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Cantieristica navale e sicurezza: quali sono le criticità più frequenti?

Cantieristica navale e sicurezza: quali sono le criticità più frequenti?
Redazione
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 Vigilanza e controllo
30/09/2019: Un intervento si sofferma sull’attuazione e i risultati di un piano mirato di prevenzione relativo al settore della cantieristica navale. I risultati dei sopralluoghi ispettivi, le criticità rilevate, le prescrizioni e le soluzioni adottate.
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Roma, 30 Set – In relazione ad un grave evento infortunistico mortale, che ha coinvolto nel messinese tre lavoratori durante lavorazioni svolte in ambienti confinati a bordo di una nave in manutenzione, è stato progettato e attuato un Piano Mirato di Prevenzione (PMP) che si è concentrato sul settore della cantieristica navale nella provincia di Messina.

Un Piano Mirato che è nato dalla necessità di “verificare l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza e di controllare i fattori di rischio presenti nel settore lavorativo in questione”, con particolare attenzione anche “alla correttezza formale e sostanziale degli obblighi connessi alla formazione, con particolare riguardo al datore di Lavoro con compiti di RSPP ed ai lavoratori, relativamente ai rischi specifici a cui sono esposti ed alla formazione particolare aggiuntiva dei lavoratori addetti a compiti particolari”.

 

A raccontare in questi termini la progettazione, l’attuazione e i risultati del piano di prevenzione, in materia di cantieristica navale, è un intervento al convegno, organizzato dall’ Inail, “L’Approfondimento dei fattori di rischio lavorativi e l’individuazione delle soluzioni per le aziende attraverso le attività di vigilanza e assistenza da parte delle Istituzioni” che si è tenuto il 28 marzo 2019 a Roma. Un convegno che ha presentato i risultati dell’omonimo progetto Ccm promosso dal Ministero della salute e sviluppato da Inail (Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale- Dimeila).

 

Nell’articolo ci soffermiamo in particolare su:



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La sicurezza nei cantieri navali
Formazione sui rischi specifici nella costruzione e riparazione navale (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 

Il piano mirato di prevenzione per la cantieristica

Nell’intervento “Piano mirato di prevenzione cantieristica navale”, a cura di E. Paino (Asp Messina), G. Campo, D. De Merich e V. Meloni (Inail Dimeila), si indica che il progetto “ha avuto l’obiettivo di orientare maggiormente le aziende nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori per:

  • migliorare l’approccio al processo di valutazione e gestione dei rischi
  • ridurre il numero degli incidenti e degli infortuni sul lavoro
  • individuare esempi di buone pratiche da condividere sia sul territorio provinciale che a livello nazionale”.

 

Nella prima parte dell’intervento sono presentate le modalità operative del piano relativamente a:

  • Progettazione dell’intervento
  • Individuazione delle Aziende da coinvolgere con il PMP congiuntamente all’Autorità Portuale ed Autorità Marittima di Messina
  • Vigilanza nelle aziende individuate e valutazione delle soluzioni adottate dalle aziende a seguito delle prescrizioni
  • Indagine sulla percezione dei rischi da parte dei lavoratori interessati dal PMP tramite “questionario”
  • Erogazione di un evento formativo integrato per l’approfondimento degli incidenti ed infortuni tramite l’utilizzo del modello di analisi INFOR.MO, quale strumento metodologico per l’impostazione ed il riesame della valutazione dei rischi.

Rimandiamo alla lettura integrale dell’intervento che riporta diverse informazioni sulle aziende coinvolte, sulle attività implementate, sulle attività di indagine svolte.

 

Le criticità riscontrate nelle attività di vigilanza

Riportiamo alcune delle indicazioni, presentate nell’intervento, che sono emerse durante le attività di vigilanza avviate con riferimento ai sopralluoghi svolti.

 

Riprendiamo, dalle slide dell’intervento, una tabella riassuntiva delle violazioni e non conformità riscontrate in relazione al D.Lgs. 81/2008:

 

 

Molte prescrizioni hanno riguardato quanto richiesto dall’articolo 18 riguardo agli obblighi del datore di lavoro e del dirigente con particolare riferimento all’assenza di DPI:

  • “Sopralluogo presso cantiere navale dove si svolgevano lavori di manutenzione a bordo di un traghetto, si accertava che sul ponte passeggiata un lavoratore si apprestava a montare un’opera provvisionale in tubi e giunti senza l'ausilio di idonei DPI contro la caduta dall'alto. Il datore di lavoro viene sanzionato per non aver richiesto l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione
  • Sopralluogo effettuato presso sede di una ditta di costruzione imbarcazioni in vetroresina. I lavoratori presenti risultano sprovvisti dei previsti dispositivi di protezione individuali. Si prescrive di fornire ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale adeguati alle fasi lavorative”.

O in relazione alla mancanza di sorveglianza sanitaria:

  • “Sopralluogo effettuato presso sede di una ditta di costruzione imbarcazioni in vetroresina. I lavoratori presenti non erano stati sottoposti a sorveglianza sanitaria con relativo giudizio di idoneità lavorativa. Si prescrive di effettuare le visite mediche”.

 

Molte prescrizioni hanno poi riguardato il tema della formazione e degli attestati formativi. Anche in questo caso ne riprendiamo dall’intervento alcune:

  • “Sopralluogo effettuato presso sede lavorativa di una ditta dove venivano svolti lavori di carpenteria in ferro per l'appalto di riparazione di una nave. Gli attestati di formazione del RSPP non risultavano idonei, in quanto il soggetto formatore non aveva i requisiti previsti dall’ Accordo Stato Regione 07/07/2016 n. 128. Si prescrive di nominare un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione in possesso di adeguata formazione”
  • “Sopralluogo effettuato presso un cantiere navale. L’attestato di formazione del RSPP/DL non risultava conforme, in quanto il soggetto formatore non risultava in possesso dei requisiti previsti dall’Accordo Stato Regione n. 223 del 21/12/2011 e dalla normativa regionale di recepimento. Si prescrive che il Datore di Lavoro effettui un corso di formazione per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione idoneo
  • Sopralluogo effettuato presso la sede lavorativa di una ditta dove venivano svolti lavori di carpenteria in ferro per l'appalto di riparazione di una nave. Gli attestati di formazione di alcune figure quali preposto e lavoratori non risultavano idonei, in quanto non erano conformi alle previsioni dell’Accordo Stato Regioni n. 221 del 21/12/2011 ed alla normativa regionale di recepimento. Si prescrive che i lavoratori vengano formati secondo le previsioni della normativa nazionale e di recepimento regionale”.

 

Altri sopralluoghi hanno rilevato la non conformità dei luoghi di lavoro:

  • “Sopralluogo effettuato presso sede lavorativa di una ditta dove venivano svolti lavori di carpenteria in ferro per l'appalto di riparazione di una nave. Nelle aree di saldatura non erano presenti impianti di aspirazione localizzata. Si prescrive di predisporre di adeguati sistemi di aspirazione dei fumi di saldatura.
  • Sopralluogo effettuato presso area di lavoro di una ditta che si occupa di lavorazioni meccaniche in ambito portuale costituita da un capannone suddiviso in zona uffici, locali spogliatoio e servizi igienici per i dipendenti, area officina meccanica e area locale prova motori. Nell'area officina meccanica, risultava assente, nella zona saldatura, sistema idoneo di aspirazione fumi. Il locale spogliatoio utilizzato dai dipendenti risultava non conforme, i locali wc risultavano privi di aerazione. Si prescrive al datore di lavoro di provvedere all'installazione nella zona saldatura dell'area officina meccanica di idonei sistemi di aspirazione fumi. Garantire che il locale spogliatoio per i dipendenti sia idoneo e provvedere all'areazione dei locali wc”.
  • Sopralluogo eseguito presso cantiere navale. Sono state visionate tutte le aree di lavori presso i capannoni esistenti. In alcune zone del cantiere risultano vie di transito non munite di segnaletica, il perimetro delle banchine prospicienti il mare non risulta protetto nei confronti del rischio di caduta dei mezzi in mare, il locale spogliatoio presenta delle carenze di natura igienico sanitaria. Si prescrive di rendere i luoghi di lavoro conformi secondo quanto stabilito dall'allegato IV
  • Sopralluogo effettuato presso un cantiere navale. Le vie di transito risultano sprovviste di segnaletica. Il datore di lavoro provveda affinché i luoghi di lavoro siano resi conformi ai requisiti previsti dall'allegato IV rendendo sicuro il movimento e il transito delle persone e dei mezzi di trasporto.
  • Sopralluogo effettuato presso cantiere navale provvisto di bacino di carenaggio che, per tutta la sua lunghezza risultava privo di idoneo parapetto normale con arresto al piede atto ad impedire la caduta di persone e cose ed inoltre non tutte le scale utilizzabili per accedere all’interno del bacino di carenaggio si presentavano in buono stato di manutenzione. Il datore di lavoro provveda affinchè i luoghi di lavoro siano resi conformi ai requisiti previsti dall'allegato IV”.

 

Rimandando alla lettura di tutti i resoconti riportati, ci soffermiamo sugli obblighi relativi alle attrezzature di lavoro:

  • “Sopralluogo effettuato presso un cantiere navale. Si eseguono lavori di saldatura mediante l'uso di fiamma ossidrica, le bombole contenenti gas risultano sprovviste di idonei sistemi di protezione delle valvole. Nei reparti Carpenteria, Tubisti e Meccanica sono stati riscontrati rischi legati alle attrezzature di lavoro. Il datore di lavoro viene sanzionato perché non ha preso le misure necessarie affinché le attrezzature di lavoro siano installate e utilizzate in conformità alle istruzioni d'uso”.
  • “Sopralluogo eseguito presso cantiere navale. Sono state visionate tutte le aree di lavori presso i capannoni esistenti, le attrezzature di lavoro presenti nei rispettivi capannoni/reparti risultano non conformi alle istruzioni d'uso. Si prescrive il non utilizzo delle attrezzature di lavoro fino al rispristino delle condizioni di sicurezza”
  • “Sopralluogo effettuato presso area di lavoro di una ditta che si occupa di lavorazioni meccaniche in ambito portuale costituita da un capannone suddiviso in zona uffici, locali spogliatoio e servizi igienici per i dipendenti, area officina meccanica e area locale prova motori. Nell'area officina meccanica, erano presenti inoltre attrezzature di lavoro come trapano, tornio e mola da banco prive di protezioni atte ad impedire rischio per gli utilizzatori. Adeguare le attrezzature di lavoro munendole delle idonee protezioni antinfortunistiche”.

 

Le soluzioni individuate per la sicurezza

Concludiamo rimandando ad alcune immagini presenti nell’intervento relative ai risultati del progetto (lavorazione imbarcazioni in vetroresina, sistemi di aspirazione dei fumi di saldatura, sistemi di protezione delle macchine, delimitazione delle vie di transito, …) e all’elenco testuale di alcune soluzioni.

 

Infatti a seguito dell’attività di vigilanza è stato effettuato, nell’ambito dell’incontro formativo sul modello di analisi Infor.MO, un incontro con le aziende sugli esiti della vigilanza e sulle principali soluzioni tecniche adottate. E l’intervento mirato ha portato anche alla definizione di diverse soluzioni nel porto di Messina relativamente al rischio di caduta in mare di mezzi e al rischio di caduta nel vuoto all’interno del bacino di persone o mezzi:

  • Soluzione 1: “Protezione del perimetro delle banchine, nei lati prospicienti il mare, contro il rischio di caduta in mare di mezzi mediante blocchi in cemento movibili, resistenti agli urti e sicuri ma idonei ad essere movimentati durante l’ormeggio di navi in banchina”.
  • Soluzione 2: “Parapetto delimitante il bacino contro il rischio di caduta nel vuoto di persone o cose, rimovibile per consentire l’accesso alle navi in bacino mediante idonee passerelle”.   

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Piano mirato di prevenzione cantieristica navale”, a cura di E. Paino (Asp Messina), G. Campo, D. De Merich e V. Meloni (Inail Dimeila), intervento al convegno “L’Approfondimento dei fattori di rischio lavorativi e l’individuazione delle soluzioni per le aziende attraverso le attività di vigilanza e assistenza da parte delle Istituzioni” (formato PDF, 4.27 MB).



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