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Manutenzione dei tessili: controllo biancheria e lavoro di finissaggio

Manutenzione dei tessili: controllo biancheria e lavoro di finissaggio
22/02/2017: Sicurezza sul lavoro e tutela della salute nella manutenzione dei tessili con riferimento specifico a lavanderie e lavasecco. Focus sulla fase di controllo in entrata, smistamento e marcatura dei capi di vestiario e sui lavori di finissaggio.

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Sicurezza Tessili - Categoria Istat: C - Attività Manifatturiere

Lucerna, 22 Feb – Nel settore della manutenzione dei tessili e, in particolare, nella fase di “controllo in entrata, smistamento e marcatura”, quando si svolgono compiti ripetitivi e apparentemente semplici si rischia di agire con una certa leggerezza e senza adottare comportamenti idonei. Tuttavia “ci si può far male non solo con le installazioni e gli apparecchi di etichettatura, ma anche maneggiando semplicemente i capi di vestiario e la biancheria. Questi possono nascondere oggetti appuntiti come spilli o aghi di siringhe (ad es. nella biancheria ospedaliera)”. E particolare cautela è richiesta “durante la manipolazione della biancheria infetta proveniente ad esempio dagli ospedali”.

Per questo motivo i dipendenti che si occupano del controllo in entrata e dello smistamento, ma anche gli addetti alla spedizione, “devono essere informati e istruiti sui pericoli associati alla biancheria infetta, affinché conoscano e possano adottare le necessarie misure di sicurezza”.


 

A raccontarlo e a presentare la sicurezza nelle varie fasi lavorative e attività del settore della manutenzione dei tessili, ad esempio lavanderie e lavasecco, è il documento “ Sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Manutenzione dei tessili. Lavanderie. Lavasecco. Imprese affini”, elaborato in Svizzera dalla Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (CFSL).

 

Riguardo alla fase di controllo in entrata, smistamento e marcatura il documento riporta diverse misure di prevenzione correlate alle singole mansioni e alle attrezzature utilizzare.

 

Queste sono, ad esempio, i suggerimenti nello smistamento della biancheria (le conseguenze di cattive prassi possono essere le lesioni da contatto con oggetti appuntiti, affilati e taglienti): 

- “scambiare regolarmente informazioni con i clienti in merito al pericolo di ferite da puntura e stabilire insieme delle regole di sicurezza adeguate;

- documentare (con foto) gli oggetti estranei (ad es. aghi, vetro, rifiuti, ecc.) e discuterne con i clienti;

- controllo preliminare: tastare le tasche dall’esterno;

- indossare guanti antipuntura (per lo smistamento della biancheria ospedaliera)/guanti;

- smaltire gli oggetti taglienti o appuntiti in contenitori resistenti alla perforazione;

- segnalare immediatamente le ferite da puntura, ad es. aghi, al superiore;

- disinfettarsi le mani quando si lascia il posto di lavoro;

- vaccinarsi, ad es. contro l’epatite B;

- stabilire un piano di emergenza per i casi di infezione da biancheria contaminata;

- definire con i clienti come maneggiare la biancheria infetta e la separazione preliminare della biancheria umida da quella asciutta;

- garantire la consegna della biancheria infetta e della biancheria umida molto sporca con il sistema a doppio sacco (resistente alla rottura, impermeabile all’umidità e impermeabile ai germi) e con un’adeguata etichettatura;

- quando si maneggia la biancheria sporca evitare di sollevare polvere e germi;

- una volta aperto il sacco, caricare la biancheria molto sporca in lavatrice senza contatto diretto;

- non caricare la biancheria infetta negli impianti di lavaggio senza pretrattamento (disinfezione). Determinare il grado di infettività (categoria) presso il cliente;

- smaltire la biancheria altamente infettiva come rifiuto speciale;

- istruire il personale, anche gli addetti alla spedizione, sulla corretta manipolazione della biancheria infetta”. 

 

Il documento si sofferma poi sulla prevenzione nell’uso di graffatrici, macchine per il termofissaggio, impianti di trasporto sacchi e nastri caricatori.

 

Ad esempio riguardo ai nastri caricatori, per evitare “impigliamento, schiacciamento e trascinamento di parti del corpo”, si indica di “mettere in sicurezza i punti di imbocco con adeguate schermature o dispositivi di sicurezza di tipo meccanico o elettrico”. 

 

Il documento si sofferma poi sui lavori di finissaggio che spesso “richiedono pressione e temperature elevate”. E senza le dovute precauzioni, gli addetti “rischiano contusioni, lesioni da schiacciamento e ustioni”.

Riguardo a questa fase è importante “fornire istruzioni di lavoro precise e attenersi alle indicazioni di sicurezza riportate nei manuali d’uso. Una particolare cautela è richiesta in presenza di superfici surriscaldate, cilindri rotanti e getti di vapore”.

Non bisogna poi dimenticare che se i cavi non sono ben isolati e la messa a terra non è corretta, “anche un ‘innocuo’ ferro da stiro può rivelarsi molto pericoloso (pericolo di elettrocuzione!).

Inoltre:

- “in caso di nuovi acquisti, accertarsi che vengano installate solo macchine e apparecchi con dichiarazione di conformità CE;

- le installazioni che presentano carenze di sicurezza devono essere adattate o, se necessario, sostituite;

- è importante sottoporre a manutenzione periodica gli impianti, le macchine e gli apparecchi da parte di personale specializzato”. 

 

Riportiamo alcuni specifici suggerimenti in relazione all’uso di macchine come introduttori, mangani e macchine piegatrici.

 

Per la prevenzione degli infortuni con gli introduttori:

- “rispettare le distanze di sicurezza tra i cilindri rotanti e le installazioni fisse;

- montare, se possibile, dei dispositivi di arresto e antiurto;

- controllare la corretta tensione dei nastri trasportatori;

- sul lavoro non indossare indumenti ampi e svolazzanti;

- legare i capelli o indossare una cuffia;

- garantire l’addestramento e la formazione del personale;

- segnalare la zona con rischio di caduta;

- montare un fermapiede in corrispondenza del condotto verticale”. 

 

Per la prevenzione con i mangani:

- “installare un dispositivo di protezione all’imbocco della macchina;

- prevedere un dispositivo di protezione in caso di trascinamento di parti del corpo, ad es. un arresto automatico dei rulli e il sollevamento della conca o del rullo;

- garantire l’addestramento e la formazione del personale;

- eliminare o schermare i punti di cesoiamento e schiacciamento (ad es. con coperture a tunnel);

- sul lavoro non indossare indumenti ampi e svolazzanti;

- legare i capelli o indossare una cuffia”. 

 

E infine per macchine piegatrici/ tavoli di piegatura/ robot di piegatura:

- “in caso di introduzione automatica dei capi, mettere in sicurezza l’imbocco con un dispositivo di protezione (ad es. pedana sensibile, fotocellula);

- installare delle schermature in corrispondenza dei punti di trascinamento;

- non rimuovere la biancheria caduta sotto la macchina quando questa è in moto;

- mettere in sicurezza l’accesso alla zona sottostante la macchina, ad es. con schermature mobili dotate di dispositivi di controllo;

- garantire l’addestramento e la formazione del personale;

- non indossare indumenti larghi durante il lavoro;

- legare i capelli o indossare una cuffia”. 

 

Concludiamo ricordando che riguardo ai lavori di finissaggio il documento si sofferma anche su carrelli portabiancheria, presse da stiro, presse a carosello, robot piega-camicie, ferri da stiro, cabina da stiro e tunnel di finissaggio.

 

 

N.B.: I riferimenti legislativi e i dati sugli infortuni contenuti nel documento originale riguardano la realtà svizzera, ma i suggerimenti indicati sono comunque utili per tutti i lavoratori.

 

 

Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro, “Sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Manutenzione dei tessili. Lavanderie. Lavasecco. Imprese affini”, a cura di Hans Näf, Roman Bongni, Heidi Bucheli, Thomas Hilfiker, Paul Keller, Dario Mordasini, Melanie Saner (formato PDF, 2.58 MB).

 

 

Tiziano Menduto



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