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Indicazioni generali di primo soccorso in caso di incidenti con agenti chimici
Roma, 20 Apr – Gli effetti sulla salute dei lavoratori che possono verificarsi a seguito di eventi espositivi alle sostanze chimiche sono molto diversi e sono “fortemente condizionati dal tipo di agente chimico con cui si viene in contatto e dalle condizioni di esposizione che si realizzano”.
E laddove necessitino azioni di primo soccorso in caso di intossicazione da agenti chimici è necessaria un’idonea competenza rispetto alle “modalità di intervento e conoscenza delle caratteristiche di pericolosità dei prodotti, dei sintomi e segni evidenziabili e delle opportune procedure”.
A ricordarlo è il documento Inail “ Azioni di primo soccorso in caso di contatto accidentale con agenti chimici. Manuale” che, prodotto dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), vuole essere uno “strumento per i datori di lavoro, gli addetti al primo soccorso aziendale e i lavoratori che possano trovarsi a dover intervenire in caso di infortunio dovuto ad agenti chimici”.
Abbiamo già presentato il documento nei mesi scorsi soffermandoci sulle principali misure di prevenzione e protezione dagli agenti chimici, ma, come vedremo, l’opuscolo contiene anche vere e proprie indicazioni generali di primo soccorso.
Ne parliamo nell’articolo di oggi affrontando i seguenti argomenti:
- Rischio chimico e contatto accidentale: le azioni di primo intervento
- Rischio chimico e contatto accidentale: l’acronimo PACE CIAO
- Rischio chimico e contatto accidentale: gli approcci decontaminativi
Rischio chimico e contatto accidentale: le azioni di primo intervento
Il manuale Inail - scritto da Lidia Caporossi, Mariangela De Rosa, Silvia Capanna, Bruno Papaleo, Alessandra Pera e Stefano Moriani (Inail, Dimeila) e da Giorgio Ricci e Lorenzo Losso (Centro Antiveleni di Verona, Azienda ospedaliera universitaria integrata Verona) – ricorda che in caso di incidenti che coinvolgano sostanze chimiche bisogna attenersi sempre, come per qualsiasi altro tipo di incidente, “a quanto definito nel piano di organizzazione di primo soccorso aziendale secondo la normativa vigente”.
Infatti, come descritto più nel dettaglio nel manuale, il datore di lavoro ha “l’obbligo, dopo aver sentito il medico competente, ove nominato, di prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle persone e dei rischi presenti in azienda e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati”.
Il manuale indica che “come azione di primo intervento bisogna agire prontamente avendo cura di:
- Proteggere
- controllare la scena dell’infortunio e la pericolosità ambientale per l’infortunato, per sé e per gli altri lavoratori;
- controllare le condizioni dell’infortunato e lo stato di coscienza;
- se la causa dell’infortunio agisce ancora, rimuoverla ovvero allontanare l’infortunato;
- non disperdere le sostanze contaminanti nell’ambiente. Raccoglierle indossando gli opportuni DPI (indicati nelle schede dati di sicurezza); se si tratta di liquidi ricorrere agli appositi prodotti assorbenti; pulire bene le superfici interessate;
- se sono presenti gas, vapori o polveri aerodisperse, realizzare la massima ventilazione dopo aver fatto uscire tutti gli operatori, aprendo le finestre ed utilizzando tutti i mezzi disponibili di aerazione meccanica (cappe, ventilatori a parete, ecc.).
- Avvertire
- informare prontamente dell’accaduto chi di dovere e il responsabile dell’area di lavoro;
- se il rischio non è sostenibile avvisare immediatamente le autorità competenti (numero unico di emergenza: 112).
- Soccorrere
- togliere gli indumenti ed eventuali DPI contaminati, usando le necessarie precauzioni;
- lavare abbondantemente con acqua corrente la cute contaminata, tramite docce predisposte, dopo essersi accertati che la decontaminazione cutanea umida non sia controindicata;
- se sono stati interessati gli occhi fare ricorso a fontanelle visoculari, lavaocchi o altri sistemi predisposti. Evitare di strofinarsi entrambi gli occhi e coprirli senza premere;
- in caso di necessità fare ricorso alla cassetta del pronto soccorso”.
Rischio chimico e contatto accidentale: l’acronimo PACE CIAO
Il documento, riguardo alla intossicazione accidentale da agenti chimici, ricorda, come già detto in premessa, che “gli effetti sulla salute di ogni sostanza chimica con la quale si può venire a contatto in caso di incidente, dipendono dalla via di penetrazione nell’organismo: inalatoria, gastrica, percutanea, oculare. L’intensità della sintomatologia dipende dall’azione dell’agente chimico, dal tempo di contatto e dalla sua concentrazione”.
Applicando i principi generali dell’azione di primo intervento (Proteggere, Avvertire e Soccorrere) al caso specifico dell’intossicazione da agenti chimici, gli autori propongono “un algoritmo di intervento puntuale finalizzato alla gestione degli infortunati, sintetizzato nell’acronimo PACE CIAO”, dove:
- P sta per PROTEGGERE sé stessi, “indossando gli adeguati DPI, e gli altri lavoratori, delimitando la cosiddetta zona di isolamento, nella quale è elevato il rischio di esposizione e dunque è assolutamente vietato entrare senza i necessari DPI;
- A sta per ALLONTANARE l’infortunato dalla zona di isolamento, sempre che tale procedura sia agevolmente e rapidamente fattibile oltre che priva di rischi sia per l’infortunato che per chi interviene;
- C sta per CONTATTARE il 112 e il Centro Antiveleni e seguire le indicazioni: se l’infortunato è in arresto cardiorespiratorio attivare la catena della sopravvivenza (vedi Allegato 1), se, invece, incosciente ma respira metterlo in posizione laterale di sicurezza (PSL) (vedi Allegato 2);
- E sta per DECONTAMINARE, manovra che consiste nell’allontanare gli agenti chimici dall’infortunato.
E se ciascuno approccio decontaminativo è dato per una determinata via di esposizione, “da questa considerazione deriva l’acronimo CIAO, dove:
- C sta per esposizione attraverso la Cute;
- I sta per Ingestione;
- A sta per esposizione tramite le vie Aeree;
- O sta per esposizione tramite contatto Oculare”.
Riprendiamo dal documento una tabella relativa all’acronimo PACE CIAO:

Rischio chimico e contatto accidentale: gli approcci decontaminativi
Nella parte del manuale dedicata alle “Indicazioni generali di primo soccorso in caso di incidenti con agenti chimici” sono poi esaminati gli approcci decontaminativi “che godono di maggior consenso riguardo alla loro utilità, tenendo in considerazione il rapporto tra i rischi e i benefici dell’applicazione della procedura”.
Ci soffermiamo, a titolo esemplificativo, su quanto indicato relativamente alla modalità di decontaminazione cutanea.
Si indica che, in caso di contatto cutaneo, “l’approccio decontaminativo standard prevede di:
- spogliare l’infortunato, rimuovendo non solo vestiti e scarpe, ma anche orecchini, collane, braccialetti, orologi e qualsiasi altro accessorio;
- lavare accuratamente la cute (con attenzione ai recessi e alle pieghe cutanee: per esempio tra le dita, dietro le orecchie, …) con abbondante acqua tiepida e sapone; il getto d’acqua dovrebbe essere direzionato primariamente sul sito di contaminazione; quindi, l’irrigazione dovrebbe procedere in senso testa-piedi”.
E se il sapone non fosse immediatamente disponibile, “non bisogna per questo ritardare l’inizio della decontaminazione cutanea, che andrà eseguita utilizzando esclusivamente abbondante acqua tiepida”.
Tuttavia, in alcune situazioni, l’approccio decontaminavo standard “è sconsigliato o addirittura controindicato, almeno inizialmente, perché il contatto diretto dell’acqua con alcune sostanze può innescare reazioni chimiche che portano al rilascio di gas o alla liberazione di calore, aggravando in questo modo il quadro clinico”. In questi casi – continua il manuale – “si dovrebbe optare per una decontaminazione a secco:
- spogliare l’infortunato rimuovendo non solo vestiti e scarpe, ma anche orecchini, collane, braccialetti, orologi e qualsiasi altro accessorio;
- rimuovere delicatamente i granuli della sostanza alla quale ci si è esposti con del nastro adesivo o con un panno e, solo successivamente, rimossi i granuli, se ancora necessario, procedere alla decontaminazione con abbondante acqua tiepida e sapone”.
Si segnala che, in caso di esposizione a sostanze estremamente vischiose (catrame), “può essere utile, almeno in prima battuta, utilizzare sostanze oleose. Tuttavia, questi sono casi rari e complessi, nei quali la decontaminazione va eseguita da personale adeguatamente formato e in ambiente adeguato”.
Ci soffermiamo, brevemente, anche sulla modalità di decontaminazione oculare.
Si indica che, in caso di contatto oculare con agenti chimici, “l’approccio decontaminativo standard prevede di irrigare gli occhi con abbondante acqua corrente per almeno 20 minuti”. Infatti l’obiettivo dell’irrigazione è “diluire e rimuovere lo xenobiotico” (sostanza chimica estranea a un organismo vivente), “eliminare eventuali corpi estranei e normalizzare il pH della camera anteriore dell’occhio”.
Una corretta procedura “deve essere eseguita il prima possibile e prevede i seguenti passaggi:
- aprire bene l’occhio;
- lavare con abbondante acqua corrente o soluzione fisiologica".
Non bisogna poi “sottovalutare l’assenza di sintomi immediati. In alcuni casi, i sintomi possono manifestarsi con ritardo. Pertanto, è fondamentale decontaminare accuratamente anche se l’infortunato non presenta disturbi al momento dell’esposizione”.
Rimandiamo alla lettura integrale del manuale che riporta ulteriori dettagli sulle modalità di primo soccorso e che si sofferma anche su:
- modalità di decontaminazione in caso di ingestione
- modalità di decontaminazione in caso di inalazione.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Azioni di primo soccorso in caso di contatto accidentale con agenti chimici. Manuale”, documento curato da Lidia Caporossi, Mariangela De Rosa, Silvia Capanna, Bruno Papaleo, Alessandra Pera e Stefano Moriani (Inail, Dimeila) e da Giorgio Ricci e Lorenzo Losso (Centro Antiveleni di Verona, Azienda ospedaliera universitaria integrata Verona), edizione 2024, Collana Salute e sicurezza (formato PDF, 6.29 MB).
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