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Trasporto stradale: i rischi professionali dei tassisti e dei corrieri

Redazione
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 Industria alimentare
20/06/2011: Alcune relazioni mettono in rilievo i fattori di rischio e le buone pratiche per la gestione della sicurezza di tassisti, corrieri e fattorini. La movimentazione manuale, il traffico stradale, i rischi psicosociali, la fretta e i comportamenti personali.

Bilbao, 20 Giu – PuntoSicuro ha affrontato in questi mesi il tema della prevenzione e la sicurezza dei lavoratori nel comparto dei trasporti attraverso i documenti prodotti dall’ Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). Documenti prodotti anche in relazione al “ Decennio di azione per la sicurezza stradale” indetto dalle Nazioni Unite e volto a ridurre i rischi per i conducenti sulle strade.
 
Dopo aver parlato dei trasporti ferroviari, aerei e per vie navigabili, della sicurezza nel settore del trasporto stradale e della gestione dei rischi dei lavoratori,  non ci rimane che descrivere i peculiari rischi professionali di due diverse categorie di lavoratori che operano su strada: i tassisti e i corrieri.
 
Tassisti
In relazione a questa categoria di lavoratori l’EU-OSHA ha recentemente pubblicato la relazione “ Taxi drivers’ safety and health: A European Review of good practice guidelines” che contiene diverse buone pratiche per la gestione della sicurezza e mette in luce i numerosi rischi a cui i tassisti sono esposti.
 

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L’Agenzia ricorda che nella categoria dei tassisti e degli autisti sono compresi: “tassisti con regolare licenza, autisti di ‘radiotaxi’  non regolamentati, autisti di limousine e autisti aziendali”.
 
Irischi dei tassisti comprendono diversi rischi fisici:
 - “vibrazioni: gli autisti sono esposti alle vibrazioni prodotte dal veicolo. Tali vibrazioni risultano più o meno dannose a seconda del tipo di veicolo, della velocità media sostenuta e del numero di ore passate alla guida;
-movimentazione manuale di carichi sollevati, mantenuti, depositati, spinti, tirati, trasportati: i tassisti movimentano manualmente dei carichi, per esempio quando sollevano o mantengono un bagaglio, quando spingono una sedia a rotelle o quando aiutano un disabile a sostenersi;
-rischi da postura seduta prolungata, compresi DMS del collo, delle spalle e della schiena nonché malattie cardiovascolari;
- rischi correlati alla permanenza ‘su strada’”.
 
Vi sono poi i rischi biologici e chimici (gli “autisti professionisti, in particolare quelli che operano all'interno della città, sono esposti ai fumi di scarico e ad altri scarichi inquinanti”) e i rischi psicosociali, inclusi stress e violenza:
- “i rischi che causano stress comprendono: lo svolgimento di un lavoro ripetitivo e monotono che richiede un elevato grado di concentrazione; una scarsa possibilità decisionale e un sostegno sociale debole (un lavoro isolato che consente solo pochi contatti con i colleghi); l'organizzazione del lavoro: orari di lavoro impossibili, turni prolungati, ecc.; l'elevato rischio di affaticamento, gli autisti per esempio possono arrivare a fare turni di lavoro di 10-12 ore, mentre turni notturni e una pianificazione del lavoro irregolare possono causare, per esempio, disturbi del sonno;
-violenza: i tassisti sono maggiormente esposti a violenze e aggressioni rispetto a un lavoratore medio. Essi svolgono la propria attività lavorativa da soli, custodiscono denaro contante all'interno del veicolo e possono trovarsi costretti ad attraversare zone isolate e pericolose nelle quali i clienti possono aver assunto dosi eccessive di alcol o droghe”.
 
Senza dimenticare i rischi correlati a comportamenti personali:
- “ fumo;
- consumo di stimolanti, quali caffeina e alcol;
- mancanza di esercizio fisico (i tassisti e gli autisti svolgono un lavoro sedentario);
- basso tasso di utilizzo della cintura di sicurezza da parte dei tassisti e dei loro passeggeri”.
 
Corrieri in bicicletta e motocicletta
Anche in questo caso una relazione dell'EU-OSHA, dal titolo “ Delivery and despatch riders safety and health: A European Review of good practice guidelines”, offre indicazioni sui rischi e sulle buone pratiche per i corrieri in bicicletta e in motocicletta.  In particolare sono compresi fra i lavoratori del settore consegne: “i corrieri, i pony-express e i fattorini per la consegna degli alimenti a domicilio che utilizzano biciclette o motociclette”.
La relazione rileva che “l'utilizzo di corrieri in bicicletta o motocicletta può essere un modo particolarmente efficace di compiere le consegne. Tuttavia, tanto i ciclisti quanto i motociclisti rappresentano due delle categorie più esposte fra gli utilizzatori della strada. Entrambe le categorie patiscono le pressioni esercitate da urgenze temporali: i corrieri sono generalmente retribuiti in base alle consegne effettuate ed è loro richiesto che svolgano le proprie mansioni in un tempo piuttosto ridotto. I fattorini per la consegna degli alimenti a domicilio devono portare a termine la propria consegna mentre il cibo è ancora caldo”.
 
L’agenzia indica che i fattorini per la “consegna a domicilio dei fast food lavorano principalmente di notte, dalle 20:00 all'1:00, una fascia oraria durante la quale possono trovarsi a dover fronteggiare clienti ubriachi o aggressivi. A rendere questo lavoro ulteriormente pericoloso vi è poi il fatto che questi fattorini lavorano prevalentemente da soli e di notte e, poiché maneggiano denaro, sono inoltre soggetti a furti”.
Inoltre “le condizioni atmosferiche, le strade accidentate, la fretta di portare a termine consegne puntuali, sono tutti fattori che portano a un aumento del rischio di incidenti per chi svolge il proprio lavoro in motocicletta. La categoria dei fattorini per la consegna degli alimenti a domicilio è costituita in genere da ragazzi o da lavoratori che non hanno ricevuto una formazione professionale, che svolgono principalmente un'attività lavorativa a tempo parziale su base contrattuale. Ciò comporta che possano essere privi della necessaria formazione ed esperienza nella conduzione del loro veicolo”.
 
Questi i “rischi e i pericoli per i fattorini in motocicletta:
- carenza di abbigliamento protettivo (pettorine ad alta visibilità, caschi);
- mancanza di formazione;
- svolgimento dell'attività lavorativa da soli;
- contatto con i clienti (rischi derivanti da possibili clienti aggressivi, ubriachi o sotto effetto di droghe);    
- svolgimento dell'attività lavorativa nelle fasce orarie notturne;
- amministrazione di denaro (rischio di furti);
- rumore [per le motociclette che viaggiano a una velocità di 70 mph (112 km/h) sono stati registrati livelli di rumore superiori a 105 dBA]”.
 
Infine qualche indicazione relativa ai corrieri in bicicletta.
Per le distanze che percorrono e per la quantità di tempo che passano su strada, i corrieri in bicicletta “hanno maggiori probabilità rispetto agli altri ciclisti di essere vittime di incidenti. I corrieri trascorrono su strada l'arco di tempo più pericoloso della giornata, quello durante il quale la qualità dell'aria risulta essere peggiore. Oltretutto pedalare richiede uno sforzo fisico tale per cui il tasso di respirazione diviene più intenso ed elevato”.
 
In particolare i fattori di rischio di questa tipologia di corrieri  sono “correlati alla natura stessa del loro impiego e alle condizioni di traffico: la loro età (in media 25 anni circa), il sesso (prevalentemente maschile), lo status professionale (contraenti autonomi, pagati sulla base delle consegne o delle commesse effettuate la cui attività lavorativa si svolge a tempo pieno su strada), lo scopo del loro lavoro (consegna rapida), l'area in cui operano (settore commerciale caratterizzato dal traffico di veicoli pesanti e di numerosi pedoni, ecc.)”.
 
Concludiamo con un elenco dei principali rischi e i pericoli per i corrieri in bicicletta:
- “traffico stradale ( rischio di incidenti stradali);
- pressione esercitata da urgenze temporali (consegne puntuali);
- veicoli ( scarsa manutenzione, equipaggiamento non appropriato);
- carico non bilanciato;
- cattive condizioni atmosferiche, abbigliamento inappropriato;
- aria inquinata;
- carenza di abbigliamento protettivo (pettorine ad alta visibilità, caschi);
- mancanza di formazione;
- svolgimento dell'attività lavorativa da soli;
- contatto con i clienti (rischi derivanti da possibili clienti aggressivi, ubriachi o sotto effetto di droghe);
- amministrazione di denaro (rischio di furti);
- sforzo fisico (problemi alle giunture quali ginocchia e polsi);
- nutrizione (necessità di assumere una maggiore quantità di calorie)”.
 
 
 
 
 
 


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