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Sicurezza e prevenzione nel comparto agricolo

Tiziano Menduto
 Tiziano Menduto
 Agricoltura
14/06/2010: Documenti relativi al Piano Regionale Veneto per la prevenzione di incidenti e malattie in agricoltura. Gli obiettivi del piano regionale, l’analisi della situazione infortunistica, le criticità individuate e un protocollo per la sicurezza.
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Il Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL) dell’ULSS 20 di Verona, nell'ambito dei propri compiti istituzionali di promozione della salute e di vigilanza negli ambienti di lavoro, dedica alcune pagine del suo sito alla sicurezza e prevenzione in agricoltura.
Infatti quella dell'agricoltore è una professione a cui si sono aggiunti, ai rischi tradizionali, i rischi che “derivano da una sempre più accentuata specializzazione, dall'impiego di macchine sofisticate, potenti e pesanti, dalla natura del territorio e dall'utilizzo di prodotti non sempre innocui e talora anche decisamente tossici quando si maneggiano i principi attivi allo stato puro”.





Nel sito viene presentato innanzitutto il “Piano Regionale Agricoltura 2009-2010”, approvato con deliberazione della giunta regionale veneta n. 2900 del 29 settembre 2009.
Un piano che dà attuazione al Piano Nazionale di prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura 2009/2011 - approvato dal Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro nella seduta del 17 giugno 2009 - che individuava livelli di intervento omogenei per tutte le Regioni.
Gli obiettivi del piano approvato dalla Regione Veneto sono:
- “elaborare una procedura per il controllo delle aziende agricole, dei costruttori e dei rivenditori di macchine agricole per la riduzione degli infortuni gravi e mortali;
- promuovere la cultura della sicurezza nel mondo agricolo;
- elaborare un piano di fattibilità per la sorveglianza sanitaria per i lavoratori autonomi, collaboratori familiari e lavoratori a tempo definito;
- partecipare all’attività interregionale sulla sicurezza in agricoltura”.
  
Tuttavia è nel documento “Allegato A – DGR 2900 del 29/9/2009” che vengono descritte le modalità di raggiungimento di questi obiettivi e viene svolta un’analisi strutturata dei problemi nel comparto agricolo.

Nel comparto agricolo veneto, secondo i dati dell’annuario statistico Italiano del 2008, sono presenti 144.604 aziende, e sono rilevabili alcune peculiarità:
- i familiari “rappresentano oltre il 90% degli addetti, la manodopera dipendente è inferiore al 2%, mentre quella avventizia è circa il 6%. C’è quindi un gran numero di piccole imprese condotte e gestite autonomamente dalla famiglia del conduttore”;
- c’è un “rilevante aumento della meccanizzazione che riguarda ormai oltre il 90% delle aziende agricole”;
- “il Veneto è la regione tra le più interessate dal consumo di fertilizzanti (8.311.766 q) e di fitofarmaci (17.588.634 q) a livello nazionale”;
- “nella maggior parte delle aziende agricole, l’ambiente di lavoro coincide con l’abitazione del nucleo familiare, con contiguità dei rischi anche per la popolazione non lavorativa”.

Se il numero degli infortuni avvenuti nel settore Agricoltura e denunciati all’Inail nel Veneto, presenta un “andamento decrescente” (riduzione che va “di pari passo con il calo degli occupati più accentuato per i dipendenti che per gli autonomi”), l’indice di frequenza degli infortuni in agricoltura “risultava a livello nazionale per il 2007 pari a 52,5 infortuni ogni 1.000 addetti contro i 30,8 infortuni ogni 1.000 addetti dell’industria”.
Il numero di infortuni, i cui agenti materiali sono dispositivi, motori, utensili, macchine, attrezzature e veicoli,  “è percentualmente molto elevato” (48%): il trattore, da solo, è “responsabile del 10% degli infortuni e del 35% di quelli mortali (il 50% di questi ultimi si verifica per trauma cranico)”.
I rischi più gravi a cui è esposto l’operatore alla guida del trattore “sono sicuramente rappresentati dai ribaltamenti trasversali e/o longitudinali per sovraccarico del trattore (ad es.
 attrezzature collegate), per sforzo eccessivo di traino, per manovre brusche, per eccessiva pendenza del terreno”.
Le malattie professionali, secondo i  dati Inail, sembrano rappresentare, in termini numerici, “un problema di salute almeno apparentemente meno rilevante rispetto agli infortuni; la cadenza è di circa 500 malattie professionali denunciate all’ anno, meno di 30 casi nel Veneto negli ultimi 5 anni”. Con “una chiara tendenza alla flessione del numero delle malattie tabellate a tutto vantaggio del complesso delle non tabellate: queste ultime esprimono ormai numeri praticamente doppi rispetto alle tabellate e rappresentano addirittura oltre i 2/3 del totale delle richieste di riconoscimento all’Inail”.
In particolare negli ultimi anni “le ipoacusie, l’asma bronchiale e le alveoliti allergiche rappresentano le patologie più frequenti, seguite dalle malattie osteoarticolari (sindrome del tunnel carpale, artrosi, tendinite, affezioni ai dischi intervertebrali)”.

Tra i problemi individuati per il raggiungimento degli obiettivi dettati dal Piano è da rilevare un’attività di vigilanza nel settore agricolo frammentata e spesso concentrata “soprattutto nelle indagini per infortuni gravi e mortali e nelle attività di formazione ed informazione”.
Inoltre è difficile applicare la “normativa di sicurezza alle imprese familiari, ai coltivatori diretti e ai collaboratori familiari”.
Ad esempio il Decreto legislativo 81/2008, “pur ampliando il campo di applicazione della normativa di tutela anche ai lavoratori autonomi e ai collaboratori familiari per gli aspetti tecnici di sicurezza macchine ed attrezzature e per l’uso di dispositivi personali di protezione non impone ma lascia facoltativo l’accesso ai programmi di formazione e la sorveglianza sanitaria. Questa possibilità, di fatto si traduce in esclusione e assume carattere di grande rilevanza sanitaria in termini di cultura professionale emarginata e di mancata sorveglianza sanitaria di questa popolazione che si estende anche i lavoratori occasionali e stagionali”.

Nell’allegato vengono raccolti i dati di fattibilità per supportare gli SPISAL nello svolgimento dell’attività di vigilanza e promozione della salute nel comparto agricoltura al fine di raggiungere gli obiettivi definiti dal Piano Nazionale Agricoltura.
Per ogni obiettivo, secondo schemi che vi invitiamo a visionare sul documento originale, sono indicate le azioni specifiche, i risultati da conseguire, gli standard da raggiungere e i tempi necessari.

Infine riportiamo alcuni cenni relativi al “Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro — settore agricoltura, anno 2009”, un protocollo firmato da diverse realtà (INAIL, DPL, INPS, organizzazioni sindacali e datoriali, ente bilaterale dell'agricoltura veronese, …) con l’obiettivo di garantire salute e sicurezza del lavoro nel settore dell'agricoltura “attraverso l'implementazione delle attività di assistenza, informazione e formazione di tutti i soggetti coinvolti e la istituzione di un sistema di controlli coordinati degli Enti Pubblici preposti istituzionalmente a tale compito”.
Tale protocollo elabora in via sperimentale un piano d'azione denominato "Operazione Agricoltura Sicura", per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
- “contrasto dei rischi di infortunio mortale e del lavoro sommerso nel 100% delle attività agricole;
- partecipazione delle Parti Sociali alla promozione della cultura della sicurezza e regolarità del lavoro nel comparto agricolo;
- coordinamento operativo degli Enti Pubblici preposti alle attività di controllo con atteso incremento dei livelli di efficienza dell'attività di vigilanza”.

Le parti firmatarie convengono poi di istituire un "Tavolo per la Salute e la Sicurezza del Lavoro in Agricoltura”. Questo Tavolo di lavoro, ad esempio, promuove e coordina i progetti informativi, formativi e di comunicazione in tema di salute e sicurezza del lavoro a sostegno delle aziende agricole (corsi di formazione, incontri nei territori, approfondimenti della normativa, promozione della sicurezza nelle scuole, …).



Regione Veneto, “Piano Regionale Agricoltura 2009-2010”, approvato con deliberazione della giunta regionale veneta n. 2900 del 29 settembre 2009 (formato PDF, 57 kB).
Regione Veneto, “Allegato A – DGR 2900 del 29/9/2009”, approvato con deliberazione della giunta regionale veneta n. 2900 del 29 settembre 2009 (formato PDF, 91 kB).

Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro — settore agricoltura, anno 2009” (formato PDF, 1.6 MB).





Tiziano Menduto
 



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