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Lettera del Presidente CIIP a Governo e Conferenza Regioni

Lettera del Presidente CIIP a Governo e Conferenza Regioni
06/11/2019: Per ribadire quali azioni sono possibili e necessarie per portare la situazione dei servizi pubblici di prevenzione a livelli adeguati per un’azione più decisa per la riduzione degli infortuni
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Il Presidente CIIP Susanna Cantoni ha scritto ai Ministri del Governo Conte ed al Presidente della Conferenza delle Regioni una lettera per ribadire quali azioni sono possibili e necessarie per portare la situazione dei servizi pubblici di prevenzione a livelli adeguati per un’azione più decisa per la riduzione degli infortuni, anche mortali, che sono cresciuti negli ultimi anni invertendo una tendenza che pareva consolidata

 

In estrema sintesi gli interventi proposti sono:

  • Rafforzare i Servizi delle ASL
  • Potenziare gli organici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il coordinamento col SSN
  • Rafforzare gli organici dei Vigili del Fuoco dedicati alla prevenzione.
  • Valorizzare le esperienze del sistema sanitario pubblico, sostenute nel Piano Nazionale Prevenzione 2014-2019 e nel prossimo 2020-2025
  • Incrementare gli interventi di prevenzione nelle piccole imprese, cooperative, lavoratori autonomi controllando gli appalti
  • Investire nella qualificazione delle imprese
  • Rafforzare la rete degli RLS
  • Ripulire dall’illegalità il mercato delle consulenze e della formazione,
  • Investire per la formazione dei giovani alla sicurezza del lavoro nei curricula scolastici.

 

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La lettera

Gentile Presidente, gentili Ministri, gentile Presidente Conferenza Regioni,

 

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP www.ciip-consulta.it), a cui fanno riferimento 15 Associazioni tecnico scientifiche, e che compie questo anno 30 anni di attività, esprime forte preoccupazione per l’aumento degli infortuni, in particolare gravi e mortali, verificatisi in Italia.

 

Desideriamo richiamare alla vostra attenzione il ruolo determinante della prevenzione negli ambienti di lavoro e di vita ai fini della riduzione degli infortuni e delle patologie professionali e ambientali; come ormai dimostrato da diversi studi per ogni euro investito in prevenzione vi sono 4 euro di guadagno in salute. E’ anche per questi motivi che la Riforma sanitaria, con lungimiranza, ha inserito le funzioni di prevenzione nel Servizio Sanitario Nazionale.

 

L'Italia è, però, fanalino di coda in Europa per investimenti in prevenzione: 0,5% della spesa sanitaria complessiva, contro una media UE del 2,9%. Pochissime le Regioni che investono in prevenzione il 5% del Fondo sanitario, valore da tempo stabilito, la maggior parte si attesta ben al disotto; le risorse di personale dei Servizi di prevenzione delle ASL si sono via via assottigliate, in diversi casi dimezzate, per mancato reintegro del turnover per le varie figure professionali (medici del lavoro, tecnici della prevenzione, ingegneri, chimici, assistenti sanitari) e mancati investimenti nel sistema dei Laboratori di Sanità pubblica, nella modernizzazione delle attrezzature.

 

Occorre a nostro avviso porre un argine a questa lenta agonia del sistema pubblico di prevenzione:

 

Rafforzare i Servizi delle ASL, definendone gli standard di fabbisogno di personale, per aumentare gli interventi di controllo e di prevenzione per favorire l’adozione da parte delle imprese di una maggior cultura e di un maggior impegno per la sicurezza.

 

Potenziare le strutture dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per la lotta al caporalato, alla irregolarità dei rapporti di lavoro.

 

Rafforzare gli organici dei Vigili del Fuoco dedicati alla prevenzione.

 

Rafforzare il coordinamento tra le strutture del SSN e dell’I.N.L. in quanto sicurezza e salute dei lavoratori e regolarità dei rapporti di lavoro sono temi strettamente legati ma che richiedono competenze professionali assai diverse tra loro.

 

Valorizzare le esperienze di 40 anni di lavoro del sistema sanitario pubblico, sostenute nel Piano Nazionale Prevenzione 2014-2019 e nel prossimo 2020-2025 attualmente in elaborazione. Le esperienze dei Servizi ASL, pur nelle differenze regionali e di risorse dedicate, sono oramai consolidate nella programmazione dei controlli per priorità, (agricoltura, edilizia, amianto, rischio chimico e cancerogeno, rischio muscolo-scheletrico, stress lavoro-correlato, etc.), nel lavoro per piani mirati territoriali, nella ricerca attiva delle patologie professionali che mietono più vittime degli infortuni, nel coordinamento e controllo dell’operato delle figure aziendali, nel sostegno alla partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori (RLS), ma anche nel sostegno alle iniziative di formazione scolastica.

 

Occorre, tuttavia, investire ancor di più nella prevenzione primaria, nella rimozione, cioè, dei fattori che, nell’organizzazione del lavoro, possono costituire rischio per la sicurezza e la salute di chi lavora. Anche le azioni di promozione della salute devono essere rivolte a questo fine e non solo ad interventi individuali.

 

A questo proposito riteniamo necessari importanti investimenti e interventi affinché la normativa sia pienamente, e non solo formalmente, attuata da parte dell’imprenditoria e che la sicurezza e la salute dei lavoratori sia al centro della attenzione e degli investimenti quanto la qualità della produzione, sostenendo la qualificazione delle imprese anche su questi temi, la partecipazione dei lavoratori, rafforzando la rete degli RLS, e la ricerca per la produzione di attrezzature e processi di lavoro più sicuri.

 

Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle piccole imprese, al variegato mondo delle cooperative, ai lavoratori autonomi, a cui, in un tessuto produttivo sfilacciato, vengono sempre più affidati lavori in appalto ad elevato rischio (un esempio per tutti sono le attività di manutenzione).

 

Occorre ripulire dall’illegalità il mercato delle consulenze e della formazione, promuovere e controllare più seriamente i processi di formazione, anche semplificando e razionalizzando gli obblighi, troppo spesso considerati ancora meri adempimenti formali da evadere se possibile o adempiere falsamente con falsi attestati e corsi fasulli.

 

Investire per la formazione dei giovani alla sicurezza del lavoro e al rispetto dell’ambiente nei curricula scolastici. Su questo tema CIIP ha prodotto un documento che saremo lieti di fornire.

 

Questi temi devono trovare spazio anche nel Piano Nazionale Prevenzione 2020-25 in preparazione.

 

Sui temi della prevenzione, in particolare dei rischi e dei danni da lavoro, saremmo lieti di poter offrire le competenze derivate dalle esperienze delle diverse figure professionali che da trent’anni collaborano in CIIP.

 

Da tempo abbiamo elaborato delle proposte sia sulla qualità della formazione che sulle modifiche al D.Lgs. 81/2008 per aggiornarlo ai temi dell’oggi (lavoro precario, nuovi rischi, semplificazione).

 

Auspichiamo il vostro intervento per dare maggior impulso alla prevenzione e restiamo a disposizione per eventuali incontri.

 

Con i migliori auguri di buon lavoro

 

dr.ssa Susanna Cantoni

Presidente CIIP

  

Lettera al Governo e Conferenza Regioni[Susanna Cantoni]

 

Fonte: CIIP




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Rispondi Autore: Carmelo catanoso
06/11/2019 (22:56:05)
Le proposte sono sempre le stesse degli ultimi 20 anni quando, in seguito a qualche grave evento, sale la soglia di attenzione nella pubblica opinione grazie a massmedia che cavalcano le notizie.
Nel frattempo continuiamo ad aspettare un sistema serio per l'accesso e la permanenza delle imprese sul mercato.
Mercato che in Italia, vale la pena ricordarlo, ha il 86% di imprese con meno di 10 dipendenti.

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