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Gli infortuni nei servizi ospedalieri

11/06/2010: Disponibile DatiInail del mese di maggio 2010: focus sulla situazione degli infortuni nei servizi ospedalieri.
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Calano gli infortuni nei servizi ospedalieri
Di Adelina Brusco

Negli ultimi anni l’Italia, in linea con gli altri paesi OCSE, ha ridimensionato i consumi dei servizi sanitari, in termini di durata media della degenza, e ridotto e ristrutturato l’offerta dei servizi ospedalieri. Tale comparto, secondo gli ultimi dati ISTAT, conta poco meno di 1.300 ospedali e case di cura, 235mila posti letto e circa 450mila addetti assicurati all’INAIL.

Nell’ultimo quinquennio a fronte di una contrazione del personale sanitario del 6,2%, si è registrata una più marcata riduzione degli infortuni sul lavoro (-14,1%) che ha interessato in misura maggiore gli uomini (-20,6%). Ad aumentare, però, nello stesso periodo, gli infortuni degli stranieri (+19,5%) che rappresentano il 7% del complesso del comparto. Nel 2008 le denunce sono state circa 16.300, il 70% delle quali ha riguardato le donne; una decina i casi mortali, metà dei quali hanno coinvolto il sesso femminile e quasi tutti avvenuti in itinere.

Il 52% di lavoratori che si fanno male in corsia ha un’età compresa tra i 35 e i 49 anni, contro il 42% degli infortunati nel complesso. I lavoratori più colpiti sono gli infermieri (50%), seguiti da portantini, assistenti e operatori sanitari (30%), a distanza i medici (5%).

 



Malattie professionali nella sanità: un fenomeno in evoluzione
Di Andrea Bucciarelli

“Come va in generale la sua salute?”.
Il quesito, standardizzato a livello internazionale, viene posto dal 2009 dall’ISTAT che ha rilevato come il 67% degli italiani abbia risposto “bene” o “molto bene” (63% per le donne, 71% per gli uomini). A presidiare questo risultato, per migliorarlo, c’e’ la Sanità, un settore che conta quasi 900mila addetti, in maggioranza donne, di cui oltre la metà impiegati nei servizi ospedalieri veri e propri (ospedali, cliniche, case di cura). Ma il lavoro quotidiano in strutture a volte obsolete e insalubri, la presenza di sostanze e preparati potenzialmente dannosi, lo svolgimento di mansioni specificatamente fisiche per alcune figure come portantini e infermieri, possono minare la salute dell’operatore sanitario esponendolo a vere e proprie malattie professionali. Nell’ultimo decennio le denunce nella Sanità sono più che raddoppiate passando dai 332 casi del 2000 ai 722 del 2008, con un 2009 atteso in ulteriore crescita.

La graduatoria delle principali tecnopatie che hanno colpito il settore mostra come ci sia stata negli anni anche un’evoluzione eziologica: nel 2000 era la dermatite la patologia più frequente (91 casi), seguita dalle malattie respiratorie (39); otto anni dopo, la prima si è ridotta a 1/3 e le altre della metà, grazie anche a una normativa prevenzionale sempre più mirata ed efficace. Sono invece emerse prepotentemente, come anche in altri settori, le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico dovute a sovraccarico biomeccanico, movimenti ripetuti e posture incongrue: affezioni dei dischi intervertebrali (255 denunce nel 2008), tendiniti (123) e sindrome del tunnel carpale (41).
Coerentemente alla distribuzione degli occupati, la componente maggiore è femminile (79%), con una concentrazione nel Nord-Est (37%), seguito dal Sud (22%) e dal Centro (20%).


Dati INAIL, maggio 2010 (formato PDF, 60 kB).


Fonte: Inail.
 



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