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La sicurezza nell’installazione e smantellamento di un cantiere edile

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Edilizia

15/04/2011

La prevenzione in edilizia in relazione alle attività di installazione e smantellamento di un cantiere. I rischi più rilevanti, le misure di prevenzione, le istruzioni per gli addetti, il montaggio delle macchine e la segnaletica necessaria.

 
Torino, 15 Apr - Un momento delicato per la sicurezza dei lavoratori nei lavori edili è relativo all’installazione e allo smantellamento di un cantiere, sia riguardo alle attività correlate che alle conseguenze di un’installazione non idonea.
 
Possiamo trovare alcuni suggerimenti riguardo alla prevenzione e ai rischi nella banca dati di schede bibliografiche contenute nel manuale "La valutazione dei rischi nelle costruzioni edili"- nato dalla collaborazione tra il Comitato Paritetico Territoriale di Torino e Provincia ( C.P.T. Torino) e l’ INAIL Piemonte.
Ricordiamo che le imprese edili possono fare riferimento a queste schede per la gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro e, adeguandole agli ambienti e alle situazioni specifiche dell’impresa, per la stesura del DVR e dei piani di sicurezza.
 
Nella scheda “Installazione e smantellamento cantiere” si segnala che le attività contemplate, relative a queste due fasi di lavoro, “sono simili per tutti i tipi di cantiere in cui è necessario impiantare le strutture di assistenza e supporto dell’unità produttiva e derivano dalle analisi effettuate su di un campione significativo di cantieri. Potranno pertanto essere individuate descrizioni diverse in relazione alle specificità del cantiere e delle modalità operative”.
Queste alcune delle attività considerate:
- “pulizia e sgombero area;
- allestimento recinzioni;
- formazione segnaletica provvisoria stradale;
- predisposizione basamenti e/o aree per apparecchi, depositi e lavorazioni fisse;
- allestimento baraccamenti;
- allestimento depositi fissi;
- montaggio macchine ed apparecchi fissi;
- realizzazione impianti e allacciamenti elettrici, idrici e fognari;
- movimento macchine operatrici;
- realizzazione protezioni a impianti o strutture esistenti;
- smantellamento recinzioni, segnaletica, baraccamenti, depositi, macchine e posti di lavoro”.

 

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Vediamo insieme alcuni dei rischi più rilevanti e le relative misure di prevenzione:
 
- cadute dall’alto: “nella fase di preparazione e assemblaggio a terra dei singoli pezzi di macchine, impianti, attrezzature (gru, impianto di betonaggio, baraccamenti e quant’altro) e nella fase di montaggio in quota si deve tenere conto delle misure di sicurezza previste contro il rischio di caduta dall’alto; allo scopo possono essere utilizzati ponti mobili su ruote, scale a castello o i ponti su cavalletti; ove non risulti tecnicamente possibile è necessario fare ricorso ai dispositivi di protezione individuale anticaduta”. Inoltre “la realizzazione di linee elettriche provvisorie deve essere eseguita con mezzi adeguati; l’uso di scale a pioli deve essere limitato al massimo, solo per interventi che non richiedono l’uso contemporaneo delle mani e solo se fissate o trattenute al piede da un’altra persona; per le operazioni più complesse devono essere utilizzate attrezzature quali scale a castello, ponti mobili a torre o ponti sviluppabili.
La realizzazione di protezioni a linee elettriche e a strutture o impianti preesistenti richiedono di volta in volta lo studio della procedura e dei mezzi di protezione da adottare, ricorrendo anche a cestelli o a ponteggi metallici fissi”. Anche “la movimentazione e lo sgancio di singoli componenti preassemblati o da assemblare, in particolare se a livelli diversi deve essere effettuato con attrezzature adeguate, evitando di salire sopra i medesimi, anche solo per le operazioni di aggancio-sgancio del carico”;
 
- scivolamenti, cadute a livello: “devono essere realizzati percorsi pedonali interni al cantiere i quali devono essere sempre mantenuti sgombri da attrezzature, materiale o altro capaci di ostacolare il cammino dei lavoratori. Le zone di accatastamento di materiale da smaltire o di materiale necessario all’installazione devono essere individuate in aree distinte e separate dai percorsi pedonali. In presenza di terreno scivoloso occorre riportare materiale inerte granulare per rendere utilizzabili in sicurezza le aree di lavoro o di passaggio”;
 
- rischi elettrici: “l’alimentazione degli utensili elettrici portatili deve essere fatto attraverso un impianto, anche provvisorio che ne garantisca l’utilizzo in sicurezza. L’utilizzo di piccoli generatori consentono di alimentare un solo apparecchio utilizzatore per volta senza la necessità di realizzare l’impianto di terra, il quale invece è necessario per i gruppi elettrogeni più potenti, quando si alimentano più apparecchi utilizzatori contemporaneamente”. Si ricorda che “l’utilizzo degli avvolgicavo è consentito, purché siano dotati di un protettore termico o magnetotermico o di massima corrente, che protegga il cavo da surriscaldamenti dannosi, sia con cavo avvolto che con cavo svolto, e sia dotato di prese di tipo industriale”. E prima di iniziare le attività (ad esempio piccoli scavi, movimentazioni con apparecchi di sollevamento) “deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi di lavoro al fine di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione. I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori che si trovino a dover operare in prossimità di linee elettriche”.
 
Ricordiamo che la scheda contiene suggerimenti per la prevenzione anche in relazione a: urti, colpi, impatti, compressioni; punture, tagli, abrasioni; calore, fiamme; radiazioni non ionizzanti; cesoiamento, stritolamento; caduta materiale dall’alto, investimento; movimentazione manuale dei carichi; fumi; getti, schizzi; infezioni da microrganismi.
 
Veniamo alle istruzioni per gli addetti:
- “il montaggio delle gru deve avvenire secondo le istruzioni ricevute, utilizzando ponti sviluppabili, quando necessario ed evitando ceste di fortuna per il sollevamento delle persone; gli addetti al montaggio devono fare uso di imbracatura di sicurezza ancorata a linee di ancoraggio o dotata di doppio cordino, per avere in ogni momento almeno un ancoraggio sicuro. Le operazioni di montaggio devono essere eseguite da lavoratori fisicamente idonei sotto la guida di una persona esperta. Il personale utilizzato durante le operazioni di montaggio deve essere suddiviso per mansioni ben definite per le quali deve aver ricevuto una informazione e formazione adeguata alle funzioni svolte;
- l’accesso alle parti alte delle macchine e degli impianti, come la cabina o il braccio della gru o piattaforme sopraelevate o silos, qualora non siano previsti mezzi ausiliari di accesso, deve essere fatto servendosi della scala a pioli provvista di gabbia di protezione, prevista nella loro dotazione;
- lo sgombero di eventuali materiali presenti nell’area in cui occorre installare il cantiere, deve essere preceduto da una verifica volta all’accertamento della presenza di sostanze tossico – nocive, delle modalità di evacuazione e smaltimento e dell’accessibilità dell’area da parte dei mezzi che si intendono utilizzare;
- devono essere individuati i percorsi per i pedoni e per i mezzi d’opera e le aree provvisorie per lo stoccaggio del materiale necessario all’installazione del cantiere;
- la posa dei baraccamenti deve essere effettuata su superfici all’uopo predisposte che non consentano il ristagno dell’acqua; i monoblocchi possono essere posati su battuti di cemento e/o su supporti in legno che devono garantire una adeguata resistenza. La loro movimentazione deve essere fatta con capaci mezzi di sollevamento ed idonei accessori di sollevamento quali fasce tessili e/o bilancini;
- i lavori di scavo per la realizzazione degli allacciamenti idrici e fognari devono essere preceduti dall’accertamento della presenza di eventuali sottoservizi come tubazioni di gas o acqua; gli scavi in trincea che superano i metri 1.50 di profondità devono essere convenientemente armati o eseguiti con una inclinazione tale da garantire la stabilità delle sponde;
- la presenza di scavi aperti deve essere in tutti i casi adeguatamente segnalata;
- tutti gli addetti devono rispettare la segnaletica di cantiere e le indicazioni eventualmente fornite dai preposti in merito alla circolazione dei mezzi e delle attrezzature nell’area di lavoro: quando le lavorazioni interessano tratti di strada aperti al traffico, prima dell’inizio dei lavori, occorre delimitare in maniera ben visibile la zona di lavorazione, comprensiva delle aree di manovra delle macchine operatrici;
- tutti gli addetti a terra devono tenersi lontani dalle attrezzature in funzione, possibilmente sotto il controllo visivo dell’operatore;
- lo smantellamento del cantiere presuppone l’adozione dei medesimi accorgimenti utilizzati per l’installazione”.
Si sottolinea poi, riguardo alle procedure di emergenza, che “per ogni postazione di lavoro è necessario individuare una ‘ via di fuga’, da mantenere sgombra da ostacoli e impedimenti, che il personale potrà utilizzare per la normale circolazione e in caso di emergenza”.
 
E riguardo alla segnaletica “nelle vicinanze della zona di lavoro, soprattutto nelle zone ove è previsto il passaggio delle persone ed in prossimità delle zone di operazioni dei mezzi meccanici, devono essere collocati gli opportuni cartelli indicatori del pericolo e delle misure di prevenzione da adottare” (ad esempio cartelli con segnale di divieto, con segnale di avvertimento, con segnale di prescrizione, …). Senza dimenticare i cartelli in conformità alle indicazioni del codice della strada da utilizzare per gli “incroci e gli attraversamenti a raso di altre strade aperte al traffico”.
 
Segnaliamo che la scheda, che vi invitiamo a visionare, riporta anche indicazioni sui DPI da utilizzare, sulla formazione e sulla sorveglianza sanitaria necessarie.
 
 
 CPT di Torino e Provincia, INAIL Piemonte:
 
- La valutazione dei rischi nelle costruzioni edili, l’intero manuale (formato ZIP, 19.5 MB);
- Variazioni edizione 2009 (formato PDF, 496 kB): contiene alcuni aggiornamenti, rispetto alla precedente edizione del manuale, da consultare per verificare se apporre correzioni al proprio documento di valutazione dei rischi;
- ERRATA CORRIGE MANUALE 2010 (formato PDF, 283 kB);
 
 
Tiziano Menduto

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