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Rischio stradale: come fare una moderna formazione sulla guida sicura

Rischio stradale: come fare una moderna formazione sulla guida sicura
20/07/2017: Due interventi si soffermano sull’importanza della formazione per la guida sicura. Obblighi normativi, ambienti e luoghi di lavoro, rischi generici e specifici, il supporto al datore di lavoro e le competenze dei lavoratori.
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Guida sicura
Formazione sui rischi specifici di chi lavora al volante (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 

Bologna, 20 Lug – Sappiamo che l’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 relativo alla valutazione dei rischi indica che la ‘valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o delle miscele chimiche impiegate, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (…)’.

Tuttavia in alcune aziende ci sono ancora rischi che non vengono valutati e per i quali non vengono formati i lavoratori. E uno di questi è sicuramente il rischio stradale.

 

Dopo le nostre interviste a Federico Ricci e Andrea Bucciarelli su infortuni stradali e in itinere, torniamo a parlare di questo tema essenziale per la prevenzione degli infortuni mortali.

E lo facciamo presentando alcuni interventi al convegno “ Cambia marcia: l’importanza della guida sicura per la tutela del lavoratore”, organizzato dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro ( AiFOS), che si è tenuto il 19 ottobre 2016 a Bologna durante la manifestazione “ Ambiente Lavoro”.

 

In particolare due relatori hanno raccontato e sottolineato “l’importanza della formazione per la guida sicura”.  

 

Nell’intervento di Nicola Corsano (Consigliere Nazionale AiFOS) si evidenziano innanzitutto i vantaggi di una formazione per la guida sicura. Non solo “è socialmente importante (per evitare feriti/morti in incidenti stradali)”, ma è “economicamente conveniente”, ad esempio per lo stato (assistenza sanitaria), per l’impresa (OT24), probabilmente per le assicurazioni (rimborsi). Ed è un benefit per il lavoratore. Senza dimenticare che una guida sicura è vantaggiosa “anche per la tutela dell’ambiente (risparmio carburante, usura pneumatici…)”.

 

Il relatore riflette poi sugli obblighi alla luce del Testo Unico (D.Lgs. 81/2008):

 

- Articolo 20 comma 2 lettera c): utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e le miscele pericolose, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza. Ma “è sufficiente che il lavoratore abbia conseguito la patente?

- Articolo 18 Comma 1 lettera c): il datore di lavoro deve, nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; È sufficiente che il lavoratore abbia conseguito la patente di guida x anni fa?”. 

 

E il veicolo cos’è?

Se si parte dall’articolo 69, che comprende la definizione di attrezzatura di lavoro, o dall'articolo 62, sempre del D.Lgs.n. 81/2008, che prevede che ‘ferme restando le disposizioni di cui al titolo I [Disposizioni generali], si intendono per luoghi di lavoro, unicamente ai fini della applicazione del presente titolo, i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro’, si può arrivare alla conclusione che il veicolo non è un’attrezzatura di lavoro e non è un luogo di lavoro.

E sempre l'art. 62 prevede proprio alcuni casi di esclusione dal campo di applicazione del titolo II dedicato ai luoghi di lavoro (in quanto ad esso si applicano disposizioni specifiche e speciali): “2. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:

a) ai mezzi di trasporto;

b) ai cantieri temporanei o mobili;

c) alle industrie estrattive;

d) ai pescherecci;

d-bis): ai campi, ai boschi e agli altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale”.

Si sottolinea tuttavia che, riguardo all’ambiente di lavoro, la giurisprudenza “da tempo definisce ‘ambiente di lavoro quello che circonda il lavoratore in tutta la fase in cui si svolge l'attività lavorativa, compresi i luoghi in cui i lavoratori devono recarsi per incombenze di qualsiasi natura’ (Cass. pen. sez. IV del 25 novembre 1961 e del 6 novembre 1980, Terenziani)”.    

 

Parlando poi delle cause di incidenti gravi, spesso cause comportamentali, perché “non dovrebbe essere di fondamentale importanza l’informazione, la formazione e l’addestramento per la ‘Guida’”? 

E se qualcuno ritiene che siamo di fronte ad un rischio generico della strada, bisogna tener conto di alcune sentenze della Corte di Cassazione (es: la n. 3970 dell’aprile 1999) che hanno specificato che il rischio generico della strada può diventare “rischio specifico di lavoro”.

      

Sullo stesso tema interviene anche Alfredo De Dominicis (ingegnere, pilota di rally e istruttore) che si chiede, nell’era delle auto intrinsecamente sicure, come debba essere fatta una moderna formazione sulla guida? 

 

Si sottolinea che l’approccio è cambiato: ora “dobbiamo prevenire rischi ed incidenti”. 

Inoltre “certamente servono le basi teorico-pratiche della guida corretta, ma… il lavoratore che prende un mezzo occasionalmente deve essere sempre pronto”, anche con riferimento alle diverse caratteristiche dei veicoli (cambio, trazione, baricentro, …).

 

Riguardo all’informazione è poi necessario:

- “aumentare la conoscenza e la competenza del lavoratore”: “saper scegliere l’auto più adatta alle proprie esigenze”; “saper selezionare l’accessoristica a lui utile”; “saper selezionare le caratteristiche tecniche”;

- supportare il datore di lavoro: “nella creazione delle flotte; nel comunicare con il lavoratore”.

Bisogna poi aumentare la consapevolezza relativamente a:

- “i nostri limiti fisici;

- il falso mito del multitasking;

- la distrazione cognitiva;

- colpi di sonno e alimentazione;

- gli stati di collera e stress”. 

Ed importante sensibilizzare per cambiare i comportamenti:

- “attenzione alla guida;

- alterazione da alcool e droghe”.

 

Inoltre si sottolinea l’importanza:

- “delle prove pratiche”;

- delle linee guida del datore di lavoro.

 

Ricordando, in conclusione, che nell’era della guida assistita la formazione su questo tema deve trattare le problematiche odierne, aumentare la competenza dei guidatori per scelte consapevoli e incidere sui comportamenti, la relazione riporta, infine, alcune indicazioni su “come essere proattivi nell’evitare incidenti anche causati da altri:

- essere prevedibili;

- sguardo mobile;

- distanza di sicurezza;

- mezzi in perfetta efficienza;

- non permanere negli angoli ciechi;

- rispettare le esigenze del proprio corpo;

- comunicare con gli altri veicoli preventivamente;

- saper leggere l’asfalto per acquaplaning, cambio di aderenza ecc”. 

 

L’importanza della formazione per la guida sicura – Nicola Corsano”, a cura di Nicola Corsano (Consigliere Nazionale AiFOS), intervento al convegno “Cambia marcia: l’importanza della guida sicura per la tutela del lavoratore” (formato PDF, 706 kB). 

 

L’importanza della formazione per la guida sicura – Alfredo De Dominicis”, a cura di Alfredo De Dominicis (ingegnere, pilota di rally e istruttore), intervento al convegno “Cambia marcia: l’importanza della guida sicura per la tutela del lavoratore” (formato PDF, 2.30 MB). 

 

RTM



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Autore: MICHELE MONTRESOR25/07/2017 (00:03:03)
Gent.ma Redazione PuntoSicuro, ricordando il Convegno del 19 ottobre 2016 a Bologna, a cui anche il sottoscritto ha partecipato, rammento bene che il tema dei corsi di “guida sicura” era stato trattato da esperti del settore che non mancavano mai di ricordare come, sebbene utili, tali strumenti non potevano essere considerati la panacea di tutti i mali.
Ancora troppe valutazioni dei rischi ex art. 28 del D.Lgs 81/08, che così spesso mi “passano di mano”, non tengono in adeguata e completa considerazione tale fattore di rischio anche in aziende ove la flotta aziendale rappresenta un importante elemento del core businnes dell’impresa. Ritenendo forse (ed in errore) che con la “patente” ed il rispetto del C.d.S. il lavoro della valutazione di rischi in capo al datore di lavoro sia praticamente assorbito. Se osserviamo alcuni fattori di rischio classici delle dinamiche incidentali derivanti dall’uso di mezzi di trasporto ed indicati nell’articolo (limiti fisici, mito del multitasking, colpi di sonno, alterazioni da alcool e droghe, mezzi in perfetta efficienza, distrazione cognitiva, ecc.) ci rendiamo subito conto dei limiti della formazione eseguita dalle autoscuole per il conseguimento della patente. Non per addossare colpe o responsabilità, ma per dire che, fatta la parte dell’attestato (Permise de conduire – il mio si chiama ancora così!), in ambito lavorativo è richiesto dal “Sistema della Prevenzione”, un passo in più. Ed i corsi di guida sicura, se non adeguatamente progettati e realizzati, possono essere forieri del cd. “effetto pilota” di cui ha ampliamente discusso il prof. Ricci Federico – Unimore – nell’intervista rilasciata proprio a PuntoSicuro, ed a cui rimando i lettori quale interessante ed approfondita trattazione sull’argomento come su altri. Anche il dott. Attilio Pagano, psicologo del lavoro, nel convegno tenutosi a Mantova il 15 novembre 2015 (atti e video degli interventi sul sito ATS Valpadana alla voce Approfondimenti/infortuni stradali ATS) ha trattato i determinanti cognitivi dell’attività “guida” con efficacia e chiarezza espositiva.
E’ per tali motivi che l’ATS Valpadana ha prodotto nel 2016 (premiazione come miglior prodotto formativo in materia di infortunistica stradale in occasione di lavoro) due progetti formativi che qui riassumo. Un piccolo contributo nella speranza di supportare le imprese nella non semplice attività formativa sull'incidentalità stadale.
Obiettivo principale del progetto è di rendere i lavoratori maggiormente consapevole dei rischi connessi alla guida di mezzi anche in itinere. Il primo “CORTOMETRAGGIO” presenta la ricostruzione di un incidente stradale e può essere utilizzato all’interno di un progetto formativo già strutturato, sia per la prima formazione che in aggiornamento; di durata circa 50 minuti.
Il secondo "Progetto formativo slide" è strutturato in slide .ppt di immagini e filmati inerenti la sicurezza stradale (due sessioni per una durata complessiva tra i 180 e i 200 minuti) da utilizzare durante la lezione in aula sostenuta dai commenti accessibili alle note in calce alle slide a supporto della lezione guidata. Le tempistiche indicate sono ampliamente adattabili caso per caso. Sono inoltre disponibili documenti ufficiali sui temi trattati al fine di supportare adeguatamente il formatore anche nel processo di autoapprendimento su una materia dalle innumerevoli sfaccettature. Oltre ad un formato .ppt su “base” ATS Val Padana, è disponibile un supporto “in bianco” da utilizzare su proprio modello e modificabile a piacere (vedi note di presentazione – citare sempre la fonte).
La novità del progetto risiede proprio nell’utilizzo degli strumenti multimediali, in particolare delle campagne di promozione alla guida consapevole e sulla realizzazione di video “ad hoc” sui temi della consapevolezza situazionale alla guida dei mezzi di trasporto, siano essi “di lavoro” che personali (leggasi in itinere); una nota di merito è stata segnalata da un membro della Commissione giudicatrice del pacchetto formativo del concorso Inform@zione anno 2016, sul percorso di autoapprendimento del formatore che, anche non esperto in materia, ha la possibilità di uno strumento aggiornato e dinamico per la formazione dei lavoratori su tale specifico tema.
Mi sono reso conto in questi ultimi quattro anni, da quando ho "incidentalmente" avuto l’occasione di approfondire un tema così articolato e complesso (per le imprese ma anche per i servizi di prevenzione pubblici), che molto lavoro (anche culturale) è ancora necessario svolgere per affrontare e risolvere i fattori di rischio infortunistico stradale i cui piani di azione sono molteplici ed in mano a più soggetti istituzionali, a differenza dei fattori di rischio presenti in azienda; soluzioni semplicistiche a problemi complessi non garantiscono mai il raggiungimento dell’obiettivo. Semmai una sana inconsapevolezza.
Michele Montresor, Tecnico della Prevenzione nei luoghi di Lavoro – SPSAL - ATS Valpadana
Rispondi Autore: Max Rossi03/04/2018 (16:11:30)
Complimenti per l'articolo ed il lavoro realizzato da Michele Montresor.
Tutto molto interessante, stimolante e, probabilmente, di grande impegno e fatica da parte dell'autore per i contenuti a cui fa cenno.
Solo un particolare: la possibilità di inserire il link a cui poter accedere per visualizzare i files.
Non vi sono indicazioni.
Rispondi Autore: Michele Montresor03/04/2018 (17:34:51)
Ringrazio dei complimenti. Nell'attuale situazione della P.A. (Sanità Lombarda) è l'unico incentivo che mi motiva ad approfondire temi complessi di cui i Servizi PSAL, a mio modesto parere, non curano minimamente. Purtroppo io non posso allegare link in questo spazio; può farlo solo la redazione di Puntosicuro (se me lo chiedono lo trasmetterò sicuramente). Comunque c'è sempre il piano "B":
Recarsi nella homepage di ATS Valpadana, a sx aprire "approfondimenti", scegliere "Infortuni Stradali ATS"; nella pagina in basso è possibile accedere a: "Per consultare il materiale del Workshop "Infortuni stradali" del 16 novembre 2015 ed in alto cliccare "Progetto Formativo" per accedere ai materiali per la formazione e le modalità di erogazione della stesa.
Cordialità e buon lavoro (mi sappia dire come si è trovato in caso di utilizzo (mi sarà utile per migliorare il lavoro). Michele Montresor
Rispondi Autore: Max Rossi04/04/2018 (15:01:06)

Grazie a Lei per le valide informazioni.

Avevo comunque già avuto modo di consultare il sito e sono a chiederle:

1) Per il cortometraggio, essendoci la denominazione sul fondo, avevo l'impressione che non fosse visualizzabile.
Poi, casualmente, l'ho notato più in alto.

2) Le slide sono in formato ".rar".
Qualcosa non funziona.
Forse io ho delle difficoltà ma scaricarle non mi risulta possibile essendo piuttosto pesanti e, comunque, non riesco a vedere i flies.
Non si potrebbero realizzare (rendere visibili) in ppt o, meglio ancora, in pdf?

Un cordiale saluto.
Max
Rispondi Autore: michele montresor05/04/2018 (00:16:23)
Gent. le sig. Rossi, il formato .rar deriva dalla compressione .rar; si dovrà pertanto dotare di software (gratuito) .rar. Una volta "spacchettato" troverà i file in .ppt per il loro utilizzo con i colegamenti ai file video. Se non dovessere funzionare ripristini i collegamenti ipertestuali.
Buona serata.
Michele

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