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Le immagini dell’insicurezza

Le immagini dell’insicurezza
Stefano Farina

Autore: Stefano Farina

Categoria: Rischio cadute e lavori in quota

03/10/2014

Violazioni infinite e… tutto da solo.

Le immagini dell’insicurezza

Violazioni infinite e… tutto da solo.

Trento, 3 Ott - Molte volte abbiamo pubblicato fotografie che presentano varie situazioni di insicurezza, ma a quelle di oggi si può certamente attribuire l’oscar delle violazioni.
 
All’interno di un centro abitato, un addetto posiziona il proprio furgone a cavallo tra la carreggiata ed il marciapiede, poi, senza posizionare alcun cartello segnaletico e senza compartimentare l’area, inizia a  sollevare un carico con la gru posta sul furgone.

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Da considerare che il mezzo è posto in pendenza e che - naturalmente - gli stabilizzatori non vengono abbassati.
 
 
 
Nel frattempo le macchine e le persone (per fortuna in numero non elevato) transitano tranquillamente sulla strada e nei pressi del furgone.
 
L’operaio passa poi alla seconda fase di lavoro:
scarica una scala a sfilo,
la posiziona sul marciapiede (anche in questo caso senza alcuna delimitazione),
per evitare che essa scivoli, la incastra tra il cassone del mezzo, la ruota posteriore ed il paraurti (è forte il dubbio che tale sistema si possa considerare una soluzione di efficacia equivalente al fissaggio dei montanti),
non la fa proseguire oltre la gronda in modo tale da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso,
non ha un sistema per agganciarla in modo sicuro e in maniera tale da evitare spostamenti e qualsiasi movimento di oscillazione,
lascia il furgone in moto per poter manovrare la gru nella fase successiva.
 
 
Una volta posizionata la scala l’operaio sale sul tetto:
protezioni collettive per la prevenzione delle cadute dall’alto? NO
dispositivi di protezione individuale anticaduta? NO
…
 
Si vede infine l’operaio che si prepara a passare da una falda del tetto a quella dell’edificio adiacente.
 
 
E qui la documentazione fotografica si ferma, certamente il lavoratore avrà continuato la sua opera posando il carico sul tetto, sarà sceso dalla scala, ecc. ecc.
 
Io sono arrivato a contare almeno 15 violazioni alla normativa in materia di sicurezza ed altrettante al buonsenso.
 
Si ringrazia Leonardo Cuccaro per le fotografie.
 
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato Costruzioni di AiFOS
 
 
Fonte: SICURELLO.no : l’evidenza dei mancati infortuni.
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 

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Rispondi Autore: harleysta immagine like - likes: 0
03/10/2014 (08:59:30)
...penso che tutto ciò sia il prodotto del testo unico il quale, secondo napolitano, avrebbe azzerato gli infortuni. non solo, è dall'avvento della 626 che si verifica tutto questo e gli infortuni sono aumentati; soprattutto è una questione di costi...
Rispondi Autore: Christian immagine like - likes: 0
03/10/2014 (10:03:15)
harleysta: non si capisce nulla dal tuo commento, a parte l'astio verso il sistema "TUTTO". Per piacere, lascia stare.

Complimenti, invece, al Geom. Farina.
Rispondi Autore: Luca immagine like - likes: 0
03/10/2014 (10:37:33)
Ad Harleysta dico che è anche grazie a quelli come te che in Italia il numero di infortuni è aumentato. Dare sempre e comunque la responsabilità ai "costi", ed agli "altri" è uno sport molto diffuso, soprattutto nel nostro paese.
Al geom. Farina, che ci da sempre utili spunti di discussione durante i corsi di formazione chiedo se, chi ha fotografato quanto vediamo, si sia preso anche la briga di fermare questo folle, eventualmente anche con l'ausilio della forza pubblica (magari una chiamata ai Vigili Urbani avrebbe impedito a questa persona di compiere tutte queste azioni sconsiderate)...
Rispondi Autore: Ivan immagine like - likes: 0
03/10/2014 (11:17:19)
Io continuo a chiedermi cosa mai passi nella testa di queste persone quando si mettono in tali circostanze. Qui non è un problema di norme, costi... è un puro e semplice problema di mancata cultura della sicurezza. Evidentemente credono di essere invincibili!!!
Rispondi Autore: Andrea immagine like - likes: 0
03/10/2014 (11:39:24)
harleysta... ma parli sul serio? Il problema dei costi non lo vedo perché qui si parla di salvare vite umane. Voglio fare un esempio: ti laveresti le mani con un acido corrosivo ma senza guanti? I guanti per rischio chimico costano tanto!!!
Concordo con Ivan!!
Rispondi Autore: Eugenio Roncelli immagine like - likes: 0
03/10/2014 (12:08:13)
Invece di fare commenti inutili (e tra l'altro errati, perché gli infortuni, anche se sempre troppi, stanno diminuendo), perché "harleysta" non propone qualche soluzione, oppure ci indica quali migliori metodi di sicurezza c'erano prima dell'emanazione di 626/494 e 81/08.
Purtroppo, la cultura della sicurezza è ancora lontana: ancora oggi mi sento chiedere "soldi", se pretendo i normali DPI sui cantieri (DPI che sono prescritti non per il "cantiere", ma per l'attività stessa e sono definiti nel DVR)
Rispondi Autore: Francesco Fantini immagine like - likes: 0
03/10/2014 (17:34:29)
calmi tutti...
gli infortuni sono calati perché non c'è lavoro, re si ragionava in /100 ora ragioniamo in /70, matematicamente inserisci il numeratore poi ragguaglia a /100 e vedrai.
quello che si vede in foto è frutto del lavoratore stesso, quello che quando si fa male (ma non muore) si fa supportare dai sindacati e poi fa una causa civile al Datore di Lavoro perché non gli ha dato il DPI giusto (tanto non lo avrebbe indossato comunque...)
Rispondi Autore: Alessio immagine like - likes: 0
06/10/2014 (07:46:47)
Francesco ha proprio ragione ...
Rispondi Autore: Luca immagine like - likes: 0
09/10/2014 (10:12:09)
Però non ci siamo...
Siamo davvero tutti convinti che sia solo colpa del folle che si è messo a lavorare ?
Ma CHI lo ha mandato a fare quel lavoro DA SOLO si è reso davvero conto di COSA doveva fare ed a QUALI RISCHI quella persona sarebbe stata esposta? Sicuramente è una questione di cultura della sicurezza, ma personalmente penso che, oltre che evidentemente essere carente per il lavoratore, sia soprattutto carente in chi ha comandato il lavoratore di svolgere quelle attività senza evidentemente garantire alcuna ORGANIZZAZIONE del LAVORO al fine della prevenzione degli infortuni.
Rispondi Autore: Francesco immagine like - likes: 0
01/12/2014 (18:07:14)
caro Luca
ovviamente non è solo colpa dell'operaio, io insisto nel professare che i committenti (pur di risparmiare) mandano su chicchessia, con qualunque esperienza.
Non conoscono le proprie responsabilità, figuriamoci poi negli interventi dove non c'è il CSP ed il CSE, e chi li informa?
Poi, ti dirò, anche una volta informati, se ne fregano altamente, IL LAVORO DEVE COSTARE POCO se mi metto a cercare la ditta qualificata (idoneità tecnico-professionale art. 90 comma 9 lett. a)) sai che costi - fermo restando che per me una iscrizione CCIAA, un elenco di conformità delle attrezzature e di DPI e magari qualche attestato (PLE, DPI 3^ cat. ecc.) - non mi dicono se l'operaio è un FOLLE.
Esamina il caso: probabilmente in foto è riportato un intervento che non prescrive il CSP/CSE (pare eseguito da un lavoratore autonomo), con buona probabilità il fabbricato non è nemmeno dotato di Fascicolo dell'Opera, chi glielo dice al committente cos'è il Testo Unico - solo la sua coscienza; se poi parliamo di mia mamma (90 anni a gennaio) l'unica ipotesi organizzativa si conclude con un buon caffè ed il pagamento cash.
Quello che va sulla copertura, invece, non ha visto la guerra (al massimo Rambo) e si comporta come quest'ultimo.
Se fai il lattoniere, l'antennista, lo spazzacamino o installi pannelli solari e/o fotovoltaici DEVI sapere quali sono i rischi di caduta dall'alto e ti devi muovere di conseguenza; l'atletico che si vede in foto non sa neanche cos'è una imbragatura...figuriamoci il resto!
Ed è sì l'unico responsabile del suo operato (anche se davanti al Giudice ci andrà anche il committente - la legge non ammette l'ignoranza).
Nessuno lo ha COMANDATO.
Tu non attraversi l'autosole bendato solo perché ti hanno detto di farlo, vero?

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