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Lo
scorso 11 ottobre, nella Sala Conferenze della Unione Industriali di Lecco, si
è svolto il convegno “IL RAPPORTO TRA COMPORTAMENTO E SICUREZZA. Competenze
non tecniche e affidabilità organizzativa”.
L'idea
e il progetto per questa giornata di approfondimento sono partite dalle società
ECO86 e HIRELIA che da tempo si occupano di formazione e che hanno avuto
l'interesse ed il sostegno economico prima dell'INAIL di Lecco e poi dell'INAIL
Regionale.
Successivamente,
anche il Dipartimento Prevenzione Medica dell'ASL di Lecco ha dimostrato
interesse alla diffusione di questo diverso approccio alla formazione dei
lavoratori così come le associazioni datoriali Confindustria Lecco, API Lecco e
le associazioni sindacali CGIL CISL UIL di Lecco. L'Ordine degli Ingegneri della
provincia di Lecco ha concesso il suo patrocinio all'iniziativa.
Al
convegno hanno partecipato oltre 160 persone (70 RSPP e ASPP, 50 RLS e consulenti
Medici Competenti, operatori delle ASL, rappresentanti delle associazioni delle
imprese e dei lavoratori).
Nel
convegno, condotto e coordinato da Augusto Piazza Responsabile del settore
Formazione e ricerca di ECO 86 di Lecco, sono state presentate 4 relazioni.
1.
La dott.sa Enza Scarpa, direttrice INAIL di Lecco, ha ricordato che
gli scopi dell’ente assicurativo, negli ultimi anni, sono stati ampliati anche
a riabilitazione e prevenzione: le leve a disposizione di INAIL sono gli
incentivi in conto capitale e conto interesse per iniziative di innovazione prevenzionale,
la formazione e i meccanismi assicurativi premiali.
Nella
provincia di Lecco, ha aggiunto la dott.sa Scarpa, dal 1994 al 2004 si è
registrato un significativo calo della frequenza degli infortuni per effetto di
ristrutturazioni aziendali e di una diffusa attività formativa. La formazione
in quegli anni si concentrava soprattutto sui ruoli e i compiti dei diversi
attori del sistema di prevenzione.
Dal
2004, il trend di diminuzione degli infortuni è diminuito nonostante i notevoli
ulteriori investimenti.
Da
qui la necessità di ripensare le azioni e anche la
formazione.
A
Lecco opera un gruppo di lavoro che analizza le statistiche sugli infortuni per
orientare le progettazioni formative. Questo gruppo ha rilevato che una parte
consistente degli infortuni vede tra i fattori causali il
comportamento
del lavoratore. Per questo motivo, ha sostenuto la dott.sa Scarpa, il tema al
centro del convegno risulta di grande interesse.
2.
Il dott. Giovanni Achille, Direttore del Dipartimento Prevenzione Medica e
Responsabile del Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti Lavoro dell’Asl Lecco, ha esortato a
buttare giù dal tavolo la pretesa contrapposizione tra fattore tecnico e
fattore umano. Si tratta di una questione vecchia di decenni che risale alla
critica al
Scientific Management. Ancora oggi, parlando del
comportamento
di sicurezza, non si può dire che nelle realtà organizzative reali il
comportamento individuale sia libero.
Il
dott. Achille ha illustrato i tre elementi basilari del Piano regionale
lombardo 2011–2013 per la promozione della sicurezza e salute negli ambienti di
lavoro:
1)
Semplificazione (riduzione degli oneri burocratici e informatizzazione);
2)
Vigilanza (organizzata in piani di prevenzione integrati con l’obiettivo dell’aumento
dell’attività ispettiva);
3)
Sinergia (integrazione, trasversalità e multidisciplinarietà tra le strutture
pubbliche, tra le imprese e le istituzioni e per cogliere l’interazione tra
individuo e organizzazione).
L’ASL
di Lecco ha coordinato l’attività che ha prodotto le linee guida per l’uso in
sicurezza delle
scale
portatili. L’utilizzo di questo tipo di scale ha comportato oltre il 50%
degli infortuni gravi per cadute dall’alto. In questi infortuni, sicuramente
c’è stata una componente umana (a esempio errori d’uso da parte dei
lavoratori), ma c’è stata anche una concausa organizzativa dove, a esempio sono
state acquistate scale tutte dello stesso tipo anche se per utilizzi e
condizioni d’uso diversi .
Parlando
dell’attività di vigilanza sulla formazione, il dott. Achille ha sottolineato
come gli operatori dell’ASL sappiano riconoscere nella dinamica di infortuni
l’eventuale rilevanza di una formazione scarsa o inadeguata, ma al contempo
come essi non possano disporre di modelli consolidati per riconoscere le buona
formazione. In particolare c’è bisogno di chiarire la differenza tra informazione,
formazione e addestramento. A questo scopo, il dott. Achille, ha indicato i
punti chiave delle definizioni fornite dall’articolo 2 del
D.
Lgs. 81/08 e ha sostenuto che a essi si deve tornare per governare meglio
il rapporto tra comportamento e sicurezza.
3.
Il dott. Attilio Pagano, della società di consulenza e formazione Hirelia, ha segnalato la
necessità di ridefinire l'oggetto di studio del rapporto tra comportamento e
sicurezza: non più il solo contesto lavorativo o il solo individuo, ma
"l'individuo nel contesto".
A
questa necessità si giunge anche considerando il "test di
sostituzione" proposto dallo psicologo James Reason: dopo un infortunio,
chiediamoci "se al posto della persona coinvolta, ve ne fosse stata
un'altra, per questo semplice fatto, l'infortunio avrebbe avuto meno
probabilità di accadere?". Se non possiamo rispondere sì, allora il
comportamento della persona, per quanto fattore finale e 'scatenante' dell'infortunio,
non può esserne considerato unico e nemmeno prevalente fattore causale. Le
cause, in questo caso sono sistemiche e, spesso, sono già scritte nella
situazione lavorativa come "evento in attesa di accadere".
Queste
considerazioni valgono a dire che le opinioni, spesso di banale senso comune,
sul comportamento umano come fattore di rischio sono spesso inutili e
inadeguate se non si spinge l'analisi a distinguere, nell'area degli eventi che
chiamiamo "comportamento umano", i comportamenti di errore (non
intenzionali) da quelli di violazione (intenzionali).
Solo
questa distinzione consente di orientare più efficacemente le misure di
prevenzione. A esempio, per alcuni tipi di errore, come le distrazioni, la
formazione è inutile, mentre possono essere utili misure di ridisegno della
prestazione e di individuazione di sistemi di 'alert'. Per fare un altro
esempio, l'attuazione del sistema sanzionatorio e/o premiante risulta inutile
per violazioni di tipo situazionale, ovvero quelle richieste, anche
implicitamente, dalla richiesta organizzativa.
Il
dott. Pagano ha, quindi, proposto di operare un'ulteriore distinzione
nell'analisi del rapporto tra comportamento e sicurezza: la distinzione tra
"acts" (comportamenti di prestazione esecutiva direttamente
osservabili, come, a esempio, indossare il DPI quando prescritto), e
"actions" (processi cognitivi e sociali che precedono la prestazione
direttamente osservabile, come, a esempio, riconoscere il cambio di condizioni
operative e decidere di cambiare
DPI).
Per
il dott. Pagano, la teoria comportamentista, basata sugli assunti
stimolo-risposta e sui rinforzi positivi, è inadeguata nelle condizioni
operative variabili, con possibili anomalie, richieste di prestazioni cognitive
e decisionali, prevalenza di prescrizioni a-specifiche. In queste condizioni,
che oggi rappresentano quasi tutte le situazioni operative, per la prevenzione,
è importante orientarsi allo sviluppo delle competenze non tecniche
(Non-Technical Skill - NTS). Queste sono le competenze che consentono di
svolgere le prestazioni cognitive (di percezione e giudizio) e sociali (di
ascolto, comunicazione, decisione e coordinazione) che risultano decisive per
la prevenzione dei rischi in condizioni operative variabili e complesse.
Sulla
scorta del libro IL FRONT LINE DELLA SICUREZZA, le NTS sono raggruppabili in
queste 7 classi:
•
CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE
•
DECISION-MAKING
•
COMUNICAZIONE
•
TEAMWORK
•
LEADERSHIP
•
GESTIONE DELLO STRESS
•
FRONTEGGIARE LA FATICA
4.
L'ing. Giusi Vignola, amministratrice di Hirelia e direttrice editoriale di
Hirelia Edizioni,
ha aperto la sua relazione constatando che non è più tempo di azioni formative organizzate
in modo indistinto. Per questo, ha proseguito, Hirelia ha elaborato un metodo
che consente di sviluppare le NTS, distinguendo le circostanze operative e i
ruoli.
Il
processo di sviluppo delle NTS si articola in 5 fasi. Per ognuna di esse Hirelia
ha definito metodologia, ruoli coinvolti e output attesi.
Fase
1 - INDIVIDUAZIONE DELLE ATTIVITÀ / STRUTTURE. Con il coinvolgimento di un gruppo
interfunzionale di lavoro (RSPP, MC, RU, RLS), attraverso un processo circolare
di affinamento progressivo basato su Job Description, Reporting System,
Ricostruzione di casi,
DVR
e gravità e frequenza di eventi avversi, si giunge a individuare le attività /
strutture critiche.
Fase
2 - ANALISI DEI PROCESSI LAVORATIVI. Si rilevano le disposizioni operative
specifiche e aspecifiche e i corrispondenti ACTS e ACTIONS necessari allo
svolgimento delle funzioni produttive per giungere a disporre di un elenco dei
ruoli organizzativi e dei punti di attenzione.
Fase
3 - ELABORAZIONE DEGLI INDICATORI. Si identificano i comportamenti
osservabili che possono essere legati alle funzioni cognitive (percezione e
valutazione) e relazionali (ascolto e comunicazione) che precedono l’esecuzione
del compito, per arrivare a costruire l'elenco degli indicatori associati
all'uso (o non uso) delle NTS.
Fase
4 - PROGETTAZIONE E ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE E SVILUPPO ORGANIZZATIVO. Il trattamento
delle osservazioni sugli indicatori avviene con l'impiego di un modello che
integra la “Safety Organizing Scale”, il “Locus of control”, e il grado di
specifictà / aspecificità delle disposizioni organizzative di sicurezza. Con
questo procedimento è possibile assegnare ai diversi Ruoli Organizzativi un
livello di criticità nella necessità e nell'uso delle diverse NTS. Questo
elaborato costituisce la base per progettazione delle attività di sviluppo
mirato delle NTS e delle relative priorità e tipologie di intervento.
Fase
5 - MONITORAGGIO DEGLI INDICATORI DI UTILIZZO DELLE NTS E DEGLI INDICATORI PRESTAZIONALI
(errori, incidenti, infortuni). Raccolta ed elaborazioni statistiche di
dati aggregati e disaggregati per ruoli e/o strutture, con il coinvolgimento
del gruppo interfunzionale di lavoro. Il risultato è un monitoraggio continuo
dell'efficacia delle misure e l'individuazione di eventuali azioni correttive e
di miglioramento continuo.
Resoconto a cura
dell'Ufficio Stampa di Hirelia srl