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Malattie professionali: una guida per riconoscerle e difendersi


Una guida agli indennizzi e ai risarcimenti del sistema assicurativo in Italia per le patologie da lavoro. La legge, le tabelle, le differenze di genere, il riconoscimento delle malattie professionali e il danno biologico.

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Roma, 7 Giu – Se il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali - con 34.646 denunce complessive, il valore più alto degli ultimi 15 anni, il 15,7% in più rispetto al 2008 e circa il 30% in più nell’ultimo quinquennio – il fenomeno delle patologie da lavoro deve considerarsi tuttavia ancora sottostimato.
Per aumentare la consapevolezza nei vari attori della sicurezza del problema delle malattie professionali e dare informazioni sugli indennizzi e risarcimenti possibili, il patronato Inca Cgil – un ente che svolge una rilevante funzione di informazione e tutela dei diritti previdenziali, sociali, assistenziali – ha pubblicato una guida dal titolo “ Malattie professionali: l’abilità sta nel difendersi - Guida agli indennizzi e ai risarcimenti del sistema assicurativo in Italia”.  Il documento, inserendosi nell’attuale campagna nazionale della Fiom Cgil per la prevenzione e il riconoscimento delle malattie professionali, è uno strumento in più per conoscere sia le patologie per le quali vige l’obbligo di denuncia, che gli indennizzi in caso di riconoscimento.
 

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Nella guida si ricorda che il numero delle malattie professionali denunciate “potrebbe rivelarsi nettamente superiore se si pervenisse ad un marcato miglioramento della qualità di sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro”. E la “sottostima è ancora più evidente per quanto riguarda le lavoratrici, sulle quali le indagini epidemiologiche sono rare”.
In questa “crisi profonda che sta provocando dei cambiamenti epocali nel modo di produrre delle aziende e di come queste ultime si pongono nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici”, il rischio – secondo Morena Piccinini, Presidente dell’Inca – è che le malattie da lavoro, in questo contesto, possano essere vissute “come un prezzo obbligatorio da pagare per la modernizzazione”.
 
Cerchiamo di capire il significato di malattia professionale.
Per malattia professionale “si intende una patologia le cui cause sono da ricondurre all’attività o all’ambiente di lavoro (sordità da rumori, tumori causati da vernici o coloranti o sostanze cancerogene ecc.); perché sia riconosciuta come tale, occorre la certificazione medica. Il Testo Unico n. 1124/65 dispone che, a fronte di una patologia di origine occupazionale, l’Inail ha il dovere di indennizzare, secondo regole precise, i danni provocati alla salute della lavoratrice o del lavoratore, prevedendo prestazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo”.
 
Le malattie professionali in Italia sono contenute in “due tabelle distinte (settore industria e agricoltura) che sono state periodicamente aggiornate in relazione alle novità medico-scientifiche. L’ ultima revisione è stata effettuata nel 2008”.
Tuttavia ci sono anche patologie che, “pur non essendo inserite nelle tabelle, possono essere riconosciute come professionali, purché se ne dimostri il nesso di causalità. Quest’ultima opportunità è stata introdotta a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale, con la sentenza n. 179 del 1988, promossa dall’Inca, che ha modificato il sistema assicurativo Inail. Anche se con ritardo, quindi, in Italia, come è avvenuto in altri paesi, il riconoscimento delle malattie professionali può avvenire per i casi non esplicitamente previsti nelle tabelle (sistema misto). Per i dipendenti pubblici, inoltre, è prevista la possibilità di fare la domanda di ‘causa di servizio’ all’amministrazione di riferimento”.
 
Il documento ricorda che il Decreto legislativo 81/2008 all’art. 28 obbliga i datori di lavoro a considerare - nella scelta delle attrezzature, delle sostanze, o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro – “tutti i rischi per la sicurezza e salute delle lavoratrici tenendo conto delle differenze di genere e, dunque, non solo dell’eventuale stato di gravidanza”. Infatti alcuni studi dimostrano che, ad esempio, “metalli e pesticidi danneggiano l’apparato riproduttivo maschile”, mentre “solventi e idrocarburi policiclici aromatici il sistema endocrino femminile e il feto”.
Sempre in relazione alle differenze di genere si indica che “le malattie professionali che interessano maggiormente le lavoratrici si concentrano nei settori dove la presenza delle donne è significativa. Fra queste spiccano: le malattie del rachide, nel personale sanitario e di cura; il tunnel carpale, nel mondo della produzione alimentare, agricola e nell’industria tessile; le malattie cutanee su base allergica tra il personale addetto alle pulizie, le parrucchiere e altri settori alimentari. Per quanto riguarda i tumori professionali si segnala in particolare il tumore del seno tra le donne sottoposte a turnazioni e a lavoro notturno”.
 
Dunque in Italia la tutela delle malattie professionali si basa su un sistema misto che prevede:
-malattie professionali tabellate: in questo caso vale il principio della “presunzione del nesso tra patologia e attività”. Pertanto “al lavoratore esposto ad una delle lavorazioni a rischio previste negli elenchi, non è richiesta altra documentazione sanitaria, oltre alla certificazione rilasciata dal medico”;
-malattie da lavoro non comprese nelle tabelle (extratabellari): poiché in questo caso “le indagini epidemiologiche non hanno prodotto risultati sufficienti tali da giustificare l’inserimento nelle tabelle, il lavoratore o la lavoratrice devono dimostrare con una documentazione appropriata il nesso tra la malattia contratta e le attività professionali svolte. In ogni caso, una volta ottenuto il riconoscimento da parte dell’Inail della malattia da lavoro, le prestazioni sono identiche sia che si tratti di patologia tabellata o extratabellare”.
 
Una operazione fondamentale per tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, ad esempio alla luce delle nuove ricerche medico-scientifiche, è l’aggiornamento delle tabelle.
In ogni azienda è presente la figura di un Medico Competente che, “sulla base dei dati che emergono dalla sorveglianza sanitaria, ha l’obbligo di segnalare qualunque patologia che possa essere ricondotta all’attività lavorativa”.
La guida ricorda che dal 2008 “l’elenco delle patologie di probabile origine lavorativa è stato notevolmente ampliato rispetto a quello esistente dal 1973”. Elenco che si articola in malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità, malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità e malattie la cui origine lavorativa è possibile.
L’art. 139 del Testo Unico n. 1124/1965 “impone l’obbligo di qualunque medico (anche di famiglia) di segnalare all’Inail e alle Asl ogni malattia compresa negli elenchi. Questa attività è fondamentale perché quanto più è elevato il numero di una tipologia denunciata tanto più il legislatore sarà indotto a provvedere all’aggiornamento delle cosiddette tabelle ufficiali”.
 
La guida si sofferma poi sulla sorveglianza sanitaria, come normata  dal D.Lgs. 81/2008,  e sui doveri del medico competente in merito all’espressione di un giudizio relativo alla mansione specifica del lavoratore.
 
Per procedere al riconoscimento delle malattie professionali, il Testo Unico n.1124/1965 impone precisi obblighi sia per l’impresa che per i lavoratori:
- “è obbligo del lavoratore o della lavoratrice la presentazione del certificato medico al datore di lavoro entro 15 giorni dall’insorgere della malattia, che deve indicare la presunta origine professionale della patologia;
- è obbligo del datore di lavoro, entro 5 giorni dal ricevimento del certificato medico, di denunciare la patologia all’Inail. Non è permesso al datore di lavoro di sindacare il giudizio del medico che ha rilasciato il certificato”.
Successivamente, “l’Inail chiamerà a visita il lavoratore per ricostruire l’anamnesi lavorativa, in particolare in merito alla pericolosità cui è stato esposto e chiederà al datore di lavoro copia del documento aziendale di valutazione dei rischi”.
Se la malattia denunciata non fosse prevista dalle tabelle, l’Istituto assicuratore potrà “avvalersi, in caso di dubbi, della sua struttura tecnica di accertamento del rischio (Contarp) per effettuare indagini ispettive all’interno dell’azienda e quantificarne l’esposizione. L’Inail, assumendosene l’onere economico, può anche richiedere al lavoratore ulteriori accertamenti sanitari”.
 
La guida indica quali sono le prestazioni Inail, con informazioni sulla quantificazione della prestazione economica, in relazione a inabilità temporanea, inabilità permanente, morte e rendita ai superstiti.
Ricordando che, quando le condizioni di salute peggiorano, a prescindere dal grado di inabilità riconosciuto dall’Inail, il lavoratore o la lavoratrice possono chiedere la revisione o l’aggravamento, con i tempi stabiliti per legge, anche se non è stato riconosciuto loro alcuna prestazione (per inabilità inferiore al 6 per cento)”.
 
La guida sottolinea affronta poi il tema del danno biologico.
Per danno biologico “si intende la perdita dell’integrità psicofisica del lavoratore o della lavoratrice”. Previsto “dal decreto legislativo n. 38/2000, il suo inserimento nel sistema di tutela in Italia ha comportato una sostanziale modifica delle prestazioni erogate dall’Inail, che prima di allora venivano calcolate considerando la sola perdita della capacità lavorativa. Il danno biologico, infatti, presuppone un concetto più esteso della salute perché comprende non soltanto le menomazioni fisiche, ma anche quelle psichiche e relazionali. In base all’art. 13 del dlgs n.38/2000, al lavoratore o alla lavoratrice che riportano un danno permanente di origine professionale viene riconosciuta una nuova prestazione economica:l’indennizzo in capitale, che si aggiunge alla rendita già prevista dalla vecchia normativa”.
 
Il documento si conclude riportando la nuova tabella delle malattie professionali nell’industria ( D.M. 9 aprile 2008) e offrendo informazioni sull’utilità del patronato per istruire le pratiche per il riconoscimento delle malattie professionali e per orientarsi nel “complesso mondo delle leggi” e individuare il percorso più agevole per l’esercizio dei propri diritti.
 
 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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Autore: Lucia10/06/2014 (11:00:55)
Ciao sono di reggio emilia sono stata anch' io operata a tanti interventi . Tunnel carpale , 2 volte alla spalla dx , epicondilite dx(gomito) ,nn e' finita ho delle problematiche con spalla sinistra erie cervicale lombare , epicondilite sx . Direi che sono sufficenti. Tutto a causa del mio lavoro pesante e ripetitivo . Sono malattie professionali riconosciute Inail . Ogni tanto sto a casa dal lavoro perche' nn riesco a svolgere le mie mansioni , mi hanno gia cambiato reparto facendomi fare sforzi che nn potrei , ho un direttore che nn mi sopporta. Mi hanno rovinato e ora vogliono liquidarmi per stare a casa . Ho 48 anni,!! Mi. Sto tutelando tramite sindacato legale speriamo.

Autore: sandra di marco26/05/2014 (14:56:18)
Salve mi chiamo sandra e lavoro in una riabilitazione neurologica, alzando di continuo persone nn collaboranri, e di vario peso, lo sforzo per gestire la persona, raddoppia notevolmente ..2009 girando un paziente mi sono fatta male a una spalla, che poi col passare del temposi è aggravata, gli ortopedici, a cui mi sono rivolta, e con gli accertamenti RNM, anno visto che avevo il tendine sfilaccicato, la cuffia dei rotatori incrinata e l'osso si era schiacciato e comprimeva il tendine il sovraspinoso..nel 2011 mi sono operata, mi sono rivolta ha un sindacato dove tuttora ho la pratica aperta per malattia professionele, una ecografia mi ha trovato anche un epigondilite . A oggi sempre dolorante , e gli arti superiori mi si informicolivano, con ulteriori accertamenti , mi anno trovato due ernie cervicali, di cui una gestibile con manipolazioni , l'altra, siccome riramatasi lundo i tendini della spalla operata in precedenza, mi anno detto che mi devo operare..la mia domandE SONO,: nel mio caso posso avere la malattia professionale? LE ERNIE CERVICALI sono riconosciute? Il datore di lavoro può licenziarmi,? Grazie
Autore: bruno francesco29/04/2014 (10:22:21)
ciao sono francesco ho avvunto un indervento alla spalla fatto cuffia,sopraspinoso, e tentine,la malattia non e stata riconoscita dopo 9 anni il problema e peggiorato a tutte due le spalle con tuitto i documenti del ospedale di parma mi sono rivolto al sindacato sto rischiado di perdere il posto di lavoro vorrei qualche leggale che mi puo seguire del sindacato grazie distinti saluti
Autore: said dhiyar12/03/2014 (19:31:46)
Io lavoro presso un azienda metalmeccanico fascio operaio assemblaggio con movimenti ripetuti ho avuto sindrome tunnel carpale mano DS .solo che medico competente del azienda mi da la limitazione per troppi capi reparti non prendono in considerazione questa lim .adesso mi sta iniziando tunnel carpale per seconda mano come posso comportarmi .grazie
Autore: cristina barella06/03/2014 (01:04:11)
lavoro in un ipermercato, mi devono operare per il secondo tunnel carpale. vorrei sapere se devo rispettare gli orari delle visite fiscali durante la convalescenza. grazie
Autore: Nicola Dio Fonza28/12/2013 (23:08:35)
salve sono stato operato alla spalla per 3 volte ma avendo superato il supporto della mutua sono stato licenziato attualmente sono disoccupato e a oggi non sono ancora al 100%,volevo sapere se ho diritto alla pensione di professionalità ho 58 anni e più di 30 anni di contributi. Grazie.
Autore: Giuseppe Marrone15/11/2013 (08:46:07)
cioa sono Giuseppe chiedo scusa se per l'ennesima volta vi chiedo ancora se posso andare inpensione con la legge 335 posso andare in pensione con il prepensionamento con un verbale non idoneo al servizio con totale e permenenza a tutto il settore di appartenenza (autista scuolabus). GRAZIE PER LA RISPOSTA!!!!!!!
Autore: mari monia26/10/2013 (03:31:35)
salve,mi hanno riscontrato una artite degenerativa cronica erosiva alle dita delle mani dal 2009 ho iniziato a lavorare in agricoltura e da quell'anno sono usciti i problemi..non ho nessuno in fam.che ne soffre.io ho 43 anni e dove lavoravo :stessa azienda agricola;non mi hanno rinnovato contratto xche non riesco più ad usare le mani..mi hanno dati inv.civile al 46% categoria protetta ma nessuno mi da un lavoro quando leggono la mia diagnosi funzionale..qualcuno di voi mi puo gentilmente dire se e' riconosciuta come malattia professionale?xche dai medici usl di inv.civile mi hanno detto di rivolgermi a voi..razie spero in una risposta..comunque sia fatto domanda malattia profess.tramite patronato inca..buona sera
Autore: Simona Sibechi22/10/2013 (09:33:16)
Buon giorno mio marito fa il pescatore da 30 anni e ha problemi gravi con l'udito(per colpa del rumore del motore) e volevo sapere se e una malattia professionale riconosciuta per poter fare l'apparecchio con l'aiuto del ASL.
Grazie
Autore: ciro coscione06/10/2013 (19:32:35)
buona sera vorrei sapere se posso denunciare la mia azienda come malattia professionale in cui ho l'ernia inguinale causata sul lavoro e se vengo risarcito
grazie attendo una vostra risposta
Autore: adabiagini04/10/2013 (14:35:31)
vorrei sapere gentilmente da 30 anni sono dipendente pubblico e svolgento lavoro amministrati o e terminalista posso chiedere il riconoscimento di malattia professionale e quali sono le prerogativwe la ringrazio anticipatamente e distinti saluti grazie
Autore: Romeo Antonino25/09/2013 (09:05:13)
Buongiorno volevo sapere s'è l'ernia inguinale viene riconosciuta malattia professionale? Perché sono stato operato 20 giorni fa e volevo essere informato grazie.
Autore: raffaele romano16/09/2013 (12:37:10)
buon giorno vorrei sapere cortesemente,faccio il cuoco da circa 45 anni ho 63 anni con circa 34 anni di contributi accertati,durante i miei anni di lavoro mi son uscite delle ernie al disco,impedendomi spesso di stare impieti e costringendomi a letto,vorrei sapere se tale malattia mi permetterebbe di andare in pensione prima del dovuto.
Autore: emanuela02/09/2013 (16:46:24)
Salve, sono una dipendente di un ipermercato e dono in possesso di un certificato del medico aziendale che dispone
La limitazione al sollevamento di max 8/10 kg alla schiena x problemi causati da un bolging disvale e artrosi. I miei datori di lavoro se ne fregano e mi costringono ad alzare anche 20/25 kg, le mie condizioni di salute sono peggiorate , lo rivelano esami clinici, come mi devo comportare? Posso chiedere la malattia professionale e i danni? Grazie,
Autore: Giuseppe marrone28/07/2013 (09:39:28)
Ciao Sono Giuseppe scusate Se vi scrivo per l' ennesima volta vorrei farvi sapere dell'ultima risposta e cioè quella della 335 dove mi hanno riconosciuto non idoneo al servizio permenentemente non idoneo al servizio in modo relativo a tutte le mansioni del profilo di appartenenza (autista).controindicate mansioni di altri profilo professionali che comportino la stazione eretta e deambulazione protratta,il sollevamento e spostamento di carichi e servizi esterni. Ho all' attivo 33 anni di servizio 59 anni di età posso andare in pensione e con quanti anni andrò .grazie per la risposta!!!!
Autore: CHIRICO SERGIO20/07/2013 (16:55:59)
Premesso che lavoro da 35 anni presso P.A. con qualifica di programmatore esperto presso servizio informatico ,assunto con un discreta miopia all'eta' di 18 anni mi ritrovo adesso al'eta' di 53 anni con le seguemti patologie oculari miopia elevata ipolacrima.OD tisi bulbare in esiti di interventi per distacco di retina .visus spento.OS.pseudo afachia ,vitreo disorganizzato distacco posteriore del vitreo esito di cercchiaggio laser 360° coraidosi miopica corretta 9/10 -considerato che ho sempre lavorato con video terminale in ambienti illuminati artificialmente in alcuni periodi anche 12 ore al giorno. con il passar deglianni mi sono ritrovato alla stato di cui innanzi alla luce di quanto esposto e' possibile errere riconosciuta la mia patologia come malattia professionale.Grazie per la risposte e invio cordiali saluti
Autore: mauro16/06/2013 (14:53:44)
salve,lavoro preso una ditta 11 anni sono colpito di tunnel carpale,vorrei sapere se ho diritto ad avere un'indennita dato che sarebbe malattia professionale,grazie
Autore: alessandro Arrone31/05/2013 (10:27:57)
Salve volevo delle informazioni riguardo alle malattie professionali, siccome ho lavorato per parecchi anni con un azienda (lapidea),tralaltro denunciata da me perché non rispettave le norme vigenti di sicurezza licenziandomi nel dicembre 2009,2 mesi fa ho riscontrato un problema all udito ,pensando che non fossi nulla di grave ,e ho riscontrato un IPOACAUSIA BILATERALE ,che va sempre a peggiorare.la potrei fare la richiesta di malattia professionale? Alessandro Arrone
Autore: Giuseppe19/05/2013 (19:28:23)
Ciao sono Giuseppe Maarone. scrivo per la terza volta chiedo scusa se vi chiedo un altra risposta in merito alla mia qualifica di autista scuolabus,vorrei informarvi i che il 20 marzo 2013 sono stato sottoposto a visita di ll istanza della legge 335 per L' INABILITA' TOTALE E PERMANENTE A QUALSIASI MANSIONE, volevo sapere se è possibile sapere dopo tanto calvario,ho avuto anche una malattia alle mani - dupytren - più spine calcarei bilaterale con valgo alluce, chiedo scusa se posso avere una risposta in merito GRAZIE.
Autore: Roberto Ramis01/05/2013 (23:58:37)
Io lavoro da 37 anni presso un'azienda mettalmeccanica sempre in linea di montaggio. Sono stato operato di epicondilite al gomito sx nel 2001 e al gomito dx nel 2012 ho fatto richista di malattia proffesionale pensate che venga accolta che mi cambiano mansione.
Autore: Cosima Sarcuni30/04/2013 (16:57:37)
Lavoro in una ditta di pulizie scolastiche,circa 5 anni fa sono stata operata per espulsione di ernia al disco questo ha ridotto le mie capacità lavorative,sono ancora in tempo a richiedere il riconoscimento della malattia professionale? A chi mi devo rivolgere? visto che lavoro sempre con la stessa azienda.
Autore: Chiara genova22/04/2013 (16:34:03)
Evidentemente nessuno di voi si è reso conto che il succitato è un articolo. Sotto lo stesso c'è scritto: "Commenta questo articolo!" e non "Poni un quesito e riceverai una risposta!"
Poi diciamo che sono gli altri, i paesi popolati da analfabeti!!
[Secondo i dati pubblicati nel 2005 da una ricerca dell'Università di Castel Sant'Angelo dell'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo), quasi sei milioni di italiani sono totalmente analfabeti (Fonte. Wikipedia)]
Autore: giovani09/04/2013 (16:00:39)
salve,lavoro preso una azienda da 12 ani a dicembre scorso mie usitta ernia al disco e o scoperto che ho scoliozi e ernia cervicale. poso chiedere malattia professionale.grazie
Autore: marlena stache08/03/2013 (21:17:02)
buona sera vorrei sapere come devo comportarmi per sapere se la mia malatia puo essere ancora riconosciuta comme malatia profesionale,...Ho lavorato in una casa di riposo come badante,e dopo 3 ani di lavoro sono stata operata di urgenza hernia dall'disco,puoi mi hanno licenziato non idonea a fare lo stesso tipo di lavoro.In merito ho presentato la domanda di invalidita riconosciuto il 60 per cento.Dopo l'intervento ho avuto sempre il male pero visto che dovevo mantenermi ho trovato il lavoro tramite l'asistente sociale in una cooperativa sociale per fare pulizie nelle scuole.Il secondo ano di lavoro ho subito un altro intervento L4 L5 S1 S3,visto che avevo un contrato a termine non mi e stato rinovato il contrato di lavoro.Visto il agravamento ho il 75 per cento,quale e il vostro consiglio si puo chiedere ancora qualcosa o e troppo tardi.Voglio precissare che non ho dirito al assegno di invalidita per superamento dell'redito.Ultimo intervento e stato nell 2009,...grazie in anticipo!
Autore: Giuseppe Marrone05/03/2013 (08:40:13)
IL 23 Febbraio 2013 cortesemente avevo posto una domanda al mio stato di salute e infortuni per servizio attutt'oggi non ho avuto ancora una risposta, scusatemi per gli errori di scrittura,ho 33 Anni di servizio piu' due cause di servizio una prima Cat.Ottava "B" dopo un Anno ho fatto la seconda visita per aggravamento e mi hanno dato un Ottava Cat."A" piu' una visita di medicina del Lavoro dove mi confermavano L'Inabilità totale e permenente alla Qualifica di Autista di ScuolaBus. chiedo con queste problematiche che ho posso avere il prepesionamento.Grazie per la risposta
Autore: Maria dello Iacono02/03/2013 (08:46:25)
Salve lavoro

Dal 2000 in un bar, ad ottobre sono stata operata alla spalla soraspinoso e rottura cuffia rotatori mi e' stato detto che il problema e' stato dovuto alle continue sollecitudini al braccio in abduzione e adduzione del movimento. Vorrei sapere se mi spetta la malattia professionale e di quanto puo' essere valutata la percentuale. Grazie.
Autore: cristina polo01/03/2013 (12:45:35)
salve ,sono tittolare di una pizzeria e sono stata operata per sindrome da tunnel carpale , vorrei sapere sè ho diritto ad avere un'indennità dato che sarebbe malattia professionale .grazie
Autore: giuseppe marrone23/02/2013 (16:17:20)
ciao sono giuseoppe e lavoro presso un ente pubblico come autista scuolabus
dopo trantre anni di servizio mi invitavano per una visita medica medicina del lavoro la risposta della visita fu' quella di NON IDONEO PERMANENTEMENTE ALLA MANSIONE AUTISTA SCUOLABUS, vorrei elengare le mie patologie ,discopatia del rachide cervicale e del rachide lombosacrale-coccigodinia cronica-lacerazione del tendine flessore profondo del 3 dito manosx conpresenza cista peritendinea di circa 14mm con verosimili parestesie delle tre dite della mano sx. sbilanciamento del bacino con eterometria degli arti inferiori.esiti fibrotici spalla bilaterale con limitazione dei movimenti per tentinopatia inserzionale sovraspinoso sottospinoso,-angioma del sma di L3 -gonalgia bilaterale da gonartrosi. cefalea muscolo - tensiva-punta d'ernia inguinale sx- sindrome depressiva-coxartrosi bilaterale -spina calcaneare bilaterale -alluce valgo bilaterale . con queste patologie posso ottenere il prepensionamento anticipato ,in piu' ho mia mamma con un invalidità 100% con accompagnamento e comn legge 104 con fifficoltà grave posso andarein prepensionamento con tutto questo bene di dio.RAZIE per la risposta !!!!
paatologie di cu
Autore: stefania demetrio27/11/2012 (09:01:37)
sono stata operata di tunnel carpale ad entrambe le mani nel 2009, praticamente sono stata bene un anno e mezzo ma ho continuato a sforzare le mani anche con trasporto di pesi rilevanti (il chirurgo mi aveva detto che non avrei potuto sollefare pesi oltre i 2kg ma per motivi di lavoro ne sollevo molti di più). Mi si stanno ripresentando gli stessi sintomi che mi portarono a operarmi. Per chiedere il riconoscimento di malattia professionale posso far iniziare la procesuda dal mio medico curante? Oppure posso iniziare io pa procedura? In questo caso a chi la devo presentare? grazie per la risposta
Autore: petre georgeta28/10/2012 (17:55:48)
Come devo comportami per sapere se la mia malatia è una malatia profesionale
grazie
Autore: giorgia d'este20/09/2012 (10:02:00)
Salve io avrei una domanda da porvi, sono stata assunta sa maggio presso una ditta di pulizie con qualifica di cameriera ai piani... ultimamente ho avvertito dei dolori alla mano dx e la dott ha detto che si tratta di sindrome del tunnel carpale dovuta al lavoro svolto.... mi ha dato antidolorifici, vitamine, devo indossare il tutore e fare la visita chirurgica...e mi ha messo in malattia per qualche giorno... ora mi chiedevo questa malattia rientra nelle malattie professionali o malattia normale? come devo comportarmi? posso rientrare al lavoro lunedi utilizzando il tutore in attesa della visita fissata per il 1 ottobre? preciso che il mio è un contratto a termine con scadenza il 31 ottobre... vi ringrazio...
Autore: paolo taviani30/07/2012 (14:48:35)
tutto quello che e stato scritto dal signor Morando e pura e semplice verita . la colpa non e solo delle societa che fanno tutto quello che fa comodo a loro ma anche di chi prende le bustarelle (tangendi )gli euri fanno venire la vista ai ciechi e risuscitare i morti
Autore: SERGIO MORANDO07/06/2011 (10:04:44)
Ma come si deve fare..? Se si è assunti dalle ditte interinali come manovale..ma invece sui posti di lavoro ti fanno fare il saldatore o altre qualifiche (le ditte interinali sanno..)senza le visite mediche d'inizio per la qualifica di saldatore PERTANTO NON ESISTE la possibilità se viene ad esempio male agli occhi di poterlo dimostrare! E nel saldare non è solo le radiazioni a fare male ma anche il CALORE l'occhio bolle..oppure schegge di saldatura..o vetrini oscuranti non idonei alla saldatura..i fumi stessi di saldatura sono DANNOSI per gli occhi! Senza contare i fumi di quando si è costretti a salcdare su vernici e olli di protezione! Se si saldano gru autogru senza VISITE MEDICHE SENZA PATENTINI DI SALDATURA che sono tanti ad esami e a scadenza biennale..come si fa poi..a riconoscere le malattie professionali qui portata ad esempio saldadatore...ma assunti da manovali..???? I controlli presso le ditte interinali. gli iSPETTORI DEL LAVORO le fanno? Insieme magari ad ispettori ASL e Spresal e Inail..? magari anche con la presenza dei Carabinieri sarebbe meglio ! Malattie professionali ed infortuni accadano anche per questi MOTIVI ! In realtà i veri controlli ispettivi non sono un granchè fatti!Volete un aiuto? Se volete sono disponibile a fornirvi le prove e a portarvi negli uffici di collocamento pubblici..dove vengono comunicate le assunzioni e qualifiche da parte delle ditte interinali..che NON sono le qualifiche poi sul lavoro ! Basta che gli ispettori o Carabinieri richiedano il modello C2 attuali e retroattivi di anni di ognuno di noi..e da qui possono vedere gli INNUMEREVOLI ILLECITI di VIOLAZIONE E RAGGIRI SULLE SICUREZZE DEL LAVORO ! SE POI SONO STATI FATTI I CORSI DI LEGGE SULLE QUALIFICHE..E RELATIVE VISITE MEDICHE ! Perchè poi dimostrare le malattie professionali che da manovale o altro vi hanno fatto fare il saldatore per anni..se non avete testimoni poi è difficile dimostrare la MALATTIE professionali..che chiamerei più INFORTUNI PENALI CONTINUATI !!!!! SERVONO ISPEZIONI VERE!
Sergio Morando.

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