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Gli ultimi dati Inail su infortuni e malattie professionali

Gli ultimi dati Inail su infortuni e malattie professionali
Redazione
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 Dati e statistiche
03/09/2019: Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio sono state 378.671, 599 delle quali con esito mortale (+2,0%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate.
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Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di luglio. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (luglio 2019 vs luglio 2018) e “di periodo” (gennaio-luglio 2019 vs gennaio-luglio 2018).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetto all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Inail, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2019, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo degli infortuni sono incluse anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

 

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DENUNCE DI INFORTUNIO

Le denunce di infortunio presentate all’Inail entro lo scorso mese di luglio sono state 378.671, 62 in meno rispetto alle 378.733 dei primi sette mesi del 2018 (-0,02%).

I dati rilevati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 324.637 a 321.675 (-0,9%), e un incremento del 5,4%, da 54.096 a 56.996, di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.

A luglio 2019 il numero degli infortuni denunciati è diminuito dello 0,4% nella gestione Industria e servizi (dai 294.934 casi del 2018 ai 293.709 del 2019), mentre è aumentato dell’1,1% in Agricoltura (da 18.732 a 18.946) e dell’1,5% nel Conto Stato (da 65.067 a 66.016).

A livello territoriale l’analisi evidenzia una diminuzione delle denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (-0,2%), nel Nord-Est (-0,3%) e al Sud (-0,6%). In controtendenza il Centro e le Isole che presentano un aumento pari rispettivamente allo 0,9% e allo 0,5%.

Tra le regioni che hanno fatto registrare i decrementi percentuali maggiori spiccano il Molise (-5,3%) e la Valle d’Aosta (-2,0%), mentre gli incrementi più consistenti sono quelli di Sardegna (+3,5%) e Umbria (+3,0%).

Il lieve calo che emerge dal confronto dei primi sette mesi del 2018 e del 2019 è legato esclusivamente alla componente maschile, che registra un -0,2% (da 244.115 a 243.512 denunce), a differenza di quella femminile, in aumento dello 0,4% (da 134.618 a 135.159).

Per i lavoratori extracomunitari si registra un incremento degli infortuni denunciati del 3,7% (da 46.275 a 47.965), mentre le denunce dei lavoratori italiani sono in calo dello 0,5% (da 317.653 a 316.008) e quelle dei comunitari dello 0,7% (da 14.804 a 14.695).

Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,4%) e tra i 55 e 69 anni (+3,0%). In diminuzione del 2,3%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.

 

CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di luglio sono state 599, 12 in più rispetto ai primi sette mesi del 2018 (+2,0%).

A livello nazionale, i dati rilevati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano 18 denunce in più per i casi mortali avvenuti in occasione di lavoro (da 414 a 432) e sei in meno per quelli occorsi in itinere (da 173 a 167).

A livello gestionale, l’Agricoltura ha registrato un aumento di 22 denunce (da 56 a 78) a fronte di 10 casi in meno nell’Industria e servizi (da 522 a 512), mentre nel Conto Stato le denunce sono state nove in entrambi i periodi.

Dall’analisi territoriale emerge un aumento dei casi mortali solo nell’Italia centrale e meridionale: 10 in più al Centro (da 110 a 120), 15 in più al Sud (da 119 a 134) e 12 in più nelle Isole (da 46 a 58). Nel Settentrione si rileva, invece, una diminuzione di due casi nel Nord-Ovest (da 155 a 153) e di 23 nel Nord-Est (da 157 a 134). A livello regionale spiccano i 16 casi mortali in più denunciati in Puglia e i 17 in meno del Veneto.

L’analisi di genere mostra, nel confronto tra i primi sette mesi del 2019 e del 2018, un andamento opposto tra i due sessi: 21 casi mortali in più per gli uomini (da 527 a 548) e nove in meno per le donne (da 60 a 51).

In aumento le denunce di infortunio con esito mortale per i lavoratori comunitari (da 29 a 40) ed extracomunitari (da 64 a 71), mentre tra gli italiani si registrano sei casi in meno (da 494 a 488).

L’analisi per classi di età mostra incrementi nella fascia 45-54 anni (+43 casi) e in quella 20-34 anni (+19), a fronte di nove decessi in meno per i lavoratori tra i 35-44 anni e di 39 in meno per quelli tra i 55 e i 69 anni. Tra gennaio e luglio di quest’anno tra gli under 20 si registrano cinque denunce di infortunio con esito mortale, rispetto alle 10 registrate nello stesso periodo nel 2018. 

Gli incidenti “plurimi”, espressione che indica gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, nei primi sette mesi del 2019 sono stati 12 e hanno provocato la morte di 24 persone, prevalentemente sulla strada. Tra gennaio e luglio dell’anno scorso, invece, i decessi furono 26 in 10 incidenti plurimi.

 

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi sette mesi di quest’anno sono state 38.501, mille in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,7%).

Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 29.396 a 30.648 (+4,3%), mentre sono diminuite in Agricoltura, da 7.667 a 7.453 (-2,8%), e nel Conto Stato, da 438 a 400 (-8,7%).

A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Centro (+3,1%), il Sud (+3,7%) e le Isole (+9,6%). Il Nord-Est e il Nord-Ovest, invece, si distinguono entrambi per un calo dello 0,6%.

In ottica di genere le denunce di malattia professionale sono state 392 in più per le lavoratrici, da 10.089 a 10.481 (+3,9%), e 608 in più per i lavoratori, da 27.412 a 28.020 (+2,2%).

In crescita sia le denunce dei lavoratori italiani, che sono passate da 35.101 a 35.860 (+2,2%), sia quelle di comunitari, da 796 a 885 (+11,2%), ed extracomunitari, da 1.603 a 1.756 (+9,5%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (22.794 casi), del sistema nervoso (3.972, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (2.596) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (1.627) e dai tumori (1.440).

Oltre 250 le denunce di malattie di origine professionale legate ai disturbi psichici e comportamentali e di quelle della cute e del tessuto sottocutaneo, mentre i casi di patologie del sistema circolatorio sono 152.

 

TABELLE DI DETTAGLIO

·        Infortuni sul lavoro: tabelle nazionali e regionali con cadenza mensile

·        Malattie professionali: tabelle nazionali e regionali con cadenza mensile

 
Fonte: INAIL



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Rispondi Autore: Celestino Alberto04/09/2019 (10:27:25)
Bisogna combattere contro le morti bianche
Rispondi Autore: Marie Therese Mega04/09/2019 (15:28:39)
Mi chiedo come mai la mia richiesta di riconoscimento di malattia professionale sia stata archiviata costringendomi a ricorrere ad un ricorso.
Sono stata sottoposta a visita psichiatrica durata 5 minuti in un ambulatorio di oculistica, in piedi e lo specialista si e' preso solo i miei dati e mi ha raccontato che quella stessa mattina si era sottoppsto ad un intervento dh.
Infermiera Marie Therese Mega
Rispondi Autore: Morando04/09/2019 (18:22:23)
Ma nelle statistiche Inail su infortuni e malattie professionali mancano quelle accaduti a bagnini lavoratori di molte piscine comunali italiane ,ad esempio in atto ultima 2019 presso la piscina comunale di Mondovì dove per l'appunto bagnini lavoratori sono privi di INAIL ed è appena accaduto infortunio con esalazioni cloro reperibile su internet , privi pure di visite mediche privi di Inps né ferie né permessi nulla di nulla ! Eppure un articolo reperibile sempre su internet un articolo comunale sul bando gestione piscina descrive che il comune farà controlli sulle gestioni dal comune stesso date.. affinché queste abbiamo bagnini personale in regola con i contratti nazionali e con Inail Inps.. ma il Comune pur sapendo nelle due ultime gestioni non ha fatto nessun controllo ...!!! Portando in infortunio bagnino e clienti e pure la struttura non è risultata in sicurezza su più parti e chissà da quanti anni lo era ! Chi ora farà ispezioni su chi doveva di fatto controllare e non l'ha fatto ? Ora bagnini lavoratori sono pure x ' lavori " pure senza cassa integrazione né indennità di disoccupazione e chi è stato in infortunio non ha Inail..ma c'è del gran marcio e disonesti conosciuti che presto la CGIL NIDIL di Cuneo porterà presto a galla già se ne può leggere alcune puntate cliccando ; piscina comunale di Mondovì cloro vigili del fuoco lavoratori
Rispondi Autore: adriano spinelli08/09/2019 (18:51:30)
Ricorrere a giustizia per farsi riconoscere un infortunio, oltre che essere una impresa da ciclopi, non vale il gioco. Costa di più ricorrere agli avvocati che il risultato. Oltretutto gli avvocati, i CTU, i Giudici stessi, sono restii a riconoscere l'infortunio: i colletti bianchi vengono prima del plebeo infortunato.

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