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Rischio diisocianati: i lavoratori esposti e gli effetti sulla salute

Rischio diisocianati: i lavoratori esposti e gli effetti sulla salute
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

29/09/2025

Un intervento si sofferma sui diisocianati fornendo informazioni sui dati epidemiologici, sui rischi per la salute e sulla sorveglianza sanitaria. Focus sulle attività più esposte e sui principali effetti sulla salute.

Rischio diisocianati: i lavoratori esposti e gli effetti sulla salute

Un intervento si sofferma sui diisocianati fornendo informazioni sui dati epidemiologici, sui rischi per la salute e sulla sorveglianza sanitaria. Focus sulle attività più esposte e sui principali effetti sulla salute.


Milano, 29 Set – Come ricordato nel seminario CIIP "  Diisocianati e Poliuretani: un tema importante" (Milano, 20 marzo 2024), i diisocianati sono un gruppo chimico utilizzato nei luoghi di lavoro trasversalmente a molti settori produttivi. E l’esposizione a diisocianati è una delle principali cause di asma occupazionale in Europa.

In particolare, il e l’esametilen disocianato (HDI) “rappresentano il 95% del volume di vendita nella Comunità europea”.

 

Torniamo dunque a parlare, con riferimento alle relazioni al convegno di Milano, di rischio chimico e cancerogeno e delle novità connesse al Regolamento 2020/1149 del 3 agosto 2020 recante modifica dell’allegato XVII del Regolamento REACH per quanto riguarda i diisocianati.

 

Ci soffermiamo oggi, in particolare, sull’intervento “I diisocianati: dati epidemiologici, rischi per la salute, sorveglianza sanitaria”, a cura del Dott. Stefano Biancini, medico competente ANMA.

 

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • Le attività che espongono i lavoratori al rischio diisocianati
  • Il rischio diisocianati e gli effetti sulla salute


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Rischio chimico - 45 minuti
Lavoratori - Rischio chimico - 45 minuti
Informazione ai lavoratori sui rischi specifici ai sensi dell'articolo 36 del Decreto Legislativo 81 del 2008

 

Le attività che espongono i lavoratori al rischio diisocianati

Il relatore ricorda, in premessa, che i diisocianati “sono il materiale di partenza per la realizzazione di poliuretani” e tra i più utilizzati si trovano il TDI (toluen diisocianato) e MDI (metilen difenil diisocianato), “dotati di tossicità intrinseca”.

 

Si ricordano poi le restrizioni all’utilizzo contenute nel Regolamento REACH (ALLEGATO XVII - Restrizione REACH n° 74 – Regolamento UE 2020/1149) e si ricorda che i diisocianati li troviamo nelle “schiume, colle/adesivi, vernici, sigillanti/isolanti/resine”.

 

Si ricordano poi le dimensioni del «problema», riguardo al mercato mondiale dei poliuretani, e si riportano alcuni numeri sugli esposti in Europa: “4.200.000 lavoratori esposti”.

 

Queste alcune delle attività che possono esporre i lavoratori nelle costruzioni civili e industriali:

  • “Impiantistica
  • Serramentistica
  • Carpenteria
  • Cappottistica
  • Imbiancatura”

 

Si indica che, in questo caso, “l’80-90% delle aziende utilizzano diisocianati con il 20-50% dei lavoratori esposti”.

 

Questa altre attività con possibile esposizione nell’automotive professionale e industriale:

  • “Carrozzeria e car wrapping
  • Componentistica e guarnizioni
  • Tappezzeria e insonorizzazioni interni”

In questo caso il “90% delle aziende utilizzano Diisocianati con il 10% dei lavoratori esposti”.

 

Parliamo poi di pelletteria/calzaturiero professionale e industriale:

  • “Impermeabilizzazione
  • Colorazione
  • Sigillatura
  • Incollaggio”.

Qui il “95% delle aziende utilizzano diisocianati con il 50% dei lavoratori esposti”.

 

Altre esposizioni in altri settori:

  • “riparazioni e manutenzioni veicoli/macchinari/mobili (“30-95% delle aziende utilizzano Diisocianati con il 20-95% dei lavoratori esposti”):
    • “Verniciatura
    • Impermeabilizzazione
    • Sigillatura
    • Applicazione di adesivi
    • Operazioni manutentive”
  • tessile e dell’abbigliamento
    • “Produzione di vestiti, materassi in schiuma, guanti, costumi da bagno”
  • settore chimico
    • “Produzione di prodotti chimici a base organica, materie plastiche, gomma sintetica, pitture/vernici/rivestimenti/inchiostri da stampa/mastici, colle, fibre sintetiche/artificiali”
  • settore plastico e della gomma
    • “Produzione di materiali espansi rigidi e morbidi
  • legno e mobili
    • Produzione di fogli da impiallacciatura, pavimenti in parquet, articoli in sughero/paglia e mobili”
  • settore elettronico
    • “Produzione di computer e altri dispositivi elettronici”.

 

Il rischio diisocianati e gli effetti sulla salute

L’intervento si sofferma poi sugli effetti sulla salute, che possono essere acuti, cronici e cancerogeni.

 

Si parla di irritazione/danno vie aeree (“riduzione funzionalità respiratoria, edema polmonare, polmonite chimica, sovrainfezioni batteriche, asma bronchiale, morte”), ad esempio con riferimento, riguardo agli effetti acuti, a tosse e dispnea.

 

Riguardo agli effetti cronici si accenna alla sensibilizzazione respiratoria/cutanea, ad esempio con riferimento a:

  • asma bronchiale
  • dermatiti da contatto
  • alveolite allergica estrinseca.

 

Il relatore si sofferma poi sull’asma da isocianati, una “malattia infiammatoria polmonare”.

Si ripostano alcune informazioni:

  • fisiologia
    • ostruzione bronchiale reversibile
    • iperreattività bronchiale
    • infiammazione vie aeree
  • clinica
    • tosse secca
    • respiro sibilante
    • difficoltà respiratoria (immediata, ritardata, bifasica)

 

Si segnala che la broncopneumopatia professionale è una malattia tabellata (DM 10/10/2023).

Nelle slide il relatore riporta poi ulteriori informazioni epidemiologiche, eziopatogenetiche e indicazioni per la diagnosi.

 

Nella relazione – che non si sofferma sugli effetti cancerogeni - si parla anche di alveolite allergica estrinseca da isocianati/pneumopatia professionale (forma acuta, forma subacuta, forma cronica) e di dermatiti da isocianati/dermopatia professionale.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale dell’intervento che si sofferma su molti altri aspetti rilevanti:

  • soluzioni alternative, individuando anche i vantaggi e svantaggi, all’ uso dei diisocianati
  • l’importanza della prevenzione tecnica e della formazione (ad esempio con riferimento ai dispositivi di protezione collettiva, dispositivi di protezione individuale e monitoraggio ambientale)
  • l’importanza della sorveglianza sanitaria (visita medica, accertamenti integrativi, monitoraggio biologico, …).

 

Ricordiamo, infine, la recente Direttiva (UE) 2024/869 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 marzo 2024 recante modifica della direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e della direttiva 98/24/CE del Consiglio per quanto riguarda i valori limite per il piombo e i suoi composti inorganici e per i diisocianati.    

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

“I diisocianati: dati epidemiologici, rischi per la salute, sorveglianza sanitaria”, a cura del Dott. Stefano Biancini, medico competente ANMA, intervento al convegno “Diisocianati e Poliuretani: un tema importante”, Milano marzo 2024.

 

Scarica la normativa di riferimento:

Regolamento (UE) 2020/1149 della Commissione del 3 agosto 2020 recante modifica dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda i diisocianati.

 

 

Leggi gli altri articoli di PuntoSicuro sul rischio chimico

 



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