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I rischi occupazionali delle zoonosi vettore trasmesse

I rischi occupazionali delle zoonosi vettore trasmesse
Redazione
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 Valutazione dei rischi
14/02/2019: Le idonee misure di prevenzione occupazionali per affrontare in maniera coordinata le eventuali emergenze epidemiche e le principali zoonosi vettore-trasmesse.

Pubblichiamo il factsheet dell’INAIL “Zoonosi vettore trasmesse: rischi occupazionali” che affronta il tema delle zoonosi che costituiscono un importante problema di sanità pubblica rappresentando il 75% delle malattie emergenti a livello mondiale, molte delle quali sono vettore-trasmesse. Considerata l’epidemiologia delle zoonosi e le complesse interazioni tra uomo, animali e ambiente, è necessario garantire, nel controllo e nella prevenzione di tali malattie, un approccio multidisciplinare e integrato noto con il termine One Health.

 

COSA SONO LE ZOONOSI VETTORE TRASMESSE

Le zoonosi vettore trasmesse sono infezioni o malattie acquisite tra animali e uomo mediante la puntura e/o morsicatura di vettori infetti. I vettori sono per la gran parte artropodi, come zanzare, zecche e flebotomi, in grado di trasmettere l’agente patogeno.

 

PERCHÉ PARLARE DI ZOONOSI VETTORE TRASMESSE?

Le zoonosi costituiscono un importante problema di sanità pubblica rappresentando il 75% delle malattie emergenti a livello mondiale, molte delle quali sono trasmesse da vettore. Nell’ultimo decennio in Europa e in Italia si è assistito al progressivo aumento di casi importati e autoctoni di malattie virali di origine tropicale. Le cause sono da ricercare sia nei cambiamenti climatici (variazioni di temperatura e umidità) ai quali i vettori sono estremamente sensibili, che ad altri stressors di origine naturale e antropica (migrazioni, modifiche dell’ambiente e dell’uso del territorio, agricoltura intensiva, incremento dei viaggi e del commercio di animali, ecc.).

 

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AFFRONTARE LA TEMATICA CON UN APPROCCIO ONE HEALTH

Considerata l’epidemiologia delle zoonosi e le complesse interazioni tra uomo, animali e ambiente, è necessario garantire, nel controllo e nella prevenzione di tali malattie, un approccio multidisciplinare ed integrato noto con il termine One Health. Le attività da realizzare in tale ottica richiedono l’integrazione della sorveglianza veterinaria (animale ed entomologica) con quella dei casi umani al fine di individuare precocemente la circolazione del vettore sul territorio per valutare il rischio di trasmissione della malattia all’uomo; monitorare i casi importati nelle aree in cui sono presenti i potenziali vettori della malattia, per la valutazione del rischio di trasmissione autoctona del virus; monitorare i casi umani al fine di garantire il corretto trattamento della patologia. La predisposizione di piani di sorveglianza e monitoraggio integrati mira ad affrontare in maniera coordinata le eventuali emergenze epidemiche. Nel 2017 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha messo a punto una nuova strategia per rafforzare il controllo dei vettori a livello globale basato sulla sorveglianza e sul coordinamento tra i vari attori coinvolti (The Global vector control response 2017 - 2030, http://www.who.int/vector-control/publications/global-control-response/en/).

L’European centre for disease prevention and control(Ecdc) e l’European food safety authority (Efsa) hanno lavorato a un progetto comune (VectorNet, https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170511) che ha consentito di creare delle story maps, mappe interattive disponibili sul web che forniscono informazioni sulle malattie trasmesse da insetti vettori: dalla loro diffusione geografica al rischio di introduzione nell’UE, sino alle misure di prevenzione e controllo. In Italia a partire dal 1995 il Ministero della salute ha emanato circolari sulle misure di prevenzione da attuare nei confronti delle malattie trasmesse da artropodi (circ. n. 19 del 10 luglio 1995 e n. 10 del 13 luglio 2000); più recentemente ha predisposto dei Piani nazionali di sorveglianza e risposta ad arbovirosi e altre malattie da hantavirus. Nella Tabella 1 sono riportate le principali zoonosi vettore trasmesse in Europa e in Italia e le indicazioni di alcuni casi occupazionali riportati in letteratura; nella Tabella 2 le circolari e le note più recenti emanate dal Ministero della salute.

 

RISCHI OCCUPAZIONALI

Sebbene il rischio di essere punti da zanzare, flebotomi e/o morsi da zecche sia esteso a tutta la popolazione, particolare attenzione va rivolta alle categorie professionali che svolgono le loro attività in ambienti outdoor. Ne sono esempio agricoltori, forestali, guardia parchi, giardinieri, allevatori, veterinari, operatori addetti ai maneggi, ecc. Secondo il d.lgs. 81/2008, modificato e integrato dal d.lgs. 106/2009, il datore di lavoro ha l’obbligo, sulla base della valutazione dei rischi, di tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori mediante l’attuazione di idonee strategie di prevenzione (misure tecniche, organizzati-ve, procedurali, igieniche, attività di informazione e formazione, sorveglianza sanitaria).

 

LE MISURE DI PREVENZIONE

Il controllo dei vettori comprende sia misure di profilassi comportamentale che di controllo ambientale tali da evitare le punture delle zanzare e dei flebotomi e/o le morsicature delle zecche (Figura 1, Tabella 3).Tra le zoonosi di interesse occupazionale solo per la tickborne encephalitis (TBE) sono disponibili vaccini ad elevata sicurezza raccomandati per i soggetti professionalmente esposti (es. contadini, militari che lavorano presso aree endemiche e in zone rurali e boschive), per la popolazione residente in aree rurali a rischio e per i viaggiatori ad alto rischio che si recano in aree endemiche.

 

 

 

INAIL - Zoonosi vettore trasmesse: rischi occupazionali - Autori: S. Di Renzi, P. Melis, P. Tomao, M. C. D’Ovidio, W. D’Amico, N. Vonesch (pdf)



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