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Lavoro da remoto e tecnologia: carico di lavoro e conflitti casa/lavoro

Lavoro da remoto e tecnologia: carico di lavoro e conflitti casa/lavoro
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischio psicosociale e stress

27/05/2025

L'Inail ha sviluppato una metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato con un modulo specifico per il lavoro da remoto e l'innovazione tecnologica. Focus su alcune possibili azioni di intervento.

Lavoro da remoto e tecnologia: carico di lavoro e conflitti casa/lavoro

L'Inail ha sviluppato una metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato con un modulo specifico per il lavoro da remoto e l'innovazione tecnologica. Focus su alcune possibili azioni di intervento.


Roma, 27 Mag – Come più volte indicato nei nostri articoli, anche in relazione alla campagna  EU-OSHA 2023-2025 “ Lavoro sano e sicuro nell’era digitale”, nel mondo del lavoro stanno avvenendo, con l’accelerazione connessa all’evoluzione tecnologica e digitale, grandi trasformazioni nelle modalità di organizzazione e gestione dei processi lavorativi. Trasformazioni che, se creano opportunità di sviluppo e di innovazione per le aziende, determinano anche l’emersione di nuovi rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

 

Con riferimento a questi possibili rischi, il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’ Inail, ha recentemente pubblicato la monografia “La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato - Modulo contestualizzato al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica”, curata da Cristina Di Tecco, Monica Ghelli, Benedetta Persechino e Matteo Ronchetti (Inail, Dimeila), Sergio Iavicoli (Ministero della salute - Direzione generale della comunicazione), Ivan Marzocchi e Luigi Fusco (Facoltà di medicina e psicologia, Dipartimento di psicologia, Sapienza Università di Roma).

 

La monografia – già presentata nell’articolo “ La metodologia per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato” - illustra i risultati delle attività di ricerca e di sperimentazione che hanno portato allo sviluppo del modulo indicato nel titolo della monografia e intende, dunque, fornire una “descrizione degli strumenti integrativi offerti per la valutazione dei rischi psicosociali emergenti connessi al lavoro da remoto ed all’uso della tecnologia”.

 

Iniziamo oggi un approfondimento su alcuni possibili interventi migliorativi e/o correttivi attraverso quanto contenuto nell’Appendice 6 contenente la “Scheda di supporto alla conduzione del focus group per l’approfondimento dei risultati della valutazione approfondita e la proposta di azioni di intervento”. Una scheda che ha l’obiettivo di “guidare la raccolta delle informazioni attraverso la conduzione di focus group con i lavoratori, mirati alla sistematizzazione dei risultati emersi dal questionario per la valutazione approfondita del rischio stress lavoro-correlato” (come indicato nei precedenti paragrafi della monografia).

 

Nell’articolo affrontiamo i seguenti argomenti:

  • Stress lavoro-correlato e tecnologia: importanza del focus group
  • Stress lavoro-correlato e tecnologia: interventi sul carico di lavoro
  • Stress lavoro-correlato e tecnologia: interventi sul conflitto casa-lavoro


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Stress lavoro-correlato e tecnologia: importanza del focus group

Si ricorda che la tecnica del focus group “può costituire uno strumento utile per le aziende qualora si ritenga necessario approfondire i risultati emersi dalla valutazione del rischio, al fine di favorire l’individuazione degli interventi di gestione”. E proprio grazie al coinvolgimento diretto dei lavoratori previsto da tale tecnica, “è possibile raccogliere sia ulteriori informazioni relative agli aspetti di organizzazione del lavoro che eventuali proposte di miglioramento e di risoluzione delle criticità riscontrate”.

 

In particolare, la scheda presentata “permette di approfondire alcuni aspetti utili all’individuazione delle misure e azioni di correzione/miglioramento e prevenzione più adeguate”.

La sua compilazione è a cura del “moderatore che dovrà guidare la discussione dei partecipanti

e tradurre i loro contributi in proposte operative”.

 

Se la Sezione I della scheda è “dedicata alla ricognizione dei Gruppi omogenei di appartenenza dei lavoratori selezionati per la partecipazione ai singoli focus group”, la Sezione II prevede, per ogni “dimensione integrativa” (carico di lavoro, conflitti casa-lavoro, complessità delle tecnologie, …) del questionario, una “tabella di sintesi utile all’individuazione delle proposte di intervento”.

E per ogni dimensione trattata viene richiesto, nel processo di valutazione e gestione del rischio, di specificare:

  • “gli aspetti critici rilevanti emersi dalla valutazione, che possono essere estrapolati dalla lettura degli indicatori maggiormente critici per le singole dimensioni e discussi durante il focus group per approfondimento”;
  • “le soluzioni proposte dal focus group da trascrivere sinteticamente previo accordo dei partecipanti”;
  • “il livello di condivisione/accordo della proposta individuata”;
  • “il target di riferimento degli interventi proposti in modo da stimolare la produzione di diverse proposte che possano riferirsi a più target (Organizzativo, Leadership, Gruppo, Individuale)”;
  • “eventuali ulteriori commenti utili in caso di disaccordo tra i membri del focus group o di precisazioni necessarie, anche relative a specifici cambiamenti o interventi già in atto”.

 

Stress lavoro-correlato e tecnologia: interventi sul carico di lavoro

Riprendiamo ora alcuni esempi tratti dalle varie tabelle presenti nella monografia relativamente ad alcuni possibili interventi per le dimensioni del questionario relativamente al Modulo II (Rischi connessi al lavoro da remoto e innovazione tecnologica).

 

Si parla, ad esempio del “carico di lavoro dovuto alle tecnologie”, con riferimento alla situazione “in cui il lavoratore percepisce un maggior carico di lavoro come conseguenza dell’utilizzo delle tecnologie”.

 

Questi alcuni esempi di intervento:

  • “Attivare, dove possibile, dei sistemi di sicurezza informatica che consentano di contenere il flusso di e-mail non essenziali.
  • Stimolare nei lavoratori una corretta gestione del tempo, come ad esempio stabilendo specifiche fasce orarie per le diverse attività lavorative.
  • Istituire programmi di formazione che permettano ai lavoratori sia di utilizzare in sicurezza ed efficacemente la tecnologia in dotazione, sia di portare a termine i compiti lavorativi assegnati.
  • Modifica della progettazione del lavoro per consentire al lavoratore di avere maggiore controllo e autonomia.
  • Revisionare e ridistribuire i carichi di lavoro per evitare, per quanto possibile, orari e turni di lavoro eccessivi.
  • Sensibilizzare i lavoratori sull’importanza di svolgere attività ricreative, stretching e/o tecniche di rilassamento durante le pause”.

 

Stress lavoro-correlato e tecnologia: interventi sul conflitto casa-lavoro

Un’altra dimensione su cui si soffermano le tabelle presentate nella monografia è connessa al “conflitto casa-lavoro”, relativamente all’interferenza che “la vita lavorativa esercita sulla sfera extralavorativa del lavoratore e viceversa”.

 

Questi alcuni esempi di intervento riportati nella monografia:

  • “Riprogrammare il lavoro in modo da evitare, per quanto possibile, orari di lavoro e turni eccessivi.
  • Riprogettazione dei compiti per consentire al lavoratore di avere maggiore controllo e autonomia.
  • Presenza di procedure e politiche in grado di offrire sostegno adeguato ai lavoratori.
  • Presenza di modalità di restituzione regolare di feedback sul lavoro svolto.
  • Identificare e discutere con lo staff possibili cambiamenti dell’orario o del ritmo lavorativo (turni, straordinari, giorni liberi, ecc.).
  • Fornire ai lavoratori da remoto indicazioni su come organizzare il lavoro da casa e come preparare la propria postazione di lavoro.
  • Stabilire in maniera chiara e condivisa le fasce orarie in cui i lavoratori da remoto siano disponibili, garantendo il diritto alla disconnessione e la conciliazione dei tempi di vita.
  • Fornire ai manager indicazioni su come interagire correttamente ed essere da guida e supporto per i lavoratori da remoto”.

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale del documento Inail segnalando che le tabelle descritte si soffermano anche su vari altri possibili criticità/aspetti/rischi connessi al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica:

  • invasione delle tecnologie
  • complessità delle tecnologie
  • accettabilità degli strumenti tecnologici
  • criticità del lavoro da remoto
  • interazioni nel lavoro da remoto

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

INAIL - La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato - Modulo contestualizzato al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica (formato PDF, 5.37 MB).


Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato"

 



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