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Le azioni per ridurre il rischio di esposizione all'amianto

Le azioni per ridurre il rischio di esposizione all'amianto
22/05/2019: Un documento della Regione Toscana riporta indicazioni per la rimozione e lo smaltimento di modeste quantità di materiali contenenti amianto derivanti da utenze domestiche. Le istruzioni operative e i dispositivi di protezione.
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Firenze, 22 Mag – Tra le azioni per contenere e ridurre il rischio di esposizione all'amianto contenute nel documento regionale “ LINEE GUIDA SULL'AMIANTO. Criteri e priorità per l’esercizio delle azioni della Regione Toscana”, previsto in Toscana dalla legge regionale n. 55 del 5 ottobre 2017, sono presenti specifiche indicazioni per la rimozione e lo smaltimento di modeste quantità di materiali contenenti amianto (MCA) derivanti da utenze domestiche.

 

Ci soffermiamo, in particolare, su:

Rimozione e smaltimento di modeste quantità di materiali contenenti amianto

Le indicazioni presenti nel documento si ripropongono le seguenti finalità:

  • “evitare l'abbandono di amianto sul territorio e la conseguente esposizione al rischio della popolazione e contaminazione delle matrici ambientali;
  • fornire indicazioni adeguate per la corretta gestione del MCA attraverso l'individuazione dei requisiti minimi e delle condizioni che devono essere presenti ai fini della rimozione di modeste quantità di MCA;
  • contenere i costi della rimozione e successivo smaltimento;
  • assicurare che vi sia un omogeneo recepimento e si determini una omogenea applicazione delle regole per la rimozione e lo smaltimento di MCA nel territorio regionale”.

 

In particolare si indica che gli elementi che “favoriscono la dismissione corretta e scoraggiano l'abbandono di MCA sono costituiti, essenzialmente, da facili modalità di accesso al servizio, da adeguate informazioni per attuare in sicurezza la rimozione e confezionamento in proprio, da un supporto tecnico per eventuali problematiche che il cittadino si trova ad affrontare e infine da costi calmierati”. E a questo proposito le linee guida “vogliono mettere in condizione i privati cittadini di provvedere direttamente alla rimozione di modeste quantità di MCA da utenze domestiche”, come indicate nel documento. Senza dimenticare che se le operazioni presentano rischi per l'incolumità delle persone o non vi siano condizioni di sicurezza, o comunque non si possono rispettare i requisiti presentati nel documento regionale, “è necessario provvedere alla rimozione attraverso ditte specializzate”.



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Ci soffermiamo oggi sulle istruzioni operative, sulle attrezzature e sui dispositivi di protezione individuale indicati nelle linee guida.

 

Operazioni preliminari e dispositivi di protezione

Nelle linee guida si indica che “deve essere utilizzato un kit contenente i dispositivi di protezione individuale (DPI) e i materiali idonei per l'imballaggio del manufatto rimosso, con le istruzioni per l'uso, fornito dal gestore pubblico, dietro rimborso dei costi”.

 

In particolare il kit, fornito dal gestore al cittadino che ha ricevuto il consenso per la rimozione diretta, contiene:

  • “1 mascherina FFP3 conchiglia con valvola;
  • 1 tuta monouso con cappuccio tipo 5-6 Cat. III;
  • 2 paia guanti da lavoro in pelle da smaltire a fine intervento con il resto dei DPI;
  • 2 paia di sovrascarpe;
  • 1 flacone con 750 grammi di incapsulante tipo D (in alternativa 750 grammi di colla vinilica e 1 tubetto di colorante rosso o blu);
  • fogli in nylon-polietilene bianco di spessore minimo 0.20 mm in base alla tipologia del manufatto o in alternativa sacchi idoneamente etichettati per confezionare i materiali rimossi;
  • 10 etichette adesive con scritta “R” e “pericolo amianto”;
  • nastro da pacchi adesivo in plastica possibilmente con scritta “Attenzione Amianto”.

Il cittadino si deve premunire di idoneo spruzzatore/nebulizzatore a bassa pressione dove inserire l'incapsulate per il trattamento, uno o più pallet se necessario per appoggiare il materiale rimosso, le eventuali attrezzature manuali, scale e trabattelli da utilizzare”.

 

Inoltre prima di procedere alla rimozione o raccolta dei manufatti “devono essere eseguite le sottoelencate operazioni preliminari:

  • se la zona di intervento è soggetta al passaggio di terzi, deve essere impedito l'accesso delimitando l'area con nastro bicolore o appositi cartelli;
  • indossare scarpe idonee, la tuta, la maschera FFP3, il cappuccio della tuta, le sovrascarpe e per ultimo i guanti da lavoro (come previsto nella successiva Fase 1);
  • preparare la soluzione incapsulante di tipo D fornita da spruzzare sulla copertura o sui manufatti da rimuovere. In alternativa il cittadino deve miscelare la colla vinilica con acqua e con il colorante ottenendo una soluzione colorata al 30% di colla in acqua. Generalmente un litro di preparato è sufficiente per spruzzare circa 10 m2 di superficie;
  • tutte le operazioni devono essere eseguite riducendo al massimo la produzione di polvere, evitando di rompere o tagliare i manufatti, di lasciarli cadere, di trascinarli;
  • predisporre sul pavimento due teli di polietilene incrociati, aprendoli completamente;
  • raccogliere, previa bagnatura con il prodotto incapsulante, gli eventuali materiali contenenti amianto caduti a terra”.

 

Le fasi della rimozione dei materiali contenenti amianto

Nel documento sono presentate nel dettaglio le varie fasi della rimozione:

  • Fase 1- Vestizione con indumenti protettivi
  • Fase 2 - Trattamento dei manufatti in cemento-amianto
  • Fase 3 - Rimozione dei manufatti
  • Fase 4Svestizione

 

Ad esempio riguardo alla vestizione con indumenti protettivi sono fornite le seguenti indicazioni:

  1. “Indossare prioritariamente la tuta monouso avendo l'accortezza di non lacerare il tessuto con altri indumenti sottostanti quali borchie di cinture, cerniere e relativi zip od altre protuberanze laceranti. Si consiglia di aprire totalmente la tuta protettiva abbassando quasi completamente la cerniera di chiusura, e, partendo dall'inserimento dei piedi nelle apposite uscite inferiori, cominciare a sollevare la tuta fino al raggiungimento del cavallo dei pantaloni, quindi, inserire le braccia una per volta nelle relative maniche, infine, piegandosi leggermente sulle ginocchia, facilitare l'aderenza del resto della tuta alla propria schiena. In piedi, chiudere quindi la cerniera fino all'altezza del collo. Non indossare assolutamente in questa fase il cappuccio della tuta.
  2. Indossare la maschera FFP3 ed aggiustare la linguetta di alluminio che sovrasta il naso per adattarla alla propria conformazione facciale. Se la maschera è dotata di regolazione degli elastici, procedere al loro adattamento. Si ricordi che la maschera è senza dubbio il pezzo del Kit più importante per la salvaguardia delle vie respiratorie dalle polveri di amianto, e quindi, è opportuno adattarla perfettamente alla propria faccia nel modo più aderente possibile senza tuttavia deformarla con un eccessivo schiacciamento al volto. Per una migliore indossabilità e funzionalità si raccomanda una perfetta rasatura del volto.
  3. Dopo avere indossato la maschera, indossare il cappuccio della tuta facendola aderire fino alle guance (gli elastici traenti dovranno essere sempre e comunque essere coperti dal cappuccio della tuta).
  4. Indossare le sovrascarpe e i guanti forniti facendoli aderire perfettamente alle dita in modo da ottenere la massima prensilità (gli elastici alle maniche della tuta dovranno quindi essere posizionati a copertura dei guanti che se ben indossati dovranno raggiungere i polsi)”.

 

Dopo aver accennato al trattamento dei manufatti in cemento-amianto, con particolare riferimento al prodotto incapsulante, sono riportate le indicazioni per la rimozione dei manufatti con riferimento a:

  1. Rimozione lastre di copertura in cemento-amianto in quota (max 3 m di altezza dal piano campagna, superficie massima 30 m2)
  2. Lavori di rimozione/raccolta di materiali in amianto a terra (quantità massima 300 Kg)
  3. Lavori di rimozione di canne fumarie e tubazioni in MCA (quantità massima 300 Kg e altezza di lavoro max 3 m)
  4. Lavori di rimozione di cassoni o serbatoi per acqua in MCA (capacità massima 500 litri)
  5. Lavori di rimozione di pavimenti in piastrelle in PVC in amianto (superficie max 30 mq)

 

Ad esempio riguardo alla rimozione delle lastre di copertura in cemento-amianto in quota (max 3 m di altezza dal piano campagna, superficie massima 30 m2) si indica che “l'area sottostante la copertura da rimuovere deve essere sgombrata da mobili e suppellettili eventualmente presenti, così come intorno al perimetro del fabbricato (si consiglia di tagliare anche l'eventuale vegetazione per evidenziare meglio i frammenti che possono cadere a terra)”. E le attrezzature ingombranti che non possono essere spostate “devono essere completamente ricoperte con fogli di polietilene e sigillate con nastro adesivo. Sigillare inoltre condizionatori, canne fumarie e altre aperture nelle pareti”.

Nelle linee guida sono poi riportate indicazioni operative per il carico del materiale, per l’uso del prodotto incapsulante, per lo smontaggio e disposizione delle lastre e per la pulizia.

 

Riprendiamo anche alcune avvertenze finali:

  • “non si deve mai salire sulle lastre di cemento-amianto che sono molto fragili e si rompono con facilità. Non usare assolutamente attrezzi di fortuna per operare in altezza, quali, a puro titolo di esempio, sedie o sgabelli;
  • ai fini antinfortunistici, la rimozione di lastre in opera deve essere effettuata dal basso, con l'uso di un piano di calpestio a norma (es. trabattello);
  • se le dimensioni e l'ubicazione del manufatto da rimuovere sono tali da rendere difficile e insicura l'esecuzione delle operazioni descritte, si ritiene opportuno fare intervenire una ditta specializzata;
  • non usare trapani o altri strumenti/attrezzature ad alta velocità per il taglio degli ancoraggi del MCA”.

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale delle linee guida della Regione Toscana che riportano, oltre a molte informazioni sul lavoro di rimozione, anche dettagliate indicazioni su:

  • requisiti per la rimozione diretta di MCA da utenze domestiche da parte dei cittadini
  • carico e trasporto del materiale
  • procedura amministrativa per l'attivazione del servizio di ritiro e smaltimento
  • competenze dei gestori e degli enti coinvolti.

 

Tiziano Menduto

  

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Regione Toscana, “ LINEE GUIDA SULL'AMIANTO. Criteri e priorità per l’esercizio delle azioni della Regione Toscana”, realizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Tommaso Braccesi e David Tei (formato PDF, 3.45 MB).

 

Scarica la normativa di riferimento:

Ministero della Sanità - Decreto 6 settembre 1994 - Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto.

 

Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - Norme in materia ambientale

 

 

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Rispondi Autore: Eugenio Roncelli
22/05/2019 (08:42:43)
Si tratta in tutto e per tutto di una attività a rischio, ben defintia nel Dlgs 81/08: permettere il "fai da te" (incluso attività con rischio di caduta dall'alto) è , a mio modesto parere, una forzatura pericolosa e passibile di conseguenza per l'amministrazione che la permette.

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