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Servizi di prevenzione in Europa: il punto di vista dei professionisti

Servizi di prevenzione in Europa: il punto di vista dei professionisti
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: RSPP, ASPP

21/06/2024

Un documento dell’Agenzia europea EU-OSHA si sofferma sui servizi di prevenzione in materia di sicurezza e salute sul lavoro riportando il punto di vista dei professionisti. Focus su formazione, comunicazione, PMI, pandemia, …

Bilbao, 21 Giu – Un nuovo documento commissionato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) si sofferma sui professionisti dei servizi di prevenzione in materia di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) evidenziando punti di forza e carenze nei vari paesi europei.

 

Il documento – dal titolo “Occupational safety and health preventive services: the professionals’ perspective” (Servizi di prevenzione in materia di sicurezza e salute sul lavoro: il punto di vista dei professionisti) - ne parla fornendo una prospettiva diretta di vari professionisti che aderiscono alla rete europea delle organizzazioni professionali nel campo della sicurezza e della salute (European Network of Safety and Health Professional Associations, ENSHPO), una rete fondata nel 2001 sotto l’egida dell’Agenzia europea EU-OSHA.

 

 

Il “Discussion Paper” – a cura di Mireya Rifá Fabregat, Claudio Munforti e Alison van Keulen (ENSHPO) - si concentra, in particolare, sul dibattito in corso in merito al ruolo dei servizi di prevenzione (interni ed esterni) nel promuovere il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza e illustra l’attuale panorama dei servizi. Ed evidenzia la necessità di avviare un dibattito sui miglioramenti da apportare nei vari paesi europei.

 

Nel presentare il documento ci soffermiamo sui seguenti argomenti:


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I servizi di prevenzione in Europea: la ricerca e il ruolo svolto

Il documento ricorda nell’introduzione che in Europa il termine "prevenzione o servizi di prevenzione" è normalmente utilizzato per descrivere il supporto professionale qualificato, interno o esterno all'azienda, fornito ai datori di lavoro per consentire loro di adempiere ai propri obblighi di legge in materia di SSL (sicurezza e salute sul lavoro).

 

L'obiettivo di questo documento è fornire dati ai ricercatori e ai responsabili politici per comprendere meglio come sostenere la conformità alla sicurezza e alla salute sul lavoro (SSL). Si ricorda poi che i professionisti della SSL hanno una visione d'insieme della situazione delle organizzazioni in materia di salute e sicurezza: intervengono e forniscono supporto, assistenza e aiuto, laddove è richiesta la loro esperienza, e segnalano le aree che necessitano di un intervento specialistico.

 

Questi professionisti sono inoltre fondamentali per sensibilizzare e promuovere il rispetto di una cultura preventiva aziendale, che è alla base del raggiungimento di ambienti di lavoro più sicuri e più sani da parte delle organizzazioni.

Inoltre il lavoro di questi professionisti della sicurezza e della salute richiede conoscenze tecniche ampie e approfondite, ma anche la capacità di creare collegamenti e reti con altre politiche, sistemi, ambienti e/o attori che possono influenzare gli ambienti di lavoro. È importante anche la comprensione della legislazione complementare e molte altre competenze, come la comunicazione, la leadership e le capacità in ambito formativo.

 

I dati utilizzati per questo documento sono stati raccolti tra i professionisti della salute e della sicurezza che sono membri della Rete europea ENSHPO e che sono attualmente attivi e lavorano nel campo della salute e della sicurezza, nei servizi di prevenzione esterni o interni.

 

I servizi di prevenzione: formazione, comunicazione e PMI

Dalle risposte raccolte, attraverso questionari e interviste, si possono trarre diverse conclusioni riguardo alle problematiche dei servizi di prevenzione in Europa.

 

Si ricorda, ad esempio che è importante armonizzare l'istruzione e la formazione dei professionisti della SSL.

Si segnala che i requisiti per diventare un professionista della SSL differiscono nettamente da un Paese all'altro, ad esempio con riferimento ai requisiti in termini di anni di esperienza professionale, ore di sviluppo professionale continuo e criteri per l'esercizio della professione. Questa mancanza di armonizzazione a livello europeo rende impossibile stabilire un livello di competenza e un livello atteso di professionalità dei professionisti della SSL.

 

I dati evidenziano la necessità di una ricerca, in collaborazione con i professionisti della salute e della sicurezza a livello di Stati membri dell'UE, per discutere il futuro della professione concentrandosi su due aspetti chiave: i requisiti minimi di qualificazione o formazione e i requisiti minimi per esercitare la professione. Questa ricerca fornirebbe le basi per una guida su come implementare modelli a livello europeo che siano più in linea anche con i nuovi ambienti di lavoro, i mutamenti in materia di flessibilità organizzativa e i rischi emergenti.

 

Sono poi necessari efficaci canali di comunicazione.

Si sottolinea che i professionisti della SSL, gli ispettorati del lavoro, i sindacati dei lavoratori, i datori di lavoro e le autorità di regolamentazione devono collaborare e condividere un linguaggio comune su come organizzare, gestire e attuare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Spesso questa comunicazione è assente o carente: la conseguente mancanza di coordinamento e collaborazione rende difficile promuovere un dialogo costruttivo sul miglioramento dell'ambiente di lavoro e sull'effettivo rispetto della legislazione.

 

Si ricorda poi che in Europa le piccole e medie imprese, le PMI sono onnipresenti nel mondo del lavoro e sono in crescita.

In un mercato europeo in cui le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto imprenditoriale, ci sono ancora criticità nella gestione della salute e della sicurezza e nella conformità normativa.

 

In molti casi, le PMI hanno difficoltà ad accedere a un buon servizio di prevenzione, ad esempio a causa delle risorse economiche. Per le aziende piccole un'opzione è quella di impiegare un dipendente esistente, o potenzialmente anche i datori di lavoro, per la gestione della salute e la sicurezza interna.

Si indica che esiste una letteratura accademica relativamente ampia su come incorporare una gestione reale ed efficace della sicurezza e della salute nelle PMI e quindi sostenere la conformità normativa, compreso il maggiore investimento nel valore della cultura della sicurezza. Ciononostante, si percepisce spesso una mancanza di conoscenza pratica degli ostacoli che le PMI incontrano in materia di sicurezza e salute e delle soluzioni che possono essere più efficaci in base alle dimensioni, al settore produttivo e alla realtà del mercato del lavoro.

 

I servizi di prevenzione: pandemia e commercializzazione

Il documento ricorda poi che il COVID-19 ha cambiato il ruolo dei professionisti della sicurezza e della salute.

 

Le lezioni apprese dalla pandemia hanno portato gli intervistati alle seguenti riflessioni:

  • l'impatto delle pandemie, e in generale delle questioni di salute pubblica, si ripercuote profondamente sui luoghi di lavoro, per cui è necessario coinvolgere nella gestione i professionisti della salute e della sicurezza fin dall'inizio;
  • il COVID-19 ha evidenziato nuovi rischi che ora devono essere presi in considerazione;
  • la risposta alla pandemia ha mostrato come la gestione dei rischi psicosociali e l'integrazione di nuove modalità di lavoro ( telelavoro, piattaforme digitali e così via) richiedano una rivalutazione dei rischi all'interno delle organizzazioni e nuove forme di gestione della SSL;
  • le organizzazioni devono essere più flessibili e resilienti, il che porta a sistemi di gestione più agili e aperti;
  • la comunicazione tra i servizi di prevenzione e i servizi di sanità pubblica dovrebbe essere prioritaria, con particolare attenzione alle misure, alle procedure e così via.

 

Si segnala poi che si registra un aumento della commercializzazione dei servizi di prevenzione, soprattutto per quanto riguarda i servizi di prevenzione esterna.

Anche se questo aumento può essere dovuto al mercato stesso – continua il documento europeo - è necessario monitorarlo e controllarlo adeguatamente, perché c'è il rischio elevato che la salute e la sicurezza perdano il loro valore intrinseco di protezione e sicurezza e diventino invece una merce in vendita.

 

In definitiva si indica poi che le aziende, le organizzazioni dovrebbero migliorare i loro investimenti, sia umani che finanziari, in sicurezza e comprendere i vantaggi dell'investimento nella SSL. Allo stesso modo, i servizi di prevenzione dovrebbero promuovere il loro ruolo nel mercato del lavoro, aprire canali di comunicazione con altri attori e armonizzare i requisiti minimi di qualificazione ed esperienza per i professionisti.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del Discussion Paper che si sofferma su vari altri aspetti emersi da questionari e interviste (rapporto tra competenze generali e specializzazioni, diversità dei ruoli dei professionisti, accessibilità dei dati, …).

 

 

RTM

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “Occupational safety and health preventive services: the professionals’ perspective”, Discussion Paper, a cura di Mireya Rifá Fabregat, Claudio Munforti e Alison van Keulen (ENSHPO), edizione 2024.

 


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