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L’IA può essere un utile aiuto per le scienze criminologiche?

Un documento, recentemente pubblicato dal centro di eccellenza per le tecnologie criminologiche, rappresenta una lettura obbligata per tutti coloro che operano in questo campo. Il documento, di 13 pagine, mette in evidenza come un utilizzo appropriato di applicativi di intelligenza artificiale possa agevolare in maniera significativa l’attività degli esperti, soprattutto durante la critica fase di analisi di reperti fisici.
Come è del tutto normale, questi applicativi possono essere di grande aiuto, ma devono essere utilizzati con appropriata prudenza, da parte dei soggetti coinvolti, perché ormai abbiamo compreso tutti che il concetto di intelligenza artificiale è senz’altro valido per quanto riguarda l’aggettivo “artificiale”, ma può porre dei dubbi per quanto riguarda il sostantivo “intelligenza”.
Il documento, suddiviso in diversi paragrafi, mette in evidenza gli aspetti positivi e negativi, cui gli esperti criminologi devono prestare attenzione. Ad esempio, questi applicativi sono utilissimi nell’analisi della scena del crimine, in quanto possono essere oltremodo utili, ad esempio, nel rimuovere rumori di fondo e nel migliorare la nitidezza di immagini riprese sott’acqua, consentendo agli investigatori di avere a disposizione immagini di una qualità tale, che non sarebbe certamente raggiungibile con le tecniche tradizionali oggi disponibili. Questi applicativi inoltre possono essere assai utili per classificare un’arma, sulla base dell’analisi del suono prodotto dallo sparo. Una applicazione di estremo interesse riguarda la possibilità di sviluppare dei modelli di classificazione accurata di liquidi infiammabili, sulla base dei dati prelevati da uno spettrometro manuale Raman.
![]() | Approfondimento della normativa ISO 11064 e altre norme per la progettazione delle sale di controllo, a cura di di Adalberto Biasiotti. |
Un altro interessante campo di applicazione riguarda l’analisi dei materiali, che risulta essere oltremodo utile, ad esempio quando si osserva una parte di carrozzeria di un’automobile, abbandonata sul posto di un incidente, quando uno dei soggetti coinvolti si è allontanato, senza prestare soccorso.
L’analisi spettroscopica di questi reperti è di estrema utilità per individuare la marca della vettura e, in molti casi, anche il modello della vettura stessa, facendo un confronto fra le varie componenti della carrozzeria dell’autovettura e l’oggetto trovato sul posto dell’incidente.
Un aspetto che richiede però notevole attenzione da parte degli esperti riguarda il fatto che i risultati di queste analisi devono avere una validità tale da poter essere presentati in giudizio, senza possibilità di contestazione da parte della controparte.
Non dimentichiamo, infine, che tutti coloro che utilizzano questi applicativi devono, per obbligo di legge, aver partecipato ad un corso di formazione specifico, mirato proprio a mettere in evidenza gli aspetti positivi e negativi di queste tecnologie, in modo da garantirne un uso appropriato.
Ci auguriamo che i numerosi percorsi universitari, a disposizione degli esperti di criminologia, in Italia, vogliano studiare in modo approfondito queste nuove tecnologie e mettere in condizione gli esperti di utilizzarle, massimizzandone i pregi e minimizzandone i possibili inconvenienti.
Vai alla pagina con il “ Forensic Tecnology – Centren of Excellence - What FSSP Leaders Should Know About Artificial Intelligence and its Application to Forensic Science”
Adalberto Biasiotti

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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