I rischi presentati dai container da trasporto sottoposti a fumigazione

I rischi presentati dai container da trasporto sottoposti a fumigazione
16/04/2018: Nuove misure necessarie per proteggere da effetti nocivi i lavoratori portuali che aprono i container sottoposti a fumigazione
Un nuovo studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha esaminato i rischi per i lavoratori all’apertura dei container di trasporto sottoposti a fumigazione. Lo studio individua lacune significative riguardanti le misure preventive e formula raccomandazioni che dovrebbero essere attuate per migliorare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 

Ogni anno vengono spediti in tutto il mondo oltre 600 milioni di container per il trasporto di merci. Questi container sono spesso trattati con pesticidi per evitare danni ai prodotti in essi contenuti. Gli agenti utilizzati a questo scopo – per esempio fosfina (PH3), metil bromuro (MeBr) e formaldeide – hanno notoriamente proprietà tossiche o irritanti e possono causare effetti a lungo termine sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale. I lavoratori portuali che aprono questi container, ad esempio durante le ispezioni doganali, possono essere esposti a tali agenti nocivi. La relazione indica che il problema è stato sottovalutato.

 

Nonostante la possibilità di esposizione, solo in alcuni casi sono state introdotte misure standard in materia di sicurezza, salute e documentazione volte a tutelare i lavoratori. La relazione si propone di fornire una panoramica dell’attuale conoscenza della situazione e di raccomandare come ridurre al minimo tali rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 

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La relazione – prodotta in risposta a una necessità individuata dal comitato di dialogo sociale settoriale della Commissione europea – descrive una serie di problemi, tra cui i seguenti:

 

  • i container sottoposti a fumigazione non sono quasi mai etichettati come fumigati;
  • procedure di sicurezza insufficienti durante l’apertura e lo scarico di container fumigati;
  • mancata esecuzione di valutazioni dei rischi appropriate;
  • mancanza di un protocollo di screening chiaro e standardizzato per verificare la presenza di fumiganti residui;
  • sottosegnalazione di episodi di effetti avversi sulla salute.

 

Modificando alcuni elementi delle prassi attuali si potrebbe migliorare notevolmente la sicurezza e la salute dei lavoratori in questione. La relazione include una serie di azioni preventive, strategie e raccomandazioni.

  • Non aprire i container finché non se ne sia accertata la sicurezza a seguito di una valutazione dei rischi. Quest’ultima potrebbe basarsi sui documenti di spedizione o su misurazioni approvate dell’atmosfera del container, se necessario dopo averlo ventilato;
  • introdurre attrezzature di monitoraggio adeguate e procedure di screening standardizzate per i container sottoposti a fumigazione. Gli strumenti utilizzati per lo screening dovrebbero rilevare MeBr e PH3 (e altri fumiganti, se possibile) con una sensibilità sufficiente a rilevare con precisione un livello almeno del 10% del limite di esposizione professionale;
  • applicare la normativa in materia di etichettatura dei container fumigati. È necessario adottare un approccio uniforme in tutti i porti europei per evitare la concorrenza a scapito della sicurezza e della salute;
  • identificare i container che potrebbero rappresentare un rischio per la salute dei lavoratori: è necessaria una chiara etichettatura standard (compreso l’uso di simboli laddove possano sorgere barriere linguistiche);
  • creare e applicare procedure standard per la degassificazione (ricambio dell’aria) e la ventilazione dei container fumigati;
  • distribuire pacchetti informativi che offrano indicazioni sui dispositivi di protezione individuale e sulla valutazione dei rischi; tali materiali dovrebbero essere facilmente comprensibili a tutti i lavoratori che rischiano di esporsi a container sottoposti a fumigazione.

 

Collegamenti

 

 

Fonte: Eu-Osha

 



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