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Il lavoro a domicilio nel settore tessile: i rischi e la prevenzione

Il lavoro a domicilio nel settore tessile: i rischi e la prevenzione
14/06/2017: Un progetto multimediale si sofferma sulla tutela della salute e sicurezza nel settore tessile e abbigliamento. Focus sulla prevenzione dei rischi nelle attività a domicilio: le macchine, le posture incongrue e i movimenti ripetitivi.
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Bologna, 14 Giu – Nelle scorse settimane ci siamo soffermati, con specifico riferimento al comparto tessile, sul lavoro a domicilio, un’attività che costituisce una forma di decentramento produttivo ed è disciplinata dalla Legge 18 dicembre 1973, n. 877 “Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio”. Una legge che all’art. 2 esclude, tra le altre cose, la possibilità di svolgere il lavoro a domicilio per le attività che comportino l’uso di sostanze o materiali nocivi e pericolosi per la salute o l’incolumità dei lavoratori e dei suoi familiari.

 

Per poter parlare ancora di lavoro a domicilio, in riferimento in questo caso ai rischi e alla prevenzione, torniamo a presentare un documento relativo al settore produttivo tessile-abbigliamento. Un documento correlato al progetto Impresa Sicura - progetto multimediale elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013 e che si è occupato in questi anni della sicurezza e della prevenzione in vari comparti lavorativi.

 

Nel documento “ ImpresaSicura_L’abbigliamento” non solo si riportano le caratteristiche e le tutele nel lavoro a domicilio, ma sono analizzati i rischi professionali in relazione ad alcune fasi specializzate, che si possono eseguire a domicilio,  del ciclo produttivo della confezione dei capi di abbigliamento. In particolare le fasi lavorative più eseguite dai lavoranti a domicilio “sono in genere l’orlatura dei capi di abbigliamento, la tessitura di maglieria, l’attaccatura di bottoni, l’esecuzione di asole, la rifinitura dopo la cucitura per eliminare parti ridondanti di tessuto, la stiratura”.

 

Il documento ricorda che i rischi specifici dei lavoratori a domicilio possono essere:

a) “rischi da uso di macchine e attrezzature;

b) rischi chimici, fisici, biologici;

c) rischi da movimenti ripetitivi e postura;

d) rischi dovuti all’organizzazione del lavoro”.

E si indica che in generale “nel settore manifatturiero del tessile-abbigliamento, la mano si evidenzia come la sede con il maggior numero di infortuni, con un elevato numero di casi di perdita anatomica; tuttavia il comparto delle confezioni è ritenuto a basso rischio infortunistico, mentre risulta uno dei più a rischio per i disturbi muscolo-scheletrici lavorativi, sia per quanto riguarda le malattie professionali, sia per gli infortuni, infatti si evidenziano infortuni alla colonna vertebrale dovuti a distrazioni/distorsioni e lesioni da sforzo, probabilmente causati da posture incongrue, oltre che dalla movimentazione manuale dei carichi”. Inoltre “in passato si sono avuti numerosi casi di manifestazioni acute irritative a carico della faringe, laringe, congiuntive e della cute degli arti superiori, attribuiti alla formaldeide, sostanza chimica presente in elevate quantità nei tessuti e nelle fodere”. E “l’azione meccanica che piccoli frammenti di filo di tessuti duri possono esercitare sulla cute, può determinare inoltre scalfitture della pelle che costituiscono un terreno favorevole all’insorgenza di dermatiti”.

 

Il documento si sofferma sulla sicurezza delle macchine e ricorda che macchine come le attaccabottoni e le cucitrici impiegate nei lavori a domicilio “possono essere causa di infortuni alle mani. Il rapido movimento alternato dell’ago può esporre gli addetti al rischio di puntura, mentre la cinghia di trasmissione del moto può determinare il rischio di presa e trascinamento.

Tali macchine sono anche fonti di rischio elettrico e il documento si sofferma anche sulla possibile esposizione a campi magnetici a bassa frequenza, a rumori e vibrazioni.

 

Come abbiamo visto un altro rischio per gli operatori è correlato a posture incongrue e movimenti ripetuti.

 

Infatti gli addetti alle operazioni di cucito lavorano stando seduti fissi alle macchine o in piedi e compiono movimenti ripetitivi. E il mantenimento per lungo tempo di una postura fissa “può interferire con i processi metabolici dei dischi intervertebrali determinando l’inizio di processi degenerativi”. Inoltre l’adozione di “posture incongrue e fisse per periodi prolungati di tempo, dovute ad una scorretta configurazione del posto di lavoro, causano un sovraccarico biomeccanico del rachide e delle articolazioni e affaticamento muscolare”.

Si indica, ad esempio, che gli addetti alla cucitura a domicilio “tendono a lavorare in una postura con il tronco in costante flessione per avere un buon angolo di visione, ma anche per via delle dimensioni e della configurazione della postazione di lavoro e delle caratteristiche spesso non ergonomiche della seduta, inadeguata per il tipo di compito richiesto e per gli effetti sulla postura, specialmente per quanto riguarda la posizione del rachide, delle spalle e degli arti superiori. Si assiste infatti all’esecuzione di movimenti rapidi a carico del busto e degli arti superiori, frequenti flessioni e torsioni del tronco, flessione costante del capo. Il problema è in genere causato o aggravato dall’inadeguata distanza tra il sedile ed il piano di lavoro, quando la presenza sotto il piano di lavoro del motore e di altre parti funzionali non consente una buona sistemazione delle gambe”. E la posizione scorretta della seduta “può essere dovuta anche all’impiego di sedie non idonee e non regolabili”.

Il documento si sofferma poi su altre sollecitazioni a carico del polso e delle dita, della spalla e del rachide, sulla fatica fisica per gli innumerevoli spostamenti del capo di vestiario in lavorazione e su altri rischi di sovraccarico biomeccanico per gli arti superiori.

 

Rimandando alla lettura integrale dell’elaborato di Impresa Sicura, che si sofferma anche sulle sorgenti di inquinamento indoor e sui ritmi di lavoro, spesso elevati, concludiamo riportando qualche indicazione relativa alla prevenzione e protezione dai rischi nel lavoro a domicilio.

 

Si sottolinea che la prevenzione nel lavoro a domicilio deve “prevedere una progettazione corretta del posto di lavoro e dell’ambiente domestico, con materiali a bassa emissione di inquinanti e con l’adozione di misure utili a migliorare i parametri microclimatici, assicurando altresì una buona ventilazione degli ambienti e continui ricambi d’aria”.

Ed è importante anche un’idonea attività di formazione e informazione dei lavoranti a domicilio sui vari rischi lavorativi correlati alle attività svolte.

 

Si indica poi che l’esposizione a rumore e vibrazioni delle macchine “può essere ridotta con l’utilizzo di macchinari adeguatamente progettati e con l’introduzione di adeguate pause durante il lavoro”. Mentre “l’affaticamento visivo per il controllo sulla qualità del prodotto può essere ridotto attraverso l’adozione di lampade con spettro a luce diurna dotate di opportuni schermi e/o angolazioni per evitare l’abbagliamento, e con l’utilizzo di opportune pause dal lavoro”.

 

Inoltre la postazione per il cucito “dovrebbe essere dotata di un piano di lavoro regolabile in altezza ed inclinazione, sufficientemente largo per consentire l’appoggio dei semilavorati, dimensionato in modo tale da non richiedere l’iperestensione degli arti superiori per prendere o riporre i materiali; il motore della macchina da cucire dovrebbe essere del nuovo tipo di piccole dimensioni, tale da non costituire un ingombro per gli arti inferiori e con bassa emissione di campi elettromagnetici, la posizione del pedale dovrebbe essere regolabile, la seduta imbottita e facilmente regolabile in altezza, lo schienale inclinabile e dotato di supporto lombare regolabile”.

 

Infine si indica che un “elemento contenitore rotante, montato su una base ad altezza regolabile, potrebbe essere affiancato alla postazione di lavoro in modo da avere prontamente a disposizione i materiali e gli utensili senza la necessità di ruotare o flettere il tronco”.

 

 

Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso via internet è gratuito e avviene tramite una registrazione al sito.

 

Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro - Buone Prassi -Documento approvato nella seduta del 27 novembre 2013 – Impresa Sicura

 

 

 

RTM



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