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Fornitori e sicurezza: la gestione del rischio della Supply Chain

Fornitori e sicurezza: la gestione del rischio della Supply Chain
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Trasporti e magazzinaggio

05/02/2024

Una tesi di laurea si sofferma sulla definizione di criteri ambientali e di salute e sicurezza nella gestione del rischio della Supply Chain. La tesi di laurea, la catena di fornitura, i rischi e la selezione dei fornitori.

Brescia, 5 Feb – Secondo una definizione - Chopra et al, (2012) - la Supply Chain è costituita “da tutte le parti coinvolte, direttamente o indirettamente, nel soddisfare una richiesta del cliente. Essa comprende non solo il produttore e i fornitori, ma anche i trasporti, i magazzini, i rivenditori e persino i clienti stessi. All'interno di ogni organizzazione, la catena di fornitura include tutte le funzioni necessarie per ricevere e soddisfare una richiesta del cliente. Queste funzioni includono, ma non sono limitate a, lo sviluppo di nuovi prodotti, il marketing, le operazioni, la distribuzione, la finanza e il servizio clienti”.

E il monitoraggio dei fornitori è considerata un’attività fondamentale per “la gestione del rischio nella Supply Chain ed ha un grande impatto sulle prestazioni delle organizzazioni aziendali nonché sull’intera filiera di fornitura”.

Dalle ricerche e pubblicazioni sulla valutazione e selezione dei fornitori risulta che, “oltre ai criteri tradizionali legati agli aspetti economici e di qualità, le aziende hanno iniziato a concentrarsi su questioni relative alla salute e sicurezza sul lavoro e impatti ambientali anche nelle loro operazioni di Supply Chain”.

 

A ricordarlo e a soffermarsi sulle problematiche, sui rischi e sulla valutazione e selezione dei fornitori è una tesi di laurea che è stata premiata all’edizione 2020 del “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità” che organizza la Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione AiFOS e la partnership, dal 2022, di PuntoSicuro.

 

La tesi “Definizione di criteri ambientali e di salute e sicurezza nella gestione del rischio della Supply Chain: caso studio Leroy Merlin Italia” è stata elaborata, nell’anno accademico 2019/2020, da Eleonora Bonacchi per il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della Sicurezza Civile e Industriale (Dipartimento di Ingegneria Industriale DII, Università degli studi di Padova). Una tesi che ha l’obiettivo di “esplorare gli aspetti di salute e sicurezza e ambiente nella gestione del rischio della Supply Chain e d’introdurre i criteri di HSE (Health, Safety & Environment) “nella valutazione e selezione dei fornitori affidandogli, nell’ambito del processo, un ruolo di primo piano”.

E al fine di studiare la fattibilità di utilizzo e l’utilità di questi criteri viene applicato lo studio ad un caso concreto relativo ad un’azienda. E si utilizza il processo gerarchico analitico (AHP) che “è una metodologia multicriterio che fornisce una struttura gerarchia utile a prendere decisioni efficaci in situazioni decisionali complesse”.

 

 

Per presentare la tesi di laurea ci soffermiamo sui seguenti argomenti:


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Supply chain: tesi di laurea, security e safety

La tesi segnala che sta aumentando l’attenzione alla gestione del rischio, connesso agli aspetti di salute e sicurezza e ambiente, legandoli anche alle operazioni di Supply Chain. E uno degli aspetti cruciali della gestione del rischio della supply chain “è la selezione dei fornitori, avendo lo stesso un peso assai rilevante sull’intera strategia di business aziendale”.

 

Riprendiamo dalla tesi una figura che mostra il processo generico della Supply Chain:

 

 

Nel primo capitolo della tesi si introduce il concetto di “gestione del rischio nella supply chain”, analizzando e specificando il concetto e fornendo gli elementi necessari per comprendere l’ambito in cui la disamina viene effettuata. Vengono, quindi, “messi in correlazione i due concetti cardine: da un lato la gestione del rischio e, dall’altro, la supply chain, specificandoli e studiandoli nello specifico”.

Nel secondo capitolo si acquisiscono le fonti più rilevanti nell’ambito d’interesse: viene effettuata “un’analisi di letteratura attraverso la consultazione dei principali canali di ricerca scientifica”.

 

Il terzo capitolo si sofferma su un caso studio pratico per l’applicazione di quanto riportato nella tesi. E infine nel quarto capitolo viene esplicata la metodologia scelta per il processo di valutazione e selezione dei fornitori - c.d. Analytic Hierarchy Process (AHP) - una metodologia multicriterio che consente di effettuare “dei confronti a coppie tra i criteri di modo da poter valutare le varie alternative ed ottenere il c.d. goal, in altri termini il raggiungimento dell’obiettivo che, nel nostro caso, è la scelta del miglior fornitore”.

Nel quinto capitolo la metodologia AHP è, infine, applicata al caso studio.

 

In particolare si segnala che nella realtà odierna generalmente le imprese “sono solite associare il concetto di sicurezza nella gestione del rischio nella Supply Chain al termine security, ovverosia al concetto di sicurezza da intendersi come contrasto ai furti, dirottamento dei carichi, cyber-minacce etc.; per cui le operazioni svolte in questo settore riguardano soprattutto il controllo degli accessi, la videosorveglianza e operazioni similari”. Per queste ragioni nella tesi si è ritenuto interessante ed utile “studiare l’altra declinazione del termine sicurezza, quella assimilabile al termine inglese safety, da considerarsi come salute e sicurezza sul luogo di lavoro”, inserendo poi anche il concetto di ambiente e “valutando l’evoluzione del processo di selezione dei fornitori una volta preso in considerazione anche il criterio di HSE”.

 

Supply chain: la catena di fornitura e i rischi

Veniamo brevemente a soffermarci sui differenti rischi in Supply Chain.

 

Se la catena di fornitura consiste “nell'insieme di processi e attività che spostano il prodotto lungo la catena di fornitura, dai fornitori iniziali al cliente finale”, il rischio in questa catena “consiste in ogni fattore che potrebbe influenzare il flusso pianificato di tale prodotto (Waters, 2011, p. 7-8)”. Tali rischi possono essere “molto diversificati, complessi e provenienti da fonti diverse. È importante quindi riconoscerli per avere una maggiore comprensione di come hanno origine e gli impatti che potrebbero avere sull’azienda”.

 

Si segnala che, nelle sue ricerche, “Elkins et al. (2008) hanno identificato una vasta gamma di rischi che hanno suddiviso in quattro macro gruppi:

  • Operational Risk (incidenti di Salute e Sicurezza sul lavoro; interruzione servizi di comunicazione, elettrici, acqua ed energia, violenza sul luogo di lavoro; attacchi cibernetici etc.)
  • Hazard Risk (esposizione all’asbesto, disastri naturali, epidemie, collasso strutture ed edifici etc.)
  • Strategic Risk (es. perdita di proprietà intellettuale, nuovi competitor etc.)
  • Financial Risk (recessione economica, prezzo del carburante, tasso di credito e debito, instabilità mercato finanziario, modifiche nella regolamentazione ambientale).

 

Negli ultimi anni – continua la tesi - con l’inizio della globalizzazione, “la gestione della Supply Chain è diventata sempre più vasta e complessa. Le aziende infatti stanno esternalizzando una moltitudine di aspetti della loro attività a reti di fornitori distribuite a livello globale con la conseguenza che il processo di produzione è diventato molto più complesso di una semplice catena di montaggio. Oggi i produttori devono gestire più linee di prodotti, ciascuna assemblata con parti provenienti da fornitori differenti che a loro volta, nella maggior parte dei casi, richiedono sub-fornitori. In virtù di questa globalizzazione le aziende sono, inevitabilmente, più esposte a rischi che siano essi derivanti dalla probabilità di subire le conseguenze di eventi avversi come disastri naturali, dall’instabilità politica ed economica, dalle interruzioni dell’offerta etc. (Savitz, 2012)”.

 

E si comprende come il rapporto con altre realtà internazionali implichi “un aumento dei rischi legati soprattutto a fattori etici, sociali ed ambientali dai quali ne conseguono danni reputazionali che possono compromettere la stabilità dell’intera filiera”.

 

Supply Chain Risk Management e selezione dei fornitori

La tesi sottolinea poi che “una delle pratiche essenziali nella gestione del rischio della catena di fornitura (SCRM) è la gestione della catena di fornitura”. E nel contesto della gestione del parco fornitori, “la mitigazione del rischio di selezione dei fornitori può ridurre sostanzialmente il rischio stesso della Supply Chain”.

 

Nell’ambito della SCRM è possibile definire un modo per allocare “nel migliore dei modi gli ordini per le parti tra diversi potenziali venditori o fornitori al fine di soddisfare la domanda dei consumatori con basso costo, migliore qualità e meno rischio di interruzione della catena di fornitura. Da qui, l'importanza assunta dalla selezione dei fornitori, che è divenuto un aspetto di primaria rilevanza nella gestione del rischio della catena di fornitura tanto da attirare l'attenzione di molti accademici ed esperti nel tentativo di stabilire un processo di selezione dei fornitori valido e impeccabile”.

 

Un ricercatore - Mohtasham et al. (2015), asserisce che “la maggior parte dei rischi coinvolti nella Supply Chain sono causati da un fallimento a livello del supplier” e, sostenendo questa visione, ha “proposto un quadro di selezione dei fornitori che può affiancare le aziende ad avere una corretta selezione dei fornitori riducendo il rischio nella Supply Chain”.

 

Ad esempio una società di consulenza ha elencato “alcuni dei rischi legati alla selezione dei fornitori in un’ottica di SCRM (Leong et al, 2016) che, a loro detta, possono essere:

  • Reputational Risk (rischio reputazionale): il rischio reputazione coinvolge l’organizzazione a causa di problematiche relative alla sicurezza o qualità del fornitore ma anche delle pratiche commerciali ed ambientali. Infatti con reputazione si intende un insieme di caratteristiche quali credibilità, impegno rispetto alle obbligazioni sottoscritte, prestigio, affidabilità, competitività e stabilità. Il rischio reputazionale è pertanto generato dalla violazione di alcune di queste”.
  • Resilience risk (rischio di resilienza): “il rischio che un guasto del fornitore si traduca in un’interruzione del servizio al cliente.
  • Information security and privacy (informazioni di sicurezza e privacy): il rischio che i dati sensibili, inclusi quelli dei clienti, siano compromessi da una violazione o da un guasto della sicurezza informatica nell’azienda del supplier.
  • Regulatory risk (rischio di conformità normativa): il rischio di non conformità ai requisiti normativi o agli impegni commerciali associati ad accordi di approvvigionamento.
  • Commercial risk (rischio commerciale): il rischio di perdite finanziarie o superamento dei costi a causa di accordi di approvvigionamento mal gestiti o guasti dei fornitori”.

 

Rimandando alla lettura integrale della tesi che si sofferma anche sulla identificazione, analisi e mitigazione dei rischi e che vuole spostare l’attenzione sui “criteri di scelta dei fornitori” che possono dirsi “i pilastri fondamentali su cui deve poggiare un’Azienda”, riportiamo uno stralcio delle conclusioni dell’autore.

 

Si indica che “considerando la complessità della questione relativa alla selezione dei fornitori, la metodologia AHP può essere considerata come uno strumento ideale ed efficace per ottimizzare la strategia intrapresa dalle aziende nel valutare le performance della catena di fornitura”. E sebbene la metodologia AHP sia ampiamente utilizzata “l’elemento innovativo, in questo studio, è senza dubbio il coinvolgimento del criterio di salute e sicurezza e del criterio ambientale”.

 

Concludiamo ricordando che la tesi è scaricabile anche attraverso il portale BTS “ Biblioteca Tesi Sicurezza”, una biblioteca virtuale dedicata alle tesi di laurea in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità che hanno partecipato al “Premio tesi di laurea” dal 2013 ad oggi.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Definizione di criteri ambientali e di salute e sicurezza nella gestione del rischio della Supply Chain: caso studio Leroy Merlin Italia”, tesi realizzata, nell’anno accademico 2019/2020, da Eleonora Bonacchi per il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della Sicurezza Civile e Industriale - Dipartimento di Ingegneria Industriale DII - Università degli studi di Padova – Relatrice Prof.ssa Anna Mazzi (formato PDF, 3.37 MB).

 

 

Il link per accedere alla Biblioteca Tesi Sicurezza.

 



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