1. Il datore di lavoro prende
le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i
rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle
apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in
particolare, da quelli derivanti da:
a) contatti elettrici diretti;
b) contatti elettrici indiretti;
c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature
pericolose, archi elettrici e radiazioni;
d) innesco di esplosioni;
e) fulminazione diretta ed indiretta;
f) sovratensioni;
g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.
2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui
al precedente comma 1, tenendo in considerazione:
a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese
eventuali interferenze;
b) i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili
(…)
A seguito della
valutazione
del rischio elettrico, il datore di lavoro adotta le
misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre
i rischi presenti, ad individuare i
dispositivi
di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in
sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di uso e manutenzione, oltre
a garantire nel tempo la permanenza del livello di
sicurezza
degli impianti.
Le misure individuate devono inoltre tener conto
delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei
manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive
specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.
Dopo aver affrontato il tema della pericolosità della corrente elettrica, il
documento ricorda che “l´utilizzo di
corrente elettrica in condizioni di sicurezza può avvenire per mezzo di
sistemi di protezione attivi o passivi,
tramite i quali si cerca, come obiettivi primari, di evitare il contatto diretto
e, in caso contrario di ridurre la durata di attraversamento del corpo umano”.
In particolare le
misure di protezione
totali si attuano con le metodologie dettate dalle
norme
CEI, ad esempio: “isolamento delle parti attive del circuito elettrico con
materiale isolante che deve ricoprire completamente le parti in tensione ed
avere caratteristiche idonee alle tensioni di esercizio e alle sollecitazioni
meccaniche cui è sottoposto; utilizzo di involucri che assicurino la protezione
contro contatti diretti in ogni direzione e garantiscano la protezione contro
le sollecitazioni esterne; barriere atte ad evitare il contatto di parti del corpo
con le parti attive”.
Il documento riporta anche alcune
regole
da seguire dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Eccone alcune:
- “assicurarsi della rispondenza dell´
impianto
elettrico al DM n. 37/2008 attraverso la dichiarazione di conformità o di
rispondenza;
- essere a conoscenza dei luoghi in cui sono posizionati i
quadri
elettrici per essere in grado di togliere tensione in caso di pericolo;
- essere a conoscenza della funzione dei vari interruttori del quadro di zona
per essere in grado di isolare l´ambiente desiderato;
- verificare spesso il buon funzionamento dell´interruttore differenziale
(pulsante test)”;
- “non utilizzate mai apparecchi nelle vicinanze di liquidi infiammabili;
- leggere sempre l´etichetta dell’apparecchio utilizzatore, specie se
sconosciuto, per verificare la quantità di corrente assorbita, l´esistenza dei
marchi CE o IMQ;
- gli
impianti
vanno revisionati e controllati solo da personale qualificato;
- non eseguire riparazioni di fortuna con nastro isolante o adesivo a prese,
spine e cavi;
- le prese sovraccaricate possono riscaldarsi e divenire causa di
cortocircuiti, con conseguenze anche gravissime”;
- possibilmente evitare di servirsi di prolunghe e non utilizzare multiprese,
ad esempio "triple" collegate a "ciabatte";
- “nel togliere la spina dalla presa non tirare mai il cavo e ricordare di
spegnere prima l’apparecchio utilizzatore;
- non utilizzare mai l´acqua per spegnere un
incendio
di natura elettrica. Sezionare l´impianto e utilizzare estintori a polvere o CO
2;
- se qualcuno è in contatto con parti in tensione non tentare di salvarlo
trascinandolo via, prima di aver sezionato l´impianto elettrico”.
Protezione contro i contatti accidentali
Si parla di “contatto diretto quando una parte del corpo umano viene a
contatto con una parte dell’impianto elettrico normalmente in tensione
(conduttori, morsetti, ecc.)” e di contatto indiretto “quando una parte del
corpo umano viene a contatto con una massa o con altra parte conduttrice,
normalmente non in tensione, ma che
accidentalmente si trova in tensione in seguito ad un guasto o all’usura
dell’isolamento”.
Questa parte della guida presenta diversi metodi di protezione contro i
contatti diretti e indiretti:
-
messa a terra: è un metodo molto
diffuso, ma per essere efficace ci deve essere il coordinamento “con un relè
differenziale affinché si possa realizzare, in caso di pericolo, l’
interruzione
automatica dell’alimentazione;
-
protezione
differenziale: l’interruttore differenziale è un “dispositivo amperometrico
di protezione che interviene quando l’impianto presenta una dispersione di
corrente verso terra”;
-
protezione passiva: si ha quando
la protezione contro i contatti indiretti viene attuata con sistemi che non
prevedono l’interruzione automatica del circuito. In questo caso “si tende a
limitare non il tempo di permanenza di un guasto, ma il valore della tensione
alla quale il soggetto umano può essere sottoposto”. Ad esempio sono sistemi di
protezione passiva: la bassissima tensione di sicurezza, il doppio isolamento,
i luoghi non conduttori, il collegamento equipotenziale locale non connesso a
terra, la separazione elettrica;
La
protezione contro i contatti diretti
si può attuare con diversi accorgimenti e può essere parziale o totale.
Ad esempio misure di protezione totali si ottengono mediante:
- isolamento delle parti attive;
- involucri o barriere.
Nella guida è possibile trovare le prescrizioni specifiche per queste misure.
Invece le misure di protezione parziali, che impediscono il contatto non
intenzionale con le parti attive, si attuano mediante ostacoli o
distanziamento. Sono utilizzate in luoghi in sui sia presente personale
addestrato e sono misure utilizzate per lo più nelle officine elettriche.
In particolare gli
ostacoli devono
impedire:
- “l’avvicinamento non intenzionale del corpo a parti attive;
- il contatto non intenzionale con parti attive durante lavori sotto tensione
nel funzionamento ordinario”.
L’
indice del documento:
1. LE LEGGI E LE NORME PREPOSTE PER LA SICUREZZA
1.1 Generalità
1.2 Norme giuridiche
1.3 Norme tecniche
1.4 Disposizioni legislative nel settore elettrico
1.5 La normativa tecnica
1.6 Marcatura CE e marchi di conformità
2. IL DECRETO MINISTERIALE N. 37/2008
3. LE SANZIONI PREVISTE DAL DM N. 37/2008
4. CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI
5. RISCHIO ELETTRICO
5.1 Generalità
5.2 La valutazione del rischio elettrico richiesta dal D.Lgs n. 81/2008
5.3 La pericolosità della corrente elettrica
5.4 Rischio elettrico
5.5 Misure protettive e preventive
6. PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI ACCIDENTALI
6.1 Generalità
6.2 Contatti diretti e indiretti
6.3 Messa a terra
6.4 La protezione differenziale
6.5 Protezione passiva
6.6 Protezione contro i contatti diretti
7. PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI DI BASSA TENSIONE
7.1 Generalità
7.2 Livelli di progetto
7.3 Documentazione di progetto
7.4 Elaborati grafici
8. REALIZZAZIONE ED INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI
8.1 Il committente o il proprietario dell’impianto
8.2 Esecuzione degli impianti
8.3 Imprese abilitate
8.4 Dichiarazione di conformità
8.5 Dichiarazione di rispondenza
9. LE VERIFICHE
9.1 Tipologie ed enti preposti
“
Guida
operativa per la sicurezza degli impianti – Impianti elettrici – n. 1 Norme
generali”, redatta da Itaca, Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli
Appalti e la Compatibilità Ambientale (formato PDF, 1.65 MB).