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Costi della non sicurezza, strumenti per conoscerli e imprese certificate

Costi della non sicurezza, strumenti per conoscerli e imprese certificate
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Appalti e costi della sicurezza

29/08/2025

Quali sono i costi ovvi e meno ovvi degli infortuni? Perché calcolarli? Calano gli infortuni nelle imprese certificate? Come utilizzare l’applicativo Co&Si? Perché investire in sicurezza? Ne parliamo con Giuseppe Morinelli (Inail, CSA).

Costi della non sicurezza, strumenti per conoscerli e imprese certificate

Quali sono i costi ovvi e meno ovvi degli infortuni? Perché calcolarli? Calano gli infortuni nelle imprese certificate? Come utilizzare l’applicativo Co&Si? Perché investire in sicurezza? Ne parliamo con Giuseppe Morinelli (Inail, CSA).

Bologna, 29 Ago – Se le aziende, come ripetuto in molti nostri articoli, sono consapevoli dei costi connessi alla conformità alla normativa sulla sicurezza, spesso non considerano gli elevati costi potenziali derivanti dal mancato investimento nella sicurezza. Ad esempio, le spese legate alle assenze per malattia dei dipendenti, le spese relative alla sostituzione di lavoratori infortunati, i costi dovuti alla mancata produzione, gli oneri per le sanzioni penali e assicurativi e i danni di immagine dell’azienda. Costi che si aggiungono a quelli fisici e psicologici dei lavoratori infortunati e dei colleghi.

 

Proprio perché riteniamo importante, come giornale, insistere sulla conoscenza e sulla valutazione dei costi della non sicurezza e sul fatto che investire in sicurezza conviene, anche ad Ambiente Lavoro 2025 (Bologna, 10-12 giugno 2025) abbiamo deciso di realizzare un’intervista che ci permettesse di approfondire la conoscenza di uno strumento importante per le aziende: il software Co&Si (Costi e Sicurezza).

Un software Inail, gratuito per le aziende, a cui abbiamo accennato anche in precedenti articoli e interviste:

  • “ Come risparmiare conoscendo i costi della non sicurezza”;
  • “ Un software gratuito per calcolare i costi della non sicurezza”.

 

A Bologna abbiamo intervistato Giuseppe Morinelli ( Inail, Consulenza statistico attuariale) con riferimento alla sua relazione al convegno Inail “Software e sezioni web Inail a supporto della conoscenza e gestione dei rischi nei luoghi di lavoro” (Bologna, 11 giugno 2025) e alla sua partecipazione come moderatore del convegno “Obiettivo sicurezza: l’efficacia delle politiche prevenzionali a sostegno del comparto Costruzioni. Il costo nascosto degli infortuni sul lavoro e le strategie di contenimento” (Bologna, 10 giugno 2025). Giuseppe Morinelli è anche tra gli autori del documento “ L’efficacia delle certificazioni accreditate per i sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro. Norme tecniche, regolamenti, sostegno e rilevazione dei risultati: dall’attualità alle prospettive” realizzato nel 2024 dalla Consulenza statistico attuariale (CSA) e la Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza (CTSS) dell’Inail insieme ad Accredia, ente italiano di accreditamento.

 

L’intervista è stata realizzata l’11 giugno 2025 a Bologna e le domande hanno riguardato i seguenti temi:

  • Cosa accade quando avviene un infortunio sul lavoro? Quali sono i costi ovvi e quelli meno ovvi? Perché è rilevante poterli calcolare?
  • Quali evidenze nascono dal confronto tra imprese certificate e non certificate? Calano frequenza e gravità degli infortuni nelle imprese certificate?
  • È possibile incentivare l’investimento in prevenzione utilizzando un apposito algoritmo?
  • L’applicativo Co&Si come funziona?  Come possono utilizzarlo le aziende?
  • Ci sono interessanti dati ed esperienze ricavabili dall’applicativo?
  • Qual è il costo nascosto degli infortuni in edilizia? Come investire in sicurezza in questo comparto? Quali sono i vantaggi delle aziende certificate?
  • Come convincere le aziende a valutare attentamente i costi della non sicurezza?

 

L’articolo di presentazione dell’intervista si sofferma su vari argomenti:

  • I costi nella non sicurezza e i costi degli infortuni
  • Il software Co&Si e il vantaggio delle imprese certificate
  • La situazione nel settore delle costruzioni e l’investimento in sicurezza

 

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.



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L’intervista di PuntoSicuro a Giuseppe Morinelli

 

 

 

I costi nella non sicurezza e i costi degli infortuni

Cosa accade quando avviene un infortunio sul lavoro? Quali sono i costi ovvi e quelli meno ovvi? Perché è rilevante poterli calcolare?

 

Giuseppe Morinelli: Partiamo dal presupposto che un infortunio sul lavoro è fortunatamente un evento molto raro. Dal punto di vista umano, il fatto che sia un evento molto raro ci conforta, perché evidentemente siamo in presenza di qualcosa che accade molto difficilmente. Dal punto di vista, invece, matematico-statistico, avere a che fare con un evento così raro comporta l'approccio con sistemi che non sono quelli matematici-statistici classici, quindi occorre ricorrere a qualcosa di differente.

La stessa problematica è percepita dai datori di lavoro, dai lavoratori. Se l’infortunio è un evento molto raro, l'atteggiamento tipico è “Perché deve succedere proprio a me?”.

 

Il nostro software Co&Si - costi e sicurezza nasce proprio con questo scopo, cioè far capire che è vero, l’evento è molto raro, può non succedere a te e ti auguriamo che non succeda a te, però attenzione che, se succede a te, genera questo tipo di addendi, questo tipo di costi.

 

I costi ovvi sono diversi. Ad esempio, siccome l'assicurazione INAIL è un'assicurazione bonus-malus l'azienda pagherà un premio in più perché si è verificato un infortunio nel suo ambiente di lavoro. Ci sono altri costi ovvi che sono quelli che sono derivanti dal fatto che c'è da sostituire l'infortunato, c'è da fare formazione alla persona che sostituirà l'infortunato e quant'altro.

Tutta la parte invece non ovvia è la parte, diciamo così, che ci è servita per alimentare questo algoritmo (connesso al software, ndR) e fare in modo che, emergendo, questa parte faccia rendere conto a chi è preposto ai lavoratori che c'è tutta una serie di variabili che vanno prese in considerazione.

Per esempio, abbiamo soltanto stimato la perdita di immagine della ditta o anche il tempo che si perde, appunto, dicevo, per la formazione del nuovo lavoratore e il lavoro che si ferma e le riunioni sindacali e quant'altro. Sono circa una quarantina di addendi che vengono calcolati nel software e che fanno, diciamo così, emergere il reale costo dell'infortunio sul lavoro.

 

Abbiamo visto con una collega, nel convegno che abbiamo fatto ieri, che l'INAIL eroga mediamente per un infortunio 19.600 euro. Ovviamente è l'erogazione media, poi più è grave l'infortunio più l'erogazione è importante. E appunto partendo da questo presupposto abbiamo deciso di dare evidenza a questo numero aggiungendo anche tutti i costi che non sono in qualche modo evidenti rispetto al sentire comune.

 

Il software Co&Si e il vantaggio delle imprese certificate

Durante il convegno nelle sue slide lei si soffermerà sul tema delle imprese certificate, anche con riferimento ad una recente pubblicazione Inail. Quali evidenze nascono dal confronto tra imprese certificate e non certificate? Calano frequenza e gravità degli infortuni?

 

Giuseppe Morinelli: È un discorso molto complesso. Proverò a riassumerlo in un paio di minuti, ma non so se ci riuscirò.

 

Il lavoro di Co&Si nasce come costola, come effetto collaterale di uno studio che abbiamo condotto nel 2014 con Accredia. In quel caso, in quell'occasione, abbiamo studiato l'andamento infortunistico delle imprese non certificate e delle imprese certificate con certificazione Accredia. Quindi non imprese che comprano un estintore, ma imprese che hanno un livello di certificazione elevato.

Ora, tornando al discorso di prima. Noi ci siamo un po' esposti, in questo studio, perché dato che l'infortunio è un elemento molto raro, potevamo anche prendere delle imprese che hanno zero infortuni e che successivamente all'accreditamento avevano un infortunio. In quel caso matematicamente questo vuol dire che, a seguito dell'accreditamento presso Accredia, gli infortuni sono aumentati del 100%. E questo era un rischio al quale abbiamo pensato di esporci con questo studio.

Poi in realtà le cose sono andate molto bene, perché i dati ci hanno confortato e hanno dimostrato che, in realtà, le imprese che hanno una certificazione presso Accredia hanno un abbattimento infortunistico importante sia in termini di incidenza infortunistica sia in termini di gravità dell'infortunio. Per dirla, diciamo così, in modo molto giornalistico, diciamo che le imprese che sono accreditate hanno il 30% di probabilità in meno che si verifichi un infortunio. E, quando accade un infortunio, nel 40% dei casi l’infortunio è molto meno grave rispetto a quelle non accreditate.

 

Poi abbiamo ripetuto questo studio più avanti. L'ultima pubblicazione è stata fatta nel 2024 con Accredia, appunto, in cui abbiamo confermato ancora una volta i dati. Ed è confortante anche il fatto che adesso che, mano a mano le imprese certificate aumentano sempre di più, abbiamo un dato sempre più solido che ci consente di fare anche analisi statistiche un po' più robuste e che comunque confermano l'andamento del passato. Cioè, le imprese che hanno una certificazione sono molto meno rischiose delle imprese non certificate. (…)

 

Cerchiamo di spiegare a un'azienda che voglia utilizzare Co&Si come funziona e come si utilizza il software.

 

Giuseppe Morinelli: Noi siamo partiti con questo software all'inizio su un floppy disc, un programma che era stato scritto in Visual Basic tanti anni fa. (…) Poi ci siamo accorti che questa parte poteva essere spostata sul web (…).

 

Grazie all'inserimento dei dati delle aziende che, mano a mano, abbiamo raccolto in forma anonima, ovviamente, abbiamo stimato tante variabili che non erano in quel momento stimate. Quindi se, per esempio, prima chiedevamo quanto costa un'ora di formazione per il nuovo addetto oppure quanto tempo si è perso al pronto soccorso oppure cosa è successo alla famiglia e quant'altro, adesso non lo chiediamo più. Ora siamo nella “fase 4.0”, chiamiamola così, in cui noi tantissime variabili, grazie all'inserimento dei dati da parte delle imprese, siamo riusciti a schedularle e a renderle, diciamo così, “variabili medie” (…).

 

Quindi si va nel nostro sito dell’Inail, basta fare la ricerca su Co&Si e automaticamente si viene rindirizzati alla parte di compilazione del software. Ovviamente occorre essere profilati Inail, perché in quel caso lì c'è l'accesso vivo ai dati dell'impresa e noi possiamo farlo soltanto se l'impresa è profilata. (…)

 

La situazione nel settore delle costruzioni e l’investimento in sicurezza

Lei qui a Bologna ha partecipato anche ad un seminario dedicato al comparto Costruzioni. Il titolo era “Obiettivo sicurezza: l’efficacia delle politiche prevenzionali a sostegno del comparto Costruzioni. Il costo nascosto degli infortuni sul lavoro e le strategie di contenimento”. So che se ne è occupata in particolare una sua collega, ma può raccontarci qualcosa di questo costo nascosto degli infortuni in edilizia e perché è importante investire in sicurezza in questo comparto?

 

Giuseppe Morinelli: Allora, lo studio presentato ieri nasce come costola dello studio più grande di cui ho accennato presentato nel 2024. Lo studio del 2024 parlava una lingua che era la lingua Inail, per cui i risultati finali erano in base al grande gruppo di tariffa INAIL. Importante, ma entro i confini nazionali.

 

Allora, ci siamo chiesti, vista la grande mole di dati che abbiamo avuto a disposizione, se era possibile vedere se riuscivamo a confrontarci con l'Europa.

Quindi abbiamo preso il codice ATECO F- COSTRUZIONI​​, l'abbiamo spacchettato nelle sue tre declinazioni e, in quel caso, abbiamo voluto confrontare le imprese certificate e non certificate, ancora una volta per vedere se anche nel settore costruzioni (…) c'era la possibilità di dire che nelle imprese certificate l'andamento infortunistico è molto inferiore. Ed è stato così.

 

Adesso il discorso è un po' complesso da fare. Le costruzioni sono importanti. Numero uno, perché hanno una grande quantità di infortuni (il 22% degli infortuni gravi avviene nelle costruzioni) e poi perché c’è un altro primato, stavolta positivo: nelle costruzioni c'è un maggior numero di imprese certificate.

Per cui (…) avevamo tanti dati, purtroppo definiti dagli infortuni, e tante imprese certificate, quindi, il campione delle certificate era molto robusto ed è stato (…) abbastanza agevole lavorare con tanti dati.

 

Quindi ieri è stato fatto vedere quanto costa un infortunio grave, quanto costa un infortunio meno grave, quanto costa alla collettività un infortunio e quanto costa, poi anche soprattutto alle famiglie. Perché, ripeto, il prossimo passo è quello di andare a stimare altri due tipi di costi. Questo è il costo, diciamo, delle imprese che sono iscritte all'INAIL. Poi c'è il costo delle imprese che non sono iscritte all’Inail e poi c'è il costo del “nero” che è un costo importante.

 

Ieri è stato fatto vedere un grafico molto importante. Si faceva vedere in tutte le Regioni, sempre nelle costruzioni, la distanza che c'era nelle imprese, tra infortuni gravi e infortuni lievi. Uno si aspetta che ci sia un rapporto più o meno uguale per tutti, cioè vuol dire, ad esempio, inventando dei numeri, che ogni 10 infortuni lievi ce ne sia uno grave. Invece ci siamo accorti che ogni Regione ha un andamento connesso all’indice di nero. Perché ovviamente gli infortuni gravi non puoi nasconderli o perlomeno li nascondi molto più difficilmente. Gli infortuni lievi li denunci tutti, per cui noi più o meno il rapporto tra infortuni lievi e gravi lo conosciamo. Laddove c’era una distanza, che è anomala, si accende una lampadina, un alert che ci dice: “Attenzione, qui c'è qualcosa che non va”. E quella è tutta la parte che vogliamo indagare per dare anche un costo da spacchettare rispetto al costo totale. Quindi poi arriveremo a un costo totale che è composto per tot da infortuni Inail, delle imprese Inail, un tot da infortuni non Inail, un tot da infortuni in nero.

 

In conclusione, cosa dire alle aziende che pensano ancora oggi che i costi della non sicurezza siano costi che non dovranno mai affrontare?

 

Giuseppe Morinelli: Il nostro motto è sempre quello che l'investimento in sicurezza è un investimento e non è un costo.

Lo faccio vedere oggi pomeriggio con un grafico che collega l'investimento e l'abbattimento degli infortuni. (…) In questo momento, in Italia, siamo nella fase in cui se io spendo 10 mi torna in tasca 15. (…)

Co&Si nasce per far capire, per dare contezza anche a chi si sente immortale (…) che se questa immortalità per puro caso può essere scalfita in qualche modo, questo ti costa e ti costa parecchio. (…)

 

 

Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto

 

 

Vai al sito Inail di presentazione dell’applicativo Co&Si

 



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