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BBS nelle industrie manifatturiere

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Partirà da Bergamo all’inizio del 2007 il primo progetto italiano di applicazione delle metodiche della Psicologia Scientifica applicata alla sicurezza sul lavoro, note con gli acronimi di BS (Behavior Safety) o BBS (Behavior Based Safety). L’annuncio è stato dato da Confindustria Bergamo nel corso della riunione informativa sul tema “L'approccio scientifico alla sicurezza sul lavoro: la gestione dei comportamenti attraverso tecniche di Behavior Based Safety (BBS)” svoltasi in settembre.
La sezione Ambiente e sicurezza della Confindustria di Bergamo ha deciso di attivare questa iniziativa dopo aver analizzato i risultati dei numerosi studi internazionali che dimostrano la validità del metodo e i risultati conseguiti dalle aziende che, nel mondo, hanno applicato la BBS ottenendo una drastica riduzione del numero annuo di infortuni. Il coordinamento del progetto è stato affidato ad AARBA (Association for Advancement of Radical Behavior Analysis), l’associazione scientifica senza scopo di lucro con sede in Milano che si occupa di promuovere lo sviluppo e la diffusione dell’applicazione della Psicologia Scientifica. L’espressione “Radical Behavior Analysis” sta a indicare che le teorie e le applicazioni sostenute dall’Associazione sono quelle fondate sul metodo sperimentale, induttivo, tipico delle scienze naturali.AARBA ha organizzato insieme a Fieratech Milano e ANIMA-ASSOSIC il primo congresso europeo di Behavior Based Safety sul tema “Human Factors and Human Factors Engineering: Integrating Behavior Analysis and Engineering of Safety at Work” (vedere Punto Sicuro n.1481).

“I principi base di queste metodiche che, basate su discipline scientifiche, consentono di condizionare i comportamenti di sicurezza sul lavoro al fine di ridurre l’influenza della componente legata all’errore umano nella dinamica della maggior parte degli eventi incidentali. Questo considerato che, nel determinismo degli infortuni e delle malattie professionali, il fattore umano occupa una posizione di preminenza su tutti gli altri fattori: esso presenta, infatti, molte variabili ed ancora di più se ne possono prevedere per le varie combinazioni possibili. Quindi, al fine di ridurre il ripetersi degli eventi incidentali, oltre ad agire sulla sicurezza di macchine ed ambienti di lavoro, è necessario realizzare interventi che tendano a neutralizzare o a ridurre al minimo il verificarsi di comportamenti caratterizzati da inosservanza di norme operative o regolamentari, o dal porre in essere comportamenti non conformi alle comuni pratiche di sicurezza. La BBS supera quindi la visione classica della gestione della sicurezza basata principalmente sulla sola analisi dei rischi e sul ricorso acritico a generici concetti di formazione, comunicazione e informazione, spostando l’attenzione di tutta l’organizzazione verso la condivisione diffusa dei “valori” della sicurezza intesi come specifici comportamenti verbali tra lavoratori e verso l’attivazione di “comportamenti” di sicurezza misurati su parametri oggettivi come frequenza, latenza, durata, intensità, ampiezza e completezza delle azioni dei singoli. Il risultato atteso è l’azzeramento o la riduzione drastica dei comportamenti a rischio e del numero e della gravità degli infortuni, come costantemente riportato nella letteratura”.

Vedere anche gli atti del convegno del 27 settembre 2006: l'approccio scientifico alla sicurezza sul lavoro: la gestione dei comportamenti attraverso tecniche di Behavior Based Safety (BBS).

 

 

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