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Fornitura di calcestruzzo nei cantieri: le indicazioni per i coordinatori
Continua la collaborazione con la Commissione Nazionale Sicurezza del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati (CNG) per la presentazione di strumenti operativi dedicati ai geometri e ai professionistici, in materia di sicurezza, che lavorano nei cantieri.
Dopo la presentazione del “ Vademecum CNG sul tema della patente a crediti” o ospitiamo un contributo, a cura di Luca Perricone e Stefano Farina, per presentare il Vademecum CNG “FORNITURA DI CALCESTRUZZO NEI CANTIERI - Indicazioni per i compiti del coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione”.
Su questi strumenti abbiamo realizzato un’intervista ad Ambiente Lavoro, che pubblicheremo nei prossimi giorni, al geometra Stefano Farina e al geometra Gianluca Fociani, Referente Commissione Sicurezza del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati.
Vademecum CNG sul tema della fornitura di calcestruzzo nei cantieri con indicazioni per i compiti del coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione
Dopo il Vademecum sulla Patente a Crediti, la Commissione Nazionale Sicurezza del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, ha diffuso un secondo documento dal titolo: “FORNITURA DI CALCESTRUZZO NEI CANTIERI - Indicazioni per i compiti del coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione”
Perché un vademecum sulla fornitura di CLS (e assimilati) in cantiere?
Sono passati 15 anni da quando la Lettera Circolare 3328/11 trattando il tema della fornitura di cls in cantiere, ha chiarito la differenza tra “fornitura” e “lavorazione” fornendo in dettaglio le caratteristiche di ognuna delle due fattispecie. Si tratta di “mera fornitura” quando: “i lavoratori della ditta fornitrice non partecipano alle operazioni del getto e non manovrano il terminale in gomma della pompa o la benna o il secchione.. |..|” invece, è lavorazione in cantiere se: “i lavoratori della azienda fornitrice provvedono sia alla fornitura (consegna/scarico) del conglomerato sia alla sua posa in opera |..|”.
La definizione della circ. 3328/11 ha messo fine all’incertezza che i numerosi dibattiti e diatribe tra le diverse scuole di pensiero involontariamente alimentavano, senza peraltro, riuscire ad arrivare a un punto di caduta finale e certo. La chiara distinzione tra fornitura e lavorazione permette di inquadrare le azioni di analisi, progettazione e monitoraggio per la sicurezza per ognuno dei due casi. Partendo dalla distinzione tra fornitura e lavorazione, la circolare ha definito, sia pure in forma non cogente, per il tipo di emanazione (circolare e non norma), un’analisi delle funzioni e attribuzioni di compiti funzionalmente gerarchizzati secondo il criterio dell’efficienza, per avere un iter di esecuzione della fornitura imprescindibilmente connesso ai criteri essenziali della sicurezza definiti dal Testo Unico.
Lo schema della circolare configura innanzitutto un metodo ed un processo fondati sulla corretta attribuzione di responsabilità alle giuste figure di garanzia (datore di lavoro impresa esecutrice, datore di lavoro impresa fornitrice) e sull’obbligo di scambio reciproco di informazioni qualificate. Il metodo proposto si attaglia pienamente alla struttura portante del Testo Unico dove, come è risaputo, ogni figura è protagonista di specifiche responsabilità e al tempo stesso attivatrice di responsabilità altrui. Ma c’è di più: l’applicazione specifica e concreta, per ogni caso delle azioni prefigurate dalla circolare, permette al CSP di agire all’interno del giusto limite previsto dall’Allegato XV (“valutazione dei rischi in riferimento all’area, all’organizzazione e alle lavorazioni ad esclusione dei rischi propri di impresa”) e al CSE di svolgere il proprio compito di verifica e controllo agendo, al livello superiore, come attivatore delle responsabilità altrui e poi come controllore della effettiva concreta applicazione di quanto deciso.
Naturalmente, tutto è sempre migliorabile, e questo vale anche per la circolare di cui ci occupiamo tuttavia, restiamo sorpresi (e dispiaciuti) nel vedere ancora adesso, a distanza di tanti anni, quanto la circolare sia poco conosciuta e ancor meno applicata, sia da molte imprese sia, e dispiace dirlo, anche da molti Coordinatori, magari gli stessi che si lamentano di ricevere ingiustamente tante responsabilità appartenenti ad altri.
Per questo motivo come Gruppo di lavoro della Commissione Nazionale CNG abbiamo pensato fosse utile redigere questo “vademecum” che nasce da situazioni reali e da criticità che i coordinatori incontrano ogni giorno:
- l’assenza di spazi interni per il piazzamento dei mezzi,
- interventi di ristrutturazione in edifici privi di cortili o piazzali,
- limitazioni dovute a sottoservizi,
- terreni non adeguatamente compattati o accessi difficoltosi,
con la conseguente necessità di organizzare lo scarico del calcestruzzo su strada o su aree esterne al cantiere.
Proprio per questo il documento è frutto di un lavoro di chi opera da lungo tempo nella sicurezza dei cantieri, condividendo lo stesso punto di vista e le stesse responsabilità delle geometre e dei geometri coordinatori.
Il vademecum fornisce indicazioni sui contenuti del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e sulle modalità con cui il CSP deve valutare e rappresentare
- le aree di scarico esterne,
- i vincoli presenti (linee aeree, condutture sotterranee, interferenze con la viabilità, presenza di gru a torre, ecc.) e le misure da adottare.
Nel PSC dovranno essere previste, ad esempio,
- tavole esplicative con il posizionamento dei mezzi di fornitura,
- gli spazi di stabilizzazione (indicativi che poi dovranno essere esplicitati nei documenti delle ditte esecutrici dei getti e fornitrici del CLS),
- le aree di manovra,
- la segnaletica temporanea secondo il disciplinare tecnico del decreto 10 luglio 2002 e le soluzioni per la protezione di operatori e utenti della strada.
Ampio spazio è dedicato alla gestione dei rischi, delle interferenze e delle procedure, al tema dei costi della sicurezza e agli adempimenti connessi all’occupazione di suolo pubblico o privato per le aree di carico/scarico.
Il documento richiama, inoltre, gli obblighi di cooperazione, coordinamento e scambio di informazioni previsti dall’articolo 26 del D.Lgs. 81/2008 e dalla Lettera circolare 003328/2011, con particolare attenzione al rapporto tra impresa esecutrice, impresa fornitrice di calcestruzzo e trasportatori terzi.
Su questo aspetto il vademecum fornisce diagrammi esplicativi dei passi dell’iter da svolgere e individua quali figure ne sono responsabili. Inoltre, una tabella sinottica esamina quali siano gli strumenti e quindi i responsabili, per ognuno dei principali elementi dell’analisi dei rischi della fase.

L’obiettivo è mettere nelle mani dei coordinatori uno strumento snello, concreto e facilmente attualizzabile alle specificità del singolo cantiere, che consenta di tradurre in scelte progettuali ed esecutive chiare il quadro normativo di riferimento.
Ricordiamo che il lavoro della Commissione nasce da un’esigenza chiara: tradurre le norme tecniche e legislative in procedure concrete. Non si tratta di semplici riassunti, ma di veri e propri manuali di istruzioni che permettono ai professionisti di operare con maggiore serenità e, soprattutto, di garantire la massima tutela ai lavoratori e ai committenti e per questo, all’interno della Commissione Nazionale Sicurezza, è nato il Laboratorio Sicurezza: un gruppo di lavoro di geometri esperti che ha scelto di tradurre le novità normative in strumenti sintetici, ragionati e immediatamente utilizzabili nella pratica professionale.
Geom. Stefano Farina
Geom. Luca Perricone
Commissione Nazionale Sicurezza
Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati
Scarica il documento presentato nell’articolo e la normativa di riferimento:
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