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La sorveglianza sanitaria e le informazioni contenute nell’allegato 3B

La sorveglianza sanitaria e le informazioni contenute nell’allegato 3B

Un intervento si sofferma sulla sorveglianza sanitaria in Lombardia attuata dai medici competenti e sul report di Regione Lombardia dei dati e delle informazioni contenute nelle comunicazioni secondo il modello dell’allegato 3B del decreto 81.

Milano, 6 Feb – Come ricordato nell’articolo “ Il piano nazionale prevenzione e il macrobiettivo su infortuni e malattie”, la Regione Lombardia, in collaborazione con le ATS lombarde, ha promosso (dal 23 al 27 ottobre 2023) una serie di eventi e convegni sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro in occasione della Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro.

 

Ci soffermiamo oggi sull’evento che si è tenuto nella mattinata del 27 ottobre 2023 dal titolo “La prevenzione dai rischi per la salute e sicurezza per una più ampia tutela in ambiente di lavoro e di vita” e, in particolare, su un intervento che può fornire utili informazioni sulla sorveglianza sanitaria attuata in Lombardia con attenzione a quanto riportato sui dati richiesti dall’Allegato 3B del Decreto legislativo 81/2008.

 

Nel presentare l’intervento l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

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OttoUno - D.Lgs. 81/2008
Formazione e informazione generale dei lavoratori sulla sicurezza e salute sul lavoro

 

Sorveglianza sanitaria e informazioni elaborate secondo l’allegato 3B

L’intervento “La sorveglianza sanitaria in Lombardia attuata dai medici competenti: il Report di Regione Lombardia dei dati e delle informazioni contenute negli Allegati 3B”, a cura di Joseph Di Matteo (ATS Milano), ricorda il contesto normativo.

 

Si indica, infatti, che il D.Lgs. 81/2008, tra le misure generali di tutela, “prevede il controllo sanitario dei lavoratori, da realizzarsi per il tramite di un medico competente; nei casi previsti dal decreto legislativo e qualora richiesto dalla valutazione dei rischi di cui all'articolo 28”. E l’articolo 40 del D.Lgs. 81/2008 “ha introdotto per il medico competente, in tutto il territorio nazionale, l’obbligo di inviare all’ATS competente entro il primo trimestre dell’anno successivo all’anno di riferimento, esclusivamente per via telematica, le informazioni elaborate sulla sorveglianza sanitaria secondo il modello contenuto nell’allegato 3B”.

 

Si ricorda poi che in relazione alla difficoltà della situazione legata alla gestione dell’emergenza Covid-19, il Ministero della Salute:

  • con nota prot. 11056 del 31 Marzo 2020 ha prorogato al 31/07/2020 i termini previsti per l’invio delle comunicazioni relative all’attività di sorveglianza sanitaria dell’anno 2019;
  • con nota prot. n. 1330 del 14 gennaio 2021 ha sospeso per tutto il 2021 il termine di invio delle comunicazioni relative all’attività di sorveglianza sanitaria dell’anno 2020;
  • con circolare del 16 febbraio 2022 ha prorogato al 31 luglio 2022 il termine per l’invio delle comunicazioni relative all’anno 2021”.

 

L’intervento si sofferma poi sul report relativo alle comunicazioni degli anni 2019, 2020 e 2021 che è stato prodotto da Regione Lombardia, mentre per i prossimi anni dovrà essere redatto da ciascuna ATS. Il report, che “aggrega le informazioni delle ATS lombarde”, si trova pubblicato sul sito di Regione Lombardia alla pagina « Attività propedeutiche alla realizzazione del Piano Regionale della Prevenzione 2020(21) – 2025. MO4 Area Salute e sicurezza sul lavoro».

 

Con riferimento all’allegato 3B, nelle comunicazioni sono presenti informazioni che identificano:

  • “Azienda e relativi lavoratori occupati;
  • Medico competente
  • Dati di sorveglianza (Lavoratori soggetti e lavoratori sottoposti a sorveglianza ed esito)
  • Malattie professionali
  • Rischi lavorativi (lavoratori soggetti e sottoposti a sorveglianza per tipologia di rischio ed esito di idoneità)
  • Controlli relativi all’assunzione di alcool e stupefacenti (art.41)”.

Si indica poi che:

  • “i dati sono disaggregati per genere
  • la lista dei rischi lavorativi presente nell’Allegato 3B è quasi sovrapponibile a quella definita dall’81/08”.

 

I punti di forza di queste comunicazioni sono:

  • “Distinzione per genere, settore produttivo e tipo di rischio a cui sono esposti i soggetti sottoposti a sorveglianza sanitaria;
  • Copertura nazionale, uniformità di classificazione, elaborabilità delle informazioni”.

Sono poi ricordate alcune criticità, ad esempio con riferimento al rinvio delle scadenze causa pandemia, ma anche relativamente a:

  • “Imprecisione nel caricamento delle informazioni, condotte omissive nonostante sanzioni amministrative per le mancate comunicazioni”;
  • L’insieme delle unità produttive monitorate dai medici competenti “non è statisticamente rappresentativo” della totalità delle unità produttive lombarde (“solo casi che prevedono sorveglianza sanitaria”);
  • “Anagrafica aziende carente spesso di informazioni sul settore ATECO (campo non obbligatorio)”.

 

Si indica che la carenza dei codici ATECO “può essere in parte risolta integrando l’informazione con altri flussi” (come indicato nelle slide). In ogni caso anche recuperando i codici ATECO “restano le criticità intrinseche della classificazione che è merceologica e non finalizzata alla sicurezza e salute sul lavoro”.

 

Analisi dei dati sulla sorveglianza sanitaria in Lombardia

Veniamo ora alla “Analisi dati sorveglianza sanitaria riferite all’attività in Lombardia 2019-2020-2021”.

 

Chiaramente i dati relativi alle comunicazioni per gli anni 2020 e 2021 possono risultare condizionati dalle anomalie determinate dalla pandemia da SarS-Cov-2, tuttavia se “per l’anno 2020, il numero di comunicazioni e, di conseguenza, i numeri dei soggetti sorvegliati e visitati è nettamente inferiore rispetto ai dati raccolti per l’anno 2019”, le comunicazioni relative all’anno 2021 “risultano essere di nuovo paragonabili a quelle del 2019”.

 

Si indica poi, come commentato nelle slide, che la “maggior prevalenza di comunicazioni in alcune ATS è giustificabile dalla maggior presenza di attività produttive situate nel loro territorio. Il numero di unità produttive coinvolte è estremamente variabile con estremi che vanno da 3.546 di ATS Montagna a 41.436 di ATS Milano”. Inoltre “la suddivisione del numero di comunicazioni rispetto al numero di addetti (così come desunta dalla registrazione del medico competente) conferma la prevalenza delle piccole imprese (più del 70%) sul territorio lombardo: appare dominante la classe da 3 a 15 che assorbe più del 50% della distribuzione, seguita dalle classi <3 e da 15 a 250”.

 

Sempre con riferimento ai tanti grafici presentati nell’intervento si segnala che la maggior parte delle comunicazioni “perviene dal settore manifatturiero, seguito da quello del commercio all’ingrosso (…) e delle costruzioni”. Mentre una parte dei dati è rimasta priva del codice ATECO.

 

Vediamo, nel 2019, un grafico relativo ai lavoratori sottoposti e soggetti a sorveglianza in Lombardia:

 

 

Veniamo, invece, al grafico 2019 sui rischi lavorativi:

 

 

Nei commenti del relatore si segnala che il grafico “mette in luce il peso rivestito dalla movimentazione manuale dei carichi, l’utilizzo dei videoterminali e i rischi posturali. Ha un peso rilevante anche la categoria «Altri rischi» che di fatto si classifica come quarta per i sorvegliati e seconda per i visitati”.

 

Si segnala poi che la distribuzione dei rischi lavorativi per genere “mostra differenze notevoli e sono dovute principalmente alla diversa distribuzione di lavoratori e lavoratrici sorvegliati rispetto ai comparti produttivi”. Infatti le lavoratrici “si collocano principalmente nel settore sanità e assistenza sociale e attività impiegatizie, mentre i lavoratori nel settore manifatturiero, costruzioni, trasporti e magazzinaggio”.

 

Si ricorda poi che l’attività dei   medici competenti “comporta anche la segnalazione a fini statistici, ai sensi dell’art.139 del DPR 1124/65, di malattie professionali verificatesi tra i lavoratori soggetti alla sorveglianza sanitaria”.

 

Sempre con riferimento al 2019 (nelle slide si possono vedere anche i dati per il 2020 e 2021) i medici competenti hanno denunciato in Lombardia, 5982 malattie professionali (MP) di cui 3927 nei lavoratori e 2055 nelle lavoratrici.

E la distribuzione per genere mostra delle differenze: “dopo l’ernia discale lombare, seguono per le femmine il dito a scatto, mentre per i maschi l’ipoacusia percettiva bilaterale”.

Per l’anno 2021, “nelle femmine prevale la sindrome del tunnel carpale (613), l’ernia discale lombare (357), spondilodiscopatie del tratto lombare (331) e le altre sindromi da sovraccarico biomeccanico (431), mentre per i maschi l’ernia discale lombare (1174) e l’ipoacusia percettiva bilaterale (544), spondilodiscopatie del tratto lombare (325) e le sindromi da sovraccarico biomeccanico (538)”.

 

Nelle conclusioni dell’intervento il relatore segnala che l’analisi “è stata effettuata a livello regionale e gli esiti sono stati trasmessi alle singole ATS” che devono riportare la relazione “entro i Comitati di coordinamento territoriali ex art.7 con eventuali integrazioni”.

 

E si indica che l’analisi del flusso di dati contenuti nelle comunicazioni effettuate dal medico competente, “seppur con dei limiti”, risulta “preziosa per poter trarre indicazioni sull’efficacia delle azioni di prevenzione”.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica i documenti da cui è tratto l'articolo:

“La sorveglianza sanitaria in Lombardia attuata dai medici competenti: il Report di Regione Lombardia dei dati e delle informazioni contenute negli Allegati 3B”, a cura di Joseph Di Matteo (ATS Milano), intervento al convegno “La prevenzione dai rischi per la salute e sicurezza per una più ampia tutela in ambiente di lavoro e di vita”, Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro 2023, Regione Lombardia.

 



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