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Il rischio amianto, i cantieri di bonifica e l’analisi delle difformità

Il rischio amianto, i cantieri di bonifica e l’analisi delle difformità
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischi da amianto

28/05/2021

Un documento Inail si sofferma sulle problematiche di un cantiere di bonifica amianto e riporta informazioni sugli iter procedurali da adottare. Le correzioni delle procedure lavorative e la verifica e analisi delle difformità e difficoltà operative.

Roma, 28 Mag – Le strategie migliori per prevenire i rischi correlati alle esposizioni professionali all’agente cancerogeno amianto passano attraverso una identificazione preliminare delle varie sorgenti di rischio e una previsione, fin dalle fasi iniziali di progettazione, delle idonee misure di protezione per i lavoratori e per gli ambienti di vita.

 

Proprio in concomitanza della Settimana europea contro il cancro, che si svolge ogni anno dal 25 al 31 maggio, torniamo a parlare delle bonifiche dei siti contaminati da amianto con specifico riferimento alla sicurezza dei lavoratori e alle problematiche che si possono riscontrare nelle attività di bonifica.

 

Per parlarne facciamo riferimento al documento InailBonifica da amianto: iter procedurali e figure professionali coinvolte. Istruzioni operative Inail per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita” che presenta gli “iter procedurali da adottare per la bonifica di siti contaminati da amianto ed i compiti previsti normativamente per le figure professionali coinvolte”.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:


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Le problematiche e le opportunità di un cantiere di bonifica amianto

Un capitolo del documento - curato da Federica Paglietti, Sergio Malinconico, Beatrice Conestabile della Staffa, Sergio Bellagamba, Paolo De Simone – ricorda le problematiche di un cantiere di bonifica amianto.

 

Come già ricordato anche in altri articoli e come sottolineato nel documento, la bonifica dei siti contaminati da amianto è “una delle problematiche più complesse nell’ambito degli interventi di recupero e di risanamento ambientale”. E in tali situazioni si riscontra “la necessità di effettuare valutazioni del rischio amianto che siano sito-specifiche”.

 

Si ricorda, infatti, che gestire il rischio amianto “prevede il dover considerare e rispettare:

  • in prima istanza le norme specifiche di tutela della salute per ciò che concerne principalmente le procedure di valutazione del rischio, formazione degli addetti e bonifica;
  • in seconda istanza le norme in materia di tutela dei lavoratori principalmente per il rispetto dei valori limite di esposizione ed iter autorizzativi;
  • da ultimo le norme in materia di tutela della qualità delle matrici ambientali (aria, acqua, suolo), nonché per la corretta gestione dei rifiuti”.

 

È dunque evidente quanto sia complesso “amministrare con successo un grande progetto di bonifica da amianto”, ma una bonifica può “diventare anche una grande opportunità di sviluppo”. Infatti le attività di bonifica possono generare “importanti ricadute sociali ed ambientali di riqualificazione e riutilizzo di un terreno o di un edificio restituito al pubblico, dando talvolta luogo anche a ricavi economici dalla vendita di macchinari, attrezzature o materie prime riutilizzabili” a vantaggio delle aziende di settore, della collettività ed a tutela dell’ambiente.

 

I cantieri di bonifica e la correzione delle procedure operative

Se il settore delle bonifiche e ripristino ambientale di siti contaminati, “in particolar modo nelle fasi più invasive come la demolizione di strutture”, negli ultimi anni ha avuto un “notevole sviluppo, incrementando anche la propria attenzione verso la sicurezza” (in linea con le disposizioni del d.lgs. 81/2008), spesso “l’attenzione dei soggetti privati coinvolti nei procedimenti di bonifica è ancora rivolta all’incremento dei costi (Dpc e Dpi, protezioni meccaniche, etc.), correlati al miglioramento e rafforzamento delle misure di sicurezza”. E “poco ancora si fa per intervenire sull’analisi e la correzione di procedure lavorative e comportamenti umani non sicuri, che spesso contribuiscono come causa di incidenti o malattie professionali. Queste ultime si possono evitare con una attenta programmazione delle attività e una analisi preventiva delle sorgenti di rischio e delle azioni pericolose insite in ogni operazione”.

 

Il documento sottolinea poi che una corretta progettazione degli interventi “porta, oltre alla drastica riduzione del numero di infortuni e di tutte le conseguenze legali ed economiche che ne derivano, anche un effetto indiretto quale il miglioramento dell’inter-operatività tra le diverse aziende coinvolte e del clima aziendale all’interno delle medesime (maggiore dialogo costruttivo tra responsabili, coordinatori delle attività e preposti o operatori)”. E una precisa applicazione del programma dettagliato degli interventi, “da parte di tutte le figure coinvolte, porta anche ad un sensibile aumento della produttività, o comunque ad un aumento dell’efficacia della produzione”.

 

In questo senso l’adozione di una stessa “cultura della sicurezza”, “consente a tutti gli operatori di lavorare uniti per un unico obiettivo, chiaro e condiviso, ovvero nessun incidente o malattia professionale”.

 

I cantieri di bonifica e l’importanza della verifica delle difformità

Il documento indica che è importante una costante “verifica del rispetto dell’adozione di comportamenti corretti da parte degli operatori in campo, volta alla individuazione della causa specifica che ha generato difformità e/o difficoltà operative in campo”. Questa verifica consente di “sviluppare e creare procedure di lavoro più idonee ed efficaci, oltre che sicure”.

 

In particolare questa verifica deve avvenire “senza intenti punitivi o di repressione, ed attraverso un’analisi costruttiva di eventuali incidenti (danni a persone o/e cose) e quasi-incidenti (episodi anomali e negativi che non hanno determinato un vero e proprio incidente con danni a persone, beni aziendali e ambientali, ma che avrebbero potuto facilmente provocare tali eventi, evitati solo per circostanze favorevoli e/o casuali)”.

 

Il primo obiettivo di queste verifiche – continua il documento – “deve essere dunque quello di rinforzo dei comportamenti positivi, mentre il secondo è quello di eliminare ogni deviazione dagli standard di sicurezza”.

Come ricordato anche nell’intervista a Michele Montresor (“ Come favorire la rilevazione e analisi di near miss e infortuni?”), i dati e le informazioni raccolte sui quasi-incidenti e incidenti rappresentano “una miniera di informazioni, vitale per la prevenzione degli infortuni”.

 

E l’analisi di queste informazioni deve essere strutturata mediante un processo “definito ‘analisi delle cause radice’ che porta ad identificare la causa basilare, l’individuazione dell’errore, ma ha anche l’obiettivo di analizzare l’intero processo che lo ha generato, andando a ricercare le ragioni all’origine della concatenazione di circostanze per cui l’evento è accaduto, su cui si può intervenire mediante azioni necessarie per risolvere le criticità o evitarne la riproduzione”.

In definitiva si consiglia “di adottare un approccio che implementi la sicurezza del sistema anziché un approccio centrato sulla responsabilità personale”.

 

Il documento ribadisce poi, per i cantieri di bonifica, l’opportunità di “prevedere progetti sito specifici nel caso dell’amianto, da suddividere in più lotti di attuazione, con fasi talvolta sovrapponibili, in cui tipologie di attività e tempistiche diverse devono essere necessariamente portate a termine in modo strutturato ed armonizzato per giungere a destinazione, ovvero assicurare la conclusione della bonifica, nei tempi e costi previsti”.

 

In conclusione, con riferimento all’obiettivo della Settimana europea contro il cancro di miglioramento della prevenzione, ricordiamo alcuni altri documenti che l’Inail ha prodotto sul tema delle bonifiche:

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Il link alla Settimana europea contro il cancro.

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici, “ Bonifica da amianto: iter procedurali e figure professionali coinvolte. Istruzioni operative Inail per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita”, a cura di Federica Paglietti, Sergio Malinconico, Beatrice Conestabile della Staffa, Sergio Bellagamba, Paolo De Simone (Dit, Inail) e con la collaborazione di Crescenzo Massaro, Daniele Taddei e Ivano Lonigro (Dicma, Dipartimento di Ingegneria Chimica Materiali Ambiente, Sapienza Università di Roma), collana Ricerche, edizione 2020 (formato PDF, 1.02 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Procedure e figure professionali nelle bonifiche da amianto”.

 

 

Leggi gli altri articoli di PuntoSicuro sui rischi da amianto

 


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