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Una campagna per il riconoscimento delle malattie professionali

26/05/2011: La Fiom Cgil ha avviato una campagna per la prevenzione e il riconoscimento delle patologie da lavoro, in particolare quelle muscolo scheletriche. Le attività informative e l’invio di specifiche richieste alle direzioni delle aziende metalmeccaniche.
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Roma, 26 Mag – In questi giorni è partita una campagna nazionale che la Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale ( Fiom) Cgil ha lanciato, in una assemblea nazionale degli Rls, per la prevenzione e il riconoscimento delle malattie professionali.
 
Questa campagna parte dalla constatazione che “la velocità dei ritmi di lavoro e le carenze a livello di ergonomia delle postazioni di lavoro sono la causa principale di patologie per l’apparato muscolo-scheletrico”. E queste patologie, particolarmente diffuse tra gli addetti alle linee di montaggio a trazione meccanizzata, “rappresentano circa il 50% di tutte le patologie da lavoro e sono un costo enorme sia per i lavoratori che per il sistema sociale ed economico”.
 
Questa campagna per la prevenzione e il riconoscimento delle patologie da lavoro, in particolare quelle muscolo scheletriche, che si articolerà anche con un'informazione appropriata rivolta ai lavoratori, avrà un momento di mobilitazione straordinaria il 30-31 maggio e il primo di giugno con l’invio di alcune richieste - da parte delle strutture territoriali della Fiom e degli Rls - alle direzioni di tutte le aziende metalmeccaniche e in tutto il territorio nazionale.
 
 

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Come indicato in un comunicato, presente sullo spazio web dell'ufficio Salute Ambiente Sicurezza della Fiom, con queste richieste si vogliono ottenere precise informazioni e documentazioni in relazione a:
 
- richiesta dati statistici sulle patologie diffuse: i “ medici competenti aziendali hanno l’obbligo di effettuare ogni anno un’analisi statistica delle patologie riscontrate tra i lavoratori; l’analisi deve essere consegnata sia al datore di lavoro che agli Rls che, però, non la ricevono quasi mai”. La richiesta che faranno gli Rls della Fiom ai medici aziendali permetterà di “elaborare un mappa precisa della tipologia e della quantità di patologie, diversificate anche secondo il genere (in particolare muscolo-scheletriche) diffuse nelle aziende”;
 
- richiesta dei dati sull’adeguatezza delle mansioni assegnate ai lavoratori con Ridotte capacità lavorative (RCL): “i medici competenti aziendali hanno l’obbligo di certificare l’idoneità di ogni lavoratore alla mansione specifica effettuata”, ma – rileva il comunicato Fiom – “i medici, spesso, elaborano solo delle prescrizioni generiche (ad es. divieto di sollevare carichi che superano un certo peso ecc). La conseguenza di questo comportamento è la frequente assegnazione ai lavoratori RCL di mansioni che possono provocare ulteriori danni alla loro salute”.
L’obiettivo della presentazione della richiesta, ai medici aziendali, della certificazione dell’idoneità di ogni lavoratore alla mansione specifica è quello di “costringere i medici a collocare i lavoratori in postazioni che non provocano ulteriori danni alla loro salute”;
 
- richiesta documenti di valutazione dei rischi muscolo-scheletrici: spesso “le aziende, nonostante le numerose richieste, consegnano agli Rls solo dei documenti generici sulla valutazione dei rischi” e – secondo la Fiom – “questa reticenza testimonia il fatto che le aziende non sono sicure della correttezza delle valutazioni dei rischi effettuate”.
L'Obiettivo della richiesta dei Documenti di Valutazione dei Rischi è quello di “analizzare i DVR attraverso un'analisi precisa per verificare se sono una foto fedele delle modalità concrete in cui si lavora e se sono conformi agli obblighi di legge”.
 
La campagna proseguirà poi con l'ulteriore sviluppo ed estensione delle azioni già in atto per il riconoscimento delle malattie professionali sviluppate insieme all’Inca Cgil.
A questo proposito si fa presente - PuntoSicuro la presenterà in un prossimo articolo – che è stata pubblicata una guida al riconoscimento delle malattie professionali realizzata dall' Inca-Cgil, dal titolo “Malattie professionali: l’abilità sta nel difendersi - Guida agli indennizzi e ai risarcimenti del sistema assicurativo in Italia”.
 
La Fiom ricorda poi che sono in attuazione “azioni per il riconoscimento delle malattie professionali alla Fiat-Sata di Melfi, alla Fincantieri di Monfalcone anche con la richiesta del riconoscimento del danno differenziale, alla ex Black & Decker di Perugia, mentre si stanno avviando le azioni alla Antonio Merloni di Gaifana in Umbria, alla Electrolux di Pordenone, alla Sevel della Val di Sangro”. Sono stati avviati, inoltre, diversi sportelli informativi.
 
Sul sito della Fiom è possibile scaricare i vari moduli occorrenti per l’inoltro delle richieste relative alla consegna dei DVR (in particolare con riferimento alle valutazioni relative alle patologie muscolo-scheletriche), alla consegna dei risultati riguardanti le patologie individuate nell’attività di sorveglianza sanitaria e alla consegna dei documenti che chiariscano le mansioni individuate per i lavoratori a Ridotte Capacità Lavorative:
 
 
 
 
 
 
 
 


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Rispondi Autore: Morando Sergio26/05/2011 (14:16:55)
Riconoscere le malattie professionali con danni all'apparato muscolo scheletrico è GIUSTO ! Ma come fare se si lavora a singhiozzo con contratti interinali,a ritenuta d'acconto, cantieri lavoro, a progetto, a somministrazione etc.similari precari dove si viene assunti a tempo per una mansione MENTRE sui posti di lavoro sono poi altre e pericolose ? Es: manovale..ma in realtà ti fanno fare (magari in accordi segreti con le ditte interinali e clienti..) non il manovale ma il saldatore o il cantoniere..PERTANTO SENZA LE RELATIVE VISITE MEDICHE ! E NESSUN corso di legge sulle sicurezze di tali qualifiche ! INSOMMA LE LEGGI VIOLATE RAGGIRATE ! Cosa bisogna fare ? Possibile che gli ispettori del lavoro ,ASL SPRESAL Etc. non intervengano persino quando sanno..? Che fare?
Sergio Morando
Rispondi Autore: Antonio Graziano30/11/2014 (17:58:18)
Dal lontano 2009 che ho aperto una vertenza x malattia professionale,volevo dirvi che siete lenti mancate di professionalità avete dei collaboratori inefficenti menefrechisti,dove lavoro sono usciti con una serie di numeri telefonici dove invitavano l'operaio a denunciare la malattia professionale ecc.ecc.per prendere un appuntamento con un medico legale,in culo non hanno mai risposto prendendo x il culo l'operaio in questione vaff. inccazzato nero. a dimenticavo sono un vostro ISCRITTO...

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