Condividi
questa pagina sul Social Network a cui sei già loggato!
  

Quali sono le fasi della valutazione dei rischi?

Quali sono le fasi della valutazione dei rischi?
Redazione
 Redazione
 Valutazione dei rischi
04/10/2017: Alcune semplici indicazioni pratiche per effettuare una valutazione dei rischi efficace ed effettiva.

Pubblicità
Datore di Lavoro RSPP (Rischio Basso) - Aggiornamento 6 ore
Corso online di aggiornamento per Datori di Lavoro RSPP (DLSPP) nelle aziende a Rischio Basso

Cos’è la valutazione dei rischi?

Per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro dovete innanzi tutto eseguire una valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi costituisce la base per la gestione della salute e della sicurezza e rientra tra i vostri obblighi di legge.

 

La valutazione dei rischi consiste nel valutare i rischi esistenti per la salute e la sicurezza dovuti ai pericoli nel luogo di lavoro ai quali siete esposti voi e i vostri collaboratori e familiari. Si tratta di un esame sistematico di tutti gli aspetti del lavoro che prende in considerazione:

•le possibili cause di infortuni o danni,

•la possibilità di eliminare i rischi e, in caso negativo,

•le misure di prevenzione o protezione che sono o dovrebbero essere in atto per tenere i rischi sotto controllo (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro: https://osha.europa.eu/it).

 

La valutazione dei rischi dovrebbe essere definita per iscritto.

 

FASI DI ESECUZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

L’esecuzione della valutazione dei rischi comprende cinque fasi fondamentali:

FASE 1 Individuazione e registrazione dei pericoli

FASE 2 Valutazione dei pericoli per determinare il livello di rischio

FASE 3 Individuazione delle misure di prevenzione e protezione

FASE 4 Attuazione delle misure

FASE 5 Monitoraggio e revisione

 

Dovete sapere quali situazioni potrebbero arrecare danno a VOI e ai VOSTRI COLLABORATORI per poterle gestire

 

FASE 1 Individuazione e registrazione dei pericoli

Dovete individuare tutti i possibili pericoli connessi alla vostra attività e le persone a rischio. Dovete assicurarvi di prendere in esame ogni fattore e ogni aspetto della vostra attività.

 

Un pericolo è ciò che è potenzialmente in grado di causare un danno, il quale può variare da un danneggiamento dei beni a lesioni e problemi di salute non gravi fino a lesioni tali da determinare disabilità, malattie o persino la morte.

 

Per evitare di trascurare pericoli o di concentrarvi su un aspetto della vostra azienda a scapito di un altro, potete applicare il metodo FAAPO (ossia Fattore umano, Attrezzature, Ambiente, Prodotto, Organizzazione), che vi aiuterà a sviluppare una visione complessiva della vostra attività.

 

Pensate a tutti i seguenti fattori in relazione alla vostra impresa.

•fattore umano: mancanza di capacità fisiche o mentali, mancanza di conoscenze o abilità, mancanza di competenze, atteggiamento o comportamento scorretti.

•attrezzature: macchinari, attrezzi, software e hardware, tavoli o sedie.

•ambiente: luce, rumore, clima, temperatura, vibrazioni, qualità dell’aria o polvere.

•prodotto: sostanze pericolose, carichi pesanti e oggetti affilati o caldi.

•organizzazione: disposizione del luogo di lavoro, compiti, orario di lavoro, pause, turni, formazione, sistemi di lavoro, comunicazione, lavoro di squadra, contatto con visitatori, sostegno sociale o autonomia (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro).

 

Fate un giro nella vostra azienda e osservate:

•buone e cattive prassi dei vostri collaboratori;

•macchinari e attrezzature sicuri e pericolosi (non sottoposti a manutenzione);

•posti  pericolosi;

•terreno instabile o molle;

•buche e pendenze ripide del terreno;

•carenze o danni strutturali;

•punti  di accesso per gli estranei;

•persone a rischio (collaboratori, fornitori, lavoratori esterni, visitatori, i vostri familiari);

•sostanze chimiche e i modi in cui sono stoccate e maneggiate;

•veicoli e loro movimento.

 

Pensate ai siti della vostra azienda e alle attività lavorative (appendice 4.5: attività pericolose [1]).

•Potreste dover suddividere attività complicate in compiti più semplici per individuare i pericoli più in dettaglio.

•Discutete dei possibili pericoli con le persone che lavorano nella vostra azienda. Le persone coinvolte nelle attività possono essere le più adatte a riconoscere i pericoli e a proporre soluzioni. Per «persone» s’intendono i vostri collaboratori salariati, i fornitori e i lavoratori esterni, ma anche i vostri familiari.

•Quando individuate i pericoli non pensate soltanto alle vostre attività principali, ma tenete sempre a mente anche le attività di supporto, come i lavori di manutenzione, di pulizia e preparazione, il conteggio delle scorte, i lavori di perforazione: sono tutte attività che vengono eseguite solo una volta ogni tanto, ma che proprio per questo motivo possono essere ancora più pericolose di altre.

•Prendete in esame le attività svolte al di fuori della vostra azienda, come il trasporto di colture e di bestiame.

•Se i vostri collaboratori e i loro familiari vivono nell’azienda o se essa è la residenza della vostra famiglia, prestate particolare attenzione alla loro sicurezza e salute nonché alle loro esigenze quotidiane.

•Se nella vostra azienda vengono in visita scolaresche, turisti o acquirenti, ricordatevi che queste persone sono ancora più vulnerabili perché non conoscono il luogo, e che voi siete responsabili della loro sicurezza.

•Bambini, donne incinte, anziani e qualsiasi persona con problemi di salute sono ancora più a rischio e possono avere esigenze particolari.

•Non vanno poi dimenticati i lavoratori migranti e stagionali.

 

Pensate ai problemi e agli eventi che si sono verificati in passato e alle loro conseguenze.

in termini statistici, i semi-incidenti e gli incidenti mancati si ripresentano come incidenti. Imparate dall’esperienza, quella vostra e/o quella dei vostri colleghi e vicini.

 

L’appendice 4.1 istruzioni per la valutazione dei rischi [2] contiene suggerimenti sugli interrogativi da porsi e gli elementi da considerare per individuare i pericoli.

Nell’appendice 4.2 trovate un modello di un modulo per la valutazione dei rischi [3] che potete usare per registrare i pericoli, mentre nell’appendice 4.3 trovate esempi di pericoli [4] che potete prendere in considerazione nella vostra valutazione dei rischi.

 

FASE 2 Valutazione dei pericoli per determinare il livello di rischio

Dopo aver elencato i pericoli, dovete valutarli per determinare il livello di rischio. Il rischio dipende da diversi fattori quali:

•probabilità che il pericolo si verifichi;

•gravità degli effetti dopo che il pericolo si è verificato;

•frequenza e durata dell’esposizione al pericolo;

•popolazione, ossia il numero di persone esposte.

 

A fini pratici, è prassi comune considerare di questi fattori (parametri di valutazione): probabilità e gravità.

 

La probabilità è la possibilità che si verifichi un danno. È influenzata dalle misure di sicurezza e dalle precauzioni già in atto. Ad esempio, se il granaio è munito di un parapetto, la probabilità di cadute è ridotta.

 

La gravità è la portata del risultato (lesioni, malattie, perdite, danni). È influenzata dalla natura del pericolo. Registrate le possibili conseguenze di un pericolo per poterne determinare la gravità. Ad esempio, le cadute da luoghi di lavoro in quota comportano automaticamente un alto grado di gravità perché possono essere causa di morte.

 

La combinazione dei fattori selezionati determina il rischio. L’appendice 4.2 contiene due modelli per la valutazione dei rischi.

 

FASE 3 Individuazione delle misure di prevenzione e protezione

Dal livello di rischio dipende l’urgenza delle misure da adottare, come dimostrato nell’appendice 4.2: modelli di valutazione dei rischi.

 

Individuate le misure da adottare per ridurre quanto più possibile il rischio. L’appendice 4.3 elenca le misure di prevenzione relative a ciascun pericolo. Quando decidete le misure da adottare tenete presenti i principi generali della prevenzione:

1) attenuazione dei rischi nel seguente ordine:

a) eliminazione della fonte di pericolo,

b) sostituzione della fonte di pericolo,

c) riduzione dei pericoli derivanti dalla fonte,

d) isolamento della fonte di pericolo,

e) protezione del personale per mezzo di dispositivi di protezione individuale o d’altro tipo;

2) riduzione al minimo dell’ errore umano;

3) sorveglianza sanitaria.

 

Assegnate alle persone la responsabilità dell’attuazione delle misure di controllo e stabilite un calendario per il loro completamento.

 

FASE 4 Attuazione delle misure

Attuate le misure decise nelle modalità stabilite. Verificate regolarmente con le persone incaricate i progressi compiuti. Assicuratevi che per i problemi che non possono essere risolti in modo permanente nell’immediato venga trovata una soluzione temporanea in attesa di quella definitiva.

 

FASE 5 Monitoraggio e revisione

Ricordate che non potete eliminare tutti i pericoli, però potete tenerli sotto controllo. Il rischio residuo è il rischio che rimane dopo l’adozione di misure di controllo appropriate. Dopo l’attuazione delle misure di controllo è necessario valutare nuovamente un pericolo alla luce delle nuove circostanze. Grazie alle misure adottate, la probabilità che il pericolo si verifichi adesso sarà verosimilmente minore. La gravità resterà invece uguale perché le conseguenze dell’evento pericoloso, qualora si verifichi, non cambiano.

 

Quando finisce questo processo? Non finisce mai. Deve essere costantemente rivisto e monitorato. Dato che le persone cambiano, le strutture si usurano, le attrezzature e i macchinari vengono sostituiti, i veicoli sono muniti di nuovi accessori e la tecnologia compie progressi, dovrete di conseguenza tenere aggiornate le valutazioni dei rischi.

Alcuni pericoli scompariranno automaticamente se viene rimossa la loro fonte (ad esempio se si sostituisce un trattore vecchio con uno moderno). Ma può anche accadere che si creino pericoli nuovi. I pericoli possono variare a seconda della stagione. Ciò che può essere sicuro in estate può costituire un pericolo in inverno (ad esempio superfici scivolose, infestazioni di parassiti). Dovete stare al passo con l’evolversi delle situazioni. Rivedete e valutate nuovamente i pericoli e i rischi potenziali dopo ogni cambiamento significativo. Occorrerà sempre prestare attenzione finché ci saranno persone che svolgono un’attività, non importa se semplice o complessa.

 

Tenuta di registrazioni

Tenete registrazioni delle valutazioni dei rischi scritte. Queste registrazioni sono utili per:

•valutare i pericoli che avete individuato e stabilire i rischi e le misure di controllo;

•comunicare informazioni e conoscenze alle persone interessate;

•valutare le esigenze formative dei vostri collaboratori nei casi in cui la formazione è individuata come una misura di controllo;

•valutare di tanto in tanto se le misure di controllo necessarie sono attuate;

•fornire prove alle autorità;

•fornire prove dell’adempimento del dovere di diligenza in procedimenti giudiziari;

•registrare nuovi pericoli se cambiano le circostanze.

 

Appendice 4.2: istruzioni per la valutazione dei rischi è un foglio di lavoro vuoto nel quale potere annotare i pericoli. La valutazione dei rischi interattiva che accompagna questa guida vi permette di completare la valutazione dei rischi, salvarla in formato elettronico e conservare le registrazioni delle valutazioni dei rischi completate.

 

RPS

 

L’articolo è tratto da:

Commissione Europea - Proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’orticoltura e della silvicoltura.



[4]APPENDICE 4.3: Esempi di pericoli (Potete usare questi esempi per completare l’appendice 4.2) (pdf, 7.3 MB)

 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!

Ti potrebbero interessare anche


Commenti:


Rispondi Autore: enzo raneri04/10/2017 (16:09:12)
Finalmente un po di giustizia: sono venti anni che faccio così e mi sono beccato decine di critiche circa la mancanza nei miei DVR del famigerato "piano delle misure di miglioramento"
Io ho sempre risposto che nella norma non è scritto così e che le misure atte a garantire il miglioramento nel tempo non possono essere altro che i controlli periodici (più o meno in funzione della gravita del rischio) delle misure previste per trattare i rischi individuati (Risk management)
Persino la linea guida AIAS e la vecchia edizione della norma OHSAS 18001 si prestano alla interpretazione errata; solo con la nuova edizione di OHSAS 18001 tutto cambia finalmente !!!

FBEsegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bacheca
GPEsegui il login tramite Google+!
GPEsegui il login tramite Twitter!
Nome e cognome: (obbligatorio)
E-Mail (ricevi l'avviso di altri commenti all'articolo)
Inserisci il tuo commento: