dalla distanza DV dalla parte attiva non protetta” (Figura 1 e Tabella 1 della scheda).
- i lavori in prossimità di parti attive sono tutte quelle attività “nelle quali un lavoratore si introduce nella zona di lavoro in prossimità con un utensile, o qualsiasi altro oggetto, o parti del corpo, senza sconfinare nella zona di lavoro sotto tensione”;
- il lavoro fuori tensione è “un’attività lavorativa su impianti elettrici che non sono sotto tensione e non hanno conduttori carichi, svolta dopo aver messo in sicurezza l’impianto”.
Sono poi lavori non elettrici quei lavori “svolti in vicinanza di una linea elettrica o di un impianto con parti attive non protette, come: i lavori edili, lo scavo, la pulizia, la verniciatura, la potatura, il carico. Nell’Allegato IX del d.lgs. n. 81/2008è definita la distanza DA9 che delimita la zona di lavoro in vicinanza. In accordo con l’art. n. 83 del d.lgs. n. 81/2008 “i lavori non elettrici non possono essere eseguiti a distanze inferiori da quelle indicate dal limite DA9 a meno di non adottare misure organizzative e procedure di lavoro idonee a proteggere i lavoratori. Disposizioni analoghe valgono per i lavori in cantiere nei pressi di linee elettriche aeree, secondo l’art. 117 del d.lgs. n. 81/2008”.
Riguardo ai lavori sotto tensione e alla normativa si segnala che In Italia a regolarli è l’articolo n. 82 del d.lgs. n. 81/2008
Negli impianti a bassa tensione “tale tipo di lavoro è consentito solo se eseguito da lavoratori esperti (PES) e autorizzati dal datore di lavoro (riconosciuti idonei). Negli impianti di media o alta tensione le aziende che svolgono lavori sotto tensione devono ottenere autorizzazione secondo il d.m. 4 febbraio 2011. Le aziende non autorizzate non possono operare sotto tensione e devono seguire le procedure di lavoro applicabili (lavoro fuori tensione o lavoro in prossimità) senza intromettersi in alcun modo nella zona di lavoro sotto tensione”.
Infortuni con le linee elettriche aeree: gli infortuni gravi o mortali
La scheda si sofferma poi sulla distribuzione degli infortuni gravi o mortali con linee elettriche aeree, avvenuti dal 2002 al 2022, basata sui dati contenuti in INFOR.MO. (ad ottobre 2025): “non sono inclusi gli infortuni non avvenuti con linee aeree e quelli avvenuti al di fuori dell’attività lavorativa (ad esempio quelli domestici)”.
Sono presi in considerazione 169 eventi (142 morti e 27 feriti gravi). I lavoratori “coinvolti in tali infortuni, quasi tutti non consapevoli del pericolo, erano soprattutto quelli che utilizzavano strumenti, utensili, attrezzature, macchine o veicoli con parti capaci di arrivare in prossimità delle linee aeree”. Il luogo dell’incidente è “spesso un cantiere in prossimità della linea (35% dei casi). In tal caso, le lavorazioni sono quelle dalla (A) alla (I)” nella tabella 2 che riprendiamo:

Si indica poi che gli infortuni in ambito agricolo, forestale o durante la potatura degli alberi, “coprono una percentuale rilevante del campione (19% dei casi). La maggior parte delle volte è coinvolto un lavoratore che effettua la potatura con un utensile, dopo aver acceduto al posto di lavoro tramite una gru semovente, o una piattaforma di lavoro elevabile, o un’autogrù dotata di cestello, o un veicolo per lavori agricoli. In tal caso, le lavorazioni, tra quelle in Tabella 2, sono: (B), (D), (E), (F), (I)”.
Durante il carico o lo scarico di materiali, può poi “verificarsi un numero significativo di infortuni (17% dei casi: trasporti dotati di gru per il carico, mezzi con bracci articolati per lo svuotamento dall’alto di silos verticali, svuotamento di cassoni)”. E i lavoratori “addetti alle operazioni di installazione, manutenzione o pulizia (della segnaletica stradale, delle insegne, dei pannelli solari, dei sistemi di protezione dalle scariche atmosferiche o di altro) coprono una certa percentuale (28% dei casi). Le lavorazioni, tra quelle in Tabella 2, sono: (B), (D), (F), (G), (H).
Riprendiamo dalla scheda anche una figura ottenuta “organizzando i dati in base all’attrezzatura, agli utensili o ai materiali utilizzati durante l’attività lavorativa:

Infine, si indica che l’1% del campione è dovuto ad “incidenti avvenuti durante le operazioni di emergenza e soccorso”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della scheda che riporta altre informazioni non solo sugli infortuni, ma anche sulla prevenzione e sulle sanzioni.
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Infortuni gravi o mortali con le linee elettriche aeree: prevenzione per i lavori in vicinanza”, a cura di G. L. Amicucci e M.T. Settino (Inail Dit), Factsheet edizione 2026 (formato PDF, 1.26 MB).
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