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DPI anticaduta: i cordini, i dispositivi guidati e scorrevoli
Firenze, 1 Giu - Nei giorni scorsi PuntoSicuro ha presentato alcune schede relative ai dispositivi di protezione individuale (DPI) utilizzabili nel comparto edile per l' accesso, il percorso e il transito sulle coperture.
Queste schede fanno parte di una piĂš ampia campagna informativa per la sicurezza dei lavori in quota presente sul sito â coperturasicura.toscana.itâ, portale web della Regione Toscana.
Ricordiamo che le schede contenute nel sito fanno riferimento sia al Decreto legislativo 81/2008, sia al Regolamento della Regione Toscana emanato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.62/R e concernente le âmisure preventive e protettive per l'accesso, il transito e l'esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezzaâ.
Nel precedente articolo abbiamo affrontato alcuni sistemi di arresto caduta e il dispositivo retrattile UNI 360, ora presentiamo tre diverse schede su altri dispositivi e sui cordini.
La scheda â DISPOSITIVO GUIDATO UNI 353.1 /353.2 (DPI010)âdĂ informazioni sul dispositivo di arresto caduta di tipo guidato che consente, ad un operatore munito di imbracatura che si muova su una inclinazione superiore ai 15°, lâarresto caduta.
In particolare il dispositivo è âcostituito da una linea di guida, e da un sistema di trattenuta collegato con un elemento scorrevoleâ. E può essere âpermanentemente fissato ad una struttura, caso di dispositivo guidato su fune di risalita in acciaio ancorata su entrambe le estremitĂ â, o essere provvisorio, âquando costituito da dispositivo su fune in fibra tessile, utilizzabile agganciando questâultima a un elemento di ancoraggio superioreâ.
Questo dispositivo è âdotato di funzione autobloccante e sistema di guida e prevede, nella fase operativa, lâausilio di un dissipatore di energia che può essere installato tra il dispositivo anticaduta e la linea di scorrimento o essere incorporato nel cordinoâ.
Ricordiamo che questo dispositivo anticaduta è âutilizzabile con punto o linea di ancoraggio orizzontale, su superfici con qualsiasi inclinazione, compresa quella verticaleâ. Ed è ideale âper accedere alle estremitĂ di scale o per effettuare percorsi di risalita su tetti fortemente inclinatiâ. Ha la âparticolaritĂ di accompagnare lâutilizzatore senza la necessitĂ di una regolazione manuale durante i cambiamenti di posizione verso lâalto mentre, per gli spostamenti verso il basso o in caso di caduta accidentale, si blocca automaticamente sulla linea di supportoâ.
Vediamo alcune criticitĂ :
- âper un corretto impiego del dispositivo guidato bisogna provvedere alla preventiva valutazione di molteplici parametri quali: la compatibilitĂ con la linea di supporto, la flessione trasmessa dagli elementi di ancoraggio quando costituiti da linee vita, la lunghezza della fune necessaria ad evitare la caduta oltre il bordo di copertura, il suo allungamento sottocarico, lâallineamento della linea di scorrimento rispetto al punto di ancoraggio nel caso di fune flessibile;
- lâuso del dispositivo può avvenire solo da parte di personale preventivamente informato, formato ed addestrato sulle modalitĂ di utilizzo, secondo le prescrizioni indicate dal produttoreâ;
- âla manutenzione e la verifica dovrĂ essere condotta secondo le caratteristiche del modello installato;
- lâuso di questo dispositivo consente solo movimenti lenti, rallentati da particolari gesti dellâoperatore volti ad assecondare lo scorrimento del dispositivo lungo la linea guida;
- nel caso in cui il supporto risulti costituito da una fune fissata alle due estremitĂ o da una rotaia, non viene consentito alcun movimento laterale e lâoperatore deve seguire fedelmente il percorso della linea;
- nel caso di dispositivo guidato su fune flessibile, per lâeliminazione concreta dei rischi derivanti da possibile effetto pendolo, questo dovrĂ essere supportato dalla presenza di ganci di deviazione idoneamente posizionati lungo i bordi laterali della copertura;
- facile deterioramento della fune flessibile in fibra tessile se conservata in modo non appropriato o se utilizzata in presenza di parti spigolose o taglienti;
- la presenza di eventuali ostacoli in copertura può comprometterne lâefficaciaâ.
In â DISPOSITIVI SCORREVOLI Su linee UNI 795 CLASSE C/D (DPI007)â si presentano dispositivi di ancoraggio scorrevoli da innestare su sistemi a linee di ancoraggio rispondenti alla norma UNI EN 795 in classe C/D (linea flessibile o rigida). Dispositivi che possono essere âapertiâ o âchiusiâ in base alla âpossibilitĂ di essere innestati sulla linea in qualsiasi punto o di poter essere inseriti solo alle estremitĂ della stessa. Il sistema di scorrimento del dispositivo sulla linea può essere con o senza rulliâ.
I dispositivi a carrello possono essere di tre tipi:
- carrello scorrevole chiuso: ânon sono presenti rulli, per questo motivo è assolutamente resistente alla sporcizia. Rappresenta la soluzione piĂš conveniente. Può essere sganciato dal sistema grazie ai terminali dâuscita oppure rimanere attaccato alla guidaâ;
- carrello scorrevole apribile: âgrazie al facile meccanismo di apertura o di bloccaggio, può essere applicato o staccato dalla guida in qualunque punto della linea. Offre una maggiore flessibilitĂ allâutilizzatore durante le sue attivitĂ â. Può essere ad esempio utilizzato âquando il sistema è utilizzato da piĂš operatori contemporaneamente o quando il sistema non ha punti dâingresso e di uscita ben definitiâ;
- carrelli scorrevoli a rulli: âquesto carrello è utilizzabile esclusivamente per le applicazioni sopra la testa. Ă anche possibile abbinarlo ad un retrattile che consente un notevole aumento del raggio dâazione dellâutilizzatoreâ. Ă utilizzabile quando âlâutilizzatore lavora sotto il sistema a diverse altezze. Non è possibile spostarlo su un arco di 90°â.
Ricordando che stiamo parlando di un âcomponente dello specifico sistema dâarresto caduta a linea flessibile o rigida a cui appartieneâ, veniamo brevemente ad alcune criticitĂ :
- âelementi di rischio, in questo senso, scaturiscono dal mancato rispetto dei tempi previsti per le manutenzioni da parte di personale non esperto e/o dalla mancata sostituzione di elementi danneggiati;
- altro elemento di criticità è legato ad un uso improprio dellâancoraggio da parte di operatore scarsamente informato sulle caratteristiche del dispositivo e sui suoi limiti di impiegoâ.
Infine presentiamo una scheda sui â CORDINI (DPI008)â.
Il cordino â âcostituito da una corda in fibra sintetica (può essere una fune da alpinismo), oppure da una cinghia, da una fune metallica o da una catenaâ - può essere impiegato âsia come elemento semplice di collegamento, e prende il nome di âcordino di posizionamento sul lavoroâ, che come componente di un sistema arresto caduta; in questâultimo caso, se utilizzato senza assorbitore di energia, non può trattenere una caduta per unâaltezza superiore a m 0,60â.
La lunghezza del cordino è âvariabile ma non può superare i due metri, compresi i terminali, compreso lâassorbitore di energia: per esempio la lunghezza di un sottosistema formato da connettore + cordino + assorbitore di energia + connettoreâ.
Ricordiamo che i cordini si usano in âcombinazione con unâimbracatura al fine di costituire un sistema di arresto cadutaâ. E il componente âcordinoâ è sempre âcollegato al sistema di trattenuta che nel suo complesso ha il compito di sostenere il corpo dellâoperatore e di tenerlo durante la caduta e dopo lâarresto della caduta stessaâ.
Ogni DPI âcordinoâ deve essere ârealizzato nel rispetto dei criteri di ergonomicitĂ e funzionalitĂ per lâutilizzatoreâ e deve essere costituito da materiale resistenteâ (la scheda indica alcune specifiche in relazione ai materiali utilizzabili). Inoltre âdeve essere mantenuto in stato di efficienza e di igiene; in caso sia necessario provvedere a sostituzioni di parti e/o riparazioni, deve rimanere in azienda traccia documentale delle stesse, e comunque le stesse devono essere condotte assicurando il livello di qualitĂ prestazionale garantito dal fabbricante al momento dellâacquistoâ.
Il cordino è dunque un dispositivo di protezione individuale âobbligatorio in tutti quei casi in cui pur essendo giĂ state adottate tutte le possibili misure tecniche di prevenzione, anche di protezione collettiva, o nellâimpossibilitĂ tecnica di adottare DPC, permane un rischio residuo di caduta dallâalto, in combinazione con imbracature. Si rende necessario in quelle particolari fasi lavorative in cui lâoperatore è esposto al rischio di caduta dallâalto della copertura o di parti di essa aperte sul vuoto dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto a un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.)â.
Vediamo infine alcuni elementi di criticitĂ :
- âdipendenza da un sistema perfettamente funzionante nei suoi elementi costitutivi e/o subsistemi, di cui il cordino stesso è solo un componente;
- esistenza di un punto di ancoraggio affidabile;
- punto di attacco ad un sottosistema quale un assorbitore di energia, imbracatura, connettori, ecc.;
- cattivo stato di conservazione e/o ad un utilizzo erroneo da parte dellâoperatore, se non sufficientemente istruito sul modo corretto di collegare il cordino agli altri componenti;
- esistenza di bordi taglienti, la temperatura elevata, la conducibilitĂ termica, ecc.;
- opportunitĂ di utilizzo: valutazione da parte del tecnico della distanza minima necessaria al fine di evitare, in una caduta dallâalto, lâurto con parti strutturali del complesso edilizio oggetto della manutenzione e/o altri elementi al contorno (pali, linee elettriche, ecc)â;
- âda non sottovalutare anche la presenza di terreno a quote differentiâ.
Rimandiamo i lettori ad una lettura diretta delle schede, ricche di immagini e di indicazioni piĂš esaustive (anche in merito alle ispezioni e alle norme di riferimento).
Nei prossimi articoli PuntoSicuro presenterĂ altre schede relative ai dispositivi di ancoraggio, alle cinture di sicurezza e alle imbracature.
Le schede della ASL 10 - Azienda Sanitaria Firenze:
- â DISPOSITIVO GUIDATO UNI 353.1 /353.2 (DPI010)â (formato PDF, 142 kB);
- â DISPOSITIVI SCORREVOLI Su linee UNI 795 CLASSE C/D (DPI007)â (formato PDF, 143 kB);
- â CORDINI (DPI008)â (formato PDF, 86 kB).
Tiziano Menduto
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