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Quando la formazione e-learning diventa una scelta strategica

Quando la formazione e-learning diventa una scelta strategica
30/05/2018: Informazioni sulla realizzazione in Veneto di progetti e-learning per le aziende del Sistema Sanitario Regionale. Il contesto di partenza, la normativa, la formazione specifica per il preposto e l’efficacia della modalità e-learning.
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Venezia, 30 Mag – Non è la prima volta che, malgrado un mercato della formazione che, come rilevato dal nostro giornale, non sempre punta alla qualità dei prodotti offerti, segnaliamo interessanti percorsi formativi realizzati da Regioni ed enti pubblici. E spesso, come indicato anche in un documento dell’Inail, questi percorsi formativi qualitativamente validi sono realizzati in modalità e-learning.


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Proprio per poter tornare a parlare di alcune esperienze positive di queste modalità di formazione, facciamo oggi riferimento ad un intervento che si è tenuto a Venezia il 4 ottobre 2017 al convegno “ I sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro in sanità: esperienze, confronto e prospettive”. Un convegno che presentava i risultati del Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) nelle Aziende Sanitarie del Veneto che ha ormai compiuto più di 10 anni.

 

I progetti e-learning per le aziende del servizio sanitario

Presentiamo l’intervento “Progetti e-learning per le aziende del SSR: la scelta strategica della Regione Veneto”, a cura di Lavinia Zisa della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica (SSP), una scuola di formazione e ricerca – emanazione diretta della Regione Veneto - che si occupa dello sviluppo professionale e manageriale dei professionisti che lavorano nel Sistema Sanitario Regionale del Veneto.

 

Nella relazione si ricorda il contesto di partenza.

Ad esempio con riferimento al DGR 1753 del 29 settembre 2014 che indicava che per quanto riguarda la FAD (formazione a distanza) “la Regione del Veneto si riserva di fornire alle Aziende Sanitarie, Ospedaliere e IOV dei percorsi di formazione già realizzati o da predisporre per favorirne la diffusione e l'uniformità nella rete regionale (ad esempio sulle tematiche della Sicurezza del paziente e dell'ambiente di lavoro)”. E a questo proposito la Regione ha “formalizzato la composizione di due gruppi di lavoro per sviluppare i progetti sulle tematiche indicate, affidando alla FSSP il supporto metodologico”.

Si ricorda anche la Deliberazione della Giunta Regionale n. 840 del 07 giugno 2016, relativa al recepimento dell'Accordo adottato in Conferenza permanente in materia di corsi di formazione dei lavoratori ai fini della realizzazione di progetti formativi sperimentali in modalità di apprendimento e-Learning.

 

Il documento riporta l’indicazione dei corsi realizzati in modalità e-learning e molti dati sulla sperimentazione attuata in Veneto.

E segnaliamo che nell’Accordo (ASR) recepito dal DGR 840/2016 l'utilizzo delle modalità di apprendimento e-learning è consentito anche per "progetti formativi sperimentali, eventualmente individuati da Regioni e Province autonome nei loro atti di recepimento del presente Accordo, che prevedano l'utilizzo delle modalità di apprendimento e-Learning anche per la formazione specifica dei lavoratori e dei preposti".

Rimandiamo alla lettura dell’articolo “ Quali corsi su sicurezza sul lavoro possono essere svolti in e-learning?” per approfondire, anche alla luce dei cambiamenti operati dall’ Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, i limiti normativi per l’utilizzo della formazione in e-learning.   

 

L’utilizzo dell’e-learning è strategico? 

Al di là dei dati numerici veniamo ad alcune riflessioni e domande che si pone la relatrice.

L’e-learning a livello regionale è strategico? La risposta è positiva, “sul piano organizzativo, qualitativo ed economico”.  E lo è anche “sul piano dell’efficacia formativa”.

Infatti grazie all’autorizzazione dei progetti sperimentali – continua la relazione – “è possibile coprire con l’e-learning tutti i contenuti per la formazione specifica del preposto (esclusa la prova di valutazione finale da fare in presenza e la necessaria contestualizzazione delle procedure). Ciò vuol dire che a livello di ‘sistema regionale’ si liberano 72 giornate, cioè in media 6 per Azienda”.

 

La formazione specifica per il preposto

Nella relazione sono indicati poi i contenuti per la “formazione particolare aggiuntiva per il preposto:

  1. Principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità
  2. Relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione
  3. Definizione e individuazione dei fattori di rischio
  4. Incidenti e infortuni mancati
  5. Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri
  6. Valutazione dei rischi dell’azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera
  7. Individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione
  8. Modalità di esercizio della funzione di controllo dell’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e di uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione”.

E si chiede la relatrice: nella formazione tradizionale d’aula “si riesce ad affrontare in modo esaustivo tutti gli argomenti in 8 ore?  Realisticamente no... Le 8 ore minime previste dall’ASR per la formazione aggiuntiva del proposto servirebbero, da sole, per sviluppare gli aspetti più relazionali e comportamentali della sicurezza, cioè per lavorare sulla cultura della sicurezza. È probabile, quindi, che in un corso residenziale di 8 ore questi contenuti occupino uno spazio residuo rispetto agli altri; oppure che un RSSP, consapevole della necessità di dedicargli più tempo, programmi dei corsi per preposti di durata superiore alle 8 ore”.   

 

Dopo aver riportato il programma e i moduli del corso, la relazione segnala che “visto che grazie alla FAD è possibile coprire la maggior parte dei contenuti obbligatori e che bisogna, comunque, organizzare una sessione d’aula per lo svolgimento della valutazione finale, le 6 giornate che ogni Azienda ha a disposizione possono essere dedicate allo sviluppo dei temi più caldi inerenti alla cultura della sicurezza. La durata delle sessioni d’aula è a discrezione di ogni Azienda. In un giorno se ne possono fare anche due da 3-4 ore ciascuna. La progettazione di queste sessioni è supportata da alcune esercitazioni previste in FAD”.

 

Riguardo alla sperimentazione sono riportate, a titolo esemplificativo, anche delle domande a risposta aperta con testo libero da digitare.

Ad esempio al termine della lezione ‘La sensibilizzazione e il coinvolgimento dei lavoratori’ si chiede: “Dalla lettura dei testi proposti in questa lezione si evince uno stretto rapporto fra la comunicazione e la promozione di una cultura della sicurezza. Il preposto gioca un ruolo fondamentale in questo processo: contestualizza questa affermazione in riferimento al tuo ambiente di lavoro”.

E le risposte fornite “sono un indicatore della consapevolezza di ruolo percepita dal preposto, quindi, possono orientare la progettazione dei contenuti d’aula”.

 

Ancora sull’efficacia formativa

Siamo sicuri che durante la formazione d’aula i corsisti siano realmente presenti e che stiano acquisendo tutti i contenuti trasmessi?  

Inoltre con la formazione a distanza, in e-learning, si ha un livello di sicurezza maggiore, perché:

  • “i contenuti multimediali (video-lezioni e testi) sono costruiti in modo che 10-15 minuti bastano per completare l’apprendimento di un oggetto didattico;
  • la fruizione complessiva del corso può essere frazionata in più collegamenti, per cui ogni corsista si autoregola sulla quantità di tempo da dedicare, senza stressare il proprio livello di attenzione”;
  • “nessun contenuto del corso può essere saltato perché ad ogni lezione è associata un’esercitazione obbligatoria, il cui superamento consente di accedere ai contenuti successivi. La risposta non può essere data a caso né da sostituti;
  • il test finale di apprendimento è costruito con rigore scientifico e deve essere svolto entro un tempo limite che è inferiore al tempo complessivo delle videolezioni, quindi, per superarlo bisogna aver studiato e appreso. Inoltre, prevede la doppia randomizzazione in caso di tentativo ripetuto (max 3 tentativi)”.  

 

Concludiamo l’articolo segnalando che la relatrice riporta poi nelle slide anche i prossimi progetti in e-learning regionali e alcuni dati e punti di vista dei partecipanti ai corsi sperimentali.

 

 

RTM

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Progetti e-learning per le aziende del SSR: la scelta strategica della Regione Veneto”, a cura di Lavinia Zisa (Fondazione Scuola di Sanità Pubblica), intervento tratto dal convegno “I sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro in sanità: esperienze, confronto e prospettive” (formato PDF, 1.71 MB).



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Rispondi Autore: Giovanni30/05/2018 (09:43:53)
L' e-learning serve di più a far soldi alle grosse organizzazioni , io rimango del parere che la formazione in aula è il TOP , per confronto , dinamicità, per relazionamento, per socializzazione tra colleghi, per affrontare le tematiche ed i dubbi de visus, per la reale presenza, per lo scambio di opinioni con altri colleghi corsisti ...etc. etc.. potrei continuare all'infinito .

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