esporta articolo in PDF

Regione Veneto: indicazioni su infortuni e malattie professionali

Regione Veneto: indicazioni su infortuni e malattie professionali
Redazione
 Redazione
 Normativa
28/02/2018: Una deliberazione della Regione Veneto recepisce un documento contenente il report e la pianificazione delle attività di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza per la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Venezia, 28 Feb – Già in passato il nostro giornale si è soffermato sull’attività dei Comitati regionali di coordinamento, ex articolo 7 del D.Lgs. 81/2008.

Ricordiamo, infatti, che, come indicato nel Testo Unico, al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi, nonché uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all’articolo 5 (Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro) e con la Commissione di cui all’articolo 6 (Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro), presso ogni Regione e Provincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 dicembre 2007.

 

Pubblicità
OttoUno - D.Lgs. 81/2008
Formazione e informazione generale dei lavoratori sulla sicurezza e salute sul lavoro
 

E come indicato nel decreto del 21 dicembre 2007 (Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro) i Comitati regionali di coordinamento, “svolgono i propri compiti di programmazione e di indirizzo delle attività di prevenzione e vigilanza nel rispetto delle indicazioni e dei criteri formulati a livello nazionale dai Ministeri della salute e del lavoro e della previdenza sociale e dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano al fine di individuare i settori e le priorità d'intervento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.

 

Report e pianificazione degli interventi regionali

Per avere informazioni sulle attività di pianificazione ci soffermiamo oggi su una deliberazione della Regione Veneto, la Deliberazione della Giunta Regionale 24 ottobre 2017, n. 1691, un provvedimento che recepisce il documento contenente il Report per l'anno 2016 e la Pianificazione per l'anno 2017 delle attività di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza per la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro “anche ai fini della trasmissione al Ministero della Salute e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché al Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi dell'art. 2, comma 4, del D.P.C.M. 21 dicembre 2007”.

 

Nella presentazione del provvedimento si ricorda che il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 all'articolo 7 “recepisce il ruolo e le funzioni del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e sicurezza sul lavoro” secondo quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2007.

La Regione del Veneto ha istituito tale organismo e le sue articolazioni “con Delibera della Giunta Regionale 30 dicembre 2008, n. 4182 e con successivo Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 22 luglio 2009, n. 136 è stata formalizzata la nomina dei componenti, giungendo poi all'insediamento del Comitato in data 29 settembre 2009 e dell'Ufficio operativo il 2 novembre 2009. Le articolazioni di cui si compone il Comitato Regionale di Coordinamento sono: un Ufficio Operativo e sette Organismi Provinciali di Coordinamento”.

E a seguito dell'attività svolta in coordinamento tra i vari Enti facenti parte del Comitato Regionale di Coordinamento è stato elaborato il documento: "Report anno 2016, pianificazione anno 2017 delle attività di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza per la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro".

 

Presentiamo alcune indicazioni tratte brevemente dal documento con particolare riferimento a quanto riportato nel capitolo dedicato al contesto regionale e agli indicatori di salute.

 

Infortuni sul lavoro nella Regione Veneto

Riguardo agli infortuni sul lavoro si indica che l'obiettivo della riduzione degli infortuni più gravi, condiviso dagli stati membri della Comunità Europea, è stato “recepito dal Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 e fatto proprio dal Piano Regionale di Prevenzione della Regione del Veneto che ha sviluppato diversi progetti su questo tema”. E si evidenzia “una netta riduzione del numero di infortuni totali e dei relativi tassi di incidenza”.

Tuttavia, ad una più attenta analisi, “emergono alcuni elementi che inducono a valutare con prudenza l'ipotesi che questo dato sia dovuto, nel breve periodo, soltanto ad un miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro; infatti, le variazioni rapide sono più verosimilmente connesse all'andamento economico mentre, nel lungo periodo, si possono osservare cambiamenti dovuti ad una diversa distribuzione delle attività a rischio (aumento del terziario e delocalizzazione delle attività manifatturiere), al miglioramento delle tecnologie produttive (automazione) e all'applicazione della normativa sulla sicurezza. A questi miglioramenti effettivi si devono aggiungere le riduzioni apparenti del numero di infortuni (sottonotifica dei casi lievi) o dei tassi di incidenza (contemporanea riduzione del numero di infortuni e scarsa rispondenza alla realtà della stima dei lavoratori esposti, calcolata sulla base del monte salariale erogato e usata al denominatore del tasso di incidenza che, non sempre, corrisponde all'effettiva riduzione della produzione in periodi di crisi)”.

Rimandiamo alla lettura integrale del Report che riporta diverse tabelle, analizza vari parametri e si sofferma anche sugli infortuni mortali.

 

Malattie professionali da sovraccarico biomeccanico degli arti e del rachide

L'andamento delle malattie professionali è più “difficilmente inquadrabile rispetto a quello degli infortuni a causa del tempo di latenza molto variabile tra esposizione ed insorgenza della malattia e dell'effetto connesso all'aggiornamento delle tabelle delle patologie indennizzate da INAIL”. In ogni caso i dati più recenti mostrano “come le patologie muscolo scheletriche siano oggi al primo posto, avendo superato l'ipoacusia da rumore”.

 

A questo proposito il Report si sofferma sulle malattie professionali da sovraccarico biomeccanico degli arti e del rachide con riferimento al PREO (Programma Regionale Ergonomia Occupazionale) che annualmente “effettua un monitoraggio sulle segnalazioni/ denunce di patologie professionali da sovraccarico biomeccanico degli arti e del rachide”.

 

Si indica che nel biennio 2014-2015 “sono state segnalate/denunciate agli SPISAL del Veneto rispettivamente 1.399 e 2.161 patologie con un incremento del 54%”. E hanno sicuramente “contribuito all'aumento da un lato il conteggio più preciso rispetto agli anni precedenti delle patologie multiple e dall'altro l'emersione delle denunce in agricoltura, riguardanti principalmente coltivatori diretti, in particolare nella provincia di Padova”.

 

Si indica poi che “considerando l'andamento del numero di segnalazioni/denunce dei diversi tipi di malattie da rischi di natura ergonomica, nel 2015 le patologie degli arti superiori hanno rappresentato il 59% del totale delle patologie segnalate e, all'interno di tale percentuale, il 53% (nel 2014 era il 48%) si riferisce alle patologie della spalla e il 28% alla sindrome del tunnel carpale (nel 2014 era il 30%). Dal 2014 al 2015 l'incidenza delle patologie degli arti superiori sono aumentate mediamente del 51% con picchi del 116% per quanto riguarda le patologie del gomito, del 66% per quelle della spalla e del 39% per la sindrome del tunnel carpale. Le patologie del rachide rappresentano il 35% del totale delle segnalazioni e rispetto al 2014 sono aumentate del 52% (lo scorso anno l'aumento era stato solo del 15%). Le patologie degli arti inferiori si mantengono in numero limitato (6% del totale delle segnalazioni) ma sono raddoppiate rispetto al 2014 (da 60 a 134, +123%)”.

 

Segnaliamo in conclusione che il documento riporta anche il report delle attività svolte e la pianificazione per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica la normativa di riferimento:

Regione Veneto - Deliberazione della Giunta Regionale n. 1691 del 24 ottobre 2017 - Report anno 2016 e pianificazione anno 2017 delle attività di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza per la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro.



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Hai qualcosa da dire su questo articolo? Aggiungi ora il tuo commento


Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.
Nome e cognome: (obbligatorio)
Email (se vuoi ricevere l'avviso di altri commenti)
Inserisci il tuo commento:(obbligatorio)

Leggi anche altri articoli sullo stesso argomento:


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!