Negli accordi saranno introdotti nuovi parametri obbligatori per quanto attiene la prima formazione ai lavoratori sulla sicurezza: questa dovrà essere effettuata con corsi minimo di 8 ore (basso rischio) per passare a 12 ore (medio rischio) e 16 ore (alto rischio) con un ulteriore obbligo di corsi di aggiornamento di 8 ore nel quinquennio successivo.
Per quanto riguarda invece la
formazione dei datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, il nuovo accordo andrà a sostituire le indicazioni dell’articolo 3 del Decreto Ministeriale 16 gennaio 1997, introducendo anche in questo caso, obblighi di aggiornamento quinquennali (da 12 a 20 ore). I corsi sono articolati in tre differenti livelli di rischio (da individuare in riferimento al settore Ateco di appartenenza dell’azienda): basso (durata minima di 16 ore), medio (32 ore) e alto (48 ore).
Anche per la formazione dei dirigenti saranno inseriti importanti obblighi in termini di durata partendo da almeno 16 ore di corso.
Inoltre sono stati previsti percorsi formativi anche per i lavoratori autonomi, così come individuati dall’articolo 21 del decreto 81/2008.
Il problema che faccio rilevare è che in tale ipotesi di accordo viene esplicitamente fatto divieto di effettuare tali corsi di formazione attraverso una metodologia didatticamente molto efficace e nello stesso tempo economica per le imprese: la FAD (formazione a distanza, o e-learning, o formazione on-line che dir si voglia), salvo che per gli aggiornamenti quinquennali e per altri utilizzi minimali.
La formazione a distanza è una metodologia oramai affermata e sperimentata (un esempio per tutti: la
FAD prevista dal sistema ECM, Educazione Continua in Medicina del Ministero della Salute) che coniuga le esigenze formative con quelle di gestione aziendale, consentendo l’erogazione della formazione nei tempi e negli spazi più consoni al lavoratore e alle esigenze del ciclo lavorativo (potendo infatti diluire nei giorni e nei luoghi le sessioni formative, senza la rigidità degli orari di un incontro in aula). Metodologia particolarmente adatta ai percorsi formativi dei lavoratori nelle attività a BASSO RISCHIO.
Non esiste alcuna motivazione scientificamente accettabile a sostegno della logica di tale provvedimento in quanto escludere la possibilità di ricorrere a sistemi di formazione a distanza (FAD) per effettuare la formazione ai lavoratori è di fatto una presa di posizione arcaica che non mette al centro l’obiettivo (effettuare una formazione efficace sulla sicurezza a milioni di lavoratori) quanto meri interessi di bottega e risponde a logiche di difesa di posizioni privilegiate.
Nell'accordo è stata esclusa la FAD per i lavori a basso rischio (se non per una minima parte nel modulo “formazione generale”). Vengono così obbligate all’aula attività formative come il rischio videoterminali che per loro natura si prestano perfettamente alla formazione a distanza, evitando spostamenti e costi elevati ma conservando l’efficacia formativa. Si tratta di milioni di lavoratori, generalmente del terziario, di fascia culturale superiore, che utilizzano Internet come strumento di quotidiano lavoro, come avviene per assicurazioni, banche, software house, professionisti, pubblica amministrazione, uffici pubblici e privati. La formazione generale dei lavoratori (4 ore) è stata divisa a metà, due ore in FAD e due ore in aula, con la conseguente impossibilità di un progetto formativo organico e strutturato, come sarebbe stato possibile con una scelta non pasticciata.
Per quanto concerne il controllo sulle attività formative a distanza, erano state offerte tutte le metodologie e le garanzie affinché la Pubblica Amministrazione potesse esercitare efficacemente il suo diritto-dovere di controllo, sia in fase di accreditamento dei soggetti formatori, sia in fase di controllo diretto sull’effettività della formazione a distanza.
La “vera” formazione a distanza scientificamente e rigorosamente erogata, non deve quindi essere confusa con la “vendita” on line degli attestati che aziende senza scrupoli offrono sul mercato.
Quello che probabilmente sfugge è anche l’impatto che tale provvedimento potrà anche avere a livello economico sulle imprese in termini di costi e blocco di produzione. Se ipotizzassimo che i 5.226.814 dipendenti degli associati CONFINDUSTRIA fossero tutti in aziende a basso rischio e dovessero fare solo 8 ore di formazione in aula (e non quindi le 12 o 16 del medio o alto rischio) si parla di OLTRE 41 MILIONI ore di lavoro non lavorate, a cui si debbono aggiungere i costi per la formazione e i costi e i disagi relativi alla logistica, trasferte, fermo attività, riorganizzazione turni, ecc.
Questo conteggio non considera tutti i lavoratori del settore artigianato, commercio, agricoltura, pubblica amministrazione, studi professionali, ecc.
Senza considerare che tutti i dirigenti dovranno ricevere minimo 16 ore di formazione in aula e spostarsi quindi dalla sede di lavoro per due giornate.
Con tutta franchezza, penso che si sia scelto di riservare sostanzialmente tutta la formazione ad un circolo chiuso di interessi, che peraltro non sempre offre garanzie sul piano scientifico e dell’efficacia formativa. L’assoluta abnormità è che nel processo decisionale un ruolo importantissimo, se non decisivo, sia riservato a lobby della formazione, anche pubbliche e sindacali, che della formazione sono i principali dispensatori diretti, con importantissimi ritorni sul piano economico.
A questi interessi, con il contorno di Enti paritetici, bilaterali, Comitati, la FAD appare sacrificata, con una ammissione esclusivamente di facciata, che salvi la forma ma che esclude nella sostanza, continuando così quella prassi tutta italiana che nega il mercato, la concorrenzialità e quindi la crescita e la qualità in settori in cui gli interessi di pochi inducono a prediligere le “riserve di caccia”.
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ALLEGATI
1. Valore e qualità della formazione a distanza come strumento moderno ed efficace per lo sviluppo delle imprese.
2. IL RIGORE DIDATTICO DI UN SISTEMA DI FAD DI ECCELLENZA SULLA SICUREZZA
ALLEGATO 1
Valore e qualità della formazione a distanza come strumento moderno ed efficace per lo sviluppo delle imprese.
Dopo il Consiglio Europeo di Lisbona - la formazione a distanza (e-learning) si è imposta con sempre maggior forza nei piani educativi della Commissione Europea, con tre specifiche iniziative:
- EEurope, che ha sviluppato un piano specifico sull'e-learning nel 2005;
- Education and Training 2010, con l'obiettivo di sviluppare nuovi servizi di supporto alla formazione;
- eLearning Initiative, area di progetti specifici per l'e-learning, con l'obiettivo di creare nell'Europa comunitaria un realtà di formazione continua.
Il lavoro delle Commissioni comunitarie (documento 1) è raccolto dal sito
www.elearningeuropa.info, il sito ufficiale della Commissione Europea specificamente dedicato all’e-learning.
Sempre a livello di governo Europeo sono anche stati avviati degli importanti progetti (documento 2) a favore dell'e-learning: Socrates/Minerva, che copre tutte le aree dell'educazione e della formazione svolta con tecnologie informatiche, e Leonardo Da Vinci, essenzialmente rivolto allo sviluppo di progetti di formazione continua, e sono oggi attivi per il 2010 nuovi programmi finalizzati alla formazione permanente (documento 3).
Il forte interesse del Governo Europeo per le opportunità della formazione a distanza è stato recepito in questi anni dal Governo Italiano a più riprese (documento 4), sia a livello di amministrazione centrale, con numerose iniziative relative alla formazione a distanza attive presso diversi ministeri (Salute; Istruzione Università e Ricerca; Pubblica Amministrazione e Innovazione – documenti 5, 6 e 7 - Lavoro e Politiche Sociali), sia a livello di amministrazione periferica , con le diverse e valide esperienze di formazione a distanza riferite a numerosi settori professionali e svolte, in modo autonomo, dalle diverse Regioni italiane (documento 8).
A tutte queste iniziative di formazione a distanza realizzate dal Governo, dalle Regioni o dai comuni si sono anche affiancate le iniziative realizzate da organizzazioni sindacali di categorie diverse, che hanno immediatamente intuito e valorizzato ai loro fini le potenzialità della formazione a distanza (documenti 9 e 10).
Nonostante tutto questo lavoro per far crescere – anche attraverso lo strumento della FAD – la formazione dei lavoratori delle imprese italiane, nel 2008 la media europea delle imprese che hanno offerto formazione ai propri dipendenti è pari al 60%, mentre l’Italia raggiunge appena il 32%, collocandosi al terzultimo posto in Europa, con una performance che ci avvicina a quelle registrate nei paesi neocomunitari.
In quest’ambito, la formazione a distanza relativa alla salute e sicurezza sul lavoro mostra una particolare duttilità che ne esalta l’efficacia, consentendo una formazione corretta e completa senza bisogno di spostamenti dal luogo di lavoro. La FAD permette, inoltre, per le sue peculiarità di somministrazione, un miglior livello di formazione ed un maggior controllo delle stesse attività formative, sia in termini di valutazione che di certificazione.
Sono attivi ormai da tempo, in Italia, sia da parte di diverse organizzazioni sindacali, sia da parte di organizzazioni private, numerosi corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro erogati a distanza, prevalentemente attraverso piattaforme elettroniche (documenti 13 e 14) che godono del sostegno governativo.
Costituiscono un significativo esempio i corsi sulla sicurezza proposti dal Politecnico di Milano in collaborazione con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali (documento 15) ed i corsi realizzati con la modalità della formazione a distanza all'interno dei programmi ECM (Educazione Continua in Medicina) (documento 16).
Per regolare e potenziare queste iniziative alcuni enti locali – in primis la Regione Lombardia (documento 17) si sono addirittura dotati di proprie linee guida per regolamentare le attività di formazione a distanza dei soggetti accreditati.
Va sottolineato che nell’ambito della formazione – e specificamente della salute e sicurezza sul lavoro – esistono in Italia aziende leader impegnate, da oltre dieci anni con professionalità di eccellenza e con cospicui investimenti, che producono progetti formativi specialistici sulla sicurezza sul lavoro, che hanno riscosso importanti successi sia sul piano interno che su quello internazionale.
In una situazione di diffusa difficoltà dell’economia globale, ed in vista di una ripresa più o meno lontana, più o meno difficile ma che certamente premierà la conoscenza, la competenza e la professionalità, di cui la sicurezza è componente essenziale, la formazione a distanza si configura come un asset strategico, ovviamente negli ambiti naturali e compatibili, da sostenere e da valorizzare, seguendo le indicazioni sovranazionali e le positive intuizioni che a tutti i livelli – dal Governo alle Regioni – si stanno sviluppando in Italia.
Alcuni siti di riferimento sulla formazione in Italia, con particolare attenzione agli aspetti di formazione a distanza.
http://www.innovazione.gov.it Sito ufficiale del Ministro per l’innovazione e le tecnologie dove si possono consultare i testi delle direttive emanate dal Ministro e la documentazione prodotta a livello istituzionale relativo all’uso dell’ICT (Information and Communication Technology) nel settore della formazione.
http://www.cnipa.it Sito del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione. La sezione “e-learning” contiene informazioni sulle attività svolte dal Centro in materia.
http://formazione.formez.it Area del sito Formez, istituto che opera a livello nazionale e risponde al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio, che fornisce assistenza tecnica e servizi formativi e informativi soprattutto alle amministrazioni locali.
http://www.sicurfad.it l sito dedicato all'informazione e alla formazione a distanza sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro del distretto toscano di Prato.
www.elearningeuropa.info Il sito della Commissione Europea specificamente dedicato all’e-learning con migliaia di documenti e ricerca sull’e-learning.
www.elearningpapers.eu Sito che promuove l’uso dell’ICT nella formazione permanente in Europa e raccoglie tutti i papers e le ricerche relative ai progetti in corso nei diversi paesi dell’unione.
1_E-learning_Quality_in_SMEs.pdf - FAD in ECM.pdf
2_State art elearning europe.pdf
3_Consiglio unione europea-formazione 2010.pdf
4_Strategia di lisbona.pdf
5_Direttiva 6 agosto 2004.pdf
6_direttiva_elearning.PDF
7_Vademecum realizzazione progetti formativi.pdf
8 - Rapporto al Parlamento 08 - 11feb.pdf
9_Modelli e metodologie per la formazione continua.pdf
10_Guida ai metodi per innovare la formazione.pdf
11_Elearning_Quality_EN.pdf
12_abstract_osservatorio_e-learning2006.pdf
13_Dispositivo_FAD_apprendisti_sondrio_2008.pdf
14_il futuro dell'elearning_METID.pdf
15_apprendo_impatto elearning.pdf
16_FAD in ECM.pdf
17_Regione Lombardia linee guida per la formazione a distanza.pdf
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ALLEGATO 2
IL RIGORE DIDATTICO DI UN SISTEMA DI FAD DI ECCELLENZA SULLA SICUREZZA
1 LA PIATTAFORMA
Un sistema FAD si appoggia su una piattaforma tecnologica appositamente progettata al fine di erogare corsi on-line. E' importante che la piattaforma sia stabile dal punto di vista software e si appoggi su infrastrutture informatiche adeguatamente strutturate per reggere il traffico degli utenti e sicure per garantire la tutela dei dati personali trattati.
2 LA PROGETTAZIONE DEI CONTENUTI
La qualità e l'efficacia di un sistema di formazione on-line dipende soprattutto da come sono stati progettati i contenuti del corso. E' importante rispettare le richieste minime di legge (laddove esistenti) e progettare un corso che sia in grado di comunicare con chiarezza ed efficacia all'utente. E' auspicabile la compilazione di un test di comprensione linguistica (soprattutto per utenti stranieri) prima che questi possano accedere al corso. Il docente deve utilizzare un linguaggio chiaro e comprensibile; le slides devono essere facilmente leggibili; i filmati di approfondimento debbono essere realizzati con professionalità e rendere chiaramente comprensibili gli esempi a cui si riferiscono; i documenti di approfondimento debbono essere chiari, ricchi di illustrazioni e non eccessivi in termini di dimensione; i test di verifica dell'apprendimento debbono essere ricchi di domande progettate in modo che non siano eccessivamente complesse ma nemmeno banali, adeguate ed inerenti ai contenuti delle lezioni e in numero almeno doppio rispetto a quelle visualizzate dall'utente in modo da garantire l'impossibilità di proporre test uguali in caso di mancato superamento da parte dell'utente; la durata del corso deve rispondere alle richieste di legge; la durata deve essere misurata calcolando i tempi di fruizione da parte di un utente medio; il tempo di fruizione si misura calcolando quanto questo ci impiega a prendere visione dei vari componenti del corso senza applicare nessun coefficiente inventato (ad es. assumendo che un'ora di FAD equivale a 2 ore d'aula)
3 IL TUTORAGGIO
L'attività didattica on-line deve sempre essere assistita da un tutor a disposizione dell'utente per rispondere ad eventuali quesiti e per farlo sentire tranquillo che qualcuno lo sta assistendo nel suo percorso didattico. La reportistica dell'attività degli utenti è disponibile in formato elettronico e questo consente il grande vantaggio di effettuare statistiche ed analisi sull'andamento dei corsi da parte dell'amministratore di sistema.
4 IL RIGORE DIDATTICO
E' di fondamentale importanza che il sistema FAD sia progettato per offrire il massimo rigore didattico tecnicamente possibile. Ogni componente didattico del corso deve essere visto per intero dall'utente per essere dato per acquisito dal sistema. I test debbono essere progettati in modo rigoroso perchè in caso di non superamento l'utente si trovi con un test diverso dal precedente. Il superamento del test di verifica deve avvenire soltanto con la percentuale di sufficienza considerata necessaria per il tipo di corso (almeno l' 80% di risposte esatte) da parte dell'utente. Tale controllo di sistema non può in alcun modo essere by-passato dall'utente.
In alcune tipologie di corsi sono previste esercitazioni scritte da parte dell'utente che debbono essere controllate dal tutor prima di consentire all'utente la prosecuzione o la chiusura del corso.
5 L'ARCHITETTURA TECNOLOGICA
Un sistema FAD deve essere stabile nel tempo e funzionare anche in caso di picchi di utenti che vi si collegano. E'importante quindi che l'infrastruttura tecnologica su cui si appoggia sia ben strutturata e ben assistita in server farm che garantiscano continuità del servizio h24, idonei sistemi di back-up e di ripristino, connettività suppletive ed alternative in caso di cadute di linea o picchi di traffico e sistemi di gestione dei dati contenuti tali da garantirne riservatezza.
6 LA DOCUMENTAZIONE
L'iscrizione dell'utente avviene attraverso un modulo di assunzione di responsabilità dell'azienda committente rispetto al fatto che si impegna a:
- rendere disponibili all'utente le attrezzature necessarie alla fruizione del corso
- vigilare perchè questa avvenga in orario di lavoro
- vigilare perchè solo l'utente iscritto segua il corso
L'esito del test di verifica finale della formazione, che riporta l'elenco delle domande e delle risposte, i dati dell'utente, il titolo del corso e la data di chiusura viene stampato dall'utente e deve essere firmato e consegnato all'azienda. L'utente in questo modo autocertifica di avere compilato personalmente il test di verifica e di avere seguito il corso.
Un sistema FAD progettato in modo idoneo consente l'estrazione dei LOG dell'utente ovvero del numero delle volte in cui egli è entrato nel sistema didattico con data, ora e durata della connessione, tali dati possono essere stampati
7 IL CONTROLLO DELL'ATTIVITA' DIDATTICA
Un sistema FAD adeguatamente progettato consente la possibilità da parte di un organismo di vigilanza di operare attività di verifica on-line su ciascun utente.
L'amministratore dei corsi deve avere la possibilità di controllare in ogni momento la situazione del percorso formativo dell'utente, accedendo ai dati dei LOG dell'utente ovvero il numero delle volte in cui egli è entrato nel sistema didattico con data, ora e durata della connessione; i corsi, le unità didattiche e le singole parti del corso svolte con i dati di valutazione dell'efficacia del corso svolto.
Tale attività di verifica potrebbe essere svolta a titolo oneroso con costi a carico dell'ente erogatore della formazione.
8 IL MERCATO
Piuttosto che intervenire con divieti sarebbe più utile proporre la creazione di appositi albi degli enti accreditati autorizzati ad erogare servizi professionali di FAD, cosa che consentirebbe di eliminare quei soggetti che agiscono nel mercato in modo illegale vendendo attestati a fronte di nessuna azione didattica ad essi collegati
9. DEMO