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UE: risoluzione su subappalti e sicurezza dei lavoratori
Il Parlamento Europeo ha approvato in seduta plenaria il 12 febbraio 2026 la risoluzione intitolata “Affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari al fine di tutelare i diritti dei lavoratori” (procedura 2025/2133(INI)), un documento politico significativo che mira a sollevare l’attenzione sulle problematiche connesse all’uso eccessivo delle catene di subappalto e degli intermediari del lavoro nell’Unione Europea.
Obiettivi e contenuti principali
La risoluzione, pur non modificando direttamente il diritto dell’UE, chiede alla Commissione europea di presentare proposte legislative per migliorare la tutela dei lavoratori coinvolti in sistemi articolati di subappalto e intermediazione, spesso caratterizzati da diverse criticità:
- opacità contrattuale,
- responsabilità frammentata dei datori di lavoro lungo la catena di fornitura,
- maggiore rischio di sfruttamento e lavoro sommerso,
- concorrenza sleale tra imprese.
Tra gli aspetti più rilevanti del testo approvato vi è l’attenzione alla protezione di condizioni di lavoro sicure e dignitose per tutte le persone impiegate, in particolare nei settori ad alto rischio (edilizia, agricoltura, trasporti, logistica, pulizie, assistenza sanitaria), dove le lunghe catene di subappalto possono aggravare i rischi di infortuni e condizioni di lavoro non sicure.
Salute e sicurezza sul lavoro: una priorità rafforzata
La risoluzione richiama la strategia dell’Unione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021‑2027, sottolineando che la mancata applicazione delle norme di sicurezza nei contesti di subappalto può compromettere l’obiettivo “zero vittime” nei luoghi di lavoro e aumentare i rischi per i lavoratori impiegati in catene complesse.
In particolare, il Parlamento europeo invita la Commissione a considerare:
- misure normative per garantire che tutte le imprese, inclusi i subappaltatori e gli intermediari, siano responsabili dell’applicazione delle normative in materia di salute e sicurezza e che i rischi nei luoghi di lavoro siano correttamente gestiti e monitorati lungo tutta la catena produttiva;
- una maggiore trasparenza contrattuale, affinché i lavoratori sappiano con esattezza chi è il datore di lavoro responsabile delle condizioni di salute e sicurezza;
- rafforzamento delle attività ispettive e di controllo tra Stati membri, per assicurare che le norme UE e nazionali siano effettivamente rispettate.
Questi punti risuonano con l’esigenza sindacale di promuovere condizioni di lavoro più sicure, contrastando in maniera più efficace forme di sfruttamento, lavoro sommerso e pratiche abusive che possono compromettere la salute, la sicurezza e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Risposta sindacale e prospettive
Secondo le organizzazioni sindacali europee e italiane, tra cui la CGIL, l’approvazione di questa risoluzione rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza e responsabilità sociale nelle catene di subappalto e nella gestione degli intermediari del lavoro. Il Parlamento europeo, attraverso questo atto, sollecita la Commissione a trasformare in proposte legislative vincolanti questi principi, non solo per tutelare i diritti contrattuali dei lavoratori, ma anche per garantire che le norme di salute e sicurezza siano applicate in modo coerente e universale lungo tutte le articolazioni della catena di fornitura.
Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2026 "Affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari al fine di tutelare i diritti dei lavoratori"
Federica Gozzini
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Pubblica un commento
| Rispondi Autore: Eugenio Roncelli | 13/03/2026 (07:13:48) |
| Interessante, ma non si va oltre la dichiarazione: purtroppo, almeno in Italia, non si fanno controlli seri. Le leggi ci sono e non ne servono altre: solo migliori controlli, soprattutto nelle piccole attività. A mio disappunto, colpire anche CSP, CSE e RSPP, perché vedo ancora molti documenti generati da SW e non valutati sul caso e , oltretutto, sopralluoghi inesistenti. | |
| Rispondi Autore: Matteo | 13/03/2026 (08:15:55) |
| Venvenuta risoluzione UE, speriamo che venga applicata correttamente da tutti | |
| Rispondi Autore: Franco Zaniboni | 13/03/2026 (20:24:08) |
| Interessante il richiamo all'incoraggiare i rapporti di lavoro diretti ( e non sub-appalti) nei settori ad alto rischio. Un po' il modello utilizzato da noi per i lavori in ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Anche il richiamo a collegare le sanzioni alla dimensione e al fatturato delle imprese coinvolte oltre al sottolineare come lo strumento di negare fondi pubblici alle imprese colpevoli di reati in materia di sicurezza e legalità sul lavoro, pone una grossa sfida alla Commissione Europea. | |