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Open Science e Open Access: una ricerca aperta per la sicurezza sul lavoro
Roma, 5 Mag – In questi anni la ricerca scientifica ha vissuto una evoluzione, un profondo cambiamento culturale, sia nei metodi utilizzati che nella collaborazione tra ricercatori e nella gestione delle conoscenze.
Questa evoluzione ha dato il via ad un nuovo approccio, chiamato Open Science, che secondo l’UNESCO “rappresenta un modello di scienza più equo, accessibile e orientato al bene comune”.
In particolare l’Open Science “comprende un insieme di pratiche e strumenti volti a favorire la collaborazione, la comunicazione e la condivisione tempestiva dei risultati, dei metodi e degli strumenti di ricerca, rendendo l’intero processo il più aperto e trasparente possibile”. E un ruolo chiave nello sviluppo e nella diffusione delle buone pratiche di Open Science “è svolto dalla cooperazione tra istituzioni, che consente di mettere in comune esperienze e risorse infrastrutturali”.
A ricordare, con queste parole, l’importanza di questa evoluzione, è la nuova scheda informativa del Dipartimento di Innovazione Tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell’Inail dal titolo “Open Science e Open Access nella ricerca a supporto della salute e sicurezza sul lavoro” e a cura di De Cillis P, Nebbioso A, Ricciardi L, Santone L (Inail Dit), Modestino R (Inail UOT Avellino).
La scheda presenta un accordo di collaborazione, tra il Gruppo di Ricerca DIT Inail e il Gruppo di lavoro sull’Open Access dell’ Università del Piemonte Orientale (UPO), che ha l’obiettivo di “favorire la crescita professionale e scientifica in tema di scienza aperta, ovvero sensibilizzare l’utenza dei due Enti in favore delle pratiche di open science attraverso la realizzazione di attività di studio e di formazione, di informare e promuovere le pratiche della scienza aperta nell’ambito della ricerca e della sua diffusione per accrescere forme di collaborazione, rendere fruibile il sapere scientifico, quindi aumentare l’impatto dell’attività scientifica dei ricercatori”.
Nel presentare la scheda/factsheet ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- Open Science e Open Access: significato ed evoluzione
- Open Science e Open Access: contributi Inail e progetti
- Open Science e Open Access: impatto su salute e sicurezza
Open Science e Open Access: significato ed evoluzione
Il factsheet si sofferma ancora sul significato di Open Science e Open Access.
Si segnala che nel contesto scientifico attuale, “sempre più orientato alla tempestività e all’accessibilità delle informazioni, l’Open Science risponde all’esigenza di creare una comunità scientifica globale, priva di barriere materiali e virtuali”. E questo approccio “comporta una trasformazione profonda del modo in cui la ricerca viene condotta e organizzata, promuovendo nuovi modelli di collaborazione basati sulla condivisione dei dati e sul coinvolgimento di attori esterni al team di ricerca originario”.
Una delle principali conseguenze di questo nuovo approccio è la possibilità di “riutilizzare i dati da parte di altri ricercatori, anche se non coinvolti nel progetto originario, con un impatto sull’intero ciclo della ricerca: dalla progettazione, all’elaborazione, fino alla diffusione dei risultati”.
In definitiva, fare Open Science significa “rendere aperti e accessibili i dati, i metodi, i risultati e le pubblicazioni scientifiche”.
E per sviluppare un ecosistema di scienza aperta è poi essenziale “investire su:
- dati aperti (open data);
- accesso libero alle pubblicazioni (open access);
- trasparenza e riproducibilità della ricerca”.
In particolare, l’Open Access si riferisce alla “condivisione dei risultati della ricerca scientifica, rendendoli accessibili liberamente e senza restrizioni attraverso articoli, atti di convegni, monografie, capitoli di libri e altri prodotti scientifici, con licenze aperte che ne consentono il riutilizzo”.
Per Open Access all’informazione scientifica “si intende la possibilità di consultare in rete le pubblicazioni, i dati e tutti i risultati della ricerca, partendo dai metadati che li rendono rintracciabili. Questo avviene senza costi per l’utente e senza barriere tecniche o legali”.
Il documento descrive le tre principali vie per l’Open Access (Green Road, Gold Road e Diamond Road) e ricorda poi la sua specifica evoluzione. Il movimento ha avuto inizio nel 2002 e si è consolidato nel 2003 “con la Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities, firmata da oltre 650 istituzioni, tra cui 71 università italiane. In Italia, un punto di svolta è stato rappresentato dalla Dichiarazione di Messina del 2004, che ha promosso l’adesione delle università italiane alla Dichiarazione di Berlino”. E anche a livello normativo, “l’Italia si è adeguata alle tendenze comunitarie con la Legge n. 112/2013, che all’articolo 4 stabilisce il principio dell’accesso aperto alle pubblicazioni derivanti da progetti finanziati con fondi pubblici, definendone le modalità di attuazione”.
Open Science e Open Access: contributi Inail e progetti
La scheda si sofferma poi sull’evoluzione in ambito di Unione europea e anche sul contributo del Dipartimento DIT Inail alla ricerca europea
Si indica che il Dipartimento DIT “partecipa a diversi programmi europei, in particolare al Programma Horizon Europe 2021–2027, strutturato in tre pilastri principali:
- Eccellenza scientifica
- Sfide globali e competitività industriale europea
- Europa dell’innovazione”.
Con l’aggiunta di un programma trasversale: “ampliamento della partecipazione e diffusione dell’eccellenza”.
In particolare il DIT è coinvolto in numerosi progetti relativi ai sei gruppi tematici del secondo pilastro:
- Salute: Ricerca e innovazione per la promozione del benessere, la prevenzione e la cura delle malattie.
- Cultura, creatività e società inclusiva: Ricerca sul patrimonio culturale, la creatività e le sfide sociali.
- Sicurezza civile per la società: Progetti orientati alla sicurezza dei cittadini e alla protezione da minacce naturali e antropiche.
- Digitale, industria e spazio: Innovazione nelle tecnologie digitali, nell’industria, nello spazio e nell’ intelligenza artificiale.
- Clima, energia e mobilità: Sostegno alla transizione verso un’economia sostenibile, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici.
- Cibo, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente: Ricerca su agricoltura e alimentazione sostenibili, gestione delle risorse naturali e tutela ambientale”.
Sono poi descritti alcuni progetti e programmi a cui il Dipartimento partecipa, ad esempio il progetto SKillAIbility che “rappresenta l’evoluzione della sicurezza verso l’Industria 5.0, dove la protezione fisica si fonde con l’inclusione sociale e il benessere cognitivo”. In questo caso, l’Inail partecipa “approfondendo gli aspetti relativi alla tematica della sicurezza nei luoghi di lavoro in cui è prevista la collaborazione uomo-robot per il benessere e l’inclusione del lavoratore anche con disabilità. Il progetto segue le politiche dell’Open Science come approccio scientifico basato sulla collaborazione aperta, sugli strumenti e sulla diffusione della conoscenza”.
Open Science e Open Access: impatto su salute e sicurezza
Veniamo, infine, all’impatto dell’open access e dell’open science nella promozione della salute e sicurezza sul lavoro.
Infatti, questi due approcci applicati alla ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro “rappresentano strumenti fondamentali per favorire prevenzione, trasparenza e innovazione nella tutela della salute dei lavoratori. Rendere i risultati della ricerca scientifica liberamente accessibili online — tramite repository istituzionali o riviste ad accesso aperto — elimina le barriere economiche e legali, contribuendo a:
- promuovere l’innovazione nel campo della sicurezza sul lavoro,
- diffondere una cultura della prevenzione,
- condividere conoscenze e tecnologie tra esperti,
- accelerare la risoluzione delle criticità,
- favorire l’adozione di buone pratiche e l’introduzione di strumenti e dispositivi più sicuri”.
Si segnala poi che Inail, Eurostat e ILOSTAT “mettono a disposizione banche dati nazionali e internazionali relative a infortuni, malattie professionali, ispezioni e altri indicatori rilevanti. Questi dati aperti rappresentano una risorsa utile per aziende, ricercatori e professionisti, supportandoli nella valutazione e nella prevenzione dei rischi”. Inoltre, l’Inail, in collaborazione con università e centri di ricerca, “promuove la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali anche attraverso:
- la diffusione libera di articoli scientifici,
- la condivisione di linee guida e documentazione tecnico-scientifica,
- repository e banche di soluzioni innovative,
- eventi di confronto come convegni, seminari e giornate di studio”.
In definitiva la diffusione dell’Open Access e dell’Open Science anche nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro:
- rende la cultura della sicurezza più trasparente, partecipativa e accessibile;
- favorisce la condivisione tempestiva dei risultati tra esperti e stakeholder;
- facilita l’adozione rapida di buone pratiche, riducendo i costi formativi grazie all’accesso gratuito a materiali, corsi e linee guida;
- contribuisce alla costruzione di un ecosistema innovativo, in cui prevenzione e progresso tecnologico procedono insieme;
- migliora la prevenzione degli incidenti promuovendo una cultura della sicurezza condivisa.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della scheda informativa Inail che, riguardo a questa importante evoluzione della ricerca scientifica, riporta molte altre informazioni anche relative alle fonti e alla sitografia utile per approfondire l’argomento.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici, “ Open Science e Open Access nella ricerca a supporto della salute e sicurezza sul lavoro”, a cura di De Cillis P, Nebbioso A, Ricciardi L, Santone L (Inail Dit), Modestino R (Inail UOT Avellino), factsheet edizione 2026 (formato PDF, 171 kB).
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