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Costi della non sicurezza: lo studio Inail sui costi dei danni da lavoro

Costi della non sicurezza: lo studio Inail sui costi dei danni da lavoro
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Appalti e costi della sicurezza

11/09/2026

Un documento Inail si sofferma sui costi degli infortuni e delle malattie professionali. Focus sull’impatto economico e sui costi diretti e indiretti. Nel 2023 gli eventi lesivi sono costati 49 miliardi di euro, pari al 2,3% del PIL nazionale.

Costi della non sicurezza: lo studio Inail sui costi dei danni da lavoro

Un documento Inail si sofferma sui costi degli infortuni e delle malattie professionali. Focus sull’impatto economico e sui costi diretti e indiretti. Nel 2023 gli eventi lesivi sono costati 49 miliardi di euro, pari al 2,3% del PIL nazionale.

Roma, 11 Set – Come ricordato più volte nei  nostri articoli e in diversi studi, gli infortuni professionali hanno un impatto economico-finanziario significativo: incidono non solo sulla salute dei lavoratori, ma anche sulla produttività delle aziende e sull’economia del Paese.

 

Nell’intervista “ Costi della non sicurezza, strumenti per conoscerli e imprese certificate” ne avevamo parlato, nel 2025, anche con Giuseppe Morinelli (Inail, CSA). Morinelli ricordava che le aziende, pur essendo consapevoli dei costi della conformità alla normativa sulla sicurezza, spesso trascurano gli elevati costi potenziali legati al mancato investimento nella sicurezza. E sottolineava che “l'investimento in sicurezza è un investimento e non è un costo”.

 

Proprio Giuseppe Morinelli è tra gli autori di una nuova pubblicazione Inail, prodotta dalla Consulenza statistico attuariale (CSA) dell’ Inail, che affronta il costo connesso ai “danni da lavoro” sottolineando, come indicato nella premessa della pubblicazione, che “il diritto a un luogo di lavoro sano e sicuro non è solo un obbligo morale ed etico, ma è una necessità per il benessere individuale e collettivo, per la produttività delle imprese e per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.  

Si indica che proprio evidenziando i costi degli infortuni e delle  malattie professionali, della non sicurezza, delle conseguenze sulla produttività e sull’economia, si potranno “spingere i datori di lavoro a fare investimenti sulla sicurezza che non solo migliorerebbero la qualità dell’ambiente di lavoro ma renderebbero l’azienda anche più competitiva”.

 

La nuova pubblicazione Inail “Il costo dei danni da lavoro per l'azienda Italia”, a cura di Silvia Amatucci, Silvia D’Amario, Silvia Mochi e Giuseppe Morinelli (Inail, CSA), analizza, dunque, “il costo sociale ed economico degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia nel 2023, a distanza di quattordici anni dall’ultima valutazione che la Consulenza Statistico Attuariale dell’Inail aveva condotto sull’annualità 2009, evidenziando i principali fattori che hanno inciso sulla valutazione”. Uno studio che stima che in Italia nel 2023 “il costo complessivo degli eventi lesivi è pari a 49 miliardi di euro, corrispondente al 2,3% del PIL nazionale”.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo di presentazione del documento CSA:

  • Il costo dei danni da lavoro: analizzare gli infortuni
  • Il costo dei danni da lavoro: i costi diretti e indiretti
  • Il costo dei danni da lavoro: la metodologia e l’indice del documento


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Il costo dei danni da lavoro: analizzare gli infortuni

Nell’introduzione della pubblicazione si indica che gli infortuni sul lavoro rappresentano “un fenomeno di grande rilevanza sociale, economica e sanitaria, poiché incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori e, al contempo, sulla produttività delle organizzazioni”. E le cause degli infortuni “possono essere molteplici e spesso derivano da una combinazione di fattori: condizioni ambientali non sicure, utilizzo improprio di macchinari, carenze nella formazione del personale, scarsa cultura della prevenzione oppure organizzazione del lavoro inadeguata”.

 

Si segnala poi che negli ultimi decenni, malgrado l’evoluzione della normativa in materia di salute e sicurezza, il fenomeno degli infortuni “continua a rappresentare una criticità, evidenziando la necessità di rafforzare ulteriormente le politiche di prevenzione, la formazione dei lavoratori e il controllo dei livelli di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Risulta necessario analizzare gli infortuni sul lavoro per comprenderne le dinamiche e individuare strategie efficaci per ridurne l’incidenza. E l’analisi deve tener conto anche che un infortunio in ambito professionale “rappresenta non solo un grave problema umano e sociale, ma anche un fenomeno con un impatto economico rilevante per aziende, lavoratori e per l’intero sistema Paese”.

 

Il costo dei danni da lavoro: i costi diretti e indiretti

Infatti – continua la pubblicazione - il costo di un infortunio, non si limita alle sole spese assicurative, ma “comprende una serie di componenti, spesso difficili da individuare e quantificare, che si possono classificare in due grandi categorie di costo: costi diretti e indiretti”:

a) Costi diretti (evidenti): “sono quelli immediatamente riconoscibili e più facilmente misurabili. Tra questi: i costi assicurativi, cioè i premi versati dalle aziende per la copertura degli infortuni; le spese sanitarie sostenute dal SSN; il costo delle prestazioni economiche e sanitarie erogate in seguito all’evento lesivo”;

b) Costi indiretti (non evidenti): “sono costi spesso ‘nascosti’, che non emergono immediatamente, ma che possono incidere in misura significativa sul bilancio aziendale”.

 

Tra i costi indiretti ci possono essere:

  • “i primi soccorsi e la gestione immediata dell’emergenza;
  • la diminuzione di produttività, anche a causa di danni a macchinari o attrezzature;
  • i tempi necessari per la formazione e l’inserimento di un sostituto;
  • il danno d’immagine per l’azienda;
  • i salari e gli straordinari pagati durante il periodo di assenza del lavoratore;
  • l’addestramento del sostituto;
  • i costi amministrativi e legali legati alla gestione dell’infortunio”.

 

Si segnala che in tale quadro assumono importanza “tanto le spese in fase di impianto dell’attività lavorativa quanto quelle in corso di produzione, le prime finalizzate all’allestimento del luogo di lavoro e dei mezzi e macchinari da utilizzare, le seconde improntate al miglioramento dell’organizzazione della sicurezza e dell’igiene sul lavoro, al controllo dello stato di salute dei lavoratori e dei dispositivi di protezione, nonché all’aggiornamento attraverso corsi di formazione”.

 

L’Inail, attraverso studi, progetti e strumenti specifici (nell’intervista con Giuseppe Morinelli si era parlato, ad esempio, del software Co&Si - Costi e Sicurezza), ha spesso sottolineato quanto una “corretta valutazione dei costi - soprattutto di quelli meno visibili - sia essenziale per definire politiche prevenzionali efficaci e per supportare le imprese nelle scelte di investimento”.

 

Il costo dei danni da lavoro: la metodologia e l’indice del documento

Il documento ricorda che il presente studio sui costi effettivi degli infortuni e delle malattie professionali, si rifà a precedenti analisi condotte dalla Consulenza Statistico Attuariale e si articola nelle tre componenti di costo legato al verificarsi dell’infortunio: assicurativo, prevenzionale e costo conseguente non assicurativo e prende come riferimento l’anno 2023.

 

Si precisa poi che per la quantificazione degli infortuni sul lavoro “sono necessari almeno due anni per la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia di infortunio, in particolar modo per la definizione del grado di inabilità all’attività lavorativa, che contraddistingue, insieme agli eventi mortali, i casi definiti ‘gravi’”. Eventi che sono importanti per l’analisi in quanto il loro verificarsi “comporta dei costi superiori rispetto ai casi lievi, a causa, principalmente, di un numero maggiore di giorni di assenza dall’attività lavorativa, della perdita di produzione e di immagine e della necessità di sostituire la vittima con altro lavoratore”.

 

Concludiamo, rimandando ad altri articoli gli ulteriori approfondimenti sui risultati dello studio e riportando l’indice del documento “Il costo dei danni da lavoro per l'azienda Italia”:

 

Premessa

 

Introduzione

 

1.Metodologia

 

2.Risultati

2.1 Il costo complessivo

2.2 Il costo medio degli infortuni e delle malattie professionali

 

3.Analisi e conclusioni

 

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Consulenza statistico attuariale, “ Il costo dei danni da lavoro per l'azienda Italia”, a cura di Silvia Amatucci, Silvia D’Amario, Silvia Mochi e Giuseppe Morinelli (Inail, CSA), edizione 2026 (formato PDF, 1 MB).

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Studio sul costo degli infortuni professionali in Italia”.

 



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