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Anno 11 - numero 2268 di martedì 27 ottobre 2009

Imparare dagli errori: infortunarsi con una motosega


Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: incidenti nell’utilizzo di motoseghe in attività di manutenzione del verde. La dinamica dei fatti, la formazione mancante, i DPI non idonei, le procedure corrette e le misure di prevenzione applicabili.

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Prendiamo ancora spunto da un recente convegno relativo al comparto agricolo per presentare le dinamiche degli infortuni e le possibili misure di prevenzione in lavori di giardinaggio e manutenzione del verde.

 

Consultando INFOR.MO., uno strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio contenuti nell'archivio del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, nella precedente puntata abbiamo analizzato alcuni dei numerosi incidenti in attività di potatura e “sramatura”.

Ora invece cominciamo a presentare alcune schede di infortuni relativi all’uso di specifiche attrezzature di lavoro: in questo caso, la motosega.

 


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I casi

In un attività di abbattimento e spezzatura alberi per la successiva raccolta in stive, l’infortunato, di nazionalità macedone, “si trovava al lavoro assieme a due suoi colleghi e aveva tagliato una pianta alta circa 10 metri con l'ausilio di una motosega”.

Dopo l'abbattimento, lo stesso operatore praticava dei “tagli della pianta a metratura standard di circa un metro, per la successiva raccolta in stive”, ma  durante il taglio “la motosega era tenuta erroneamente con azione per il taglio verso l'interno delle gambe”.

A causa di questo uso errato dell’attrezzatura tagliando un ramo “la lama della motosega andava a ferire l'infortunato provocando una vasta ferita lacero contusa ginocchio e gamba dx”.

Dalle analisi successive all’incidente risulta peraltro che l'infortunato:

- “non indossava DPI eccetto le scarpe antinfortunistiche”: con pantaloni antitaglio la “ferita sarebbe stata meno grave”;

-  “non era completamente formato per svolgere quel tipo di mansione”.

 

Rimandando eventuali commenti a dopo, raccontiamo un secondo caso sempre relativo a taglio di piccoli rami in un bosco.

 

Anche in questo caso abbiamo a che fare con un lavoratore straniero, di nazionalità polacca, che subisce l’infortunio.

Durante le operazioni di taglio, l’infortunato, a causa di un movimento incontrollato della motosega, si colpiva con la stessa al piede dx “procurandosi una ferita al quinto dito”.

In questo caso si assiste sia ad un errore di procedura relativo alla direzione d’uso della motosega, sia a un problema di misure di protezione non sufficienti.

Infatti le scarpe di protezione indossate si dimostrano inadeguate a livello strutturale: il dito mignolo del piede rimaneva fuori dalla protezione del DPI.

Sarebbero stati necessari, in questo caso, idonei  stivali antitaglio.

 

Infine ancora un accenno ad attività agricole di sfrondatura e potatura di alberi con uso di motoseghe.

 

“Nell'effettuare il taglio di alcuni rami, con l'utilizzo di una motosega a scoppio”, un lavoratore “veniva colpito all'occhio destro da un oggetto non identificato (scheggia di legno e sasso), quasi sicuramente agganciato dalla catena della motosega”.

Conseguenza? Una ferita corneo sclerale perforante all'occhio destro.

In questo caso, al di là dell’eventuale errore nell’impiego della motosega, una visiera avrebbe evitato o reso meno grave l’infortunio.

 

La prevenzione

È evidente che alcuni di questi infortuni non sarebbero accaduti se il personale operante fosse stato formato sia alle buone pratiche nell’uso della motosega, sia all’adozione di idonei DPI. Dispositivi che devono - come indicato ampiamente nel Titolo III, “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale”, del Decreto legislativo 81/2008 - essere forniti dal datore di lavoro quando i rischi non possono essere evitati in altro modo, devono essere utilizzati dai lavoratori (articolo 75) e devono essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro (articolo 76).

 

Riguardo poi all’adozione di idonee misure preventive possiamo fare riferimento ad un documento, da noi presentato nei giorni scorsi, dal titolo “Principali problematiche di sicurezza ed igiene del lavoro osservate ed aspetti di prevenzione da migliorare nelle Aziende della manutenzione del verde”.

 

Nel documento si riportano le misure principali di prevenzione e protezione da osservare e  le buone pratiche operative nell’uso delle motoseghe:

 

- “utilizzare unicamente macchine in buono stato di manutenzione (lame affilate, con dispositivi di sicurezza efficienti);

- affidare questa macchina solo a lavoratori altamente addestrati”;

- “usare correttamente i DPI” (ad esempio, anche in riferimento ai casi analizzati: elmetti protettivi, occhiali di protezione, visiere, guanti, indumenti antitaglio, cuffie per rumore, scarpe di protezione o stivali antitaglio, …);

- “allontanare gli estranei alle lavorazioni ed anche i colleghi a distanza di sicurezza;

- la messa in moto deve avvenire con la motosega appoggiata al suolo, avendo cura che la catena dentata risulti sollevata da terra. Per l'avviamento non arrotolare alla mano o alle dita la fune di avviamento onde evitare traumi nell'eventualità di un contraccolpo del motore;

- lasciare scaldare il motore e poi portarlo a regime accelerando gradualmente;

- le operazioni di taglio devono essere condotte sempre con entrambe le mani ad impugnare l’attrezzo nelle sedi apposite;

- non esercitare una pressione eccessiva sull'attrezzo per affrettare il taglio;

-  spegnere l'utensile nelle pause di lavoro; quando acceso non lasciarlo mai incustodito;

- non effettuare manovre imprudenti; per nessuna ragione, a macchina in moto, avvicinare gli arti superiori alla zona di taglio” per rimuovere pezzi inceppati o altro.

 

 

 

 

Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci siamo occupati, collegarsi a questa pagina del sito web di INFOR.MO. e successivamente visualizzare la schede numero 1477, 1602 e 2340.

 

 

Tiziano Menduto
 
 
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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