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Polveri e rischio di esplosioni

30/03/2007: Disponibile on line un contributo dell’Ispesl sulla prevenzione delle esplosioni dovute a polveri combustibili. Le problematiche relative alla scelta degli impianti e dei componenti elettrici.
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Il pericolo di esplosioni dovute a polveri combustibili riguarda molteplici categorie di aziende, da quelle alimentari a quelle chimiche, dalle metallurgiche alle industrie della lavorazione del legno.
Per effettuare la scelta degli impianti e componenti elettrici da utilizzare in queste industrie e per una corretta classificazione dei luoghi pericolosi per presenza di polveri combustibili all’interno degli ambienti, utili indicazioni sono fornite  in un articolo, curato da Gianluca Saputi dell’Ispesl, pubblicato all'interno del periodico Ambiente & Sicurezza del Sole 24 Ore il 20/02/2007.


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L’articolo, disponibile on line, fa riferimento alla normativa vigente comprendente il D.Lgs. 233/03 e le norme CEI 31-67, CEI 31-66 e CEI 31-56.

Per la classificazione dei luoghi con presenza di polveri combustibili si deve far riferimento alla norma CEI 31-66 che, dal 1 luglio 2007, sostituirà totalmente la norma CEI 31-52.
L’articolo illustra le fasi della procedura descritta nelle norme sopraccitate:
-Individuazione e classificazione delle sorgenti di emissione (SE);
-Valutazione delle condizioni di ventilazione;
-Individuazione delle zone pericolose;
-Determinazione dell’estensione delle zone pericolose.
Inoltre, sulla base della norma CEI 31-67, l’articolo fornisce indicazioni alla scelta degli impianti e dei componenti elettrici:

“Per i luoghi con pericolo di esplosione dovuto alla presenza di polveri combustibili – afferma l’autore - , è di fondamentale importanza la classificazione dei luoghi e la scelta delle installazioni, per far sì che gli impianti elettrici abbiano quelle caratteristiche particolari adatte a renderli sicuri e funzionali in simili atmosfere. Tutto questo si può ottenere seguendo le procedure precedentemente descritte e ponendo l’attenzione anche al fatto che, per mantenere gli standard di sicurezza raggiunti, è fondamentale effettuare delle regolari verifiche periodiche, a partire da quella iniziale, e una continua supervisione da parte di personale specializzato.”

Il testo integrale dell’articolo è consultabile qui.


 

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