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14 gennaio 2016 - Cat: Security
  

ISO 37001:2015 Anti-bribery management systems


Un documento normativo per il responsabile della security che dà precise indicazioni su come impostare e gestire un sistema che tenga sotto controllo il fenomeno delle “mazzette”. Di Adalberto Biasiotti.

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Come i lettori ormai sanno, il gruppo di lavoro ISO/PC 278, che si occupa dei sistemi di gestione della corruzione, ha già pubblicato una bozza di norma, che ha preso il codice ISO 37001. Questa bozza di norma è attualmente sottoposta ad una revisione, sulla base delle molte osservazioni che sono state avanzate da tutti i componenti del comitato, tra cui chi scrive.
 


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Formazione e informazione generale dei lavoratori sulla sicurezza e salute sul lavoro
 
 
Questa norma è stata elaborata dalla commissione tecnicaISO/ TC  278 - Anti-bribery management systems.
Poiché la norma è ancora in fase di esame da parte del comitato, non è possibile dare una illustrazione dettagliata dei suoi contenuti, ma è indubbiamente possibile sensibilizzare i lettori sul fatto che tra breve questo documento potrebbe costituire lo stato dell’arte per rispettare alcune disposizioni di legge, tra cui l’ormai famoso decreto legislativo che impone una responsabilità sociale, che supera i limiti della responsabilità personale, per temi afferenti a violazioni di natura economica.
 
Questa norma è stata elaborata utilizzando una struttura ad alto livello, utilizzando delle definizioni ormai standardizzate ed in conformità con le indicazioni di elaborazione di testi normativi, che rappresenta ormai un obbligo per tutti i comitati tecnici che devono sviluppare delle norme.
 
La norma inizia con una introduzione che inquadra il problema che verrà affrontato.
Non vi è dubbio che le mazzette rappresentino un fenomeno estremamente diffuso in tutto il mondo. I problemi morali, economici e politici che sono collegati a questo fenomeno possono mettere in difficoltà delle aziende, e perfino degli stati. Questa situazione mette in difficoltà le aziende che si comportano correttamente e quindi può creare un elemento di distorsione in una ragionevole competizione tra varie aziende.
 
Vi sono anche problemi di natura sociale e di rispetto dei diritti umani, laddove in molti paesi la corruzione rappresenta non solo una illecita sorgente di profitto per i capi del paese, ma anche una sottrazione di risorse alla comunità e quindi un aggravamento del problema della povertà.
Un’altra conseguenza della corruzione è legata al fatto che essa fa aumentare i costi nella gestione degli affari e introduce degli elementi di incertezza nelle transazioni commerciali, che non sono più basate su un corretto confronto tra pregi e svantaggi, ma vengono influenzate da questi aspetti corruttivi. Spesso la corruzione permette di mettere in commercio prodotti e servizi di qualità inferiore, che possono perfino portare ad una perdita di vite umane, oltre a distruggere la fiducia della popolazione nelle istituzioni.
 
È bene sottolineare che i governi e le organizzazioni internazionali hanno fatto  grandi progressi per affrontare il problema della corruzione, grazie allo sviluppo di accordi internazionali, nel quadro della convenzione messa a punto dall’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico- OCSE -nonché la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.
 
In molti paesi, è un reato penale la partecipazione ad atti di corruzione, sia in forma attiva sia in forma passiva.
Tuttavia è evidente che la legge non è sufficiente, di per sé, per risolvere questo problema ed  ecco perché le organizzazioni e le aziende devono avere una responsabilità nel contribuire, in forma proattiva, a combattere la corruzione.
Questi obiettivi possono essere raggiunti con un impegno dell’alta direzione ad adottare una cultura di integrità, trasparenza ed in conformità alle norme.
Questa norma internazionale ha proprio l’obiettivo di supportare la introduzione di una cultura anticorruzione all’interno di una azienda.
 
Questa norma offre un quadro di riferimento per l’adozione di procedure e strumenti che hanno già rivelato, in passato, la loro efficacia. Questa norma internazionale aiuta l’organizzazione a evitare o mitigare i costi, i rischi di danni diretti ed indiretti connessi a fenomeni di corruzione nei quali l’azienda sia coinvolta, oltre a promuovere fiducia nelle modalità con cui l’azienda svolge la sua attività e protegge la sua reputazione.
Questa norma è applicabile ad aziende piccole e medie e grandi in tutti i settori, sia di tipo pubblico, sia privato sia ONLUS. La norma mette in evidenza che il rischio di corruzione, che un’organizzazione deve affrontare, dipende da vari fattori, come ad esempio la dimensione dell’organizzazione, la ubicazione i settori nei quali essa svolge la sua attività e la natura, la dimensione la complessità delle attività aziendali.
Ecco perché questa norma internazionale specifica che l’attuazione delle politiche organizzative, delle procedure e controlli deve essere ragionevole e proporzionale all’esposizione al rischio di corruzione, tipico dell’azienda.
L’annesso A offre alcune linee guida su come possono essere attuate le disposizioni di questa normativa.
 
È bene sottolineare che la conformità con questa normativa non può offrire la garanzia che non si verificherà un fenomeno di corruzione, in relazione alle attività dell’azienda, e non può certamente garantire l’eliminazione del rischio di corruzione. Tuttavia l’adesione alle indicazioni  di questa norma internazionale aiuta l’organizzazione ad attuare misure ragionevoli e proporzionali in grado di prevenire, mettere in evidenza e fronteggiare fenomeni di corruzione.
Questa norma internazionale deve essere utilizzata in abbinamento con la norma ISO 19600 ed altre normative, come ad esempio ISO 9001, ISO 14001, ISO 22000,  ISO 26000 and ISO 31000.
 
In particolare questa norma può essere utilizzata di per sé o può essere integrata in un sistema integrato di gestione dell’attività aziendale.
Le attività prese in considerazione da questa norma sono legate alle attività dell’organizzazione coinvolta ed in particolare:
· corruzione nel settore pubblico, privato od ONLUS,
· corruzione sviluppata dall’organizzazione,
· corruzione sviluppata da dipendenti dell’organizzazione che operano sia per conto dell’organizzazione sia a proprio beneficio,
· corruzione da parte di enti associati alle attività dell’organizzazione, operanti sia per conto dell’organizzazione sia per proprio beneficio,
· corruzione nei confronti dell’organizzazione,
· corruzione diretta a dipendenti dell’organizzazione, in riferimento alle attività organizzative,
· corruzione diretta a partner dell’organizzazione,
· corruzione diretta ed indiretta, vale a dire una mazzetta offerta o accettata attraverso un soggetto terzo.
 
In questa norma internazionale, l’espressione corruzione è utilizzata per far riferimento all’offerta, la promessa, la dazione , la accettazione o la sollecitazione di un vantaggio improprio di qualsiasi importo, che può essere finanziario o non finanziario, direttamente o indirettamente, indipendentemente dalla ubicazione dove si svolge questa attività, sia in violazione di leggi esistenti, sia come induzione o premio, nei confronti della persona che si astiene dallo svolgere attività che possano portare a prevenire la corruzione.
Si applicano inoltre eventuali ulteriori definizioni utilizzate in testi legislativi, esistenti nel paese dove la norma viene applicata.
 
È bene sottolineare che questa norma non si rivolge a fenomeni di frode, cartelli e attività anticompetitive, al riciclaggio di denaro e altre attività sempre legate ad attività corrotte, anche se non inquadrate nello specifico fenomeno della corruzione
 
Adalberto Biasiotti
 

 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 

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