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Gestione della sicurezza e flexicurity

Gestione della sicurezza e flexicurity
Redazione
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 SGSL, MOG, dlgs 231/01
31/08/2017: I limiti alla flessibilità nel mercato del lavoro derivanti dall’applicazione efficiente di sistemi di gestione della sicurezza.

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I limiti alla flessibilità nel mercato del lavoro derivanti dall’applicazione efficiente di sistemi di gestione della sicurezza

Partendo dal dibattito teorico sviluppatosi negli anni attorno al concetto di “flessibilità”, intesa come strumento di competitività per tutti gli operatori economici richiesta o imposta dal mercato del lavoro, si constata nell’attuale congiuntura economica e sociale come il mondo del lavoro tenda ad apparire sempre più come una realtà caratterizzata da quote di flessibilità sempre crescenti, incrementate da richieste di aggiornamento e di apprendimento di nuove competenze espresse nei riguardi dei lavoratori spesso molto distanti da quelle che costituivano il bagaglio originario dagli stessi acquisite attraverso il percorso scolastico e universitario. Alla luce di questa constatazione, si è dunque in una fase nella quale i lavoratori sono chiamati a supportare il peso della mancanza di punti durevoli di riferimento e di una proiezione di sé che possa concepirsi come statica ed immutabile nel corso delle varie età lavorative.

 

Al contrario, i lavoratori sono oggi oggetto di una continua richiesta di riconversione e riadattamento di difficile implementazione. D’altra parte, sarebbe erroneo concepire l’attuale sistema come sbilanciato a tutto beneficio delle organizzazioni dei datori di lavoro a detrimento dei lavoratori e delle loro esigenze. Al contrario, le stesse aziende sono spinte in tutto il mondo avanzato – e in Italia certamente – a far fronte a richieste del mercato sempre più sfidanti. Dunque, il modello dicotomico secondo il quale i lavoratori supporterebbero tutto il peso della flessibilità loro imposta dalla congiuntura corrente sembra non fotografare correttamente il presente italiano.

 

L’esistenza di questa tendenza a leggere la flessibilità del mercato del lavoro come un determinato fattore di deviazione da condizioni di equilibrio di mercato, ormai divenuta topos letterario, viene pertanto “sfidata” dall’analisi di un particolare settore del mercato delle professioni, quello della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, vidimato dall’ottenimento di certificazioni di conformità a norme internazionali, che richiedono per le imprese “oneri” derivanti da modelli di gestione che presentano, in controtendenza, caratteri di forte rigidità.

 

Attraverso la presentazione dell’evoluzione storica della disciplina e del quadro normativo ed organizzativo attuale, per mezzo del quale tali modelli trovano applicazione, si viene in tal modo a mostrare uno degli aspetti che possono condizionare e determinare le scelte aziendali, sostenendole verso condizioni di efficienza o imponendo loro costi aggiuntivi a seconda delle modalità concrete di implementazione all’interno delle aziende.

 

Indice

1. Sviluppo industriale e mercato del lavoro in Italia nel ventunesimo secolo: caratteristiche e prospettive nel nome della “flessibilità”

2. L’estensione del concetto di “flexicurity” alla disciplina della gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro

2.a Cenni di evoluzione della tematica prevenzionistica nel corso della storia economica italiana

2.b Il D.Lgs. 81/2008 ed il Codice della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro

3. L’impatto a livello organizzativo dei modelli di gestione della sicurezza ed i limiti alla flessibilizzazione del lavoro

3.a La norma internazionale BS OHSAS 18001:2007 e l’esercizio della funzione ispettiva sul rispetto dei limiti normativi nell’ambito della teoria organizzativa

3.b I limiti alla flessibilizzazione organizzativa secondo le indicazioni fornite dalle linee guida UNI INAIL

3.c L’interazione tra la gestione della sicurezza sul lavoro e le altre funzioni d’impresa attraverso il disegno di modello organizzativo progettato dal D. Lgs. 231/2001

3.d Un elemento comune a tutti i modelli organizzativi nell’ottica della limitazione alla flessibilizzazione organizzativa: l’obbligo di valutazione dei rischi e di pianificazione della sorveglianza sanitaria come strumento di concepimento delle mansioni lavorative

3.e Studio di caso su un’applicazione flessibil-rigorosa dei modelli organizzativi della sicurezza sul lavoro: un esempio dal settore metalmeccanico torinese

 

Fonte: AIFOS

 

I limiti alla flessibilità nel mercato del lavoro derivanti dall’applicazione efficiente di sistemi di gestione della sicurezza - di Paolo Orlando Ferrara (Premio AiFOS 2015 - Premio giuria "Dottorato di Ricerca" del Corso di Dottorato di Ricerca in Relazioni di Lavoro - XXVII Ciclo -Università di Modena e Reggio Emilia) – (formato pdf, 1.3 mB)


 

 


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